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Era il mese di Luglio del ’95 e Roma in questo mese diventa praticamente invivibile per l’afa e per i turisti. Avevo appena fatto una doccia rinfrescante ed ero ancora in accappatoio quando sentii il campanello della porta suonare e andai ad aprire. Era il tecnico della caldaia, un bel ragazzo, alto e soprattutto piuttosto muscoloso. Lo feci entrare, doveva aggiustarmi la caldaia. Io mi scusai del mio abbigliamento e gli chiesi se voleva del tè freddo. Lui mi disse di si, così glielo misi sul tavolo in attesa che lui finisse, cosa che fece nel giro di dieci minuti. Quando ebbe finito, prese il tè e cominciò a sorseggiarlo fissandomi l’accappatoio all’altezza del seno. Poi mi disse “Le hanno mai detto che è proprio bella?”…
Io mi misi a ridere e risposi “Qualche volta, ma sono tutte sporche bugie!” e anche lui sorrise. Non si decideva a distogliere lo sguardo da lì quando disse “Deve avere proprio un bel seno!”…
E lo diceva in modo incredibilmente serio, non scherzando come chiunque altro. Non so che mi prese a quel punto…ma quel tipo mi eccitava terribilmente! Così (una bella faccia tosta, eh?) gli risposi che lui doveva avere un gran bel sedere!! A quel punto lui si alzò, io ero seduta al tavolo della cucina e mi mise una mano sotto l’accappatoio…io ero già tutta bagnata…e cominciò a giocherellare con il mio clitoride…ero praticamente già in estasi!!
Mi fece alzare, mi slacciò l’accappatoio, che cadde ai miei piedi e mi fece inginocchiare davanti a lui. Volle che glielo prendessi in bocca…o quantomeno me lo fece capire in modo evidente e così feci. Cominciò a spingermi la testa avanti e indietro con tanta di quella irruenza che mi sentivo soffocare…ci furono dei momenti che i suoi testicoli mi entrarono quasi in bocca!
Sentii la sua foga aumentare, tanto che pensai che stesse per venire. E proprio in quel momento si bloccò e si tirò fuori spingendo la mia testa all’indietro.
“Alzati in piedi. Voglio scoparti. ” disse. Ma non lo disse urlando…era molto calmo. Lo disse con il tono di chi semplicemente non ammette un no. Come se fosse la cosa più normale di questo mondo! Un tono forse anche un po’ impersonale. Io mi alzai, lui mi girò in modo che gli rivolgessi le spalle, spinse la mia schiena in avanti fino a schiacciare i miei seni turgidi contro il tavolo da cucina, con la mano destra mi tappò la bocca, con la sinistra mi strizzava i capezzoli e con uno strattone del bacino mi penetrò con il suo enorme membro. Andò dentro e fuori per una decina di minuti, in silenzio totale, come se fosse impegnato a schiacciare qualcosa all’interno della mia vagina!
Quando venne fece solo un lieve mugolio…sentii il fiotto caldo dentro di me…resto così, immobile, con la testa appoggiata sulla mia schiena, senza dire una parola per altri 5 minuti buoni. Poi, sempre in silenzio, si rivestì con calma, mi salutò e fece per andar via. Io lo fermai, gli dissi, ancora ansimante: “Quanto ti devo?” e lui rispose semplicemente: “Già fatto. Arrivederci. ” E se ne andò. Lasciandomi con lo sguardo rincretinito a fissare la porta.
Quando si dice “Di poche parole” eh?…
Minnie

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Autore Pubblicato il: 14 Maggio 2022Categorie: Racconti Erotici Etero0 Commenti

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