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Ero nel retrobottega della farmacia e mi stavo sditalinando da impazzire, urlando eccitata visto che era ora di chiusura ed ero sola. “Ahhhh se ci fosse un maschio adesso ad impalarmiii” gemetti senza ritegno mentre la figa ormai era bagnata e stavo venendo a furia di stimolarmi il clitoride. Mi adagiai contro il muro pensando a come sarei apparsa vista da fuori: ero mezzanuda sotto il camice con una tetta che sporgeva maliziosa e la gonna alzata oscenamente, con le mutandine spostate per farmi toccare la fichetta, peccato che… Cos’era questo rumore?? “Daniela sono Massimo ci sei??”, era il ragazzo che consegnava le medicine me n’ero completamente dimenticata!!

Ok, facciamo un attimo le presentazioni. Sono Daniela, una bella moretta di venticinque anni che lavora nella farmacia di M., una bella città di mare con un buon clima tutto l’anno. Senza falsa modestia so di piacere molto ai clienti, soprattutto i maschietti, visto le mie forme abbondanti e il mio visino da gatta. Ogni volta che c’è da fare un’iniezione o un esame tipo elettrocardiogramma vogliono me, perchè sono gentile e… diciamolo pure, bona!
Non che voglia approfittarne della cosa, anzi, però la carne è carne e non si può sempre sfuggire alle tentazioni.

L’occasione si presentò in un giorno d’estate e parecchio caldo. Ero vestita solo del mio grembiule con reggiseno e mutandine sotto, e degli zoccoletti carini che evidenziavano i miei piedini numero 37 e un delizioso smalto argentato. Non che volessi approfittare del mio look, ma è certo che la mia terza di seno risaltasse sotto il vestito che indossavo. Di sicuro non lasciava indifferente il signor Bianchi, un bel cinquantenne che approfittava della nostra cortesia per farsi fare delle iniezioni nella stanzetta sul retro, che usavamo per tutte le prestazioni speciali.

Certo detto così poteva sembrare allusivo, ma non avrei pensato che la mia sarebbe stata proprio… una prestazione speciale! In genere fare un’iniezione era una cosa banale, ma non quella mattina. “Ehm Dani, ho chiesto te perchè è una cosa delicata: dovresti farmi un’iniezione al pene!”, mi disse un pò imbarazzato Giorgio, come mi aveva detto di chiamarlo.
“Scusami”? risposi abbastanza sconcertata. “Vedi, soffro di disfunzione erettile. Non è che il mio… ehm, cazzo, non venga duro, è che non lo viene con regolarità. Per esempio stamattina…” e abbassò i pantaloni rivelando una nerchia non lunghissima ma molto larga, moolto larga. “Scusami ancora, ma non mi sembra… molle anzi!”, replicai stupita. Quel pene era veramente interessante, e a mia discolpa erano mesi che non ne vedevo una avendo mollato quel cretino di Beppe. “Beh, forse perchè ci sei tu…” quasi sussurrò in tono falsamente innocente. “Beh Giorgio, potremmo fare una prova allora”, “Cioè Dani?”, e prima di replicare mi sbottonai il grembiule che indossavo rimanendo solo con reggiseno e mutandine. “Vediamo quanto viene duro se… vede di più” dissi, allo stesso tempo sedendomi e accavallando in modo esagerato. “Perchè intanto non mi lecchi le mie dita sudate”, e sfilando il piedino destra dallo zoccoletto gliele misi in bocca, provocando subito una reazione da parte sua che incominciò a ciucciarmele, e dal cazzo che continuò ad ingrossarsi. “Mmm che bell’amichetto che abbiamo qui”, e appoggiai l’altro piedino al cazzo incominciando un eccitante su e giù. “Ohh Dani ma questo è un sogno”, mugolò eccitato Giorgio, “No caro, questo è un sogno, e balzai a terra inginocchiandomi e prendendolo in bocca con avidità. Dopo cinque minuti a mulinarlo alternando ciucciate a leccate dalla base alla cappella, presi un profilattico dall’armadietto vicino, lo misi dentro il suo cazzo, e dopo essermi tolta reggiseno e mutandine ed essere rimasta completamente nuda, mi misi alla pecorina ordinandogli di penetrarmi a fondo. “Scopami tuttaa”, e Giorgio incominciò a pomparmi dentro mentre io mi appoggiavo alla parete dello stanzino. Appena sentì che ormai stava venendo, mi girai e raccolsi la sborra tutta in bocca, leccando anche alcune gocce che erano finite per terra: meglio non lasciare prove pensai…

“Allora Giorgio andata bene l’iniezione”, disse il titolare, il signor Girardi. E Giorgio rispose allo stesso tempo strizzandomi l’occhio, “Daniela è una maestra, non mi ha fatto nemmeno male. Anzi…”

Non è che tutti i giorni capitino occasioni simili, però quando dovevo chiudere io ne approfittavo per masturbarmi nel retro, e quella sera quando sentì la voce di Massimo mi ricomposi velocemente eccetto anche se il mio sguardo rimaneva comunque eccitato. Beh, in fondo perchè non provarci con un ragazzo così giovane e carino? Feci che togliermi il reggiseno e lasciare scoperta un’ ampia parte del grembiule, in modo da far intravedere le mie tettone nude. “Ciao Massimo, solita consegna?” gli dissi lanciandogli uno dei miei sorrisi accattivanti, “Sì parecchi preservativi tra l’altro” e ricambiò il mio sguardo in modo allusivo. A quel punto slacciai il grumbiule, lo aprì in modo da far vedere le mie poppe nude e con dei capezzoli che si stavano indurendo, e gli dissi languidamente: “Portali nel retro che li proviamo”, e sculettando lo precedetti, e mentre entravamo nello stanzino mi prese il culo sotto il vestito e lo strizzò, “Mmm troia ci divertiremo”, facendomi girare e schiaffandogli la lingua in bocca. “Sì maialino”, e mi tolsi la veste e adagiandomi sul lettino delle iniezioni spalancai le gambe invitandolo a togliermi le mutandine. Massimo me le sfilò e incominciò a lapparmi la figa, e io gli sussurrai “mettiamoci a 69, voglio farti impazzire!”. Gli presi il suo calippo ben fornito e incominciai a mordicchiarlo e strizzarlo con la mano dalle palle all’asta arrivando fino alla punta, mentre lui alternavo lingue e dita nella fica bagnatissima, “Ahh Max sono un lagoo!” urlai senza ritegno ormai in estasi. Mi tolsi dal suo manubrio ormai duro e mettendommi sopra di lui e infilandomi il cazzo in fica, incominciai uno smorzacandela lento, volevo farglielo diventare di marmo prima di eruttare come un vulcano. “Ahh Dani che maiala che sei!”, e io gli dissi di prendermi il culo e di spingermi sul suo pene aumentando il ritmo. Quando lo sentì vicino all’orgasmo, mi sfilai e presi il cazzo in bocca prendendo una valanga di sborra fino alla gola, e perversamente lo presi per la bocca e baciandolo gli restituì parte del suo sperma, in una slinguata accompagnata dalle nostre mani che continuanavano ad esplorare i nostri reciproci corpi, io cercavo le sue palle e lui mi strizzava i capezzoli. “Fede voglio incularti” mi sussurrò e io adagiatami sulla pancia gli urlai: “Sfondamii!”, e lui manovrandosi il cazzo per farlo ritornare duro incominciò a saggiare il mio sfintere, prima affondandomi due dita dentro e poi la sua mazza di nuovo arrapata, e strappandomi un urlo feroce: “Ohhhhhhhhhh!!”, il suo pene entrò fino alle palle lasciandomi la sensazione che mi penetrasse fino all’intestino, e lui ormai senza controllo entrò e uscì ripetutamente dal mio buchetto in un’orgia di gemiti e urla, “Ahhh sfondamiii stronzo!”, prima di uscire del tutto farmi girare e incominciare a baciarmi in bocca fino a incontrare la mia lingua che ricambiava eccitata. Mi fermai solo per far scivolare un grumo di saliva direttamente nella sua bocca, quasi a segnare un perverso legame tra di noi, poi mi riabbassai presi il suo cazzo e lo feci scivolare tra le mie tette, “Ohh Dani sei insaziabile”, fino a farlo di nuovo eruttare sperma e inondare di bianco le mie poppe. Sfinita scivolai su di lui, “Che ne dici Max di qanuesto straordinario?”, e lui ridendo riprese a ciucciarmi le tette mentre io mi sditalinavo una figa ancora eccitata.

“Che fossi bellissima lo avevo intuito, ma anche così troia no”, mi disse quando ci fummo rivestiti Massimo. “E tu che approfitti di una ragazza sola” replicai facendogli una linguaccia, e così iniziarono i nostri appuntamenti del fine turno.

Ero una troia, pensai quella sera nel mio appartamento dove vivevo da sola? Non per forza, mi piace divertirmi col sesso, tempo per mettere la testa a posto ce ne saranno. E intanto ripensavo a quella vacanza a Parigi con la mia amica Silvia, veramente indimenticabile, per motivi non solo… turistici!

Continua

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