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Mi apprestavo a passare un’altra serata davanti al televisore quando suonò il citofono: era la mia figliastra. La visita era inaspettata, mi venne il dubbio che mi avesse avvertito con una telefonata o un sms, ma nei miei ricordi non c’era nulla quindi potevo esprimere la mia sincera sorpresa senza timore di passare per il solito distratto. A dire il vero negli ultimi due anni le mie facoltà mentali avevano subito un notevole rallentamento a causa della separazione da mia moglie, la madre. Vivevo in un limbo fatto di ricordi e dei bei momenti passati insieme alla mia famiglia. Il mio cervello si era fermato a quella fatidica data di due anni prima quando mia moglie mi aveva confessato di avere un altro e di volere stare con lui. In realtà non me lo aveva confessato, mi aveva solo informato. Avevamo subito iniziato le pratiche per la separazione e in pochi mesi avevamo venduto la casa dove abitavamo ed avevamo acquistato due appartamenti più piccoli ai capi opposti della città, onde evitare di incontrarci anche per caso. Eliana era dovuta rimanere a vivere con la madre anche se aveva fatto di tutto per stare da me ma non c’era stato verso. Mia moglie aveva poi preferito mantenere la sua indipendenza rimanendo a vivere da sola senza trasferirsi a casa dell’amante. Di tanto in tanto, spesso in verità, Eliana veniva a passare qualche giorno da me, preavvisandomi con una telefonata o un sms. Questa volta però non lo aveva fatto ma, ovviamente, non c’era alcun problema, visto che non avevo nulla a fare o qualcuno da vedere, come ogni sera da due anni. Appena entrò dalla porta vidi che aveva un espressione corrucciata sul volto. Ci sedemmo in salotto e tentai di capire cosa avesse. Le chiesi se per caso aveva litigato con la madre, ma mi rispose che andava tutto bene. Le chiesi quindi se le fosse successo qualcosa, ma mi tranquillizzò dicendomi che stava bene e che non le era successo nulla di grave: il problema era il suo ragazzo. Mi tranquillizzai, era un problema di cuore. Ero stato sempre il confidente privilegiato per gli affari di cuore. Conoscevo tutto della sua vita sentimentale e sessuale. Non so il motivo ma Eliana preferiva parlare con me piuttosto che con la madre dei suoi problemi di cuore. Aveva iniziato a dodici anni a chiedermi spiegazioni di tutto ciò che non conosceva nel campo dei sentimenti e del sesso ed io avevo cercato di rispondere nel modo più naturale e semplice possibile. Mi aveva raccontato di tutti i suoi flirt, di tutti i ragazzi che le facevano la corte, avevamo parlato del suo corpo e della sua sessualità. Avevo dovuto vincere la naturale ritrosia e l’imbarazzo che un uomo prova nel parlare di certi argomenti con la figlia, tale la consideravo, ma, alle soglie della adolescenza, Eli era una persona informata e cosciente di quello che avviene quando un uomo e una donna decidono di stare insieme. Mia moglie aveva lasciato che le cose proseguissero in quel modo non so se per convinzione che fosse meglio così o perché le faceva comodo. A quindici anni Eliana aveva avuto le sue prime esperienze sessuali, qualche palpeggiamento e qualche carezza intima, mi aveva raccontato della prima volta che aveva visto e toccato il membro eretto di un suo fidanzatino e avevamo riso del suo imbarazzo e della sua reazione quando il ragazzo le era venuto nella mano. Un giorno mi aveva quasi fatto venire un colpo quando mi aveva chiesto di parlare del sesso orale, l’idea che mia figlia prendesse in bocca il membro di un ragazzo non mi faceva impazzire ma pensai che tanto comunque l’avrebbe fatto e che quindi era meglio se lo faceva preparata. A diciassette poi aveva fatto l’amore per la prima volta. Me ne aveva parlato con la massima naturalezza e tranquillità ed io l’avevo ascoltata e rassicurata nei suoi dubbi. Aveva poi avuto un paio di relazioni con altri ragazzi prima di conoscere Riccardo, il suo attuale ragazzo, con cui stava da circa un anno. A dire il vero Riccardo non incontrava tutte le mie simpatie ma, pur esprimendo le mie perplessità, rispettavo la volontà di mia figlia. Negli ultimi tempi però avevo notato che tra i due i litigi erano abbastanza frequenti. Ero convinto che avessero poco o nulla in comune e che questo fosse motivo di continui attriti tra i due. Ritenevo Riccardo meno maturo rispetto ad Eliana che spesso mi parlava di sue richieste che somigliavano più a capricci di un bambino che a reali esigenze. Lei però diceva di amarlo ed io ne prendevo atto. Tornando al malumore di quella sera, visto che eravamo in periodo pre vacanze estive, pensai che avessero litigato per decidere dove andare ma mi disse che non era quello il motivo. Le chiesi allora di dirmi chiaramente cosa fosse successo. Mi disse che quella sera Riccardo era andata da lei a casa visto che mia moglie avrebbe trascorso la notte a casa del suo amante e anche loro ne avevano approfittato per stare un po’ tranquilli. Dopo aver mangiato una pizza avevano cominciato a scambiarsi qualche effusione, poi carezze sempre più audaci finché si erano ritrovati nudi e eccitati entrambi. A quel punto però Riccardo aveva cercato di avere un rapporto anale. Lei si era divincolata e lui si era arrabbiato moltissimo dicendole che ne aveva voglia e che lei doveva starci. Mia figlia aveva cercato di fargli capire che certe decisioni vanno prese insieme e che le cose come un rapporto anale vanno fatte solo se condivise e volute da entrambi. Il ragazzo però non aveva voluto sentire ragioni, aveva tentato di bloccarla sotto il suo peso e di penetrarla ancora nel culo. Mia figlia a quel punto aveva reagito con violenza alla violenza colpendolo nel basso ventre e lasciandolo a terra dolorante. Si era rivestita e uscendo gli aveva detto che tra loro era tutto finito e di non farsi trovare lì al suo ritorno. Aveva bisogno di raccontare l’accaduto a qualcuno di cui si fidasse pienamente e quindi era venuta da me, che mi ero sempre dimostrato pronto ad ascoltarla senza giudicare. In effetti avrei voluto dirle che avevo cercato di farle capire quanto quel ragazzo non fosse adatto a lei ma ritenni che ormai l’avesse capito da sola e che era giusto così, che lei facesse le sue esperienze, per quanto dolorose fossero. Mi disse che aveva voglia di farsi una doccia perché non sopportava di avere addosso il suo odore ed anche perché sentiva un certo fastidio, come un bruciore, nel punto in cui lui aveva cercato di penetrarla, forse con un po’ di acqua fredda sarebbe passato. Andò in bagno ed aprì l’acqua della doccia, attese che divenisse calda e ci si infilò sotto per lavare via il suo dolore insieme all’odore del suo ormai ex fidanzato. Dopo una mezz’ora circa uscì dal bagno avvolta in un candido accappatoio e con i capelli ancora bagnati, si sedette sul divano di fianco a me e mi appoggiò le gambe in grembo. Rimanemmo qualche attimo in silenzio poi ci guardammo negli occhi e scoppiammo a ridere entrambi. “Che imbecille – disse – e che idiota io a innamorarmi di lui. Se ripenso a tutto il tempo che siamo stati insieme non riesco a trovare nemmeno una cosa degna di essere conservata nella memoria. Ma è meglio così, che non mi resti più nulla di lui nemmeno il ricordo. Anzi, per ora una cosa di lui mi rimane.” “Cosa?” le chiesi. Mi guardo sorridendo e mi disse “Il bruciore al sedere!” Riprendemmo a ridere. “No davvero, non scherzo, ho provato a metterci un po’ di acqua fredda ma il bruciore non passa. Inoltre non riesco a vedere cosa ho, perché non ci dai tu un occhiata?” La richiesta di mia figlia non mi sorprese più di tanto. Ero abituato a vederla nuda. Spesso, quando vivevamo ancora tutti insieme entrava nel bagno mentre ero intento a fare la doccia o a radermi per fare la pipì che, a suo dire, non poteva più trattenere. Andammo quindi in camera sua dove si tolse l’accappatoio stendendosi sul letto a pancia in sotto e divaricando leggermente le gambe. Mi sedetti a fianco a lei e con le dita le divaricai leggermente le natiche. A prima vista sia l’ano che l’area più scura intorno non presentavano lesioni o ferite. “Eppure mi brucia – mi disse – proprio al centro. Forse quello stupido è riuscito a infilarmelo un po’ dentro.” “Aspetta vedo se ho qualcosa da mettere” le dissi. Andai in bagno e tra le varie creme e pomate riuscii a trovare qualcosa che mi sembrava adatto alla bisogna. Ritornai in camera da letto dove Eliana stava ancora stesa a pancia in sotto e di nuovo con le dita le allargai leggermente le natiche spalmandole un po’ di crema intorno all’orifizio anale. Continuai con il dito a stendere ben bene la crema sull’area intorno e, ad un certo punto sentii mia figlia mugolare. “Ti ho fatto male?” le chiesi. “No, no, – mi rispose – continua, questo massaggio mi rilassa molto.” Ripresi a massaggiarle l’ano e poi man mano passai alle natiche, alla schiena, alle gambe ed infine all’interno delle cosce. Qui, nello sfiorare la sua fessura mi accorsi che era bagnata! Mia figlia si stava eccitando al tocco delle mie mani! Mi fermai ritraendo la mano. “Perché ti fermi?” mi disse girandosi sulla schiena. Vedevo mia figlia nuda stesa sul letto, con la testa alzata e le gambe leggermente divaricate e sollevate. “Eliana, tu ti stai eccitando, – le dissi – io sono tuo padre e tu ti fai toccare e ti ecciti.” “Preferisco che mi tocchi tu piuttosto che quell’idiota” mi rispose. E così dicendo mi prese la mano e se la mise sul suo seno. Sentivo sotto le mani la sua bella mammella soda che riempiva completamente la mia mano. Fui incapace di toglierla. Eliana mi prese l’altra mano e se la mise tra le cosce stringendole. La sua vulva calda e bagnata premeva contro le mie dita. Ero però paralizzato e rimasi immobile. Fu ancora mia figlia a scuotermi dicendo “Dai papà, infilami un dito dentro. Lo so che anche tu sei eccitato.” Così dicendo mi mise una mano sul ventre toccandomi il membro eretto da sopra la stoffa. Ero completamente frastornato ma, reagendo come un automa, le infilai un dito nella vagina e cominciai a spingerlo a fondo. Eliana nel frattempo mi aveva sbottonato i pantaloni, aveva tirato fuori il mio pene ed aveva iniziato a succhiarlo. Mi lasciai andare all’estasi del momento, erano due anni che non stavo con una donna e fino ad ora avevo soddisfatto le mie voglie masturbandomi come un adolescente. Eliana tirò fuori il mio membro dalla bocca e mi baciò, poi mi disse “Prendimi papà, voglio sentirti dentro di me.” Mi alzai in piedi per mettermi su di lei e penetrarla tra le gambe ma Eliana mi fermò e mi disse “Lo voglio nel culo, così quell’imbecille impara!” Si voltò mettendosi a pancia in sotto e con la schiena inarcata mi offrì il suo sedere. Presi il mio membro con un mano e lo puntai verso il suo orifizio. Il mio glande era turgido e umido per la saliva di mia figlia, il suo orifizio era morbido per l’abbondante crema che avevo spalmato. Fu necessaria solo una piccola pressione perché l’ano di mia figlia si aprisse accogliendo tutto il mio membro ritto. Eliana non emise una parola. Cominciai a spingere delicatamente poi, man mano, aumentai il ritmo. Con le mani le afferrai le mammelle che ballonzolavano per i colpi che le davo e le strinsi. Affondai nel suo sfintere con maggior vigore pompando sempre più intensamente. Mia figlia mi incitava a spingere più forte e a non fermarmi. Dopo qualche istante la sentii fremere sotto di me e, urlando di piacere, ebbe un orgasmo dirompente. Il suo godimento ebbe su di me un effetto scatenante per cui anche io venni e le inondai l’ano di sperma caldo.

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