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Racconti Erotici Etero

Lucia prende lezioni

By 7 Aprile 2019Dicembre 16th, 2019No Comments

Mi chiamo Manuel, ho 23 anni.
Il mese scorso, in un weekend, avevo la casa libera essendo i miei genitori partiti per festeggiare l’anniversario di nozze a Praga.
Sono iscritto all’università in facoltà di matematica. Sono quindi quasi sicuramente destinato ad insegnare quella materia.
Era di venerdì primo pomeriggio quando nella mia testa mi stavo preparando a vedere la mia ragazza Martina che avevo conosciuto frequentando le stesse lezioni. Lei è più avanti di me di un anno ma è indietro con gli esami.
La sera avevo intenzione di uscire con lei ed avevo prenotato in un ristorantino per studenti; volevo regalarle una cena romantica come si fa tra studenti innamorati.
Proprio mentre pensavo cosa indossare ricevo un messaggio da Lucia, una ragazza a cui davo delle lezioni di matematica “Ciao Manuel. Lunedì ho la verifica di Mate! So che il tempo è stretto ma non riesco a concentrarmi ed ho difficoltà su tante cose. Posso fare un salto da te così mi aiuti? Vorrei venire tra poco”
Le ho risposto che non c’erano difficoltà e che sarebbe potuta venire alle 16.
Lucia appariva come una ragazzina di bell’aspetto, un po’ cicciottella, simpatica, piacevole da vedersi, con le tette grosse ed ancora alte sostenute da un reggiseno apposito proprio perché negli anni a venire non cadessero malamente. La madre ha una settima ed ha le cosce grossissime. Lucia somiglia tanto alla madre. Quelle tette così formate la rendono più grande di due o tre anni tanto che ho sentito mia madre discutere con la sua e dire che i ragazzi credono sia una ventenne ed anche più grande.
Il sedere e le cosce, con i glutei, che si ritrova somiglia a Kim Kardashian
I capelli di Lucia sono lunghi ed a scuola li tiene raccolti ma appena può li scioglie ma sono molto fitti e la coprono parecchio. Tante volte la madre le ha detto di tagliarli ma lei ha chiesto alle amiche che le hanno consigliato di curarli e lasciarli lunghi. Ai piedi solitamente porta dei calzini a rete su delle scarpe di foggia maschile con una piccola zeppa e la sua figura appare abbastanza femminile. Alle gambe sempre leggings che evidenziano le sue abbondanti forme.
Malgrado tutto ciò l’idea che tra noi due potesse nascere qualcosa non mi era mai passata per la testa perché la vedevo come una sorella inoltre la differenza di età la rendeva proprio lontana dalle mie preferenze ed ero anche fidanzato di Martina che mi soddisfava sessualmente.
Subito dopo pranzo avevo ripreso a studiare ed alle 16, come previsto, ho sentito suonare il campanello interrompendo per forza lo studio.
Appena aperta la porta è apparsa lei e l’ho invitata ad entrare dicendole “Ciao, vieni, Entra pure!”
“Ciao. Scusami se non ti ho avvisato prima. Mi sono dimenticata ed il preavviso sicuramente ti ha disturbato nello studio. Sai sto venendo da un pranzo di compleanno” mi ha detto sorridendo nell’entrare in casa. Si è levata il woolrich ed ho visto che sotto indossava un ampio vestito bianco panna senza spalline che partiva da sopra le ginocchia e si fermava alle tette. Il fatto che non ci fossero le spalline consentiva ai lunghi capelli di scendere e poter accarezzar le spalle ed anche parte del petto proprio sopra le tette. Lucia indossava anche delle scarpe nere con i tacchi alti chiuse sul davanti ed al braccio aveva un bracciale dorato molto bello, era bigiotteria di gran classe che le copriva parte del braccio tra il gomito ed il polso.
Era elegante e la sua corporatura non longilinea era gradevole.
Il viso mi appariva molto luminoso; ho subito pensato ad un trattamento al viso ben fatto che ne ha schiarito la pelle addolcendole i lineamenti del viso. Il rossetto rosso acceso opaco sulle labbra dava un’evidenza particolare alla sua bocca carnosa.
“Scusa se non sono vestita proprio casual ma ero ad un pranzo e poi dopo le tue lezioni vado direttamente ad una festa”
La sua voce era quella classica di una ragazzina eccitata dall’essere per una giornata libera dai vincoli familiari e dalla tutela della madre.
Le ho risposto “Scusa per che cosa? Stai tranquilla! Non mi disturbi. Non avevo fatto caso al tuo vestito”
Era una bugia; il vestito lo avevo visto e mi aveva colpito il fatto che non avesse spalline e che il peso fosse sorretto dalla vita stretta e dalle tette su cui agiva sicuramente un elastico.
Lei da ragazza senza scrupoli, per la confidenza che c’era fra le famiglie, mi ha chiesto “Allora ne approfitto. Secondo te che sei un ragazzo, sto bene vestita così? Ti piaccio?”
“Sì, sì!” le ho risposto annuendo mentre entrambe andavamo verso la mia camera.
Ci siamo subito seduti al tavolo e le ho fatto la lezione che è finta alle 18.30. Durante questo periodo ho avuto modo di osservarla e di saturare le mie narici con i profumi ormonali che emanava.
Dopo quell’ora non mi era possibile continuare a farle lezione dovendo preparami per la cena con Martina. I profumi di Lucia mi avevano eccitato ed avrei scopato con Martina se fosse stata lì con me, non di certo Lucia che ho cercato di farla uscire di casa e l’ho anche incoraggiata per il lunedì seguente dandole dei consigli su come affrontare il compito in classe “Beh! Direi che stasera hai fatto dei progressi e che mi sembri preparata alla verifica. Sono sicuro che, a meno che tu non voglia suicidarti, la verifica sarà positiva. Se hai altri dubbi non hai che da dirlo ora. Domani non sono a casa e quindi non posso aiutarti”
Il dialogo fra noi due è avvenuto stando seduti.
Lucia non ha risposto subito ed ha messo la mano destra tra il ginocchio e l’inguine. Senza che me ne fossi accorto aveva sollevato la gonna ed il palmo della mano toccava la pelle della sua coscia.
Mi sono trovato in quel momento in una situazione imbarazzante. Ero stupito e sono rimasto lì folgorato per una manciata di secondi a guardarla negli occhi. Avrei voluto sul momento chiederle spiegazioni ma, probabilmente, lei ha interpretato il mio silenzio come un assenso ed ha sospirato sporgendosi verso di me per baciarmi.
Quel gesto mi ha lasciato basito ma l’ho lasciata fare allontanandomi dalla sua bocca dopo un paio di secondi.
“Ma.. ma.. Lucia, sei matta?! Che pazzie di passano per la testa? Lo sai che ho una fidanzata. Che cazzo ti è venuto in mente?”
“Scusami. E’ che tu mi piaci un casino, veramente troppo. Devo confessarti che è da mesi che non ce la faccio più e non sapevo come fare a dirtelo. Mi sono vestita così solo per te. Non è vero che devo andare ad una festa stasera”
Mentre parlava si è intristita ed al termine ha iniziato a singhiozzare.
Io di fronte a lei che piangeva per me non sono rimasto insensibile, mi sono avvicinato e l’ho abbracciata “Dai, scusami! Se sono stato un po’ brusco con te non l’ho fatto per farti piangere. Forse ho esagerato. Dai, facciamo finta che non sia successo niente! Restiamo amici come prima?” le ho sussurrato in un orecchio.
Ma lei con tono deciso “No. Io voglio stare con te. Non ce la faccio più. Te l’ho detto” e mi ha baciato nuovamente cercando di aprirmi le labbra con la lingua.
Abbracciati com’eravamo mi era impossibile non sentire la turgidità delle sue tette non ancora totalmente sviluppate sul mio petto e quel contatto ha risvegliato tutte le mie voglie.
Lucia ha insistito “Ti voglio. Io voglio stare con te. Non sto dormendo e faccio tutto pensando a te” ed ha continuato a baciarmi.
Questa volta non l’ho respinta, anzi, l’ho cercata con la lingua e lei, prima con timidezza e poi con sempre più passione, mi ha messo la lingua in bocca per dedicarsi ad una battaglia nelle nostre bocche con il piacere di entrambe. Non so per quanti minuti ci siamo baciati senza parlare.
Poi le ho detto “Ascolta! Stasera ho prenotato un tavolo in un ristorante per studenti in zona università. Sarei dovuto andare lì con Martina ma lei non sa niente perché doveva essere una sorpresa. Non le dirò niente ma tu ci verresti con me?”
Lucia mi ha baciato ancora come se conoscesse solo i baci senza averne mai dato a nessuno ed annuendo, per non smettere di baciarmi, mi ha confermato il piacere di andare con me al ristorante.
“Allora, fai una cosa: vai in sala. Io ora chiamo Martina e l’avviso che sto poco bene. Poi mi preparo ed usciamo. Tu intanto puoi vedere la TV oppure leggere ciò che ti pare”
“Ok!” e Lucia si è trasferita in soggiorno ma lei da ragazza curiosa, ed essendosi infatuata di me, non voleva lasciarmi un attimo senza vedermi.
Ho sentito che ha acceso la TV ma poco dopo me la sono vista di nuovo sulla soglia della camera a guardarmi. I suoi occhi erano avidi della mia figura.
Non le ho detto niente. Intanto ho chiamato Martina e le ho detto che non ci saremmo potuti vedere. La telefonata l’ho fatta sotto gli occhi della mia nuova spasimante.
Poi mi sono spogliato e nudo sono andato in bagno per una doccia.
Nel passare vicino a Lucia le ho dato un lungo bacio che lei ha ricambiato poggiandomi le mani sul petto a saggiarne la consistenza. Ho proseguito in bagno per una rapida doccia a levarmi il sale del sudore di una giornata e profumarmi. Lucia lì non mi ha seguito ma al ritorno in camera l’ho trovata con la gonna sollevata; cosa ha fatto mentre io mi sciacquavo non so e lo voglio solo immaginare.
Avrei potuto scoparla e sicuramente lei ci sarebbe stata ma ho voluto appositamente aumentare il livello della libidine di entrambe.
Lucia davanti a me ha telefonato a casa sua dicendo una bugia “Mamma sto andando da Annalisa, alla sua festa. Ci vado a piedi con Luigina. Stai tranquilla, siamo in due e tornerò prima di mezzanotte. Ah, dimenticavo! Viene anche Manuel. Un bacio”
La mamma sicuramente le ha fatto delle raccomandazioni ma ero sicuro che in questo caso non sarebbero state necessarie.
Io intanto mi stavo vestendo. Ho indossato una camicia celeste, dei jeans ed una giacca.
Lucia era seduta sul bordo del letto con le gambe accavallate e giocherellava con le dita sulle sue cosce.
In auto eravamo entrambe felici ma sicuramente la più contenta era lei.
Il ristorante era come me lo aspettavo: aria romantica, luci soffuse, musica classica in sottofondo e candele ovunque, anche sul tavolo dove ci saremmo seduti.
Era evidente che Lucia era al settimo cielo. Mai si sarebbe aspettata una prima sera insieme di quel genere.
Era felicissima e non stava nella pelle non immaginando mai nella sua mente di ragazza giovane e poco esperta che il suo ragazzo l’avrebbe invitata a cena in un locale così bello.
Il vino la faceva ridere e la rendeva allegra e spensierata.
Al termine della cena si è stretta a me nell’andare verso il parcheggio dell’auto.
In auto, diretti verso casa sua, lei mi ha posto una domanda “Ora lascerai Martina per me?”
Le ho risposto che un bacio ed una frequenza di poche ore era troppo poco per stabilire un rapporto di coppia.
La mia risposta l’ha spiazzata; non se l’aspettava e per qualche istante il gelo era piombato nell’abitacolo dell’automobile.
Ho ripreso il dialogo interrotto “Ai tuoi ‘vecchi’ che hai detto?”
“Non mi hai sentito quando ho chiamato mamma? Le ho detto solo che ero da te e poi andavo alla festa, che lei sa essere quella di Annalisa, con Luigina e tu. Mi è sembrata tranquilla perché c’eri tu”
“Beh! Sai che ti dico? Io sono solo per altri tre giorni e potremmo stare insieme stanotte. Chiama Luigina e chiedile se ti copre per stanotte!”
“Buona idea! Aspetta che chiamo Luigina. Poi chiamo mamma”
Dal modo con cui parlava con l’amica intima si capiva benissimo che Luigina era al corrente che Lucia era innamorata di me e che si aspettava che uscissimo insieme, quindi non è rimasta meravigliata che restasse a dormire fuori casa quella notte. Sentivo che Luigina era felice e curiosa di sapere i particolari dall’amica.
La mamma dopo un più lungo dialogo si ha bevuto la scusa e quindi eravamo liberi di stare insieme quella notte.
Appena entrati in casa ci siamo levati le giacche mentre i baci si sprecavano. Ho preso per mano Lucia e siamo andati nella camera dei miei genitori, sul lettone. Ci siamo tolti le scarpe, lei mi ha aperto la camicia, slacciato i pantaloni lasciandomi con i boxer.
Io l’ho baciata sul collo e mettendomi alle sue spalle le ho abbassato la zip del vestito, ho iniziato a levarle il collant e lei ha continuato a denudarsi restando con solo delle mutandine brasiliane molto carine e femminili ma di giovane poco esperta di eros.
Mi dava il collo spostando i capelli e la baciavo senza farle i succhiotti.
Lucia era molto disponibile e si lasciva baciare e toccare senza fare difficoltà.
Stando alle sue spalle ho avuto modo di poterle palpare le tette ancora non pienamente formate e strizzarle delicatamente i capezzoli che si sono subito induriti.
Sono anche sceso sulla sua pancia ad accarezzarla ma quando sono arrivato al bordo delle mutandine lei ha iniziato a tremare; non erano tremori di goduria ma di paura.
“Perché tremi?” le ho sussurrato.
“Perché ho paura. Per me è la prima volta. Tu sei il primo ragazzo davanti a cui mi sono spogliata. Le mie amiche lo hanno già fatto da tanto tempo e mi hanno raccontato tutto. Anche Luigina mi ha detto che ha già scopato con il suo ragazzo e gli fa i pompini ma io non avendone avuto uno non ho esperienza. Scusami se ti dico questo”
“Stai tranquilla. E’ una cosa bellissima. Non devi avere paura, anzi, devi affrontare le esperienze con felicità, sicura che ne avrai tanta”
Così l’ho fatta stendere sulle lenzuola del lettone dei miei genitori che di scopate ne hanno visto veramente tante. Ho sfilato le mutandine a Lucia che ha sollevato le gambe per facilitare l’operazione, le ho levato anche il reggiseno che era rimasto piegato ed inutile sul suo busto e, stendendomi anche io al suo fianco, ho iniziato a giocherellare con la sua fighetta che era pelosa ma non assolutamente folta stranamente non era ancora bagnata ed allora, mettendomi tra le gambe, l’ho leccata salendo dalle labbra al clitoride. Ai miei tocchi Lucia si dimenava e non ha tardato a lanciare un piccolo urlo ansimando e agitando le gambe in modo scomposto: era venuta.
Non mi sono fermato e sono andato a baciarla sul ventre e sui capezzoli.
Muovendomi ho dovuto obbligatoriamente mostrare i miei 20 centimetri di cazzo duro come il marmo.
Lei, forse memore dei racconti delle amiche, me lo ha afferrato e mi ha fatto una sega agendo prima piano e poi sempre più veloce.
Prima che venissi e sborrassi l’ho fermata, l’ho baciata e le ho detto “Dai, ora prendilo in bocca!”
Lei senza rifiutarsi minimamente lo ha fatto. Inizialmente si vedeva chiaramente che era inesperta e non mi eccitava, allora l’ho guidata poggiando le mani sulla testa ed ho anche dato dei colpi coi reni fino a che non sono venuto.
Quando sono usciti gli spruzzi di sborra, Lucia ha fatto per ritrarsi ma l’ho trattenuta e quindi la sborra è rimasta in bocca costringendola ad ingoiarla.
In quel momento l’ho vista in difficoltà ma lei non ha detto niente ed ha mandato giù tutto. Ero felice che lo avesse fatto e che la sua espressione del volto non era cambiata.
L’ho poi baciata ancora ed ho sentito il sapore della mia sborra nella bocca di lei.
“Non ti ha fatto schifo baciarmi con la tua sborra ancora nella mia bocca?”
“No, bella mia! E’ bello sapere che tu l’hai mandata giù e che ti è piaciuto ingoiarla. Sono contento. In fin dei conti è un mio prodotto e non è il caso che io rifiuti me stesso! Non ti pare?”
Sono poi passati dei minuti facendoci delle coccole mentre pensavo come e quando poterla sverginare. Appena tornato efficiente, le ho fatto sentire quanto fosse duro il mio cazzo ed avevo cominciato a chiamarlo così anche davanti a lei in modo che si abituasse al gergo del sesso. Tutto ciò aveva una finalità: sverginarla. Così le ho chiesto “Lù sei pronta? Te la senti?”
Lei impaurita per la prova unica nella vita che l’avrebbe fatta diventare pienamente donna, mi ha risposto “Sì. Ho un po’ di paura ma con te mi sento pronta. Lo sai che ti amo e che per te farei qualunque cosa”
Davanti ai suoi occhi incuriositi, ho indossato il preservativo, le ho messo due asciugamani sotto i glutei e le natiche, e le ho sussurrato “Non so se la prima volta ti farà male, però se senti dolore dovrai resistere”
“Sì, lo so. Me l’ha detto Luigina, quindi so che cosa mi aspetta e so come devo comportarmi”
Ha poi aperto le gambe sollevandole e piegandole poggiando i piedi sulle lenzuola offrendomi la fighetta.
Ho appoggiato il cazzo, le ho titillato il clito ed ho iniziato senza fretta l’introduzione.
Era stretta e stavo per arrendermi ma poi l’istinto di maschio mi ha preso ed ho spinto con forza dandole un colpo secco.
Lucia ha lanciato un urlo che sicuramente, dato il silenzio della notte, è stato sentito dal vicinato ma immediatamente le ho tappato la bocca con la mano.
La sua vagina riceveva in quel momento per la prima volta un cazzo.
Dentro era strettissima ed avevo difficoltà a muovermi nonostante fosse lubrificata, mi sono fermato dentro di lei e mi sono steso per baciarla senza schiacciarla.
Lei ha reagito baciandomi tante volte e manteneva un atteggiamento succube lasciandosi penetrare più volte.
Mi piaceva restare fermo dentro di lei a godermi il suo calore interno.
Quando ho cominciato a muovermi, Lucia ha emesso dei gridolini che presto sono diventati gemiti di piacere.
Poi, incredibile ma vero, abbiamo avuto un orgasmo in contemporanea.
Quando mi sono staccato da lei sull’asciugamano c’era una macchia di sangue ed anche delle tracce sul preservativo.
Per precauzione Lucia è andata a lavarsi e pulirsi con un sapone intimo di mia madre.
Io l’ho seguita per levarmi il preservativo e lavarmi avendo così la possibilità di vederla tutta nuda in piena luce.
Non si vergognava della sua nudità e ciò mi faceva pensare altre cose.
Al ritorno in camera mi ha detto “Dai, mettiti un altro preservativo! Voglio continuare”
“Li ho finiti. Quello era l’ultimo. Non so se saprò venirti fuori!”
“Non ti preoccupare. I miei giorni fertili sono già passati da poco”
Quella sua dichiarazione sul momento non l’ho capita anche perché mi meravigliava alquanto che sapesse quali fossero i suoi giorni fertili e quali no. Erano le mie idee di giovane ragazzo studente universitario a cui interessava scopare ed avere belle ragazze intorno.
Comunque Lucia era certamente fertile di fantasia.
Infatti mi ha fatto mettere seduto e lei lentamente si è calata su di me guidando il cazzo dentro la sua intimità tra molte smorfie che indicavano delle difficoltà di introduzione. Quando finalmente ha toccato la radice, con il cazzo ho sentito battere contro qualcosa: era la bocca dell’utero e significava che eravamo perfettamente accoppiati. A quel punto Lucia si è abbassata stendendosi su di me muovendosi leggermente e lentamente, poggiando le tette sul mio petto e dandomi baci su baci.
L’eccitazione la stava invadendo. Mi diceva che le piaceva chiavare ed era felice che fossi io il primo ragazzo, che aveva voglia di sentirmi sempre dentro.
Io ero arrapatissimo ed il cazzo, stimolato dalle pareti della figa stretta, mi dava delle sensazioni straordinarie.
Era Lucia a comandare il gioco standomi sopra e muovendosi come a lei piaceva facendomi venire non molto dopo nella sua figa, nonostante la mia ritrosia, ma la consapevolezza di essere il primo a riempirle la fighetta di sborra e le sensazioni ed il piacere di farlo, sono state bellissime e speciali.
Non appena finito di spruzzare la sborra in lei, si è sfilata lasciandosi cadere al mio fianco sul letto ed io l’ho abbracciata baciandola a lungo accarezzandole il viso senza parlare.
Le prime sue parole sono state “Sei stato magnifico. Sei proprio un amore. Ora sei il mio ragazzo. A Marina che dirai? Pensavo che potresti tenerla come fidanzata così un giorno lo facciamo in tre, oppure alla tua proposta lei ti darà del vizioso e ti lascerà ed io ti avrò in esclusiva”
La proposta di scopare in tre non è stata accettata da Martina che mi ha lasciato dandomi del maniaco ma anche Lucia non è più con me: ho scoperto che mi amava tanto ma amava anche tanto scopare con altri.
Era rimasta incinta e non sapeva di chi.

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