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Schiavetto e Padroncina – Giorno 2

By 28 Settembre 2018Dicembre 16th, 2019No Comments

La schiava e Il Padroncino avevano dormito tutta la notte abbracciati, per cui si svegliarono con gli arti intorpiditi.
Lei aveva indossato una vestaglia rossa, senza mutande e reggiseno, lui invece completamente nudo.
“Per 3 motivi.” aveva spiegato lei la sera prima “Il primo è che voglio vedere il tuo pisello, il secondo è per controllare quando diventa duro (e vedendo cosa te lo fa indurire), il terzo è per tenerti in uno stato di costante eccitazione e imbarazzo”.
“Buongiorno Padroncina” la salutò lui.
“Buongiorno Schiavetto” rispose lei “Ho un regalo per te, avrei voluto aspettare a dartelo, ma non resisto”.
Aprì un cassetto e ne estrasse un pacco incartato con tanto di fiocco.
“Grazie Padroncina, non dovevi. Sicuramente non me le merito”.
“Dai non fare così. Aprilo”.
Lui lo scartò con cura e vide che era un DVD.
“Mettilo nel lettore”
Lo Schiavetto accese la Tv della camera, inserì il DVD nel lettore e premette Play.
Apparve un primo piano della sua Padroncina completamente nuda.
“Sai, questi 6 mesi senza di te sono stati terribili”
“Anche per me Padroncina”.
“Per cui mi sono dovuta scopare decine di uomini per non soffrire”.
“Decine?” chiese lo Schiavetto.
“Sì, ma nessuno era come te. Erano tutti omaccioni virili che volevano solo sbattermi con forza e farmi urlare. Nessuno di loro era sottomesso e ubbidiente come te. La mia fica li ha ospitati tutti, ma nel mio cuore ci sei solo tu”.
“Ti amo” disse lui commosso.
“Anche io ti amo. E proprio perchè ti amo, ho deciso di filmare di nascosto tutte le mie scappatelle, montarle al pc e farci un porno. Solo per te”.
Nella scena in TV entrò un uomo, completamente nudo e con il cazzo eretto.
Non disse nulla, afferrò la Padroncina, la scagliò sul letto e iniziò a penetrarla con foga.
Lo Schiavetto aveva la bocca spalancata dallo stupore, gli occhi incollati allo schermo e il cazzo come un palo d’acciaio.
La Padrona lo abbracciò da dietro. Con una mano gli afferrò le palle, con l’altro il cazzo, e iniziò una lentissima sega, andando così piano che sembrava quasi che non si muovesse.
Appoggiò le sue labbra all’orecchio destro del suo amato schiavetto.
“Tu lo sai perchè questi uomini mi possono penetrare e tu no?”
“Perchè non me le merito?”
“Ma che dici! Certo che lo meriti! Sei il mio amorino, meriti solo il meglio”
“E allora perchè non ti ho mai penetrato?”
“Non mi hai penetrato, e non lo farai mai, perchè tu meriti molto di meglio. Tu meriti il massimo. E per te il massimo è essere il mio Schiavetto, essere costantemente umiliato, essere perennemente eccitato ma mai soddisfatto. Sai, alle volte, in passato, ho quasi pensato di dartela”
“Davvero?” chiese stupito.
“Sì, ma mi resi conto che se te l’avessi data ti avrei fatto un grosso torto. Ti avrei tolto la speranza di poterla avere un giorno. Speranza ovviamente vana”
“Grazie Padroncina”
Nel frattempo lei continuava a segarlo e lui a guardare quelle immagini come ipnotizzato.
Il film andava avanti, e finita la prestazione con uno sconosciuto, subito si andava a quella successiva. Si capiva anche il passaggio dei mesi, osservando come cambiavano i vestiti appoggiati sul letto o il tempo fuori dalla finestra.
Vederla scopata da altri uomini lo faceva stare malissimo. E benissimo.
Un mix di rabbia, gelosia ed eccitazione, che non si riusciva a spiegare se non con le parole che lei gli sussurrava.
“Sai, in questi 6 mesi sono anche riuscita a eliminare l’ultimo tabù che mi era rimasto. Ricordi che ti avevo detto che mai e poi mai avrei perso la mia verginità anale?”
“Sì, ricordo bene, era un tuo caposaldo”
“Ho cambiato idea. Una sera, così, senza motivo, ho chiesto a un tizio di sverginarmi l’ano. Con queste esatte parole”
“E come è stato?”
“E’ stato orribile: ho sofferto come una bestia al macello, mi sentivo come se il mio sfintere venisse dilaniato. Gli ho urlato di toglierlo e che avevo cambiato idea, ma se n’è fregato. Ha continuato a scoparmi nel culo contro la mia volontà. Nemmeno le lacrime lo hanno fermato. Mi ha stuprata”
Lo Schiavetto rimase di sasso.
“Il tuo cazzo è diventato anche più duro. Vorresti vedere questa scena?”
“Sì” rispose lo Schiavetto con voce tremante.
“Vorresti vedere una scena in cui la tua amata Padroncina soffre?”
“Sì” con voce ancora più tremante
“In cui viene stuprata, piange e urla?”
“Sì” rispose balbettando.
“Ok, sapevo che avresti voluto vederlo. Vai la 52° minuto”
Lui premette il forward fino a quella scena, ed era proprio come lei l’aveva descritta.
Lui sapeva che la sua reazione sarebbe dovuta essere diversa, avrebbe dovuto consolare la sua amata Padroncina per l’orribile esperienza subita, eppure non riusciva a non essere eccitato da quanto vedeva.
“Vorresti provare anche tu quello che ho provato io?”
“In che senso?”
“Vorresti che io adesso ti sverginassi il culo?”
“Sì”
“Allora ho fatto bene a comprare questi”.
La Padroncina, dallo stesso cassetto dove aveva messo il DVD, estrasse uno strapon e un lubrificante.
Era lungo 25 centimetri e largo 5. Lo ricoprì interamente di olio.
“Mettiti a pecora”
Lui sapeva che stava per soffrire come un cane, eppure il senso di appartenenza che provava per lei, sopprimeva quella paura.
“Lei appoggiò la punta al suo sfintere”
“Sei pronto?”
Lo schiavetto si sentì come quando sei sulle montagne russe, prima di partire, quando guardi il vuoto e hai un attimo di ripensamento, ma oramai è troppo tardi.
“Sì, sono pronto”
Lei lo deflorò con un colpo secco.
Lui urlò con tutto il fiato che aveva nei polmoni.
Lei lei estrasse tutto, solo per rimetterlo di nuovo dentro e sfondarlo di nuovo.
Lui scoppiò a piangere e mentre le lacrime scendevano vedeva la sua Padroncina piangere sullo schermo mentre subiva lo stesso trattamento.
Lei accelerò il passo e più veloce andava più a lui bruciava.
Mentre mordeva le lenzuola per sopportare il dolore infernale, accadde qualcosa. Iniziò a sentire una strana sensazione di piacere che si faceva largo piano piano.
Come se il suo corpo volesse sia soffrire che godere. Anche se il dolore non andava via, quella nuova sensazione aumentava crescendo ad ogni colpo.
Rimase esterrefatto quando divenne un orgasmo.
Senza nemmeno sfiorarlo, il suo cazzo spruzzò un fortissimo getto di sperma mentre provava il più forte orgasmo della sua vita.
Il suo cervello fu attraversata da una scarica di piacere più potente di mille scopate, come se
fosse stato sottoposto ad elettroshock e la sua mente fosse stata riprogrammata per godere di quel dolore.
Lei uscì da lui, e lui si accasciò sul letto senza forze.
“Ti amo” disse lui con un filo di voce.
“Anche io ti amo tesorino mio. Abbiamo dato spettacolo”
“Che intendi dire?”
“Uno dei guardoni del palazzo davanti ci ha spiato per tutto il tempo, vedi, è quello lassù con il binocolo. Chissà! Magari ci ha anche filmato. Adesso bevi tutto quello che ha prodotto, non vorrai mica deluderlo” concluse con un sorriso soddisfatto.

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