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Se fossi una donna. La sverginatrice – Capitolo 9 (al mare versione 2)

By 21 Maggio 2026No Comments

Questa è una seconda versione del capitolo della sverginatrice al mare, con in più un elemento di voyeur suggeritomi da una lettrice. I personaggi sono gli stessi del capitolo precedente, ma con una vicenda molto diversa e dettagli diversi.

Finalmente sono al mare a godermi una settimana di vacanza da single. Io Annette, sono una donna piacente sui 35 anni, con un corpo ben proporzionato, che in costume fa la sua figura.
Al ristorante dell’albergo, ad un tavolo poco lontano al mio, c’è una famiglia composta da due genitori sui 50 anni ed un ragazzo sui 18 anni. A giudicare dall’abbronzatura, sono lì da una settimana prima di me. Il ragazzo ha un’aria molto comune, che non attira l’attenzione. Dopo un po’ mi accorgo che il ragazzo mi guarda insistentemente. E’ la prima sera e sono vestita molto casual, con una maglietta aderente. L’aria condizionata rende visibili le punte dei miei capezzoli, sotto il sottile reggiseno in pizzo, sotto la maglietta. Sembra che mi guardi proprio li!

Il giorno dopo li vedo tutti e 3 in spiaggia e mi sistemo ad alcuni metri da loro. Voglio vedere se il ragazzo è veramente attratto da me. Mi metto bene in vista con il bikini e mi spalmo la crema passando bene intorno ai morbidi triangoli del reggiseno e sulle cosce, sfiorandomi la fica. Lui mi guarda impalato. Io faccio finta di non accorgermene, sotto i miei occhiali scuri.
Poi vedo che il ragazzo va in acqua, evidentemente nascondendo un’erezione sotto i boxer del costume… Dopo diversi minuti torna, con i pantaloncini sgonfi e un’aria decisamente più rilassata. Chissà se si è masturbato in acqua o se si è solo fatto passare l’eccitazione.
La sera al ristorante indosso un corpetto molto scollato, tipo canottiera, con le spalline sottili e dei jeans aderenti, sulle mie cosce affusolate. Lui mi guarda con insistenza, e vedo che di tanto in tanto si tocca il pacco per sistemarsi il membro, evidentemente rigonfiato sotto i pantaloni. Insomma, mi sta scopando con gli occhi! La cosa comincia a eccitarmi. Vedere quel giovincello dall’aria così comune, così eccitato da me solo guardandomi!
Mi chiedo se la sera prima si sia fatto una sega pensando a me, o se invece quando si masturba preferisca pensare alle ragazze sue coetanee che vede in spiaggia.

Il giorno dopo in spiaggia lo eccito ancora facendomi guardare sdraiata poco lontano da loro. Oggi mettendomi la crema accidentalmente imbratto il bikini rosso, sulla fica. Cercando di pulirlo mi devo toccare proprio lì, sulla fica, facendo finta di niente. Sono seduta con le gambe rannicchiate, girata quasi del tutto verso di lui, che mi guarda arrapatissimo. Poi mi sdraio e mi espongo con le gambe divaricate, lasciando in vista quella strisciata rimasta più scura sul bikini, su un lato dello spacco, come se fosse una traccia di abbondante succo vaginale…
Mi aggiusto il costume sollevandolo sopra e lungo i bordi, lasciando intravedere un po’ della curva liscia del mio pube, che scende giù verso la parte più segreta del mio sesso, senza però scoprirlo.
Il ragazzo si alza coprendosi goffamente l’erezione e va a sgonfiarsi in acqua, come il giorno prima.

Il pomeriggio, dopo essermi fermata per un po’ vicino alla famiglia del ragazzo, vado a sistemarmi nella spiaggia al di là degli scogli, ben separata dalla spiaggia davanti all’albergo. Sono scogli un po’ scomodi da scavalcare. Visto il periodo ancora non di alta stagione, in quel tratto di spiaggia non c’è quasi mai nessuno.
Il ragazzo sbuca dagli scogli e mi guarda da lontano. Dopo un po’ se ne va.

Il rituale di eccitazione sulla spiaggia e di scopate con gli occhi la sera al ristorante dell’albergo si ripete nei due giorni seguenti, finché la sera vedo che anche la madre comincia guardarmi. Guarda me ed guarda il figlio che mi guarda scopandomi con gli occhi. Io comincio a sentirmi un po’ imbarazzata. Sembra che la madre si sia accorta quanto meno che eccito il figlio.

Il giorno dopo in spiaggia mi sistemo poco distante da loro, e vedo che anche lì la madre mi guarda spesso, soprattutto mentre il figlio è andato in acqua, dopo essersi eccitato. Non riesco a capire se sia sia gelosa, o altro. Sembra però chiaramente infastidita dalla situazione. Così, decido di andarmene nell’altra spiaggia, per starmene per conto mio. Il ragazzo dopo un po’ compare per controllare se sono lì, e viene a darmi qualche occhiatina.

Quella sera al ristorante vedo la madre ancora più innervosita e mi guarda con ancora più insistenza. Io faccio finta di niente ed evito i loro sguardi. Non capisco proprio cosa stia succedendo. Il padre sembra invece abbastanza indifferente alla situazione. In un momento in cui il padre non è al tavolo sento la madre che urla sottovoce qualcosa al figlio mentre mi guarda. Alla fine sento che gli dice “… se non la smetti, vado lì a parlare con quella ragazza!! Hai capito?!”

A quel punto mi incuriosisco. Ma cosa sarà mai successo? Non ho mai neanche parlato con lui, né con con loro! Cosa avrà mai da dirmi sua madre?
Il giorno dopo non so cosa fare, ma non voglio rogne, allora vado direttamente nella spiaggia al di là degli scogli. Loro mi vedono passare, ma non mi fermo. Mi sistemo nell’altra spiaggia e nella quiete comincio a eccitarmi pensando a quel giovincello eccitato, che magari mi sta pensando. Sono così eccitata che comincio a toccarmi prima da sopra e poi sotto il costume. Tanto non c’è nessuno, e come sono fradicia…
Dopo un po’, quando sto quasi per venire, da lontano vedo sbucare dagli scogli la madre con il figlio che la segue cercando di fermarla. Poi la madre lo afferra per una mano e se lo trascina dietro. Mentre si avvicinano comincio a distinguere le loro voci. Sento lui che implora “No, mamma no! Dai!” e la madre “Adesso basta, questa cosa deve finire! Ne ho abbastanza!”. Ma quale cosa? Cosa deve finire? Mi chiedo un po’ preoccupata, ma sempre più curiosa.

Nell’avvicinarsi vedo che i pantaloncini del ragazzo sono oscenamente protrusi in avanti, mentre la madre lo trascina per un braccio. Io faccio finta di non vederli e rimango sdraiata. I due arrivano davanti a me. La mano della madre tiene saldo il figlio, che evita di guardarmi e sta con la faccia girata in là, e vorrebbe svignarsela.
Io rivolgo lo sguardo su di loro, non faccio in tempo a salutare con un neutro “Buongiorno signora…”che la madre urla con tono disperato:

– Senta signora o signorina, mio figlio da quando l’ha vista non fa che masturbarsi tutto il giorno!! Di pomeriggio, di notte, di mattina!! Tutti i giorni imbratta le lenzuola di sborra, tanto che la cameriera protesta con la direttrice tutti i giorni, perché è costretta a cambiare le lenzuola tutti i giorni!! La direttrice mi ha già chiamata in direzione due volte, ed io sono stufa! Anche a casa si masturba molto, ma ora qui è troppo!

Io rimango allibita da quelle grida, più di disperazione che di collera della signora, ma la situazione si fa tragicomica e comincia a divertirmi. Allora con tono fintamente dispiaciuto le dico:

– Beh, signora, mi dispiace. Ma non è mica colpa mia se suo figlio si eccita così tanto solo a guardarmi. Io cosa ci posso fare?

La madre dice:
– Guardi qui!

La madre con due strattoni decisi tira giù i boxer del figlio, che tenta un “No mamma, no…” liberando in aria il membro eretto e duro come l’acciaio, lungo e piuttosto snello. Poi prosegue dicendo:

– Senta signora per favore me lo svergini lei! E’ ancora vergine e non ce la fa più… Io non ne posso più di fare queste figure in albergo, e di trovare la sua sborra dappertutto!

Io intanto mi ero sollevata con il busto e stavo seduta con la cosce raccolte fra le mie braccia. Io penso “Eh sì, bisogna proprio sverginarlo questo verginello…”.
Divertita ed eccitata mi sdraio sorridendo. Discosto le gambe, slaccio i lunghi cordini rossi del bikini e lo apro. Me lo sfilo da sotto il sedere e con il mio sesso denudato e oscenamente offerto alla vista del vergine e gli dico:

– Dai vieni qui…

La madre lo invita ad avanzare verso di me, tirandolo per la mano. Il membro svetta e ballonzola nell’aria, mentre il giovane si accinge a posarsi su di me. Il glande eccitato è completamente bagnato sulla punta ed è ancora coperto dalla pelle.
Il ragazzo mi è sopra, io afferro il membro che si avvicina per sentirlo fra le dita, prima di infilarmelo dentro. Vorrei accarezzare il glande nudo prima di inserirlo, ma quando tento di scoprirlo, sento che la pelle fa resistenza e il ragazzo geme. E’ uno di quei vergini con la pelle attorno al glande stretta, che tende a strozzare il glande, se viene tirata indietro a pene eretto. Allora lascio il glande coperto.

– Che bel cazzo vergine che hai… vieni qui…
Lo poso fra le mie ali di farfalla calde e fradice

– OOhh sì….
gemo pregustandomi la penetrazione

Compiendo un leggero movimento di invito col bacino, sento il glande varcare l’ingresso e accarezzarmi la parte iniziale della vagina…

– OOOHHHhhh…..
geme il ragazzo

– Sì… entrami dentro…
Con le mani sul sedere lo accompagno mentre gemendo scivola dentro di me. A metà vagina sento il glande scoprirsi del tutto. La pelle che lo ricopre è abbastanza tesa, ed ha richiesto più corsa in vagina per scoprirsi del tutto. Il ragazzo lancia un forte gemito di piacere misto a dolore, per la tensione della pelle.

– Ohhh verginello, hai la pelle che ti tira intorno alla cappella… ti fa male? La devi abituare col tempo…
– Sì mi fa male, ma è troppo bello…. OOOhhh… mi sento prudere la cappella, OOhhhh…..

Io sono fradicia di miele e la sua asta vergine scivola a meraviglia. Il calore ed il bagnato della vagina gli danno sensazioni indescrivibili su quel glande vergine, che prima non era mai stato sfiorato a pelle scoperta, e mai da una calda vagina…
Incomincio a muovermi lentamente e sono eccitatissima. La madre resta a guardarci in silenzio. Voglio vedere quella verga appena sverginata. Dopo qualche movimento, con le mani sui suoi fianchi lo ritraggo fuori da me. Il suono dei nostri sessi bagnati che si separano riecheggia e sollevo i suoi fianchi in modo da vedere il membro sopra il mio pube. E’ rigidissimo, luccicante dei nostri succhi scivolosi. Il glande violaceo, strozzato dalla pelle tirata indietro. E’ uno spettacolo, quella vista innesca quasi il mio orgasmo, che avevo lasciato in sospeso al loro arrivo.

Mi rinfilo dentro il membro d’acciaio e comincio a muovermi con voluttà. Sento la madre che dice:

– Ohh tesoro guarda com’è eccitata, è tutta bagnata… senti come scivola?

Io gemo intensamente in segno di approvazione. La verga durissima mi tocca il fondo della vagina solleticandomi la cervice. Io non posso più resistere e vengo avvinghiandomi a lui sbattendo con forza il mio pube contro i l suo e gridando:

– AAhh!!…AAhhaaa!!…. AAhhhh….

Mi ondeggio avvinghiata a lui che geme in modo sempre più forte e tremolante. Alla fine mi fermo per un attimo. Per fortuna il ragazzo non viene di riflesso durante tutto quello sconquasso.

– OOh…. Guarda, l’hai fatta anche venire col tuo arnese vergine!
dice la madre compiaciuta

Poi ricomincio a muovermi con attenzione a lui. Gemo ad ogni suo affondo nella vagina intrisa del mio miele, scivoloso ed eroticamente rumoroso. La madre guardando lo spettacolo dei nostri sessi bagnati accoppiarsi, dice rivolgendosi a me:

– Guardi, lo scroto è tutto ritirato. Le palle sono appiccicate alla base. Ormai sta per sborrare!

Sempre tenendo le mani sui fianchi ai lati del suo sedere, rallento i movimenti e li estendo fino fare uscire il pene del tutto e poi rientrare, varcando i miei petali bagnati e l’ingresso.

– HHHAaa… mi fa male, ma è troppo bello, mi sento prudere… HHhhaa…..
grida lui tremolante, con il respiro che si arrestarsi fra le grida di piacere.

Poi lo tengo tutto immerso dentro di me, facendolo scorrere lungo tutta la vagina, lentamente, senza uscire… ed i colpetti del mio pube, leggermente pronunciato, contro il suo lo eccitano ancora di più.
Poi il ragazzo lancia un forte gemito che segna il raggiungimento del punto di non ritorno:

– MMMMHHHHmmmm!!….

e poi un forte grido:

– HHAhhhaa!!…..

sento un getto caldo, enorme, colpire la parete superiore della vagina e scaldarmela fino in fondo…. L’eiaculazione comincia esplosiva, immediatamente lo abbraccio stretto a me, e ondeggio sapientemente il bacino esaltando al massimo il suo piacere durante l’eiaculazione…

– OOOhh sì!!… vieni verginello, vieni…
gli sussurro amorevolmente mentre i suoi fiotti caldi mi allagano la vagina…

– HHHha!!!….AAHHaaaa!!.. AAAAHHH!!…
forti grida di piacere misto a dolore accompagnano i getti caldi e la sua verga impietrita scivola sempre di più…

– Sì…. vieni… vieni… dammi tutto il tuo seme….
gli sussurro estasiata dal piacere, stretta a lui, coccolandomelo e dondolandomelo e un po’ a destra e sinistra, mentre i getti di seme spruzzano profondi in me. Quei guizzi caldi e proibiti mi farebbero venire un’altra volta!

intanto la madre:
– Ohh sì! Guardi come sta venendo… come pulsa il suo cazzo immerso nella sua fica! Ha proprio una bella fica lo sa?

Io mi sento tremendamente femmina in quella situazione surreale. Poi l’orgasmo si placa e trattengo il giovane sopra di me, avvolto fra le mie braccia. Sento il membro afflosciarsi lentamente e dello sperma sgusciare fra il pene ammorbidito e le mie labbra, ora meno serrate attorno al pene.

– OOhh che spettacolo signora, come l’ha fatto godere! Che orgasmo!
Il figlio è riverso su di me, con il pene semiduro ancora dentro ed emette lamenti di lenta ripresa dopo quel forte orgasmo mai provato prima, con il glande che quasi scoppiava dentro di me, strozzato dalla pelle stretta. Me lo tengo dentro con le mani serrate sulle sul suo bel sedere sodo.

– OOOhhh com’è bello, com’è forte… e come è caldo dentro…
dice il giovincello, ora non più vergine.

Poi lentamente lo sfilo da me. Una casata di seme si riversa sull’asciugamano e sul lembo del bikini disteso. La madre:

– OOhh che spettacolo! Guardi come l’ha fatto sborrare! E’ uscito un fiume!

Il ragazzo si alza a fatica dopo quello sconquasso. Il glande lucido, ora meno strozzato, si ricopre lentamente con la pelle e riassume un colore un più rosa. Dal glande scende lungo filo di sperma, proprio come uno stallone a fine monta. Glielo vorrei prendere in bocca e succhiarmelo tutto, ma davanti alla madre ora mi sentirei in imbarazzo. Rimango a guardare da seduta lo spettacolo di quel membro penzolante e gocciolante, con il ragazzo in piedi davanti a me, e la madre dice:

– Guardi signora, o signorina, non so come ringraziarla. Spero che adesso mio figlio si calmi un po’, perché così non era proprio possibile andare avanti! Non so proprio come ringraziarla, mio figlio non ne poteva proprio più! Lei è stata proprio generosa, dovrebbero farla santa! Magari fossero tutte di animo così gentile e generoso!

– Non c’è di che signora, è stato un piacere!
rispondo compiaciuta, ed aggiungo:

– Beh, ma adesso non penserà che gli basti così! Stanotte in albergo gli darò qualche bella lezione e un bel ripasso, fino a domani, dato domani che è l’ultimo giorno. Sempre se suo figlio è d’accordo!

– Beh figliolo, sei stato super fortunato! A lei signora o signorina, dovrebbero farla santa!

Quella notte e tutto il giorno seguente lo passammo ad accoppiarci e a giocare nella mia camera. Il suo glande violaceo sussultava dal prurito di piacere ad ogni sfioramento con la mia lingua, e lo munsi più volte nella mia bocca. Ci accoppiammo in varie posizioni e gli insegnai esercizi di training per allentare gradualmente la pelle attorno al glande.

I vostri commenti e suggerimenti sono bene accetti. Inviateli a: psegr2011@hotmail.com Mettere come oggetto “Racconto”

Gli altri miei racconti li trovate qui:
https://raccontimilu.com/author/marcus/

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