Sono su un lettino sotto l’ombrellone di un bagno della riviera romagnola, mia moglie dorme sul lettino vicino al mio.
He’ un pomeriggio di settembre, fa ancora molto caldo, siamo da poche ore al mare da soli, i ragazzi ormai sono grandi e io e lei siamo in pensione.
Ci sono ancora parecchie persone in spiaggia, gli ombrelloni sono ancora abbastanza affollati soprattutto da famigliole ed anziani, siamo in una fila un po’ distante dal bagnasciuga e vicino al vialetto centrale.
Mi guardo attorno sotto gli occhiali da sole alla ricerca di qualche bel culetto da ammirare.
Ad un tratto, eccolo sfila davanti a me un super culetto bagnato da una recente doccia, la guardo di schiena mora capelli lunghi e fisico perfetto, avanza un paio di file davanti alla nostra e si avvicina a degli ombrelloni dove a ci sono dei bambini e ad un’altra donna bionda un po’ cicciottella, sono assieme probabilmente mamme e bambini.
Sto osservando mentre sistema il telo del lettino, quando ho una folgorazione … “ma la conosco, si è lei e poi il culetto è una conferma”.
He’ proprio ancora una bella figa, capelli lunghi mori, labbra carnose, pancia piatta, curve tutte a posto, poi quei due bei ciapet che mi fanno drizzare il cazzo e ricordare i bei tempi andati.
Sono passati circa venti anni, lavoravo come geometra per una ditta che aveva cantieri in tutta Italia, ne seguivo alcuni e poi ogni tanto mi recavo presso la sede che era in una piccola città di provincia per aggiornare un po’ la contabilità.
Di solito mi presentavo al giovedì mattina e me ne andavo al venerdì sera, la notte dormivo in un appartamento della ditta in città.
Quella mattina in ufficio il capo mi presento la nuova ragioniera, “Marco lei è Elena, stai concentrato perché guarda che è molto preparata e sveglia”.
Mora, aveva venti anni, simpatica e spigliata.
Quei giorni si lavorò sodo attorno ad un tavolo con anche Paola l’altra impiegata e altri due geometri ma la mia concentrazione e anche quella degli altri due, subì un duro colpo quando Elena si alzò e si avvicinò ad uno scaffale per prendere un faldone che era un po’ in alto, si allungo sulle punte e il suo culetto fasciato da quei pantaloni attillati si mostro in tutto il suo splendore, fu Paola che riporto tutti all’ordine.
Venerdì tornai a casa, con il chiodo fisso della ragazzina mora.
Tornavo circa una volta al mese in ufficio e ogni volta cercavo di corteggiarla dolcemente, lei sembrava gradire anche se era piuttosto pudica.
Paola mi disse “lascia stare sei sposato e lei ha un ragazzo da diversi anni non ci riuscirai mai”, ma mi confido che secondo lei, quando dovevo arrivare io in ufficio lei si vestita sempre in modo un po’ più sexy.
Un venerdì pomeriggio d’estate, causa ferie e altri motivi rimanemmo soli io e lei a lavorare in ufficio, decidemmo di staccare un po’ e berci un caffè al bar di fronte.
Quando uscimmo dal bar c’era un temporale fortissimo e anche se dovevamo solo attraversare la strada, arrivammo in ufficio piuttosto bagnati.
Elena andò alla finestra a guardare la pioggia, la magliettina umida gli avvolgeva la vita stretta, i pantaloni pinocchietto di stoffa leggera bagnata gli segnavano i glutei perfetti, non si intravedevano mutandine, probabilmente indossava un piccolo tanga.
Mi avvicina alle sue spalle, misi le mie maini sui suoi fianchi avvicinai la bocca alla sua orecchia e sussurrai “ti piace la pioggia” dalla sua bocca usci un “si”.
Cominciai a baciargli il collo, mentre la mia mano da un fianco passo sulla sua pancia, lei ansimo piano, appoggiai il mio cazzo al suo culetto e spinsi piano, lei ansimava, cominciai a scendere con la mano ….. “No non posso” e si allontanò rapidamente “scusa” “scusa tu” e tutto fini li.
Poco tempo dopo anche per le insistenze di mia moglie decisi di accettare un lavoro per una ditta vicina a casa mia e quindi diedi le dimissioni.
L’ultimo venerdì organizzarono a pranzo una festicciola in un ristorante per salutarmi definitivamente, lei quel giorno era molto bella, si era messa una minigonna e tacchi alti, era proprio una bella figa.
La giornata volgeva al termine, i colleghi cominciavano ad andarsene, li salutavo e ringraziavo per la festa, anche Elena si mise la giacca e si avvicinò “Allora ciao e buona fortuna, è stato un piacere” disse “piacere mio” dissi poi gli sussurrai “rientro domani mattina questa sera dormo ancora qua” lei fece un sorriso mi bacio sulla guancia e se ne andò.
Ero sdraiato sul divano di quel piccolo appartamento della ditta e mi stavo guardando la tele, prima di andare a letto, il citofono suonò, mai e poi mai mi sarei immaginato, era lei “posso salire a salutarti” “Ciao certo” schiacciai il pulsante ed aprii apri il cancello del vialetto.
Guardai dalla finestra mentre percorreva il vialetto illuminato, aveva indosso un pellicciotto nero che gli arrivava a mezza coscia, le gambe erano coperta da una calza velata nera ed erano slanciate da un tacco dodici, probabilmente sotto una minigonna più corta del pellicciotto.
Aprii la porta, lei entro “sto facendo uno sbaglio” disse, la baciai, mentre ci baciavamo con foga gli toglievo i vestiti.
Via il cappotto via la camicetta e la gonna corta che aveva, lei infilò la mano dentro i pantaloni della mia tuta e prese in mano il mio grosso cazzo, la mia mano era dentro la sua fighetta bagnata.
Poi mi spinse sul divano si inginocchiò e cominciò a leccare il mio cazzone, era molto brava con quelle labbra carnose se lo lavorò per bene.
Mi alzai la presi per mano e andai verso la stanza, la sdraia di pancia sul letto e cominciai a baciargli il collo poi la schiena e poi giù fino al suo culetto, era da tempo che sognavo di mordere quelle chiappette.
Poi lei si girò, mi sali sopra a cavalcioni, e presentò la sua fighetta era rasata davanti alla mia faccia, solo un rettangolino di pelo corto sopra il suo clitoride, assaggiai il suo sapore.
Poi scese più in basso prese in mano il mio cazzo e se lo infilò dentro la pancia, mi cavalcò con foga, mentre con le mie mani stringevano il suo seno e poi i suoi fianchi accompagnandola verso l’estasi finale.
Eiaculai dentro di lei mentre mi baciava appassionatamente.
Elena si alzò e si diresse verso il bagno rimase chiusa dentro qualche minuto poi usci, si era rivestita e risistemata, ero sdraiato sul letto mi baciò e disse “addio, buona fortuna”.
“Non ti fermi” dissi “no devo andare” apri la porta e se ne andò e non la rividi più.
Ora sono qua, la osservo ha ancora un gran fisico, è abbronzatissima, non vedo uomini attorno a quelle due donne forse sono da sole in vacanza, cosa faccio là saluto? La presento a mia moglie? Aspetto? ….. aspetto.
Così osservando credo di capire che abbia due figli come l’altra donna.
Ad un certo punto dice qualcosa a quella che probabilmente è un’amica e poi si incammina sul vialetto, sono molto vicino al vialetto, mi conoscerà?
Mi viene incontro, ho gli occhiali da sole, posso squadrare il suo fisico dentro quel piccolo bichini, la sua fighetta probabilmente depilata mi passa davanti, mi guarda ma non mi riconosce, mi giro e guardo anche da dietro la sua camminata e il suo culetto.
Vedo che si dirige verso il bar, decido di seguirla, arrivo mentre sta ordinando un caffè, la guardo lei mi guarda “Elena” “Marco” ci abbracciamo “sei bellissima” “si certo dopo due figli”
“Ti ho vista prima siamo vicini di ombrellone, siamo appena arrivati io e mia moglie”,
“A ok non ti ho visto, sono con i bambini ed un’amica ma domani andiamo via”
Solita sfiga pensai, parlammo un po’ di come andavano le cose poi un ragazzino la chiamò “mamma non arrivi” “devo andare ci si vede” e si allontanò verso la piscina.
La sera nella via del paese mentre passeggio con mia moglie, tra bancarelle, negozi e gelaterie cercavo con lo sguardo se riesco a vederla ma c’è un sacco di gente.
Poi i nostri sguardi si incrociano lei è con tutta la truppa a passeggio, indossa un vestito rosso leggero un po’ trasparente che gli fascia il culetto, si vedono tutte le sue belle gambe slanciate da dei sandali tacco dodici.
Mi ricordo quando la sua collega Paola mi aveva detto che quando dovevo arrivare io in ufficio lei si metteva sempre un po’ sexy.
Dice qualcosa all’amica e ai ragazzi, poi si infila in un negozio di abbigliamento, allora dico a mia moglie che entro in quel negozio per vedere se vedo qualcosa di interessante e mi fiondo all’interno.
Lei e dietro a degli scaffali pieni di vestiti, mi avvicino “sei una strafiga con questo vestito” “non esagerare, lo hai detto a tua moglie che hai incontrato una vecchia fiamma?” “no troppo gelosa, tu alla tua amica?” “no troppo pettegola” e rise.
“Vediamoci tra un ora in spiaggia io mi sgancio facilmente” “no tu sei pazzo non è una buona idea, ci si vede domani mattina siamo ancora in spiaggia, ce ne andiamo nel pomeriggio” ed usci dal negozio.
La mattina sono in spiaggia già da un po’ ma non si vede nessuno, sono ansioso di vederla, anche se non so cosa potrò fere.
Ecco che arriva la truppa, lei è l’ultima della fila, così mi mostra il suo culetto, indossa dei pantaloncini di gins molto stretti e piccoli, entrano in mezzo alle sue chiappe segnando la perfezione dei suoi glutei.
La guardo mentre si spoglia e sistema i suoi bambini, poi vedo che da sola si dirige verso le docce da sola, mi passa davanti e mi dà un’occhiata dolce, erotica e sensuale, mia moglie come al solito dorme e allora la seguo.
Arriva al casotto del bagnino, entra ed esce con le chiavi del bagno, si dirige verso il bagno ed entra.
Mi avvicino, spingo la porta, è aperta, lei mi trascina dentro chiude a chiave e mi bacia con foga, la sua mano scende sul mio cazzone, lo vuole.
Fuori il vociare dei bambini nella vicina piscina copre i nostri respiri, poi scende con la sua bocca giù sul mio cazzo, abbassa il costume e prende la mia cappella nella sua bocca e se lo ciuccia tutto golosamente.
Ciucciata veloce poi si alza, si gira di schiena, prende il mio cazzo con una mano e se lo infila dentro la sua fighetta, bacio il suo collo mentre la scopo con forza da dietro.
Colpi decisi che entrano dentro la sua pancia, poi lei prende ancora il mio cazzo in mano e lo indirizza verso il suo buchetto del culo e se lo infila dentro, appoggia le sue mani sul lavandino porgendo meglio il suo culetto ai miei colpi decisi.
Termino la mia scopata eiaculando dentro il suo culetto, si gira mia bacia “addio” esce dal bagno, quando esco anche io lei è sotto la doccia che pulisce il nostro amplesso.
Poi sparisce di nuovo dalla mia vita.



Hai ragione, ma la storia è stata presentata così perché è stato soprattutto lui a confidarmi le loro esperienze, con…
È così, alla fine si capisce quanto hanno influito i rapporti incestuosi della famiglia in come è diventata Laura, la…
E mano male che la signora la volta precedente diceva che era il marito che aveva voluto… Che famiglia…
Beh a me non dispiacerebbe invece il racconto da parte di Laura. Ormai da parte di lui è diventato ripetitivo.…
Ti ringrazio per il bel commento. In realtà la storia è basata sulla lunga confidenza di una coppia di sottomessi,…