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Racconti Erotici Etero

*THE PLAYERS**

By 16 Marzo 2009Dicembre 16th, 2019No Comments

&egrave una sera di mezza estate: il cielo &egrave limpido, la brezza ha allontanato la foschia provocata dal caldo torrido rendendo incantevole il panorama che si gode dalla nostra camera nella vecchia casa sulla scogliera.
La temperatura &egrave scesa: ora &egrave gradevole oziare restando sdraiati sul letto con le finestre aperte.
Tu esci dal bagno dopo aver fatto la doccia; con un accappatoio sulle spalle vai verso la veranda per riempirti gli occhi del tuo mare: so quanto ami questo angolo di Liguria.
Sei a piedi nudi e le tue lunghe gambe affusolate si scoprono a ogni passo fino alla coscia; solo la mano, con un gesto quasi pudico, impedisce che l’accappatoio si apra lasciando il corpo nudo in pasto al mio sguardo goloso.
Sulla soglia della porta finestra ti volti verso di me, le labbra atteggiate a un soriso malizioso mentre lasci cadere il vecchio indumento ormai scolorito e mi inviti con lo sguardo a raggiungerti.
Mi alzo e ti abbraccio da dietro: con una mano mi fermo sul ventre piatto e nervoso con l’altra ti stringo il seno per sentirne il calore quasi di febbre.
Non so se per colpa del sole di questi giorni o dell’eccitazione.
Ti appoggi a me, abbandonandomi la testa sulla spalla; allora dal tuo ventre risalgo leggero fino al collo per poi ridiscendere a disegnare arabeschi sulla pelle ancora umida, ma quando sto per raggiungere l’inguine mi blocchi.

Cerco il tuo seno per accarezzarti i capezzoli, mentre ti bacio sul collo; tu volti la testa e incontri le mie labbra.
Il tuo sapore mi confonde, mi stordisce, raggiungo di nuovo il sesso umido e caldo …ma tu mi afferri la mano sussurrandomi che hai in serbo per me una sorpresa, un gioco bellissimo, l’attesa farà crescere la nostra eccitazione.
Ora dobbiamo vestirci per la cena.
Mentre traffico a cercare un paio di pantaloni che non trovo seguo ti sottecchi il rito sempre così attizzante della tua vestizione; ammiro la delicatezza dei gesti nello scegliere il capo intimo che preferisco, un niente di velo e pizzo color turchese che evidenzia le natiche sode. Il reggiseno dello stesso tipo e colore &egrave a mezza coppa cosi da raccogliere delicatamente il seno lasciandone una generosa porzione in vista con il capezzolo che occhieggia oltre il bordo della coppa.

Ora indossi un vestito lungo leggero rosso a fiori bianchi – ma quanti bottoni stai allacciando’-
Ne lasci maliziosamente sbottonato qualcuno sia alla scollatura che sulle gambe e guardandomi con intenzione mormori che il numero degli altri bottoni slacciai dipenderà da quanto saprò intrigarti durante la serata.
Eccolo il gioco, &egrave una sfida, raccolgo il guanto…
Saliamo in macchina per dirigerci verso un ristorantino tipico appollaiato a mezza costa: l’ambiente &egrave discreto ed elegante, ci sono un altro paio di coppie che occupano la sala; chiediamo al cameriere un tavolo sulla terrazza per ammirare l’arcobaleno dei colori di un magnifico tramonto marino.
Per tutta la durata della cena, a base di ottimo pesce e di un fresco vinello bianco che va giù come acqua, ridiamo e scherziamo quasi fossimo ragazzini alla prima uscita; il vino ha contribuito a riscaldare l’atmosfera mentre aspettiamo il tuo dolce preferito, una coppa di fragole adagiate su un letto di gelato al cioccolato e panna.
Intingo due dita nella coppa e tu apri la bocca per lapparle coscienziosamente, incurante degli sguardi altrui.
E a me pare di sentirle quelle labbra in una certa parte del corpo che mostra vivaci segni di inquietudine.

A un certo momento sposti la sedia e accavalli le gambe scoprendone una generosa porzione; mi accorgo che hai slacciato altri bottoni, colgo il segnale e ti guardo dritto negli occhi: stiamo già facendo l’amore con lo sguardo.
Quando il cameriere ci serve il caff&egrave non fai nulla per ricomporti, anzi, gli sorridi, invitante – o &egrave solo la mia impressione?-
Poi prendi a giocherellare con un bottone della scollatura che “inavvertitamente” slacci , dopo di che ci alziamo e ci avviamo verso l’uscita; lo stesso cameriere, che ora &egrave seduto a un tavolo a rivedere dei conti, ci saluta; tu, senza parlare, ti avvicini a lui e ti chini in avanti, lasciandogli una mancia oltremodo generosa: vedo gli occhi dell’uomo frugare febbrilmente tra i tuoi seni così esposti.
Non posso fare a meno di provare un misto di gelosia e di eccitazione di fronte alla tua sapiente esibizione.
Tornando verso di me hai un sorriso soddisfatto, come di gatta ben pasciuta: posso scorgere i capezzoli eretti attraverso la stoffa leggera del vestito, segno inequivocabile; mi prendi sotto braccio e ci avviamo verso il parcheggio.

Arrivati alla macchina ti afferro per le spalle e ti volto per baciarti : le nostre bocche si uniscono con forza, ci esploriamo a vicenda con la lingua mentre premo il mio corpo contro il tuo, in una muta richiesta.
Mi allontani con dolcezza e con una mano mi tocchi furtiva il sesso già pronto sotto la tela dei jeans dicendomi che la serata &egrave appena iniziata.
‘La notte &egrave giovane, Fabio, devi saper aspettare” mormori al mio orecchio.
Ti chiedo dove vuoi andare e tu:
‘Facciamo quattro passi in paese’
In macchina allungo una mano e ti scopro una gamba cominciando ad accarezzare la tua pelle scura e setosa, tu resti così, immobile, abbandonata sul sedile come in attesa.
Allora risalgo per tutta la coscia, lentamente, senza oltrepassare l’orlo degli slip. Il tuo respiro rallenta , ti stai controllando e questo mi eccita ancora di più.
Prima di scendere mi chiedi guardandomi fisso negli occhi di slacciare altri due bottoni visto che con quelle carezze me li sono meritati; decido di liberarne uno sotto e uno sopra, cosi, quando scendi, hai le gambe e il seno ancora più esposti agli sguardi.
Le vie del centro sono frequentate e i negozi aperti fino a tarda notte.

Decidi di entrare in una boutique dove hai visto in vetrina un costume da bagno intero, molto sgambato e molto scollato sia davanti che sulla schiena; chiedi alla commessa la possibilità di provarlo, entri nel camerino e ti cambi; la porta bassa fa si che io possa vederti gli occhi splendenti e il volto sorridente , leggermente arrossato.
Quando sei pronta esci per farti ammirare e io resto incantato dallo spettacolo che mi si presenta: il tuo corpo &egrave messo in evidenza dal costume rosso, le cosce sembrano non aver fine, la profonda scollatura mette in mostra i seni.

I sandali con il tacco a spillo che indossi sono la ciliegina sulla torta .
Ora noto il silenzio che si &egrave creato nel negozio, mi volto e vedo un altro paio di clienti fermi ad osservarti.
Acquistiamo il costume e usciamo.
Poi mano nella mano passeggiamo guardando le vetrine; a un certo punto ti abbassi per mostrarmi un paio di sandali e i miei occhi possono così vagare nella scollatura, ora diventata davvero audace : ti sei ” scordata “di indossare il reggiseno dopo la prova, te lo faccio notare quando ti rialzi .
E non posso davvero fare a meno di abbracciarti e baciarti sulla bocca e sul collo per poi risalire fino all’orecchio dove ti sussurro un ‘grazie, sei davvero speciale’, per la bravura che dimostri nel condurre il nostro gioco.
Per tutta risposta mi inviti a entrare nel negozio di scarpe, cosi potrai farmi un’altra sorpresa.

Un commesso ci accoglie, pronto a servirti; ti siedi sul divanetto in attesa e mi fai cenno di sistemarmi di fronte a te; una volta seduta allarghi leggermente le gambe e attraverso lo spacco, ormai quasi inguinale, mi rendo conto che non porti neppure le mutandine, la tua fichetta dai riccioli scuri &egrave esposta alla mia vista.
Sono davvero curioso di vedere il seguito della tua esibizione.
Torna il commesso e tu ti alzi per provare i sandali di fronte allo specchio che mi sta a fianco.
Guardandomi, come per chieder un parere, sposti un lembo del vestito apparentemente per permettermi di apprezzare meglio le calzature, in verità per un attimo lo alzi tutto, lasciandomi intravvedere il paradiso.
Nello stesso istante noto l’espressione del commesso cambiare da ammirata a sbalordita -lo specchio, penso, ha visto tutto anche lui-
Ora lasci scendere il lembo dell’abito con naturalezza come non fosse successo nulla, mentre il ragazzo con aria imbarazzata ti chiede se l’articolo &egrave di tuo gradimento; io, fingendo una calma che non provo affatto e sperando che la t-schirt lunga e larga nasconda una evidente erezione , rispondo che comperiamo quelle scarpe che ti stanno così bene, belle scarpe per una splendida donna’

Lui mi guarda dritto negli occhi, perplesso e io di rimando gli chiedo se anche lui non &egrave d’accordo sul fatto che la mia compagna sia una gran bella donna; balbettando un sì imbarazzatissimo prende la scatola che gli stai porgendo e si avvia verso la cassa.
Io ti afferro e ti bacio proprio lì, nel negozio, di fronte ai clienti e alle persone che passano al di là della vetrina..
Una volta fuori stravolti, incapaci di aspettare ancora, voliamo alla macchina dove depositiamo gli acquisti appena fatti e ci avviamo correndo verso la spiaggia.
Cerchiamo un posto riparato, dietro agli scogli, che conosciamo benissimo e ci lasciamo cadere per terra, uno sull’altro, ansanti.
Riprendo a baciarti mentre le mie mani brancolano sul tuo corpo, ormai i bottoni allacciati sono veramente pochi e non costituiscono più alcun ostacolo; aperto il vestito comincio ad accarezzarti lentamente dappertutto, dalle cosce risalgo ai seni, alle labbra, al viso; tu cerchi il mio sesso ma ti fermo chiedendoti di lasciarmi fare.
Ti lecco i capezzoli strappandoti un sospiro, mentre con la mano scivolo in mezzo alle tue cosce ad accarezzarti la fichetta, bagnata e calda; intanto con la lingua scendo fino al ventre elastico, baciando, leccando, mordendo.
Sento il tuo sesso pulsare nella mano, lo voglio in bocca, per mangiarlo, gustarlo’

Dapprima bacio teneramente il clitoride poi comincio a leccarlo, mentre le dita ti penetrano; le tue mani mi accarezzano i capelli febbrili; intanto allarghi le cosce sollevandole leggermente.
Allora ti passo le mani sotto al sedere e comincio ad accarezzarti avvicinandomi al buchino, lo sento pulsare intorno al mio dito, lascio la fessura per cominciare a leccarlo, le pulsazioni aumentano, forzo con la lingua la tua rosa che si schiude dolcemente facendomi entrare, mentre con una mano ho ripreso a penetrarti con forza la vagina bagnata e calda.
Vieni con un grido, che spengo baciandoti; poi ti accorgi che sono ancora prigioniero nei pantaloni e febbrilmente mi aiuti a spogliarmi.
Mi prendi in bocca, la tua lingua &egrave di fuoco, non so quanto resisterò.

Quando ti accorgi che la mia eccitazione &egrave al livello di guardia, mi sali sopra e mi guidi dentro di te, lentamente, mentre i muscoli della vagina che si contraggono mi procurano un piacere insostenibile.
Ci guardiamo dritti negli occhi: tutti e due siamo bravi nell’Ars amandi..
Ora stai immobile, come per assaporare il fallo che ti riempie; poi cominci a salire e scendere ed il movimento diventa via via sempre più veloce e deciso, allungo le mani per accarezzare il tuo splendido corpo, i seni con i capezzoli scuri ed eretti; chiudi gli occhi ed abbandoni all’indietro la testa, gemendo, mentre io mi impongo di non venire, non ancora…
Mi pare di non riuscire più a trattenermi e te lo dico; allora tu, con una mossa velocissima, ti metti carponi di fronte a me, e l’invito &egrave eloquente; scendo a leccarti di nuovo il sesso, che ora sa anche di me, poi mi sposto al buchino posteriore già eccitato e aperto lubrificandolo il più possibile.

Mi chiedi , con voce roca, di penetrarti anche lì, dove sei più stretta .
‘Fai piano, non farmi male..’ mormori.
Ed io inizio ad entrare in te, affondando le mani nei tuoi glutei sodi, lentamente;
Non ti lamenti, gemi di piacere:
La tua carne, intorno alla mia rigidità, &egrave morbida ed elastica, mi avvolge strettamente ed io ho paura di venirmene subito; mi fermo, poi riprendo a muovermi con lentezza, uscendo e rientrando nel tuo corpo.
Non resisto più, ti stringo convulsamente i fianchi ed affondo con sempre maggior vigore, capisci che sono al capolinea e sussurri che mi vuoi fino all’ultima goccia.
Dopo pochi istanti ti riempio del mio seme, travolto da un orgasmo violento, che mi lascia senza fiato.

Scivoliamo sulla sabbia e restiamo così, esausti e allacciati, in silenzio, respirando il mare; odoriamo di sesso, di quello buono fatto con arte e passione, ma siamo anche sudati, così decidiamo di fare un tuffo prima di rivestirci e tornare a casa. Sguazziamo e giochiamo in acqua fino a quando non ci sentiamo intirizziti .
Quando torniamo alla spiaggia per rivestirci, ci accorgiamo della strana luce che ci circonda: &egrave quasi l’alba .

E’ bello vedere sorgere il sole; ci sediamo vicini, abbracciati, per goderci lo spettacolo’


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