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visita dal ginecologo

Avevo l’appuntamento dal ginecologo quel giorno, per me era sempre un tormento, odiavo andarci perché avevo sempre paura che si accorgesse che mi bagnavo ogni volta che mi infilava il divaricatore senza riguardo’ed era ancora più imbarazzante perché è un caro amico di famiglia e quindi non mi faceva pagare quasi mai e ne approfittavo per fare tante visite per tenermi sempre controllata.
Mi fece stendere sul lettino e posizionare i piedi negli appositi poggia-piedi, le labbra della fighetta si schiusero e il dottore mi alzò la maglietta fin sotto al seno, lo vidi esitare, sembrava mi volesse scoprire anche le tette, ma si fermò.
‘mmm’e questo piercing quando l’hai messo? Non c’era due mesi fa!’
Io: eh’l’ho messo due settimane fa’
Lui:’ ma cosa non combinano i ragazzi d’oggi, non è mai bello infilare cose estranee nel nostro corpo’.eh, dimmi, dicono che faccia sentire ancor più piacere, come lo senti?’
Io: in verità ancora non ho avuto modo di provarlo!
Il dottore mi infilò due dita nella figa e controllò vagina e utero, poi disse:
‘mmm’sai’non so, vorrei rivederti per controllare certe cose, fare degli accertamenti, vieni domani mattina, così controlliamo anche le mammelle’
Io: ‘ma dottore, (gli davo del lei quando era il mio ginecologo, anche se era un carissimo amico di mio padre e mi ha vista crescere) domani è sabato, non è mica chiuso?’
‘per te farò un’eccezione! A domani e salutami tanto i tuoi!’
La mattina dopo tornai, mi aspettava impaziente, ma non capivo perché, mi fece spogliare velocemente e mi fece accomodare sul solito lettino, mi sollevò la maglietta scoprendomi il seno e tirò giù il reggiseno, iniziò a palpare e disse:
‘cavolo Susanna, mi ricordo quando a 13 anni continuavi a chiedere alla mamma perché non ti cresceva il seno e lei mi chiamava sempre per tranquillizzarti perché diceva che ero un esperto, e a 16 anni ti venne una bella terza, e ora che ne hai 19, guarda qua che meraviglia, ti ho vista crescere, sei come figlia mia!
Iniziò a tirarmi le mammelle come se mungesse una mucca e io iniziai a bagnarmi, speravo che non se ne accorgesse ma quando prese il divaricatore fece un ghigno, si girò e prese il nastro adesivo nero, mi legò i piedi ai poggia gambe e io gridai:
‘ma che diavolo stai facendo? Ti prego, lasciami andare!’
Lui:’ è inutile che gridi, Susanna, lo sai benissimo che in tutto lo studio ci siamo solo noi due, e poi dai, è da quando hai 16 anni che ogni volta che ti visito ti bagni come una fontana, cosa pensi che non me ne sia mai accorto? Lo so che lo vuoi, sei una porca, vieni sempre qui, con quella fighetta un po’ slabbrata da tutti i cazzi che prendi, lo so che sei una troietta, da quando eri piccola, ti sei addirittura messa il piercing al clitoride, dai che oggi lo testiamo, non sei contenta?
Cercai di muovermi ma lui abbassò di colpo il poggia testa, si mise dietro di me e mi bloccò le mani, mi infilò il suo cazzo molle e raggrinzito in gola ‘ ma ce l’aveva fuori dai pantaloni già da quando ha iniziato a visitarmi??? Oddio come cavolo ho fatto a non accorgermene?
Iniziò a segarsi con la mia bocca, ero spaventata, mi sembrava sbagliato, ma a poco a poco mi lasciai andare e iniziai a sgorgare acqua dalla figa.
Non era più nemmeno costretto a tenermi le mani in quanto le avevo già messe sul suo cazzo che nel frattempo era cresciuto, era diventato di marmo.
Mi disse: ‘brava bambina, vedo che capisci come vanno le cose, se fai la brava ti libero anche le gambe, così potrai iniziare a fare la vacca come, sono certo, ti piace!
Venne davanti ed iniziò a leccarmi la figa, a giocare col piercing, lo succhiava, lo tirava, mi faceva male ma allo stesso tempo godere, iniziai ad ansimare e a supplicarlo di non smettere:
‘ahhh,sì ti prego, continua così, dai succhiami tutta!’
In quel momento mi tirò uno schiaffo in faccia:
‘piccola mignottella maleducata, chi ti ha dato il permesso di darmi del tu? Sono il tuo dottore o no? E allora dammi del Lei, hai capito?
‘si,si ho capito, dottore, mi perdoni, la prego, non smetta, la supplico!’
Il dottore sorrise orgoglioso come faceva quando veniva a trovarci quando ero piccola e facevo qualcosa di bello, qualche lavoretto o quando avevo imparato ad andare in bicicletta, e ora era orgoglioso di me perché ero la sua vacca da monta e mi poteva sottomettere come e quando voleva
Iniziò a succhiarmi i capezzoli, a morsicarli, a tirarli coi denti, mi sembrava che me li stesse per stappare, orami avevo formato una pozzanghera sulla poltrona di pelle, dove non mi ero accorta, ma non c’era nemmeno la carta che si cambia tra un paziente e l’altro.
‘guarda cosa cazzo hai fatto, cagna che non sei altro, hai fatto un lago’
Mi liberò le gambe e mi fece inginocchiare davanti alla poltrona, col la faccia rivolta sul sedile:
‘pulisci la sedia, puttana!’
Iniziai a leccare i miei succhi ma ne perdevo ancora dalla figa:
‘ora controlliamo anche questo bel buchino, che non abbiamo mai controllato’che poi non capisco perché non l’abbiamo mai controllato’una vacca come te sicuramente ha fatto uno anche di questo buco in maniera smisurata!
Mi infilò il pollice nel culo ed iniziò ad allargarmelo, poi infilò l’indice nella vagina e iniziò a masturbarmi ritmicamente, ansiamavo e leccavo la poltrona come lui mi aveva ordinato!
Prese poi uno speculum della grandezza più grande che aveva e me lo infilò dietro senza lubrificarlo, sentì il metallo freddo penetrarmi nell’ano, e poi lo aprì, lo fece roteare e io iniziai a pregarlo di smettere
‘non sei nelle condizioni di dettare leggi lurida cagna!’
Prese da un cassetto un vibratore, delle dimensioni enormi di un pene che sicuramente mai ho visto, me lo ficcò in bocca e me lo fece bagnare tutto, poi me lo mise nella figa, mi lasciò un po’ a quattro zampe col vibratore a massima velocità nella vagina e il divaricatore nel culo ormai spalancato e iniziò a masturbarsi, poi mi mise il cazzo in bocca e mi spruzzo tutto dentro.
Accese la macchinetta del caffè e si fece un bel espresso, si sedette dietro la sua scrivania col pene floscio e si bevve il suo caffè guardando lo spettacolo di me col vibratore che si dimenava nella mia figa e il culo aperto da speculum e sborra che colava dalla mia bocca:
‘brava bimba mia, dai, avanti e indietro con quel culetto, ora incrocia le gambine’
Lo feci, volevo fare tutto quello che mi diceva, volevo che mi rinchiudesse per sempre nel suo ufficio e farmi scopare ogni volta che ne aveva il desiderio
VRRRRRRRR continuava a fare il vibratore, vidi sbucare il suo cazzo dalla scrivania, finalmente gli era tornato duro, si alzò e mi raggiunse, mi tolse tutti gli aggeggi e iniziò a penetrarmi e a scoparmi a turno culo figa, poi ancora culo e poi figa, avevo il culo talmente spalancato che ormai non sentivo alcun dolore, ero stremata, mi lasciò stravolta in terra, tutta sudata, poi si alzò, prese un bicchiere e ci sborrò dentro, si inginocchio accanto a me e mi guardò ancora con quello sguardo di orgoglio paterno:
‘guarda la mia piccola, sei una buca, guarda qua che culo spalancato che hai, se tuo padre sapesse, sono certo che sarebbe fiero di avere una figlia così mignotta!
Mi porse il bicchiere: ‘ bevi bimba, fa bene alla tua età’
Mi rivestì e mi sedetti sulle sue ginocchia mentre compilava le carte, lo fissavo estasiata e desiderosa di riceve ancora quel cazzo:
‘nono, piccola mia, il resto al prossimo appuntamento, mi sa che dovremmo vederci almeno un paio di volte al mese, giusto per tenerti controllata ehehehe’non ti preoccupare, mi invento io qualcosa coi tuoi, diremo che per un po’ ti devi tenere controllata ogni 10 giorni’però ovviamente d’ora in poi le mie visite saranno a pagamento’non posso mica riceverti così spesso e continuare a farti sconti’ahahahha, wow’sesso e soldi in una botta sola’due piccioni con una fava! Poi mi fece scendere dalle ginocchia e mi tirò una sculacciata:
‘dai, vattene ora, cagna, ho delle carte da compilare, alla prossima settimana!
‘grazie dottore, alla prossima settimana, non vedo l’ora!
Uscì dal suo studio con le cosce fradice dei miei liquidi e sapore di sperma in bocca!

se avete voglia di scrivermi, per qualsiasi cosa, qualsiasi commento, fantasia, quello che vi piacerebbe farmi…. Labbra_calde1988@libero.it

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