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Lasciammo il locale alle due di notte, Paolo e Rita andarono insieme, io tornai a casa con la mia auto. Ero alquanto eccitato, l’incarico era importante, anche il posto dove impiantare il dissalatore ed il depurificatore era importante, si trattava di un insenatura lungo la costa dell’Africa, nella città di Beria, che avrebbe consentito l’irrigazione nelle regioni dello , Monzabico e Zambia. Era un progetto pilota finanziato da un Ente benefico con l’approvazione dell’ONU e realizzato interamente dalla nostra ditta. Per il montaggio e il collegamento con i vari territori ci saremmo serviti, come scritto nell’accordo di manodopera locale, sotto la supervisione di nostri esperti che nel caso specifico siamo io Rita e Luis. I macchinari erano partiti via mare noi saremmo partiti fra venti giorni. Dormi poco, pensavo come ottimizzare il lavoro e a come gestire al meglio la situazione. Alle quattro circa il sonno mi colse, alle sette la sveglia trillo, mi svegliai e nonostante le ore piccole e la fatica del giorno prima, mi alzai in piena forma, bagno doccia barba e ed ero pronto! Chiamai Luis per metterlo al corrente della partenza, il telefono squillo a lungo ma senza risposta, o era in bagno o stava correndo, non me ne preoccupai, l’avrei richiamato fra un po’. Luis era importante in questo lavoro, capiva immediatamente quello che dicevo e riusciva a trasmetterlo agli operai, montatori muratori elettricisti tubisti, lui sapeva un po’ di tutto e si faceva capire benissimo da tutti. Luis era Jamaicano parlava Italiano inglese e spagnolo. Un metro e novanta per novanta kili quaranta due anni, un bell’uomo, spalle larghe e pettorali da invidia, laureato in impiantistica aveva cominciato a lavorare con noi subito dopo la laurea, di master non ne vuole sapere, gli interessano i contatti con i lavoratori della squadra e non entra mai nelle discussioni organizzative, gli piace fare il dipendente, lavorare con me, e qualsiasi cosa io dica lui mi appoggia sempre davanti a tutti. Rita, e anche altri dicono che è innamorato di me, anche se nessuno dubita della sua mascolinità.
Partiamo il 13 luglio, Roma-Pretoria Pretoria- Beira mar. Arriviamo il 14 pomeriggio, siamo otto. Rita ha portato Lisa per le traduzioni, e a noi si sono aggiunti a Pretoria due addetti alla sicurezza e due autisti che conoscono la regione.
L’hotel è quello che di più vicino si è potuto trovare, in attesa di organizzarci e se è il caso trasferirci al campo dove c’è il cantiere. Per il momento abbiamo quattro camere io con Luis, Rita con Lisa i due autisti e i due addetti alla sicurezza. La camera dove dormo è comunicante per mezzo di una porta con quella delle donne. Rapida doccia e tutti in sala pranzo: Ceniamo con salumi di cervo e carne rossa alla griglia vino di Johannesburg. Gli autisti propongono un giro lungo i locali della spiaggia, io dico che preferisco andare a dormire e anche Rita rifiuta la passeggiata, e sale in camera. Rimango un altro po’ al bar dell’albergo mentre gli altri si allontanano per l’escursione, prendo un Rum e me ne salgo in camera. Mi spoglio e mi metto sul letto, ma mi accorgo che il pensiero di Rita dietro la porta comunicante mi stuzzica, mi alzo e poggio l’orecchio, nessun rumore – dorme già?- giro la chiave e provo ad aprire, la porta non cede, per aprirsi bisogna girare le chiavi da tutte e due i lati. Mi rimetto sul letto, accendo il portatile e mi concentro un po’ su quello che bisogna fare l’indomani. Un bussare leggero alla porta comunicante mi riaccende, -avanti –dico è aperto. Rita apre fa capolino e mi chiede se posso andare nella sua camera per un massaggio al collo. Certo – rispondo- ho un olio all’arnica che fa miracoli!- e presa la boccetta mi sposto nella sua camera, lei e già sdraiata pancia sotto col collo e le spalle scoperte, mi siedo accanto a lei e le faccio colare un po’ d’olio sulle spalle vicino al collo e comincio a frizionare. Sento effettivamente delle contratture e mi attardo su quei punti fino a sentire che si rilassano, – sei bravo, sei bravo sia come massaggiatore che come ballerino- e rise. – a proposito, -chiesi- ma non credi che Paolo abbia capito l’altra sera?- certo. Sapeva come sarebbe andata, poi gli ho raccontato tutto mentre scopavamo, e gli è piaciuto moltissimo!- Il massaggio continuava, ma le mani erano scivolate sui glutei continuavo ad impastare mentre un dito scorreva nel solco, le mani si ficcarono fra le cosce e arrivo il primo mugolio, adesso avevo il palmo di una mano sotto la sua vulva e l’alto a strofinare le natiche, col dito medio stuzzicavo il clitoride mentre il pollice le solleticava l’ano, secondo gemito e gambe che si allargano, mi abbasso e la lingua si inserisce nel solco e cerca il buco due dita sono dentro la fica e lei si muove, geme e danza col ventre, la lingua trova e scava nel buco, lo bagna lo lecca lo penetra, lei muove la mano alla ricerca del mio membro, lo trova duro grosso pronto, lo afferra e comincia una manovra a scorrimento su e giù, non le do tregua, le dita in fica diventano tre mentre il pollice profana l’ano, urla e si bagna, la lascio e si gira, afferra di nuovo il cazzo e con decisione lo porta all’ingresso della tana, lo struscia nella fessura, lo punta verso l’ingresso e mi guarda –prendimi adesso- quasi supplica, le sollevo le gambe e me le poggio sulle spalle, l’afferro dai fianchi e con un solo colpo la tiro a me e le ficco tutto il cazzo dentro, la tengo ferma cosi e comincio un movimento rotatorio senza allentare la presa, grida, mi afferra le braccia e comincia ad assecondare ed a roteare il bacino dieci quindici secondi cosi, la lascio esco tutto, la riacchiappo dai fianchi e ancora con un colpo solo le arrivo in fondo! Urla delira, esco e rientro altre quattro o cinque volte, poi mi sistemo su di lei e comincio a pompare, la bacio sul petto, le succhio i capezzoli e lei mi afferra la nuca e mi stringe fortissimo al seno, sento che sta per avere un altro orgasmo, esco metto la testa fra le sue cosce e comincio a mangiarle la fica, la lecco la succhio la mordicchio, – non, no cosi no, cosi non resisto, no, noooo, siii vengo vengo, basta basta vengo di nuovo, basta muoio sisisi- il suo orgasmo era infinito. Si rannicchio’ in posizione fetale colta da brividi e scosse fino alla fine del piacere. La baciai in tutto il corpo, e ripresi il massaggio iniziale, collo e spalle collo spalle e glutei collo spalle glutei ano, oliai bene due dita e piano piano le intrufolai uno alla volta dentro di lei, poi due insieme, lei gemeva languida,la sollevai e lei capi e si posiziono, sempre con le dita dentro, il mio cazzo non aveva smesso un attimo di pulsare e adesso toccava a lui, lo puntai deciso verso il buco lo misi appoggiato alle dita, e cominciai spingerlo dentro, appena la punta entrò tolsi le dita e il cazzo scivolo dentro senza alcuna resistenza,- nel culo, si mi piace, dai si tutto lo voglio – anche adesso mi fermai dentro di lei per un periodo che sembrò lunghissimo, poi cominciai a muovermi, dentro e fuori senza uscire completamente, fino a farla adattare, poi cominciai a stantuffare con foga. Uscivo completamente e prima che la membrana ritornasse all’apertura normale lo rificcavo dentro con un colpo solo forte, gli misi una mano davanti e stuzzicavo con decisione il clitoride, godeva, si allagava, non urlava più, gemeva quasi grugniva ad ogni colpo, sentivo di essere sul punto di venire e glielo dissi, -vengo Rita, ti sburro dentro il culo!- – no in bocca, in bocca- urlo, usci giusto in tempo, mi posizionai davanti il suo volto lei apri la bocca afferro l’uccello e se lo ficco dentro aspirando e bevendo tutto! Normalmente a questo punto il mio cazzo si rilassa, perde la sua baldanza e rientra nei ranghi. Non fu cosi! Rimase duro e in tutta la sua lunghezza, Rita continuava a succhiare e allora le acchiappai la testa e cominciai a scoparle la bocca lo ficcavo tutto dentro e lei lo prendeva con scienza e piacere lo stuzzicava con la lingua , lo uscivo e lo leccava in tutta la sua lunghezza, lo rificcavo dentro e lo succhiava con sapienza, senti che si apriva la porta e tentai di uscire dalla sua bocca per ricompormi, ma lei mi afferro saldamente i glutei e mi tenne dentro di se e cosi ci trovo Lisa quando apri la porta, io in piedi nudo Rita sdraiata nuda sul letto con il mio cazzo in bocca che continuava a succhiare tranquillamente, Lisa si spoglio nuda anche lei, si ficco con la testa fra le cosce di Rita e comincio a leccarla mentre con una mano cominciò a carezzarmi il culo. Rita comincio a vibrare,- prendimi -diceva, prendimi – Mi stesi sopra di lei e con decisione la penetrai. Lisa si era spostata, aveva preso il mio posto e la baciava profondamente le solleticava le labbra con la lingua, lei apriva la bocca e Lisa le ficcava dentro la lingua fino alla gola, la intorcigliava alla sua e poi usciva e riprendeva a leccarle le labbra, io la pompavo con foga Lisa mi mise di nuovo una mano fra le chiappe e questa volta andò con un dito a cercarmi il buco , mi piaceva, tutta la situazione mi piaceva, continuava il su e giù dentro la fica di Rita e il dito di Lisa si fece largo nel mio ano, cazzo se mi piaceva, Lisa a questo punto lascio completamente Rita e si dedico al mio ano, mentre Rita urlando comincio a vibrare delirava e sembrava dovesse svenire da un momento all’altro, non smettere mi incitava Lisa, falla godere ancora, mi aveva sputato nel culo e con pazienza forzava il buco col dito, era entrato per meta, lo usci e comincio a leccarmi, lo forzava con la lingua, poi di nuovo il dito e questa volta tutto dentro, il che mi provoco un sussulto che Rita accolse con piacere e che le provoco un altro semisvenimento. Il dito nel culo comincio a massaggiare la prostata, adesso non pensavo più a Rita sotto di me, adesso volevo godere, il dito di Lisa mi aveva sconvolto, il cazzo voleva eruttare , lo sentivo vulcanico, _dove vuoi che vengo – gridai- ti sburro in fica- dissi, – No-decise Rita – in bocca a Lisa – con bravura Lisa fu lesta a mettersi il cazzo in bocca e a raccogliere tutto lo sperma che le eruttai in quattro fiotti, poi comincio ad uscire ne ingoiava poco, lo raccoglieva per dividerlo con Rita. Si alzo andò a baciarla per passarle lo sperma la ribaciò succhiandole la lingua poi torno da me per pulirmi con la lingua il cazzo e asciugarlo dalle ultime gocce. La baciai a lungo, le accarezzai i seni e le succhiai i capezzoli, vidi che Rita era in dormiveglia, e decisi di non coinvolgerla, mi distesi sul letto e feci sedere Lisa sulla mia bocca e la leccai fino a farle avere un orgasmo. Venne con dolcezza senza gemiti ne urla venne inondandomi il viso dei suoi umori. Ci abbracciamo e ci baciamo con dolcezza per alcuni minuti, poi tornai nella mia camera

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Autore Pubblicato il: 17 Gennaio 2023Categorie: Orgia, Racconti Cuckold, Trio0 Commenti

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