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Io, la mia ragazza e sei amici giochiamo ad indovinello .

E’ Estate, io e la mia ragazza siamo siamo al mare, a Riccione. Abbiamo preso un bilocale in affitto e vicino a noi abbiamo dei ragazzi , 6 ragazzi che hanno preso un appartamento più grande.
Quest’anno abbiamo pensato di fare una vacanza di due settimane e presi dalla voglia di sfogarci, di divertirci, non esitiamo a far amicizia con tutti ed anche con i ragazzi della villetta affianco.
Passano i giorni, ci abbronziamo e la mia ragazza essendo di carnagione scura ed anche una lucertola, le viene una pelle bellissima, abbronzantissima, come fosse dorata.
Passa il tempo e trascorrendo giornate piene con i ragazzi si crea una certa confidenza ed io mi accorgo la loro attrazione , il loro interesse per la mia bella ragazza.
Origliando mi accorgo che le danno diversi soprannomi, come ‘la tettona’, ‘La latteria’, ‘la mucca’, ‘la vacca”
Lei si diverte al tempo stesso a scherzare con loro , ad ammiccare.
Era anche successo che li vedessi scrutare di nascosto mentre lei si cambiasse.
Io a furia di vedere queste cose ero eccitatissimo e sapendo che dopo quella vacanza non li avrei più rivisti’pensai di organizzare qualcosa.
Io:amore oggi è l’ultima serata che faciamo? Vestiti tutta carina come sai fare tu dai ( ma non le dissi che avevo invitato gli altri da noi).
Lei si mise la minigonna più corta che aveva, come sapeva che piaceva a me, ma che non indossava mai per uscire, diceva che era troppo corta.
Sotto mise un perizomino trasparente col filo interdentale dietro, tra le natiche e sopra mise una magliettina abbastanza trasparente ed aderente, anzi, era un top, quindi aperto sotto, data la sua bella quarta.

Mentre lei si prepara, a sua insaputa, arrivano i ragazzi, invitati da me.
Lei si prepara e con lo stereo acceso ad un certo volume, lei non sente cosa succede e pensa che paaseremo una seratona io e lei in intimità a casa e quindi per questo inizia a sorseggiare il mojto.
Io intanto preparo un buffet e una serie di alcolici.
Tutti i ragazzi sono preparati, tutti abbronzati, vestiti in tiro, profumati come delle baldracche.
Ad un certo punto lei esce dal bagno, pronta, tutti ci giriamo e vediamo due belle gambe alte, lunghe, slanciate, belle abbronzate, dorate, lucide, liscissime, con sotto un paio di scarpe con un tacco 14 , ed il laccio da schiava che arriva quasi fino alle ginocchia.
La mini è incredibilmente corta come piace a me e come piace sicuramente ai ragazzi ed è di colore bianco, facendone risaltare l’abbronzatura.
Sopra, il top è cortissimo e aderentissimo e un po’ trasparente, ed anche lui bianco’.
Sopra invece un bel rossetto e degli occhi da triglia.
La coda è ben fatta, all’insù e ha un profumo da far girare la testa.
Tutti ci giriamo e rimaniamo senza parole, lei anche, non si aspettava di vedere loro.
Luca: wow, quanto sei bella questa sera
Luca è il più intraprendente’
Mia ragazza: hoh’non vi aspettavo’
Lei arrossisce, imbarazzata e non sa cosa dire e cercando di non farsi notare, si mette in disparte, venendo da me.
Io: vieni amore, siediti sulle mie gambe’
Lei però sapendo che le si accorcerà la mini, non sa cosa fare, i ragazzi sono seduti qualcuno sul divano e qualcuno sulle siede frontali, e nessuno sembra voglia lasciarle il posto, sia per dimenticanza e sia per gustarla e vedere cosa farà lei.
Io sono seduto sul bracciolo del divano e la faccio accomodare sulle mie gambe.
Lei alla fine cede e si appoggia sulle mie gambe e tutti i ragazzi la guardano , anzi le guardano le gambe per vedere cos’altro potranno vedere’
Lei si sente osservata, arrossisce, cerca di fare finta di niente, sente lo sguardo di tutti su di lei, sulle sue gambe , in particolar modo in mezzo alle sue gambe.
Lei allora appoggia le mani in mezzo, tenendo le gambe unite, molto unite, strettissime, cerca di unirle ancor di più, ma purtroppo per lei, le ginocchia le bloccano il suo progetto; allora prova ad accavallare le gambe e così facendo oltre che strisciarsi sul mio cazzo che ormai è diventato acciaio e che è posizionato in corrispondenza della sua patatina, e così facendo non fa altro che eccitarmi, le si accorcia in modo impressionante la minigonna, mostrando a tutti una bella fetta delle sue natiche e una parte delle sue mutandine.
Allora sotto lo sguardo di tutti decide di riportare le gambe in posizione normale, non accavallate, cercando in qualche modo di coprire quel triangolo che si forma tra le gambe e la minigonna, sentendo sempre lo sguardo dei 6 maschi su di lei.
A questo punto Luca, il temerario le porta un bicchiere di moijto per farla rilassare e lei accetta, ma tenendo la mano sinistra in mezzo alle gambe.
Questa posizione non fa altro che eccitare tutti, mostrandola come la bella fighetta ammirata e mangiata con gli occhi.
Mia Ragazza: eccoci, come siete tutti profumati e ben vestiti, che carini che siete’
Massimo: anche tu, anzi tu soprattutto’
Mi ragazza: ma dove andate questa sera? Andate in discoteca? Cosa fate?
Giorgio: festeggiamo da voi, come avevate organizzato’
Lei:come? Come avevamo organizzato noi?!?
Giorgio: si il tuo ragazzo ha insistito tanto’
Lei:ah ‘
Io: si , dai amore, dopo non li vediamo più’non c’è niente di meglio che festeggiare con una serata particolare tra noi amici’
Mentre le dico questo con le mani le palpo in modo ambiguo, in modo abbastanza deciso, carnale, le sue belle gambe, spingendola intanto in avanti e facendole accorciare la minigonna a tal punto che lei si sente sbilanciata e con la mano che usava per coprirsi le mutandine , istintivamente la sposta cercando appoggio da un’altra parte e così permettendo involontariamente a tutti quelli di fronte di vederele le mutandine bianche e trasparenti.
Lei: amoree’daiii’che faiii
A questo punto si beve tutto il moijito per appoggiare il bicchiere al tavoloe e così potersi ricomporre’
Ma intanto tutti vedono.
Io indossavo dei pantaloni leggeri e lei sentiva totalmente quanto io fossi eccitato.
Io: amore vieni, siediti sulle mie gambe.
Lei si guardò in giro e non trovando per la seconda volta altro posto migliore di quello, dovette cedere.
Io a quel punto anche preso dall’eccitazione che lei sentiva e aiutato dall’alcol mi misi a palparle in modo delicato le sue gambe, e questo generò un eccitazione , un invidia, un interesse’
Io facendo finta cercavo di accorciarle la mini e lei era sempre più imbarazzata’
Io: amore ma perché non facciamo qualche gioco divertente? Perché non facciamo qualche gioco , non so di indovinelli’così rendiamo questa serata particolare.
Lei: ma che tipo di indovinelli scusa?
Patrizio intanto le da un altro bicchiere di moijto e lei accetta più che volentieri, in modo da farla rilassare.
Io: dato che tu sei l’unica ragazza, si potrebbe fare in modo che i ragazzi cerchino di indovinare, non so, io che sono il tuo ragazzo, faccio un indovinello su di te e loro devono indovinare’
Lei: perché su di me scusa? Perché non su altri?
Io:ma perché noi siamo in 7, e che domande vuoi fare, invece tu sei l’unica diversa, sei la principessa’
Lei arrossisce , e parla in modo preoccupato.
Lei:’e che indovinelli vuoi fargli scusa???
Io: non so, qualcosa di interessante, di attraente, di accattivante, non cose noiose’
E lei sempre più rossa e tendendo verso l’arrabbiatura’
Lei: tipo??
Io rivolto verso la maggioranza, alla ricerca di consensi’
Io: dai non fare la timida, facciamo un gioco frizzantino, come quelli che si facevano alle medie’io posso proporre qualche domanda, ma non solo io anche gli altri le possono proporre, domande su di te, sulla tua intimità e poi si vede chi indovina, sarai tu a dirlo
Lei:a si? è questo che vuoi ? sei un’
E lei si alza di scatto e mi guarda con uno sguardo di sfida’
Lei: non mi provocare, guarda che quello che cerchi poi si avvera’non giocare col fuoco.
Dicendo questo incrocia le braccia in segno di chiusura, un po’ arrabbiata ma anche in senso di sfida
Lei guarda gli altri e dice.
Lei: è questo che volete?
Lei è in piedi con la mini super corta, dal nervoso non si è allungata , non ha tirato giù la gonna e le si vedono un po’ le natiche, le chiappette e i ragazzi seduti le vedono una striscia del perizoma bianco.
Lei guarda tutti con sguardo arrabbiato e provocatorio, soprattutto nei miei confronti, perché si sente tradita, venduta, ceduta ai desideri dei 6 maschi.
Luca: a me va bene’
E tutti, uno ad uno danno il consenso.
Lei: ok, iniziamo, cosa volete sapere, porcelli’
E lei si dirige verso il tavolo e questa volta prende la bottiglia di grappa gelata e riempie il suo bicchiere fino a metà e in un solo sorso lo beve tutto e si sente una vampata su tutto il corpo.
Decide di rimanere in piedi, non vuole sedersi sul corpo del suo traditore, di chi le dice che l’ama e poi organizza a sorpresa una serata del genere, non vuole avere contatto con chi la vuole come gioco erotico’
Luca: la taglia del tuo reggiseno, anzi dei tuoi seni
Lei sbianca, rimane senza parole, cerca nuovamente un bicchiere e Patrizio subito le da il suo bicchiere con una certa quantità di vodka.
A quel punto intervengo io.
Io: adesso loro devono provare ad indovinare la taglia del tuo reggiseno’e vediamo chi indovina’
Io mi sento il cazzo ultra in tiro uscire dalle mie mutande, a tutti il cazzo è diventato duro e lei beve un sorso di vodka.
Ognuno pensa e mi dice una taglia diversa, Luca dice che , secondo il suo parere, lei porta la quarta.
Io li ho sentiti, ma lei no
Lei rimane in piedi, al centro del gruppo sotto lo sguardo attendo di tutti.
A questo punto’lei dice:..amore chi ha indovinato?
Io:Sono in due che hanno indovinato, adesso da dietro, tu amore tieni gli occhi chiusi e loro devono controllare se veramente quello che tu hai detto sulla tua taglia è vero oppure no.
Adesso loro da dietroti sbottoneranno il reggiseno e con una mano sentiranno il tuo seno e tu devi capire la mano di chi è.
Lei: ma sei impazzito?

Lei arrosisce e non sa cosa dire.
Io: ha ragione, devi lasciargi controllare, sia come controllo che ‘direi come premio’
Lei: cioè?????

Lei: ma’.siete dei porci’
Io: dai amore è un gioco’
Lei vedendo che io sono dalla loro parte, per non fare la guasta feste e per darmi una lezione ‘.acconsente.
Inizia Massimo, si mette dietro di lei, lei si sente che respira in modo ansioso, lui le alza il top da dietro e le sbottona il reggiseno.
Lei respira con affanno, lui a questo punto in modo delicato fa passare la sua mano su un fianco e poi da sotto entra nel reggiseno e sempre delicatamente accarezzandole la pelle, arriva al seno e sale fino ad arrivare al capezzolo.
Lei fa fatica a stare ferma, e appoggia le sue mani a me che sono in piedi di fronte a lei per aiutarla e per controllare che il gioco avanzi correttamente, ma soprattutto per eccitarmi come un vero porco nel vedere la mano di un altro approfittarsi del corpo giovane della mia ragazza e nel vederla impazzire di piacere, anche se lei non vuole ovviamente mostrarlo, ma poi vedere il maschio eccitarsi nel degustare il corpo della ragazza di mia proprietà che io gentilmente voglio offrire a loro spingendo il volere naturale di lei .
La mano maschile sale e attraverso il top vedo che le cinge la tetta e per qualche secondo se la degusta.
Passati 20 secondi lui toglie la mano e fa posto a Luca, il ragazzo più temerario e più porco.
Lei si vede che si è eccitata e che si sente imbarazzata, anche perché è sotto lo sguardo di tutti.
Io: amore’tutto ok?
Lei: s’.s..si
A questo punto faccio cenno a Luca di procedere; è il suo turno.
Lui avvicina il suo naso al collo e le annusa il suo profumo, poi allunga la mano dall’alto ed entra con decisione dentro il top ed arrivando direttamente al capezzolo, cosa che il suo predecessore non aveva fatto.
Lì, le palpa la tetta da sotto e poi si degusta l’areola e il capezzolo che è diventato irto, duro come un chiodo e lo palpa , lo degusta e poi fa passare la mano sotto sotto, dove il seno si ricongiunge col petto, in modo da impugnarlo bene e tirarlo su, come se volesse pesarlo.
La testa della mia ragazza, si contorce dal piacere, ma non vuole mostrarlo troppo.
Al posto di 20 secondi, Luca ci sta un minuto, perché lui vorrebbe stare un ora , perché lei sta godendo e perché a me eccita la situazione, ma alla fine devo dirgli di toglierla.
A questo punto i maschi si allontanano e lei aprendo gli occhi deve capire chi sono stati i due che avevano indovinato e soprattutto chi era il primo e chi era il secondo.
Lei:mamma mia’allora, il primo era’..Patrizio
Io: no, hai sbagliato!! Il secondo?
Lei: ‘.secondo me Luca!!
Io: brava’
Adesso passiamo al secondo indovinello’.
Io:amore forse è meglio che ti togli il reggiseno e lo regali a Luca, dopo tutto ha indovinato’
Lei: e..ma’
Luca: dai, su, ti prego,’.
Lei: ok
Il reggiseno ormai slacciato è uno scherzo toglierlo dal top e lo da a Luca.
Il reggiseno è ultra sexy, setoso, trasparente e profumato, sa di confetto.
Io: ragazzi, cosa volete sapere, cosa pensate di sapere di lei’.
Giacomo: la taglia delle sue mutandine’
Io: ok, iniziate a pensare che taglia possa portare e ditemelo
Non è difficile capire che lei portasse la seconda e infatti 4 su 6 hanno indovinato.
A questo punto bisogna procedere alla fase successiva, il controllo che lei veramente porti quella taglia e lei deve indovinare chi siano i 4.
A questo punto lei chiede un altro bicchiere di vodka e dopo averlo bevuto a sorsi, si lascia fare e Filippo le alza la micro gonna, lei si sente lo sguardo di 7 uomini, e fa fatica a stare in piedi su quei tacchi, tutti si inginocchiano e Luca fa cenno di andare dietro a vedere cosa lei sta indossando, andiamo tutti e sembra di non vedere niente, si vede un filo di nylon dall’altro entrare in mezzo alle sue bellissime natiche semi abbronzate.
Tutti con una scusa appoggiano le mani su quelle gambe e su quel bel culo e poi si spostano avanti e vedono le sue mutandine, trasparenti, mostrare un boschetto molto curato , a riga e Massimo chiama tutti con un cenno per farci vedere che lei sotto è bagnata’
A quel punto i 4 vincitori, le annusano, uno alla volta la patatina , appoggiandole la punta del naso sulla microfibra e lei sta impazzendo perché sente lo sguardo, sente che tutti confabulano su di lei e non riesce a tenere le gambe ferme e continua a cambiare la gamba su cui si appoggia e tende a chiudere le gambe, le cosce.
A quel punto uno alla volta per 10 secondi le mettono dentro la mano, tra la mutandine e il boschetto e lei non riesce a resistere, raggiungendo l’orgasmo davanti a tutti, ormai si sta lasciando andare, sa che ormai la reputazione è andata persa e non riesce a contenersi dato l’alcol e i giochi estremamente intriganti che lei sta vivendo.
Lei rivolta a me: l’hai voluto te questo gioco’quindi’
Su quattro maschi , stranamente, riesce ad indovinarne due e a questo punto i due si giocano a pari o dispari il perizoma, impregnato del suo umore.
Lei si toglie il perizoma e rimane con la micro gonna.

A questo punto io vado da lei e le dico di andare in camera da letto, lei si prende un ultimo bicchiere di grappa e io le preparo la stanza , tirando giù le tapparelle.
Lei va e la faccio mettere in ginocchio.
Lei: amore cosa mi vuoi fare adesso? Sei un porco’l’hai voluto te tutto questo’
Io: si..sii e ne sono felice, vieni inginocchiati per terra o siediti sul letto.
Lei: ok, adesso, cosa vuoi farmi, cosa devono indovinare’?
Io: adesso sei tu direttamente che devi indovinare’.cosa vorresti indovinare, cosa ti piacerebbe cercare di riconoscere?
Lei: hum’a’ho capito’sei un porco’va bene, lo farò’
Le metto una benda sugli occhi per arricchire il gioco, la stanza è buia.
Io:aspettami qua’
Io esco e vado a chiamare gli altri’
Loro: allora ? adesso ?, lei dove è?
Io: vi aspetta in camera da letto’
Giuseppe: in cosa consiste il gioco questa volta?
Io: Vai e vedrai, appena entrate, toglietevi i pantaloni e le mutande.
Tutti entrano, c’è la lucina del comodino accesa che da quello che basta per vedere .
Lei è vestita ma in ginocchio, per terra e bendata, con il rossetto rosso marcato e il lucida labbra, come dire’.ho preparato le mie labbra per voi’
Tutti eccitati si tolgono i pantaloni e le mutande.
Io: mettetevi uno affianco all’altro così che lei o voi possiate poi scorrere e così che ognuno possa vedere bene.
Questa volta gioco anche io, vediamo se riesce a riconoscermi’
Lei in ginocchio, si è sciolta i capelli, la coda, sembra adesso una sirena.
Tutti sono eccitatissimi, lei pure, non l’ha mai fatto, ha l’opportunità di fare qualcosa che si ricorderà per sempre’
Io non mi metto per primo, mi metto in mezzo’il primo e Patrizio.
Tutti se lo menano, se lo toccano, si masturbano, ma tutti hanno il cazzo in tiro.
Patrizio con timidezza si avvicina a lei, guardandola dall’alto in basso, vedendo quella bella figa in ginocchio, davanti a lui, col viso che guarda in alto alla ricerca del suo mastello, le labbra sono belle , invitanti, timidamente estrae la punta della lingua, lei allunga le sue manine sottili, con le unghie moderatamente lunghe e risaltate dal colore rosso scarlatto, in tono con le labbra.
Patrizio spinge il suo cazzo verso il basso, dato che essendo in tiro , va nella direzione opposta a quella del piacere che sicuramente solo e soltanto ora e mai più in tutta la sua vita gli capiterà di vivere.
Lei timidamente lo cerca, le mano ancora non le vuole alzare, lui con la sua mano grossa, indirizza, spinge contro il volere di quel muscolo involontario, il suo cazzo verso la felicità.
Lui ha allargato bene le gambe, le palle sono belle libere, libere dagli slip, libere di allungarsi , dato il peso della sborra che in quelle ore si è creata e che deve rimanere chiusa dentro quella sacca.
La cappella arriva a toccare le labbra, lui la fa sfregare su di esse e si degusta la morbidezza dei quei cuscinetti di carne giovane, che sono il benvenuto per la porta, per la via dell’eterno piacere dato da quella giovane donna, giovane ragazza.
Lei timidamente non reagisce, lui le sfrega la cappella e lei pian piano estrae la sua linguetta umida andando direttamente a stuzzicare i punti esogeni di quel cazzo duro.
Tutti guardano, tutti vogliono vedere lo spettacolo, io compreso, anzi io soprattutto, voglio vederla sia in difficoltà, come costretta, ma anche brava , esperta divoratrice come lei sa fare col mio.
Lui inizia a spingere e lei si apre, la cappella è ormai dentro e la lingua timida inizia a diventare curiosa e sempre più sicura e padrona della situazione.
Lei inizia a giocarci, a muoversi avanti ed indietro, lui sta fermo, si lascia fare, coccolare, vuole vedere lei cosa gli vuole fare.
Ogni secondo che passa, lei migliora, lui inizia a guardare in alto, a guardare gli altri e soprattutto i più porci per far capire che lei è brava e che quando toccherà a loro, il piacere sarà garantito.
Gli altri da una parte si tranquillizzano che prima o poi verrà il proprio turno di vero piacere, dall’altro si eccitano pensando a cosa riceveranno e a cosa magari potrebbero offrire loro a lei.

Lei muove la testa, inghiottendo la verga fin quasi le palle, io vedo la sua testa andare avanti ed indietro, su e giù, vedo sparire il cazzo di Patrizio, lei lo fa uscire e si vede che si è completamente scappellato, lei allunga la mano e lo impugna. Dopo 5 minuti passati così, gli altri desiderano che si avanzi, allora lei rimane ferma e loro si spostano, arriva il secondo ; Massimo lui è un po’ intimorito, un po’ timido e quindi anche il suo cazzo ne risente ed è un po’ floscio ‘.allora lei’
Lei: come mai è così?’adesso ci penso io, non preoccuparti.
Con la mano sinistra si mette a palpargli e massaggiargli le palle, con la mano destra lo masturba e con i denti gli mordicchia la cappella e si mette a slinguarlo a leccarlo , sorridendo come una troia e lui infatti si eccita e il suo cazzo risponde prontamente diventando bello duro. Dopo 5 minuti di piacere, tocca a Giorgio.

Giorgio non so perché non ha il pene ultrapulito e quindi sa un po’ di urina, infatti vedo la mia ragazza fare una faccia non bellissima, ma dopo averlo preso per un paio di minuti in bocca , è riuscita a pulirglielo ben bene ed anche con lui ci da dentro e per punizione si diverte a mordicchiarglielo tirandogli la pelle, la cordicella, coi suoi incisivi.

Adesso si va avanti Giuseppe, la mia ragazza è eccitatissima ma inizia a venirle il torcicollo allora dalla posizione inginocchiata si mette su, col peso tutto sulle ginocchia e quindi mostrando meglio le sue gambe stupende.

Con Giuseppe si prende gusto, sembra che le piaccia quel cazzo, con una grande cappella, le piace spomparlo dall’alto e si impegna, ci lavora on la lingua e Giuseppe si vede che sta impazzendo a tal punto che non riesce a resistere e gli sfuggono un paio di fiocchi, di getti di sborra, che la bella ragazza inaspettatamente si trova un po’ in gola e un po’ in bocca.
Inizialmente sembra non fare i salti di gioia nell’aver ricevuto quel dono inaspettato, una parte della sborra le esce dalla bocca, colandole e dopo aver passato sul mento si allunga fino ad andare a toccare le tette e la gamba abbronzata.
SI vede benissimo che altra sborra non riesce a toglierla e rimanendole in bocca, è costretta a mandarla giù, ad ingoiarla, per la felicità di molti.
A questo punto riprende in mano il cazzo , lo scappella, lo lecca togliendogli l’ultima goccia di sborra e con la mano sinistra gli spreme i coglioni da sotto, li impugna bene bene come per far capire che lei ha in pugno il controllo di quell’uccello ribelle e con le dita ben distanziate riesce a prendere tutta la sacca, lo scroto, il contenitore dei testicoli che producono e e fanno ingrossare questo contenitore.
Lei così facendo stringe le dita, e alterna massaggi a impugnature decise, con le unghie rosse e lunghe che un po’ solleticano e pizzicano la sacca.
Lui impazzisce ma ormai il suo turno è finito’tocca ad un altro fortunato.
Adesso tocca a me, perché mi son voluto mettere in mezzo o quasi.
Da una parte mi sento fortunato, perché sono il suo ragazzo, dall’altro voglio sentirmi come uno di loro, lei non vedendomi procede come per gli altri e sento come se questo pompino, rispetto a tutti gli altri che mi aveva fatto fin ad oggi, era diverso, lei inizia in modo delicato, non sapendo chi sono, io sono eccitatissimo, sento che non mi tocca con famigliarità, ma con un pizzico di freddezza, deve capire che cazzo ha tra le mani.
Mi eccita vederla e sentirla.
Io cerco di non farmi riconoscere, lei si mette di impegno e mi spompina, la vedo andare avanti ed indietro con la testa e i suoi capelli lunghi e lisci color castano, io le sbatto la cappella sul viso e cerco di non venire.
Non la tengo troppo perché mi eccita molto vederla con gli altri cazzi e quindi lascio che venga un altro, però dallo sguardo che fa sembra che abbia riconosciuto il mio cazzo, sembra che su tutti abbia capito quale sia il suo.

Adesso tocca a Luca il più temerario e infatti non si fa attendere, subito le prende la testa da dietro con una mano e la tira verso il suo cazzo, la sua cappella.
Lei dopo un iniziale freno, dato dall’inaspettata mano che la tirava verso qualcosa che non vedeva, si lascia guidare, anzi frena e le piace sentire una mano forte che la forza , che la spinge lo stesso e subito prende in bocca quel bel cazzo, un cazzo, con una cappella fatta bene, uniforme e che lei con la bocca socchiusa , lo scappella.
A questo punto il cazzo di Luca è dentro la boccuccia della mia ragazza, e subito va in profondità, lui a questo punto con entrambe le mani si mette a muoverle la testa come a lui fa comodo, e la tira, la tira cercando di mettergli dentro tutto il cazzo, lui con forza decisa ma non troppo violenta per rispettare la giovane ragazza le tira la testa ad ogni colpo sempre di più.
Ad un certo punto lui le ferma la testa e si mette a spingere col ventre, le vuole mettere tutto dentro il suo lungo cazzo, dopo un primo tentativo la lascia e lei la vedo in affanno, ma poi lui riprova e con forza cerca di arrivare fino alle palle, lo vediamo che sta impazzendo , non la lascia, ma dopo poco vedendo che lei sta prendendo un colore viola la molla e lei tossisce’
Lei: l’ho sentito in gola, mi veniva da vomitare’.ma mi è piaciuto’
A questo punto tocca all’ultimo: Filippo
Sara sembra stanca, oramai ha i crampi alle mandibole’
Filippo avendo visto la spavalderia di Luca, anche se inizialmente si pose in modo normale , pian piano si fece strada.
Sara inizia a succhiarlo e poi si mette a morderlo di lato e poi le palle, gli morde lo scroto e lo tira tenendolo per gli incisivi, procurandogli quel dolore piacere.
Ad un certo punto lui inizia a muovere il suo cazzo, inizia a contribuire al lavoro di lei, Sara si ferma è stanca, le fa male il colloe allora lui muove il suo mastello, la sua cerchia come se davanti a se non avesse una bocca, bensì una figa da scopare, un buco.
Infatti le tiene ferma la testa e si mette a scoparla con foga, noi tutti vediamo lei in difficoltà come una ragazzina nelle mani di un porco e ci eccitiamo.
Lui ad un certo punto lo tira fuori e con qualche goccia di sborra le sbatte la cappella sporca sulle guance, sulle labbra, sugli occhi, sul viso, come fosse un bastone e poi riprende e ci da dentro , le tiene ferma la testa con entrambe le mani, le mette le giovani mani sulle sue chiappe pelose e sulle palle e le scopa la bocca facendola anche soffocare, senza rispetto, come fosse una bambola inanimata, da usarsi solo per svuotarsi.
Alla fine lo fermo’

A questo punto le dico:
Allora Sara’ vediamo se indovini tra tutti quale era il mio cazzo, se lo conosci bene oppure no’
Tutti stanno in silenzio, noi maschi siamo tutti in piedi uno affianco all’altro con le cerchie di fuori, lei è sola, è l’unica ragazza, senza reggiseno e senza mutandine, in ginocchio, e ha appena finito di succhiare l’ultimo di 7 cazzi’
A questo punto lei con le mani inizia a toccarceli tutti ed uno alla volta per una sola volta gli rimettiamo il cazzo in bocca, solo 5 secondi a testa.
Dopo tutto quello che è successo, tutti ormai abbiamo qualche goccia di sborra e lei con la sua succhiatine veloce ci ha ripuliti e questo sarà utile anche per lei, attraverso la degustazione delle diverse sborre, riconoscere la mia, quella che solo le mie palle può generare.

Sara: lasciatemi riflettere’
Sara: io sono sicura che è il quarto’
Tutti stanno zitti’
Io: ok, adesso spompini il quarto e lo fai venire e poi vedrai se sono io oppure no.
Allora va dal quarto ed ad occhi chiusi si mette a succhiarlo, tutti ci guardiamo negli occhi eccitati e guardando Giuseppe, lei ci da dentro gli lecca le palle, gli morde tutto il cazzo e poi ci da dentro e quando sta per venire lei tende a togliersi ma lui all’ultimo secondo cerca di tenerle ferma la testa riuscendo così a sborrarle buona parte dentro la bocca e facendo sbrodolare il resto sul viso e sulle tette.
Finito il pompino, lui si pulisce su quei capelli lisci e candidi.
Luca: e se non indovina?
Filippo: Quale sarà la penitenza?

A questo punto io le tolgo la benda e lei nel riaprire gli occhi si trova di fronte a sé il cazzo di Giuseppe e rimane senza parole e sorride, dato l’alcol ancora dentro il suo corpo.
Io: non ho parole’
Patrizio: è inammissibile che non riconosca il cazzo del proprio ragazzo’
Giuseppe: merita una penitenza esemplare’
Io:le voglio dare un’altra possibilità’.la bendiamo e ‘vedrai’.
Lei rimane senza parole.
Sara:ma’cosa’sei matto?
Io: non hai riconosciuto il mio cazzo e rispondi?
Io:alzati e sdraiati sul letto’
Luca: si dai’fallo’!!

Io: anzi mettiti in piedi..
Lei ubbidisce e rivedo quanto è figa’mi avvicino e ‘.
Io: ti amo, mi piaci così troia’
Le do un bacio profondo e limonando non mi stacco, sento un gusto, un retrogusto’.strano’.è il mix di 7 sborre diverse’.che lei ha in bocca’ha dentro di lei, si i diversi cazzi che ha succhiato.
A questo punto ‘.non so dove andremo a finire’ma di sicuro
Io: adesso propongo un altro gioco, lei sempre bendata e adesso tocca a noi, uno alla volta le daremo i baci alla patatina, l’assaggeremo e la degusteremo e lei dovrà riconoscere chi è il suo ragazzo’
La faccio stare in piedi, le tiro giù il più possibile la microgonna, la camera è scura, e quindi la luce della basciur le illumina le belle gambe slanciate, abbronzate, vellutate e sotto le scarpe da schiva con quel bel tacco a spillo alto, ma sempre di classe.
La faccio appoggiare all’armadio, sempre bendata, col petto verso il legno e quindi i glutei esterni.
A quel punto , lei nenanche osa chiedermi cosa le voglia fare, si mette le mani sul petto, come per coprirsi i seni nudi e aspetta di vedere, anzi di sentire cosa le succederà.
Faccio inginocchiare tutti e per primo mi metto a leccarle le belle gambe, le cosce e risalgo, arrivato alla microgonna cerco di entrare e le faccio allargare un po’ le gambe e vedo che dalle labbra ben depilate, le scende un lungo filo di piacere, del suo piacere’vorrei gustarmela, ma dato che leccate simili, per me non erano la prima volta, volevo gustarmi il gioco, lasciare agli altri che le leccassero la fregna ben innondata.

Ora tocca a Giuseppe, lui si mette sotto di lei, in ginocchio e le agguanta le gambe, le cosce, le allarga i glutei coi pollici partendo dall’interno, sente che è tutta bagnata e le dita gli scivolano tranquillamente.
Lei avendo un bel sedere con delle belle ciccette , è gustoso toccarle, leccarle e lui non se lo fa dire due volte, lei la vedo che appoggia la testa all’armadio guardando idealmente di lato, e con le braccia raccolte come per non sentire freddo, come per tenersi le tette altrimenti libere.
Vedo la sua bella boccuccia semi aperta, la mia ‘., la mia’., si, mi piace pensarlo, mi piace dirlo, mi piace SAPERLO’., la mia ‘Puttanella’, si così la voglio definire, così la voglio considerare dentro di me, non la mia ragazza, ma neanche la mia puttana, bensì puttanella, come dire, la mia ragazza, di proprietà, bella, giovane e carina e porcellina, che si lascia fare, che le piace il sesso, le piace il CAZZO, il cazzo in generale, i cazzi, che li vorrebbe provare , assaggiare tutti ed in vari modi, ma che poi in realtà istintivamente non lo da a vedere e vuole far sembrare di esser una su orina casta. Per me tutto questo è racchiuso in ‘Puttanella’.
Comunque Giuseppe delicatamente avvicina la testa alla microgonna, appoggia il mento sui glutei, li allarga un po’ per far entrare meglio la sua bocca e da li apre la bocca e fa uscire quello che gli permetterà di degustare quella fortuna, quella ragazza, quel culetto che mai e poi mai in futuro potrà mai capitargli.
La lingua, si la lingua viscida, la sua lingua, non la mia, ma quella di Giuseppe, la quale non vede l’ora di sentire la pelle morbida, la carne fresca della schiavetta concessa a loro.
La sua lingua inizia dolcemente a degustarsi quei glutei, la passa ben bene sullo sfintere, su quel buchino ben stretto, lui cerca di farla entrare inutilmente ma intanto un po’ lo allarga, poi decide di procedere in avanti, verso il basso e la fermata è praticamente subito lì, perché a distanza di poco trova l’inizio del desiderio, della causa di ogni male, del bottone che che ha fatto scoppiare guerre:
LA FIGA.
Si proprio così, la fregna, la vulva, il buco, la patata, la micetta’quella strana cosa che le prime volte che la si vede da piccoli appare brutta, ma che col passare del tempo si materializza dentro il cervello di ogni maschio esistente sui 5 miliardi di abitanti in tutto il mondo e su altri miliardi di mammiferi maschi.
Ma in questo momento questo oggetto del desiderio è lì, a disposizione di 7 maschi, offerto gentilmente da me e Giuseppe , cosciente della cosa ne approfitta e allunga la sua lingua oltre l’inizio, affondandola od anche facendola scivolare lungo tutta l’apertura fino ad arrivare al suo punto finale, dove si trova il clitoride.
Giuseppe, un po’ teso per l’eccitazione e per l’attenzione di tutti, fa ripassare lentamente ma non troppo un paio di volte la sua lingua sulla succulenta passera della mia ragazza, della mia fighetta.
Si vede che lui fa fatica a raccogliere tutto il nettare prodotto dall’inizio della serata e per timore e per non esser egoista decide di togliersi lasciando spazio al più porco Luca il quale invece non perde tempo e soprattutto non vuole perdersi il nettare abbondante della mia ragazzina.
Lei intanto gode, si, gode, gode come una cagna, si mette un dito, poi due, poi tre fino ad arrivare a tutti e cinque nella sua bocca, fa una faccia di una che gode, come fosse in balia dei maschi, senza modo di fermarli.
Lei a furia di provare piacere inizia a non avere più la forza di volontà di fermarli.
Si sente posseduta, nelle loro, nostre mani, inizia a lasciarsi fare quello che vogliamo ed ad ubbidire a qualsiasi cosa le venga impartito, sentendosi in colpa di quello che sta succedendo, ma anche sta sprofondando nel piacere più assoluto, si sta isolando, si sta scollegando dal mondo reale, il suo unico ponte, il suo ultimo filo col mondo esterno rimane il clitoride, il grillettino, la sua patatina che le continua a procurare piacere.
Luca sembra sia secco, abbia la gola secca.
Lui ingoiato non perde tempo e si mette in ginocchio e le allarga meglio le gambe mettendola in crisi dato che lei porta le scarpe coi tacchi a spillo.
Luca le allarga le natiche e la fa chinare la schiena e subito si mette a leccarle la figa, come se avesse sete’ma non d’acqua’ma sete di di quel nettare, sete di figa.
Lui non ha rispetto, per Luca, la mia ragazza è una mignotta da scoparsi, da usare e si mette a leccargliela tirando fuori il più possibile la lingua.
Lei ansima, lei gode, prova piacere, lui le alza la microgonna facendole mostrare le natiche.
Lei muove un po’ il bacino , lui continua a leccargliela con insistenza, facendole diverse leccate, lei respira sempre più forte finchè tutti non sentiamo lei che mugola, che prova piacere fino a raggiungere l’orgasmo, si vede lei che si mette in punta di piedi, contrae tutti i muscoli delle gambe, apre pienamente la bocca e dà libero sfogo alla sua eiaculazione.
A quel punto lei vorrebbe smetterla ma non può, Luca si toglie e arriva Giorgio, lei non vuole è appena venuta, la Giorgio è infoiatissimo, lei cerca di allungarsi la microgonna e di chiudere le gambe ma Giorgio la tiene ferma in piedi.
Lei: vi prego, lasciatemi riprendere, datemi una tregua, non riesco’
Ma Giorgio la spinge verso l’armadio, le tiene le ginocchia ferme, per farle tenere le gambe distese, belle lisce e lunghe, inizia a leccarle il sedere, cerca di entrare tra le cosce ma lei cerca di tenerle chiuse.
Lui le lecca le cosce, la parte dietro delle ginocchia, le caviglie, le gira davanti e si degusta le cosce davanti cerca di salire, ma lei non vuole aprire, arriva alla fighetta, alla parte dove c’è la rigetta di peli e inizia a leccarla, intanto da dietro arriva anche Filippo il quale cerca di aprirle le natiche, a quel punto i due le palpano le gambe e decidono di aprirle, Sara respira forte e cerca di dissuaderli, imprecandoli di darle tempo , ma loro sono eccitati e le aprono le cosce e infilano le teste, loro con le lingue le leccano la patatina, entrambi sentono quanto lei sia venuta in modo abbondante, riescono ad accedere a quella riga di apertura verso il paradiso e ci danno dentro la leccano come matti, come avvoltoi, senza tregua.
Lei inzialmente si sente male, è appena venuta, le da un fastidio enorme, ma loro la leccano con gusto, come volessero mangiarsela, Filippo le attacca anche lo sfintere e si sincronizzano , leccandola prima come matti alla rinfusa, come se volessero entrarle dentro con le lingue e poi sincronizzati e lei così riceve come una doppia passata, una doppia leccata, avanti ed indietro, ma da due lingue, una dietro l’altra.
Lei a quel punto non riesce più a tenere le gambe troppo strette, Filippo le ha alzato interamente la microgonna e le si vedono tranquillamente le sue belle natiche, le sue belle chiappe, belle in mostra per tutti e 7 i maschietti presenti.
Lei si è ripresa, tutta l’anno leccata, tutte le gambe, i glutei, sente come freddo su tutto il corpo dal petto in giù, si sente in mano loro, sente le 4 mani palparla con gusto e tenerla ferma con forza e determinazione sente inoltre come i due maschi siano coordinati e d’accordo su un’unica linea: degustarsela al meglio’.secondo i loro gusti e non curanti delle richieste della femmina.
Tutto questo da un fastidio iniziale, si tramuta in un eccitazione , il fatto di non esser lei partecipe al gioco, ma solo ed unicamente vittima dei desideri maschili, preda dei due uomini, la fa sentire porcatamente colpevole, si colpevole di avere un corpo così bello da far perdere la testa a noie quindi doverosa di non replicare e di lasciarsi fare qualsiasi cosa qualsiasi desiderio essi abbiano.
I due vanno avanti con assiduità finchè lei non grida ancora, i due le hanno fatto raggiungere un altro orgasmo.
Lei a quel punto grida, senza freni inibitori e contrae di forza le gambe e loro a questo punto la lasciano stare, togliendosi da quella posizione con le bocche belle farcite del suo nettare.
A questo punto la facciamo coricare sul letto morbido e lei sembra distrutta.
La lasciamo riposare’almeno per qualche minuto’mancano ancora Patrizio e Massimo.
Loro si masturbano, si segano un po’ e dopo 5 minuti di pausa iniziano ad accarezzarla, lei vedo che si sente male al pensiero di andare avanti ma al tempo stesso sente l’interesse di tutti, sente che tutti la guardiamo.
Pian piano l’accarezziamo’sente prima una, poi due, poi tre’.fino a sentire tutte le nostre mani’eravano in 7 maschi, quindi 14 mani, Patrizio si mette a leccarle il collo, poi l’orecchie, lei inizia ad ansimare, inizia a riprendersi, a questo punto Massimo le simette in mezzo alle gambe, le mette piegate e le apre, a questo puntoinzia anche luio a leccargliela, lei si sente male non ne può più, ma sentendo l’eccitazione di tutti, ci sta.
Le gambe le vengono spalancate, Patrizio raggiunge Massimo e si mette a leccarle una gamba.
Patrizio una coscia e Massimo l’altra, pian piano arrivano giù e a questo punto le aprono la passerina, le aprono le due labbra e tutti le guardiamo bene bene la figa bagnata e a questo punti i due si mettono a leccargliela sempre più assiduamente da un alternarsi dei due a un leccarla contemporaneamente.
Lei gode, lei prova piacere, sente lo sguardo di tutti, sente le mani ovunque, sulle tette, sulle gambe, sulle chiappe , sulle labbra che le vengono tenute aperte, spalancate e sente 14 occhi che la guardano, le due lingue ci danno dentro , si mettono a divorarle il clitoride fino a che lei non raggiunge nuovamente il piacere ‘
A questo punto lei crolla’tutti vogliono sapere se lei riconosce quale sia stato il suo ragazzo, sanno che lei non risponderà mai giusto, ma aspettano di sentirla sbagliare, pronti per il prossimo gioco con quel corpo, con quella bambola: la vogliono degustare’

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