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Un consiglio, leggete prima i racconti precedenti
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Nota:
Dovete assolutamente leggere il racconto precedente che fa parte della stessa giornata!!!
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Boy sitter
Capitolo 8.2 = Confessioni

Dopo aver assistito al loro spettacolo sfrenato, mi reco in bagno per darmi una rinfrescata e poi tornato in camera, vengo accolto dal forte odore di sesso che persiste. I loro corpi sono lucidi ancora per il sudore e abbandonati sul letto in cerca di riposo e frescura. Sara, pur avendo appoggiati i talloni sulle lenzuola, ora ha le gambe completamente aperte. Sembra quasi che voglia far raffreddare anche la sua patatina. Non alzo la tapparella e li lascio riposare ulteriormente.
Torno a sistemarmi sul balcone, dopo aver messo un asciugamano sulla sedia; non ho voglia di rimanere incollato sulla plastica come prima e con una rivista in mano, la sfoglio in attesa che si alzino.

La prima ad arrivare è Sara che letteralmente mi si getta sedendomi addosso. Si abbandona su di me appoggiando la testa sulla mia spalla. L’accarezzo e le sposto i capelli che si sono appiccicati sulla sua fronte. Mi piace quando fa così. Mi da un tale senso di forza. è ancora tutta appiccicosa di sudore e sperma. Letteralmente odora di sesso. Seduta com’è sulle mie ginocchia mi sembra di sentir colare qualcosa fra le mie gambe e mentre continua a sbadigliare me la coccolo fra le braccia. Finalmente giunge anche suo fratello e forse per curiosità, gli osservo i genitali.

Anche lui non si è lavato e ha i peli del pube sporchi di sperma e ciprigna. Senza forze, si abbatte sulla sedia stancamente. Sembra quasi che le sue chiappe abbiano ricevuto uno schiaffo per come si è abbandonato pesantemente. Ho fatto bene a tirare le tende, avremmo dato un vero spettacolo per i vicini. La bacio sulla fronte, ora libera dai suoi capelli e fatta alzare, le lascio il posto mentre mi dirigo in cucina per scaldare la colazione. Vista l’ora, direi che è quasi un pranzo. Mentre aspetto che si scaldi il latte, controllo l’umidore che ho sulla gamba. Viscido, biancastro e appiccicoso. Sono gli umori di lei che scendono ancora copiosi dalla figa frammischiati a sperma. Avevo detto di scopare col preservati, ma non voglio fare storie ora. Più tardi metterò le cose in chiaro.

Zoppicando gli porto il latte che poi verso e li aiuto a preparasi le fette biscottate con la marmellata. Visto che ci sono, mi verso un poco di caffé anche io per fargli compagnia. Osservo Sara e i succhiotti che ha sul collo. I capezzoli sono violacei e duri come piccole punte delle matite. Sui seni bianchissimi che risaltano dalla abbronzatura, ha inconfondibili segni rossi lasciate dalle palpate e dai succhiotti. Anche Pio ha un segno su una spalla che sembra più una morsicata che un succhiotto.

Sento aprire la porta e vedo comparire la sua amica cicciotella. Realizzo che ancora non so come si chiama. Oggi indossa solo una mini decisamente troppo corta color pastello e un top a fascia, verde e giallo brasiliano, che non nasconde anzi, esalta il suo seno prosperoso. Tutta radiosa e sorridente sgrana gli occhi nel vederci nudi a fare colazione.
‘Buon giorno. Ma vi siete appena svegliati?’

‘E’ da un po’ che siamo svegli.- Gli rispondo.- Solo ora ci siamo alzati dal letto. Vuoi bere qualcosa anche tu?’

Si gira su se stessa e rientra in casa. Quando esce, ha un bicchiere in mano ed è nuda. Non riesco a distoglierle gli occhi dal seno prosperoso che balla a pochi centimetri dalla mai faccia mentre si versa un poco di succo di frutta. Mi sposto leggermente sulla sedia e le offro da sedersi la mia gamba sana.

‘Grazie, un posto privilegiato.’

Non so se fa la civetta o ci marcia con quella sua aria da maniaca sessuale, ma è certo molto sexi. Fare la comparizione fra le femmine sedute a questo tavolo viene spontaneo. Sono come il simbolo del ‘Tao, In e Iang.’ Opposti, ma uguali. Robusta e prosperosa una, magra e proporzionata l’altra. Anche se ha un viso stanco come Pio ovviamente.

‘Senti una cosa, com’è che lui, Leonardo, ti credeva una lesbica?’
Sorpresa, mi guarda e scoppia a ridere. Le sue tette che ballano mi invogliano a prenderle in mano e a succhiarle, ma mi trattengo in attesa della risposta.

‘E come faceva a sapere che sono lesbica?- Come fulminata da una intuizione, esclama.- HAAA! Ci hai spiate mentre ci facevamo io e tua sorella!?!’

Pio non risponde, si limita a muovere con un gesto affermativo la testa, mentre continua a mangiare.

‘Ma che gran porco che sei… Come avrai capito sono assolutamente normale anche se mi piace molto lesbicare.- Passa una mano sui capelli di Sara come per indicare la sua intimità con lei.- Diciamo che ho sempre trovato molti pochi veri uomini. I più si accontentavano di una scopata veloce e via.. Mi lasciavano sempre insoddisfatta e solo con le donne ho trovato la mia vera libido.’

‘Certo, fino a ieri.’ Ribatto.

‘Certamente! Chi mai pensava di fare una esperienza così!’ Ora allunga la mano e incomincia a giocherellare col mio cazzo e impugnandolo lo stringe nel suo pugno.

‘Visto che siamo in tema di confidenze, gira voce che Sara è una grande pompinara. Tu che sai di preciso?’

Ride, muovendo leggermente la mano come se volesse farmi una sega.

‘Ma è la tua ragazza, chiediglielo a lei.’

‘Io so che è brava, e molto anche.- Le sorrido mentre mi guarda.- Tu che sai sulle voci che girano della gita dell’anno scorso?’

Ride nuovamente. ‘E’ questo che vuoi sapere? Allora ti dico che la tua ragazza è una straordinaria pompinara e se vuoi sapere qualcos’altro, devi chiederlo a lei.’

Siamo tutti e tre che la guardiamo mentre mastica la sua fetta biscottata.

‘Ok!- Risponde con malavoglia- E’ una storia che mi sta perseguitando. Non era l’anno scorso, ma la gita di quest’anno, in primavera.’ Si pulisce le labbra col tovagliolo e si mette comoda sulla sedia.

‘Vediamo come incominciare. Ti ho detto che i ragazzi li ho sempre soddisfatti e non li ho mai lasciati a bocca asciutta. Diciamo che ero io quella ad avere la bocca piena. Dipendeva sempre con chi uscivo, ma quando era ora di salutarci, li lasciavo sempre con una sega o con un pompino. Te l’ho detto che ho fatto molta pratica in questo senso. Anche se mi sono accostata al sesso in tarda età, ho sempre avuto una certa curiosità in tal senso.- Guarda la sua amica e le sorride.- Quando ero al cinema i miei amici non mi lasciavano mai in pace. Se il film mi interessava, lasciavo che erano loro stessi a muovere la mia mano in una sorta di ‘auto-sega’ altrimenti durante l’intervallo, andavo nei bagni per amoreggiare e qui ovviamente ci scappava il pompino. Ora arrivo alla gita un secondo.’

Beve un altro sorso di caffelatte.

‘Prima della gita ero uscita con la compagnia, la solita cerchia di amici e dopo la pizza, siamo andati in birreria e poi in discoteca. Prima di entrare avevo gia fatto tre pompini. Ero già un poco brilla e visto che quella sera non avevo un cent, i miei amici si sono offerti di pagare tutto loro, ma in cambio li avrei ricambiato il favore con un lavoro di bocca. Mi ero messa d’accordo con due amici e mi sono ritrovata a soddisfarli tutti sputtanandomi, perché fra di loro c’erano anche alcuni compagni di classe e di scuola. In disco non ti dico il casino. Fra amici che si strusciavano o che mi palpavano, non riuscivo a ballare senza incazzarmi.

Ascoltavo rapito e il cazzo mi si era fatto via, via sempre più duro grazie anche al lavoro magnifico della ragazza che avevo sulle ginocchia.

‘Al secondo drink mi ero chiusa in bagno con due di loro. Mi hanno palpato tanto e a lungo, che quasi stavo per godere e invece mi hanno lasciato in uno strano stato di eccitazione e stordimento. Quando mi hanno accompagnato a casa, le loro mani avevano continuato a toccarmi in punti sensibilissimi ed ero decisamente su di giri oltre che mezza ubriaca. Comunque, come arrivo sotto casa ero sul punto di godere. Messa dietro in mezzo a due abbiamo continuato a baciarci anche se oramai ero giunta al capolinea e ad un certo punto mi hanno fatto piegare e ho trovato il primo cazzo già pronto da succhiare. Poco dopo infatti, mi ha riempito la bocca. Vengo presa e tirata in modo che ho dovuto girarmi dalla parte opposta, ecco il secondo partner che mi spinge la testa in basso con la forza fra le sue gambe. Ho capito dopo del perché della sua fretta. Sono bastati solo pochi colpi di lingua e mi ha riempito la bocca. Una parte mi è uscita sporcandogli i jeans, perché è stato troppo rapido e non me l’aspettavo.’

Lo dice con un tono come se si rammaricasse e ne resto profondamente colpito.

‘Nel frattempo, alle mie spalle si sono dati il cambio e chi era dietro è passato avanti. Ora mi trovo un nuovo cazzo e ci è voluto più tempo per farlo godere. Così fra palpatine e strusciamenti, quando lui è venuto, ho goduto anche io. Il suo sperma quasi mi soffocava e buona parte se non tutta, l’ho lasciata cadere fuori dalla bocca perché ero intenta a godere. Le dita di quello che era alle mie spalle le stava usando come se stesse scopandomi ed ero tutta intenta a quella magnifica sensazione. Non pensavo minimamente a spompinarlo e a stare attenta a quel che facevo. Quando poi, il mio benefattore si è stancato, mi sono girata e gli ho dedicato al suo cazzo tutta l’attenzione e la gratitudine che meritava. Anche lui è durato poco e non mi son fatta uscire neanche una goccia. Ho continuato ad andare avanti a pulirlo e a succhiare per molto tempo, mentre lui continuava a emettere strani versi. Quando l’ho lasciato, era perfettamente pulito anche se ancora in tiro.’

La storia e la mano che continuava a masturbarmi lungo il cazzo mi stavano facendo impazzire. Dal canto mio le accarezzo la schiena con piccoli movimenti.

‘Quando pochi giorni dopo siamo partiti per la gita, si era già sparsa la voce a scuola e io ancora non l’ho sapevo. Qui sono iniziati i veri problemi.- Con una smorfia sulla bocca si porta al contempo le mani al cielo.- Praticamente tutti, mi facevano proposte più o meno dirette e oscene. Il ragazzo con cui uscivo si vantava di quello che facevo e anzi, alla fine ha messo ha profitto la faccenda. Arriviamoci a tappe…’

Fa un profondo lungo sospiro. Avevo sempre più voglia di conoscere la storia.

‘Durante il viaggio di andata io e il mio boy, abbiamo pomiciato per tutto il viaggio e più di una volta l’ho soddisfatto. Sempre di bocca con gli altri che mi facevano da schermo per i prof. Ovviamente molti ci hanno visto e qualcuna mi ha copiato rendendo felice il proprio partner. Quando siamo arrivati a Firenze, abbiamo girato per musei. Dopo cena siamo usciti per un giro, ma siamo rientrati presto. Lì, fra il solito casino, mi sono appartata in camera col mio boy. Pensavo di fare un petting un po’ spinto e invece…’

Beve un sorso di caffelatte mentre ormai sono eccitatissimo. La mano non si ferma e continua ad andare avanti e indietro lungo il cazzo lentamente con maestria.

‘Invece di starcene da soli, trovo altri due nostri compagni. Ci mettiamo a letto e in breve mi ritrovo nuda sotto le lenzuola. Quando poi mi ha sussurrato:
‘Fagli vedere come sei brava.’
Non mi sono tirata indietro, anche perché ero completamente partita e pure se nuda, mi sono messa in mezzo alle sue gambe e gli ho fatto un pompino ad arte.’

‘Nel mentre loro si sono avvicinati e per vedere meglio mi hanno tolto il lenzuolo da dosso. Visto che non gli ho detto niente, ne io, ne il mio ragazzo, hanno iniziato ad accarezzarmi e a toccarmi e via, via sempre più in modo esplicito fino a masturbarmi e a palparmi le tette. Ero tanto eccitata, che in breve mi hanno fatto godere, giusto un attimo dopo che avevo finito di ingoiare lo sperma del mio ragazzo. Quando poi mi sono seduta sui talloni per poter respirare più agevolmente, loro non si sono fermati anzi, hanno continuato a masturbarmi e arditamente anche a leccarmi e succhiarmi il seno e i capezzoli.’

Si palpa le tette e si stringe i capezzoli socchiudendo gli occhi immaginando e rivivendo la scena.

‘Giuro che era la prima volta che godevo due volte di seguito e a detta di loro urlavo come una matta.’

Annuisco in segno affermativo. Mi chiedo quanti siano i vicini del quartiere che hanno sentito i suoi gemiti in questi giorni.

‘Riaprendo gli occhi, mi sono trovata con due cazzi duri davanti alla faccia, li ho presi in mano e dopo alcune leccate hanno sborrato come fontane. Mi sono trovata tutta impiastrata, dalla faccia in giù. Alcuni minuti dopo ho dovuto scappare e andare a dormire nella mia stanza perché i prof stavano facendo il giro di controllo.’

Mi avvicino di più alla ragazza e faccio scivolare una mano verso l’interno delle sue cosce. La trovo liscia e depilata, come se si fosse rasata da poco. Il clitoride caldo e duro, è preda delle miei dita che in breve incomincio a stuzzicare e a masturbare.

‘Durante la notte ho dormito come un sasso, ma al mattino avevo una voglia matta di assaporare nuovamente le loro dita e soprattutto le loro bocche sui miei capezzoli. Il loro sperma era ancora addosso a me e l’odore mi erotizzava all’inverosimile. Dopo essermi masturbata a letto, fra le risate stupite delle mie compagne, mi dirigo in bagno dove trovo Bea in corridoio. Ah… Giust’appunto! Ragazzi, Bea è lei.’

‘Hooo!- Esclamo meravigliato.- Finalmente conosciamo il tuo nome.’ Inserisco un dito il più profondamente che posso fra le sue labbrine bagnatissime.

‘Piacere, Beatrice.’ Mi da una strizzata più forte al cazzo e si ferma con la mano mentre respira ora più intensamente.

‘Dicevo, qui parlo con lei e in bagno le racconto di quello che ho fatto la sera prima e delle mie voglie. Lei ride e mi dice di stare attenta perché le voci girano. Le rispondo che non me ne frega niente, se poi sono io quella che sta bene. Mi dice che se ho voglia solo delle bocche, di andarla a trovare quella notte in camera. Prima che possa chiederle spiegazioni lascia il posto ad una nostra compagna e io resto con un dubbio atroce e un dilemma che mi perseguiterà per tutto il giorno. Bocche, bocche, bocche.. Non avete idea che tormento.’

Ridiamo tutti vedendo la sua faccia e come gesticola.

‘Col mio boy ci appartiamo molto poco durante il giorno, anche perché i prof ci dividono in gruppi e giriamo per musei, coorti e palazzi. Due palle che non vi dico. Pranzo alla disperata e cena in albergo. La sera usciamo e trovato un pub, ci buttiamo a bere e a fare casino. I prof non riuscivano a starci dietro. Non avevo dimenticato Bea e la sua proposta, ma non vedevo l’ora di stare un po’ col mio boy anche perché al pub ci siamo strusciati al limite dell’indecenza. Avevo una voglia che mi sentivo colare fra le gambe e fino alle caviglie, da quanto ero bagnata. Tornati in albergo, ci infiliamo subito in camera e dopo poco tutti e quattro mi stavano leccando e baciando dovunque.’

‘Ma la sera prima non erano tre?’ Chiedo stupito.

‘Esatto, ma le stanze erano per quattro. Godevo come una matta al punto che hanno dovuto mettermi un cuscino sulla faccia. I ragazzi hanno voluto fare una gara; tenendo la faccia sempre sotto al cuscino, dovevo riconoscere di chi era la lingua che mi leccava o succhiava i seni. Stesso gioco poi per quanto concerne i loro cazzi, che dovevo riconoscere succhiando e rimanendo sempre coperta dal cuscino. Siamo andati avanti tutta la notte. Al mattino avevo la figa in fiamme e la bocca e il collo che mi facevano male. Mi sono messa nel mio letto e ho dormito le poche ore che rimanevano.’

‘Non ero l’unica credetemi ad aver passato la notte in bianco. Nella sala colazione sembravamo degli zombi. Poi col pulman siamo andati a Siena e per fortuna che abbiamo dormito e ci siamo ripresi un poco. Pranzo al ristorante e poi nuovamente partenza per casa. Molti hanno continuato a dormire come Bea, mentre io mi ero sistemata in fondo col mio boy e ho fatto il gioco della notte precedente. Solo che hanno partecipato in troppi…’

‘Scusa.- La interrompe suo fratello; il tono di voce che aveva nell’ultima frase mi ha fatto comprendere che era accaduto qualcosa di allarmante.- Ma come sarebbe a dire?’

‘Se vuoi sapere il numero, credo fra i sei e gli otto. Mi vergogno di me stessa credimi. Quando poi non volevo più rifare il secondo giro, il mio boy e quasi tutti mi hanno deriso e criticato. Per sfida e per ripicca allora li ho accontentati e a qualcuno anche con un terzo giro. Quando siamo arrivati all’autogrill, sono scesa dal pulman che avevo il voltastomaco a causa della quantità di sborra che avevo bevuto. Ripartiti, mi hanno finalmente soddisfatta. Si sono alternati a farmi godere con la lingua mentre io mordevo la manica della giacca per non urlare e ovviamente ho dato spettacolo per tutti. Quando oramai mancavano pochi minuti all’arrivo, volevano godere nuovamente, ma mi sono fermamente opposta. All’arrivo non mi reggevano le gambe per quanto avevo goduto e a mamma ho giustificato il mio modo di camminare per la stanchezza. Ho parlato anche poco, perché mi sembrava che avevo l’alito che sapeva di sperma e avevo paura che la mamma se ne accorgesse.’

‘L’indomani ho rivisto la compagnia perché non c’era scuola. Tutti mi trattavano da troia con frasi e gesti. Delusa e indispettita me ne sono andata lasciandoli soli a spararsi le loro seghe in gruppo.’


-Foto d’epoca reale.-

Il piacere di quella mano che continuava a masturbarmi sempre più velocemente, mi stava portando al limite.
‘Bea.- Rivolgendomi a lei strizzandole al contempo un capezzolo.- Se continui così, ti godo nella mano.’ Lei si appoggia con una spalla contro di me e mi risponde.

‘Io sto per godere.’
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Maxtaxi

Aiutatemi a migliorare. Aspetto le vostre critiche.
Sono in attesa delle vostre proposte e suggerimenti da inserire nei prossimi capitoli’

taximassimo@yahoo.it ‘ mail e msg nelle poche volte che sono collegato.

Questo romanzo non deve essere riprodotto elettronicamente o a mezzo stampa senza la mia autorizzazione scritta.
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Ultima correzione 09-04-10

Autore Pubblicato il: 9 Aprile 2010Categorie: Racconti erotici sull'Incesto0 Commenti

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