Leggi qui tutti i racconti erotici di: suve

Sono studente universitario al secondo anno, e convivo con i miei genitori e mia sorella Sabrina, anch’essa universitaria ma al primo anno. Siamo fortunati a vivere in una città universitaria cosicché entrambi possiamo frequentare le rispettive facoltà senza aggravi di costi per i nostri genitori che già faticano, in questi tempi di crisi, a arrivare a fine mese. Infatti, per le necessità di studio, io e Sabrina abbiamo un unico PC da condividere.
Solitamente ci vediamo solo per il breve tempo della cena, che i nostri genitori insistono a consumare tutti insieme per almeno mantenere un minimo di unità familiare, e poi ognuno va per la sua strada, sia essa il richiudersi in camera per studiare, utilizzare il PC per qualche ricerca o uscire per quella che spacciamo come vita sociale visto il poco tempo da dedicarle.
Dicevo del PC: esso &egrave posto in una piccola stanza adibita a studio. Io e Sabrina ci siamo organizzati, facilitati dagli orari diversi, per non intralciarci l’un l’altra e per questo abbiamo stabilito che la porta resti sempre aperta e che trovarla chiusa significhi che l’altro o l’altra sta studiando e &egrave da disturbare solo per eventuali emergenze. Inoltre, per garantirci un minimo di privacy, ognuno di noi ha un proprio profilo utente, protetto da password , e un HD riservato.
Descritta la situazione ‘normale’, passo ora a raccontare ciò che &egrave successo la scorsa settimana.
Era notte inoltrata e già da un paio d’ore ero al PC per una ricerca. Per riposare gli occhi e la mente smisi per qualche minuto e vagavo con lo sguardo sulla scrivania quando vidi un foglietto buttato lì come per caso. Lo presi e vi trovai scritta la casella e-mail di Sabrina e una serie di numeri e cifre che compresi subito essere una password. Ovviamente, pensai, era di Sabrina. Mi incuriosii e la voglia di sbirciare nelle sue cose private mi prese. Uscii e rientrai con le sue credenziali e aprii subito il suo account di posta. Mi aspettavo di trovare qualche pettegolezzo con le amiche, magari le tracce di una storia sentimentale, cose così, relativamente importanti.
Aprii l’ultima mail ricevuta, era di una sua amica di nome Marta, e lessi:
Ma davvero l’hai fatto? Bleah, a me fa schifo, mi sono sempre rifiutata. Ci vediamo domani e ne riparliamo.
Essendo un reply scorsi ancora e trovai il testo della mail di Sabrina:
Non so come raccontartelo, alla fine mi ha costretta a farlo ma non mi &egrave dispiaciuto come pensavo.
Dopo che ci siamo lasciate in pizzeria Salvatore era su di giri, mentre mi riaccompagnava a casa non riusciva a tenere ferme le mani sul volante. Mi toccava dappertutto e si distraeva continuamente dalla guida. Dopo un paio di sterzate brusche ho ‘preso in pugno’ la situazione. Si, forse anche io avevo bevuto una birra di troppo ma ero anche io un po’ eccitata. Gli ho scostato la mano e ho allungato la mia verso la sua patta. L’ho aperta e gli ho tirato fuori il coso. Era già bello arzillo e ho preso a masturbarlo mentre gli dicevo: – tu pensa solo a guidare -. Mentre lo toccavo mi sono eccitata ancora di più e ho allargato le gambe, scostato la gonna e preso a stuzzicarmi la cosina. Pensa Marta, se ci avessero fermato: con la sinistra impugnavo il suo uccello sempre più duro e avevo due dita della destra dentro la mia fichetta.
Eravamo quasi giunti a casa e non volevo finire così, se l’avessi fatto venire c’era il rischio di un incidente, se l’avessi lasciato insoddisfatto se la sarebbe presa e io, io volevo venire, ormai ero un lago.
Poche centinaia di metri prima di casa c’&egrave quel pezzo di strada dove i lampioni sono rotti e le case distanti, ci eravamo già fermati lì qualche volta per pomiciare. Gli dissi di accostare e fermarsi, chiaramente l’ha fatto subito. Appena spento il motore avevo già le sue mani sulle tette e la sua lingua in bocca. Intanto non avevo lasciato il suo cazzo e lo stimolavo piano. Pochi istanti e Salvatore si tirò indietro, mettendosi più comodo sul sedile, e mi tirò a se. Pensavo volesse che mi accostassi io a lui e invece mi ha preso la testa spingendola in basso. Quel porco negli ultimi tempo voleva sempre che lo prendessi in bocca e così non mi sono fatta problemi e ho cominciato a succhiarglielo piano. Passavo la lingua sulla cappella e poi lo ingoiavo, eccitandomi a mia volta a sentirlo teso e duro nella mia bocca, mi piaceva e stavo per riportare la mano alla mia patatina quando Salvatore mi ha tirato di più verso di se, facendomi praticamente mettere in ginocchio sul sedile, e alzandomi la gonna mi ha infilato la mano nelle mutandine prendendo a stimolarmi da dietro. Mmmhhhh, che delizia che era, lo succhiavo ancora più golosamente, facendo rumore ogni volta che lo lasciavo un attimo libero, e sentivo i suoi gemiti farsi più frequenti.
Marta, lo sentivo vicino all’orgasmo e stavo quasi per venire anche io quando Salva, a sorpresa, mi ha infilato un dito nel buchino. Già l’aveva fatto altre volte e non posso dire mi fosse del tutto dispiaciuto, ma in quest’occasione mi ha scatenato l’orgasmo e sono venuta io per prima, mugolando con il suo cazzo in bocca. Nell’estasi ho accelerato i movimenti della mano con cui lo segavo e all’improvviso ho sentito uno schizzo caldo riempirmi la bocca. Istintivamente volevo levarmi ma quel maiale mi ha preso per i capelli e tenuta ferma la testa. Ancora in pieno orgasmo ho accettato tutto quello che mi stava riversando in bocca e, credimi, era tanta roba e non finiva mai. Ho cercato di farla uscire, ma con il suo cazzo in bocca, per non soffocare, ho dovuto ingoiarne la maggior parte.
Quando mi ha liberato la testa sono rimasta china su di lui, appoggiata alle ginocchia, ancora presa dai fremiti di uno degli orgasmi più forti che ho mai avuto, e sentendo il suo sapore in bocca.
Marta, credimi, non ho provato il ribrezzo che pensavo. Era un po’ amaro, un sapore forte, salato, particolare, ma alla fine ho ingoiato anche quel poco che avevo ancora in bocca, sentendomi contenta perché era da tanto che me lo chiedeva e finalmente l’avevo fatto. Mi &egrave bastato guardarlo dal basso in alto per capire che anche lui era felice e me l’ha dimostrato quando mi ha tirato su abbracciandomi e mi ha baciata. Mi ha coccolata per un po’ e mentre mi baciava mi diceva quanto ero brava, di quanto l’avessi fatto felice, che mi amava.
Alla fine ci siamo ricomposti e mi ha riaccompagnata fin davanti casa.
Marta, credo proprio che lo rifarò, ora so che non mi disgusta e che a lui piace tanto.
Dovresti provare anche tu, faresti felice il tuo Giova come non mai.
Ora ti saluto, &egrave il momento di andare a ninna, domani ho una lezione pesante. Ci vediamo in mensa? Ciao.

P.S. non toccarti come facciamo guardando i siti sozzi. Ti voglio bene porcellina mia

Restai incredulo a scorrere il video, avevo appena letto la cronistoria del primo pompino con ingoio di mia sorella. Non mi ero mai soffermato a pensare alla sua sessualità, davo per scontato che, come me, facesse le sue esperienze, ma un conto era pensarlo e un conto era leggerlo lì raccontato. Mi ritrovai con il coso duro come non mai, immaginando la scena dentro l’auto di Salvatore, Sabrina che beveva golosa mentre era scossa dall’orgasmo. Stavo per chiudere e andare in bagno per tirarmi un raspone di cui sentivo veramente il bisogno quando rilessi l’ultima frase: P.S. non toccarti come facciamo guardando i siti sozzi – – Cosa voleva dire? Che Sabrina e la sua amica Marta visitavano siti porno e si masturbavano? Magari insieme? Aprii firefox e cercai la cronologia, ma era vuota, poi passai ai preferiti e lì, tra url didattici e di svago trovai alcuni nomi chiaramente porno. Li aprii e vidi che erano siti di filmati, sia da scaricare che in streaming. Allora iniziai a cercare dentro al PC, cartella dopo cartella, fino a trovarne una chiamata ‘Marta’. Provai a aprirla ma era protetta da password, inserii quella del foglietto ma niente, poi provai con marta, data di nascita facoltà, ma niente ancora. Alla fine ebbi un lampo di genio e digitai ‘porcellina’.
Mi apparvero le icone di una ventina di filmati che presi a aprire uno dopo l’altro. C’era di tutto, dal pompino in primo piano alla ragazza che si masturbava in webcam, dalla coppia normale che scopava alla gang bang.
Ancora eccitato chiusi il PC rimisi il foglietto più o meno dove l’avevo trovato e andai in bagno alla ricerca di sollievo per il mio coso tanto duro da farmi male dentro i pantaloni. Mi masturbai rivedendo le scene dei filmati ma l’orgasmo mi colse ripensando a ciò che Sabrina aveva scritto a Marta, e fu lì che mi venne il pensiero che mia sorella si masturbasse davanti al PC e l’idea folle di sorprenderla per vederla darsi piacere.
Quella notte non dormii molto, continuavo a pensare a Sabrina alle prese con il cazzo del suo fidanzato e a come fare per sorprenderla davanti al computer.
Nei giorni successivi cercai l’occasione senza successo fino al sabato successivo, quando i nostri genitori erano andati a trovare dei parenti fermandosi per la notte. Io dovevo uscire con gli amici ma diedi buca inventandomi una scusa a metà serata e, abbandonatili al pub, tornai quasi di corsa a casa sperando di essere fortunato.
Entrai in casa come un ladro, cercando di fare meno rumore possibile, e al buio mi avvicinai allo studio. Sotto la porta si vedeva una luce fioca, sicuramente l’abat-jour sulla scrivania. Mi fermai davanti alla porta appoggiandovi piano l’orecchio e sentii dei gemiti. Ormai ero sicuro, Sabrina era lì dentro e non stava studiando. Aprii delicatamente la porta e vidi Sabrina di lato, seduta con la cuffia in testa, mentre a gambe aperte, la mano dentro le mutandine, si toccava guardando un filmato sul monitor. I gemiti erano i suoi, non riusciva a trattenerli. Sentivo il cazzo duro dentro i boxer e ero tentato di tirarmi una sega lì, spiandola. Non ero completamente padrone di me. Preso dal desiderio e teso solo verso Sabrina mi ritrovai al suo fianco senza rendermene quasi conto. Non si era ancora accorta di me e la vedevo toccarsi sempre più velocemente, umettandosi le labbra, gemendo con gli occhi fissi sul monitor dove, vidi, appariva una scena hard con una biondina presa da dietro da un palestrato. Non sentivo il sonoro ma la faccia della biondina era tale e quale a quella di mia sorella, stravolta dal godimento, concentrata verso il traguardo dell’orgasmo sempre più vicino.
D’un tratto Sabrina si accorse di me, forse vide la mia ombra con la coda dell’occhio. La sua faccia passò dal piacere al terrore e si girò verso di me rimanendo immobile sulla poltroncina. Ci fissammo per qualche istante e poi disse:
– sei tornato prima – Affermazione un po’ stupida ma che esprimeva tutta la sua sorpresa per essere stata colta in fallo. Poi la sorpresa lasciò il posto alla rabbia e mentre si toglieva la cuffia e cercava di ricomporsi mi apostrofò seccamente:
– perché sei entrato, la porta era chiusa, non dovevi entrare –
Inventai sul momento, con la mia migliore faccia di bronzo:
– Sab, passando ho sentito dei gemiti e pensavo ti sentissi male, ho bussato ma non mi hai risposto e allora sono entrato –
Era confusa, non poteva arrabbiarsi con me perché volevo aiutarla e anche stava prendendo il sopravvento il senso di colpa.
– Non devi pensare male – arrossì, me ne accorsi anche nella penombra – &egrave stato un momento così, mi sentivo strana e”.. –
– Fermati Sab, non devi giustificarti – la interruppi, – &egrave una cosa normale. Guarda, anche io lo faccio ogni tanto, serve per sfogare la tensione –
– Beh, sarà normale ma &egrave imbarazzante. Tu mi hai vista mentre io”’ –
– Sab, perdonami, l’avessi anche solo immaginato non sarei entrato, ma oramai &egrave fatta, non possiamo farci nulla, e poi cosa &egrave successo di grave? Si, ho visto mia sorella che si masturbava, ma cosa importa? Senti, se serve a farti sentire meno turbata ti confesso che io mi sono un po’ eccitato vedendoti, e guardando le scene del filmato. Anche io li uso quando lo faccio ma, te lo ripeto, &egrave normale per la nostra età, sono gli ormoni che comandano –
Mi accorgo ora di non aver mai descritto Sabrina. Ebbene, non &egrave una playmate, ma quando passa per strada ti giri a darle una seconda occhiata. Capelli lunghi e castani, come gli occhi, alta 1,70 metri, gambe lunghe, una terza onesta di seno e un sederino ben tornito grazie alla tanta attività fisica (jogging e bici) che fa. Ben proporzionata quindi, in eterna lotta con quei 2-3 chili che ritiene avere di troppo ma che agli occhi di un maschio appaiono ben assegnati e distribuiti.
Dunque, dicevo, avevo sorpreso mia sorella a masturbarsi davanti al PC guardando un filmato porno e cercavo di convincerla ipocritamente, io che avevo fatto di tutto per beccarla, che non ci fosse nulla da vergognarsi.
– Sei eccitato ”. per me? – mi chiese?
– Beh, lo so che sei mia sorella, ma a Lui non interessa, sa solo che una bella ragazza stava a gambe aperte con la mano nelle mutandine, e tanto gli basta per ” tirare su la testa. Non per questo mi sento un depravato. Te lo ripeto, alla nostra età &egrave normale, sono gli ormoni, sarebbe strano il contrario. –
Sabrina appariva stupita dalla mia confessione, il suo sguardo si puntò sul mio inguine, trovando un evidente rigonfiamento. Quando tornò a fissarmi negli occhi vedevo i suoi intorbiditi. Passò ancora una volta la lingua sulle labbra e..
– E’ vero, sei eccitato ”’. ma tu mi hai visto mentre lo facevo e ”’ davvero mi ritieni bella? –
Dentro di me pensai – o la và o la spacca – e le feci una proposta ardita, forse quella a cui inconsciamente pensavo da sempre.
– Sorellina, &egrave vero, io ho visto te e tu non hai mai visto me, e credimi se ti dico che sei veramente una bella ragazza, ma ”.. senti, per farti capire che non c’&egrave da sentirsi imbarazzati, tanto so che andrò comunque a tirarmi una sega in bagno per sfogarmi, perché ”” non lo facciamo insieme? Quel filmato mi stimola molto, sarebbe bello segarsi guardandolo, e ti dimostrerei che io non mi vergogno a farmi vedere da te mentre lo faccio –
Sabrina parve riflettere. – Ma se lo scoprono mamma e papà” –
– Impossibile, se io e te non ne parliamo resterà un segreto tra di noi. Se non vuoi non importa, ma allora lasciami correre in bagno che non ce la faccio quasi più –
Ancora indecisa abbassò ancora gli occhi sul mio inguine, vedendolo sempre teso, e in un sussurro disse:
– Va bene, facciamolo, ma non devi toccarmi e poi entrambi dimenticheremo la cosa e sarà tutto come prima –
– D’accordo. Fammi posto –
Presi una sedia, la posi di fianco alla sua poltroncina, in modo da poter vedere agevolmente tutti e due il monitor. Staccai la cuffia e regolai il volume delle casse per avere il sonoro del video come sottofondo e mi sedetti. Sabrina mi guardava, attendeva che io facessi la prima mossa, e non tardai a accontentarla. Mi slacciai la cintura e tirai giù pantaloni e boxer. Il mio pene saltò fuori impaziente. Non sono superdotato ma i miei 18 cm li raggiungo e ho scoperto dalle storie che ho avuto che non &egrave un brutto vedere per le ragazze. Lo presi alla base e feci in modo di mostrarlo in tutto il suo vigore, poi lo impugnai bene dandogli un paio di colpi. Sabrina era immobile, gli occhi puntati sulla mia mano e sul suo contenuto.
– Sab, ci hai ripensato? –
Sembrò venire fuori dal sonno. Sempre fissandolo si alzò la gonna e si tirò via le mutandine spalancando le gambe.
La vista della sua fichetta e della mano che subito corse a toccarla a momenti mi fece venire subito, potevo ammirarla nella sua interezza mentre Sabrina con due dita si stimolava il clitoride, Eravamo lì, entrambi intenti a stimolarci mentre guardavamo il sesso l’un dell’altra. Io muovevo piano la mano, volendo far durare a lungo quel momento.
– Il filmato –
– Eh? – Sussultai sentendola parlare. Alzai lo sguardo e vidi che aveva gli occhi torbidi, la bocca semiaperta e la lingua che guizzava a tratti fuori.
– Il filmato, dobbiamo guardare il filmato –
Con uno sforzo di volontà annuii e raddrizzai la testa verso il monitor dove la biondina stava ora sopra il palestrato e saltava allegramente su e giù.
Continuai a segarmi guardandola ma con la coda dell’occhio osservavo sempre Sabrina, che ora aveva portato la sinistra sotto la maglia e si stava strizzando le tette.
Un lamento roco usciva dalla sua gola e mi eccitava ancora di più. D’un tratto mi afferrò il braccio stringendolo. Si era irrigidita, la testa indietro e due dita conficcate profondamente nella vagina. Era vicina all’orgasmo, era chiaro, e provai a osare di più:
– Sabrina, piccola, &egrave bellissimo, ma sarebbe ancora più bello se lo facessimo a vicenda. Ti prego piccola, fammi toccare la tua fichetta, sto impazzendo dalla voglia, e il mio cazzo vuole la tua mano, lo vedi com’&egrave teso? –
Forse avevo sbagliato, perché smise di stringermi e tirò indietro il suo braccio. Però subito dopo si mosse sulla sedia, spingendola sulle rotelle verso di me e andando a coprire la mia mano con la sua. Ora avevo la mia asta in pugno mentre la cappella era nell’incavo del palmo di Sabrina, che muoveva piano la mano in una carezza terribilmente eccitante per me. Lasciai l’arnese alle sue cure e allungai il mio braccio verso di lei, posando due dita sul clitoride mentre lei aveva le dita della destra, due, forse tre, ancora ficcate dentro. Presi a muovere le dita e un mugolio di soddisfazione fu la sua risposta. Piano tolse le sue dita e io la sostituii subito, trovandola bagnatissima e ricettiva. Ora anche lei aveva impugnato il mio coso con la sinistra e ci masturbavamo reciprocamente. Le mie dita entravano e uscivano più velocemente e lo sciacquettio che sentivo era il rumore più eccitante che avessi mai sentito. Anche lei aumentò la velocità e ben presto mi accorsi che ero vicino al limite.
Sabrina mi precedette, riportando la mano destra a stimolarsi il clitoride mentre io affondavo più che potevo le mie dita dentro di lei. Un gemito forte, un serrare di cosce intorno alla mia mano e venne, sconquassata da tremiti per un periodo che mi parve lunghissimo. Rigida sulla sedia, imprigionandomi la mano tra le cosce, mentre ancora e ancora spingevo le mie dita in lei, si dimenticò di me, la sua mano si fermò pur continuando a stringermi forte per poi lasciarmi e rimanere immobile appoggiata al bracciolo
Ero esasperato, mancava veramente poco al mio godimento anche se lo spettacolo offerto dall’orgasmo di Sabrina meritava ben più di un’occhiata l’interruzione era snervante.
Ritirai la mano bagnata dai suoi succhi e le afferrai il braccio tirandola a me.
– Sab, ti prego, ci sono quasi, aiutami, fammi venire –
Forse fraintese, forse ”.. non so, invece di riprendere la masturbazione come mi aspettavo scivolò dalla poltroncina portandosi in ginocchio tra le mie gambe e afferratomi nuovamente il cazzo, dopo avermi guardato dritto negli occhi, abbassò la testa e mi prese in bocca.
Il calore umido che mi avvolse era sconvolgente e ancora di più la sensazione di suzione che provavo.
Se lo mise quasi tutto in bocca e poi lo tirò fuori, vagando con la lingua sulla cappella e la parte superiore dell’asta mentre con la mano lo muoveva su e giù. Presa in bocca solo la cappella riprese a suggermi e non resistetti più.
– Sab ci sono, ci sono” VENGOOOOO!!! –
Mi aspettavo che si ritraesse, come sempre avevano fatto le mie occasionali compagne di letto, e invece rimase attaccata, continuando a succhiare e masturbarmi mentre le esplodevo in bocca diversi, copiosi, getti di sborra.
Toccò a me essere sconquassato mentre i muscoli di schiena e gambe si contraevano e irrigidivano nell’orgasmo più bello della mia vita.
Passata la furia, mentre mi rilassavo esausto sulla sedia Sabrina era ancora lì, la bocca attaccata al mio affare, gli occhi chiusi. Aveva ingoiato tutto perché non vedevo segni del mio fluido fuori dalla sua bocca, sulla sua faccia.
Le afferrai la testa e la tirai su. Mentre si alzava mi guardò dritto negli occhi e vidi la sua lingua lambire le labbra forse a cercare un residuo del mio piacere. La abbracciai e mentre il suo corpo si adagiava sul mio, salendomi a cavalcioni, la baciai per un interminabile minuto, sentendo un po’ del mio stesso sapore, lottando con la sua lingua che rispondeva colpo su colpo.
Alla fine ci separammo e come di comune accordo ci ricomponemmo in silenzio, come una squadra ben collaudata l’una spegneva il computer e l’altro risistemava sedie e scrivania.
Uscimmo dalla stanza fianco a fianco dirigendoci verso le camere da letto e giunti davanti alla mia, la prima lungo il corridoio, mi stampò un delicato bacio sulla guancia salutandomi.
– Buonanotte fratellino, &egrave stato bello –
Entrai in camera mentre lei andava verso la sua e quella notte dormii felice, forse la sognai.
Non c’&egrave più stato niente tra me e Sabrina, dal giorno dopo abbiamo fatto come deciso, come se non fosse successo nulla, nemmeno ne abbiamo parlato più, ma da quel giorno il nostro legame si &egrave stretto ulteriormente, &egrave nata una complicità dimostrata da piccoli gesti di affetto che ha stupito anche i nostri genitori, comunque ben contenti di vederci così affiatati. E tra me e Sab” a volte basta uno sguardo per ricordare e scambiarci un sorriso.

Autore Pubblicato il: 9 Agosto 2015Categorie: Racconti erotici sull'Incesto, Racconti sull'Autoerotismo0 Commenti

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