Era così bella illuminata dalla luce della finestra il suo rossore diventava ancora più accentuato.
“Vuoi continuare o vuoi andare? In caso facciamo finta non sia successo nulla.”
Anna mi guardo fisso negli occhi con qualche lacrima che cominciava a scendere, “ormai sono qui…” E provo a sorridere.
La feci alzare e io mi misi seduto davanti a lei sul letto.
Piano piano le levai la canottiera che aveva un profumo sublime perché ancora tiepida del suo calore. Poi passai ai pantaloncini che andarono giù facilmente. Poi fu il turno del reggiseno che tolsi con calma e dolcezza. I suoi seni erano piccoli e sodi. Feci un po’ di fatica a levare le mani che cercavano di coprirli. Cominciai a baciarli, leccarli, morderli strapazzarli e ad Anna cominciavano ad uscire sospiri sempre più ravvicinati. Poi il bacio le nostre labbra si unirono lentamente sapevo che sicuramente era il suo primo… Poi l’abbraccio mi strinse forte forte a se e sembrava non volesse più lasciarmi. Poi passai alle mutandine ormai zuppe. Questa volta non provo neanche ad opporre resistenza… La mia mano passo dal piccolo seno e scese lentamente sempre più giù già sentivo un intenso calore provenire da lì….




Bellissimo racconto
Assurdo che il capitolo più bello sia anche quello senza commenti. Complimenti Giulia, sai come tenere alta l'attenzione dei lettori.…
La tua penna mi tiene sempre incollata dall'inizio alla fine e mi lascia una soddisfazione narrativa profonda e costante.
Va bene ne sono lieta. Ti lascio la mia mail agavebet@libero.it ma ovviamente ti chiedo di avere pazienza. Lavoro, scrivo…
Cara Agave, sono contento del tuo commento, hai individuato diversi punti critici che dovrò prendere in considerazione. adesso ho in…