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Il discorso con Lucia mi interessava finirlo ma a tempo debito, no di fretta cosi…volevo tutti i particolari..e avere un quadro di tutto il rapporto suo con mia madre. Dentro di me iniziava a crescere una forma di gelosia e di possesso di mia madre anche nei confronti dei miei fratelli. Volevo che quell intimità creata fosse solo nostre. Non parlo del sesso. Ani, mi eccitava sapere o anche vedere mia madre con altri. Ma volevo avere solo io una vita segreta e morbosa con lei. Non capivo bene quello che stava crescendo dentro di me.
Per un paio di giorni ci fu il silenzio più assordante su tutto a parte mia sorella che si divertiva a stuzzicarmi quando non doveva cercando in ogni occasione sbagliata di farmi avere delle erezioni e ridendo come una pazza quando riusciva. Ma il suo gioco mi piaceva.
Domenica a pranzo veniva la zia Anna. Sorella piu piccola di mia madre. Prima che tutto aveva inizio, prima che potessi conoscere quella nuova veste di mia madre, ero sempre stato attratto da mia Zia. Forse iniziavo a nutrire qualcosa verso mia madre ma la mia moralità integra si sfogava verso di lei perche pensavo che era sbagliato avere attrazioni sessuali verso la mamma.
Mia Zia, di 3 anni meno di mia madre era single per scelta. Era una donna in carriera, Direttore Commerciale presso un Azienda Vitivinicola molto importante con benefit molto lussuosi. Appartamento in azienda, macchina di rappresentanza e molti viaggi di affari che lei usava per divertirsi. Era una bellissima donna. Tutti la scambiavano per mamma ma, lei, non avendo mai avuto figli, una vita piu serena e meno pensieri, per me era molto piu attraente. Era piu magra e slanciata di mia madre, con tette ancora piu grosse, mia made la batteva solo nella forma del culo e nel vestire dove mia madre, una donna piu posata ed elegante, mostrava la sua finezza e buon gusto.
Lei sempre vestita di nero con i suoi rayban e la sua bmw pero aveva molti uomini che gli sbavavano dietro. Mia sorella diceva sempre che voleva essere come lei, l ammirava tantissimo. Aveva una vita da favola.
Appena arrivata iniziò il suo show, era sempre al centro dell attenzione, in fondo credo che anche mia madre invidiava quella sua vita priva da ogni obbligo. era come una teeneger..andava e faceva quello che voleva senza vincoli. Nel suo lavoro era bravissima e quindi anche la sua azienda non gli dava vincoli. Riusciva a gestire il personale e l azienda anche a distanza e lo faceva bene. tutti tremavano quando parlava lei e al telefono spesso, sentivamo come maltrattava i suoi sottoposti e con quale fermezza e autorità li dirigeva.
Mangiamo in gran allegria, naturalmente porto fiumi di vino e iniziò a far bere tutti, prova questo, apri quello. Questo è un annata particolare, questo lo vendiamo a 40 euro a bottiglia.. a fine pranzo eravamo un gruppo di ubriachi a gridare e ridere a torno alla tavola.
La mamma si alzò e disse a Zia di venire con lei per fargli vedere degli abiti appena acquistati e lascio a noi il compito di sparecchiare. Luca si dileguò senza nemmeno capire come e appena io provai a seguirlo, Lucia mi fermò per un braccio e mi disse…se mi aiuti, prometto che ti ricompenso. Avevo già in mente cosa poteva essere la ricompensa e quindi, in gran allegria, iniziammo a lavorare. era tutto un tocca appoggia e ridi…
quando mia zia entrò nella stanza per farci vedere il vestito si accorse di qualcosa perche la sua espressione cambiò molto. stese un attimo a focalizzare mentre noi anche se brilli cercavamo di far pensare che era tutto normale ma lei qualcosa aveva capito infatti girò i tacchi e andò verso la mamma nella camera da letto, si richiuse la porta e per una buona mezz ora non si aprì. io chiedevo a mia sorella ma lei era tanto in euforia che mi diceva “ma che ti frega?”
Rientrò la zia con i suoi abiti, io pendevo dalle sue labbra timoroso di cosa aveva visto e capito e della reazione che la mamma poteva avere al riguardo. disse a Lucia che mia madre voleva fargli provare delle cose e di andarci e chiese a me se gli prendevo un amaro e glielo portavo di la che doveva fare una chiamata.
Come sempre quel paraculo di mio fratello non era mai presente e sempre salvo.
Lucia si chiuse in stanza con mia madre e la zia con aria diversa dalla fine del pranzo prese il bicchiere e mi disse di sedere e fargli compagnia.
Avevo capito che voleva parlare ma ci andò molto larga. i soliti inconvenevoli “che fai?come va all uni?hai la ragazza?prospettive future?”
Non lo so se erano i fumi dell’alcol che annebbiavano la mia mente perversa e sempre eccitata ma mentre parlavamo, iniziai a pensare che più che arrabbiata la zia fosse eccitata..il modo di sedere, di guardarmi, di muovere le gambe e di mordicchiare il bicchiere dell amaro e purtroppo..ci volle proprio poco perche “lui” si mostrasse a noi in tutto il suo splendore e vigore.. cercavo di nasconderlo indietreggiando il sedere nella poltrona e piegando la pancia ma..mi faceva male..
Entrò Lucia, mi strizzo l occhio per rassicurarmi, mia zia chiese come mai non gli aveva fatto vedere le prove dei vestiti e lei se ne uscì che quelle cose da vecchia lei non le indossava.
torno il buon umore..Mia zia si senti offesa e si alzò in piedi…
Zia Anna: quindi io ti sembro vecchia?
Lucia: che c entra? ma hai la tua età, mica la mia…
Zia Anna: se usciamo insieme mi trombo tutti i tuoi amici e ti lascio a bocca asciutta..e poi vedi chi è la vecchia…
Scoppiammo a ridere..
Zia Anna: guarda che senza far nulla c è tuo fratello che da mezz ora che cerca di nascondere la sua erezione e parlavamo di università.
Io diventai tutto rosso, pensavo non se ne fosse accorta e inizia a balbettare “io?..ma no..ma che dici?”
Zia Anna: alzi in piedi allora se mi sbaglio
Io: ma dai, non ne ho voglia..e con il braccio cercavo di coprirmi
Lucia: va beh ma a lui diventa duro con un colpo di vento, che centra?
Io: ma la finiamo di parlare del mio coso??
Lucia: e dovresti vedere che mostro che ha tra le gambe..una bestia…beato quella ragazza che o sposerà…
Zia Anna: si mamma mi ha raccontato che il piccolo è messo bene e non sai la curiosità che mi ha messo.
Lucia: lo vorresti vedere??
Io: ma che sono un fenomeno da baraccone? basta!
Zia Anna: e tu pensi che dopo che mamma mi ha detto che è un cavallo non muoio dalla voglia di vederlo e….
Lucia: dai fratellone, tiralo fuori, non ti vergognare..è la zia…
Io: ma proprio perche è la zia, perche sei mia sorella, non ne ho voglia
Zia Anna: ma se la mamma mi ha detto che lo avete assaggiato tutti tranne me..
Io: ma cosa???
Zia Anna: basta!
detto questo mi afferrò i pantaloni e inizio a tirare dalle caviglie e appena io iniziai a resistere anche Lucia si mise ad aiutarla e alla fine, dopo un po di resistenza, feci finta di perdere e lo uscii..
Io: contente?
mentre mi giravo il bacino a destra e a sinistra facendolo sballonzolare di qua e di la.
La Zia era estasiata e senza togliere gli occhi dal mio cazzo e avvicinandosi per guardarlo meglio esclamò “lo posso toccare?” e mentre lo diceva con la punta della mano lo toccava come per non bruciarsi…una, due volte e poi lo cerco di avvolgere con il pugno “fa paura” e lo lasciò ma subito lo riprese iniziandolo a segare molto lentamente…mia sorella era li che faceva “ma zia cosa fai?” e la zia di tutto punto “secondo te vedo un cazzo del genere e non lo tocco?”
Io ero li a mostrare il trofeo con le braccia lungo i fianchi per vantarmi del mio affare e di colpo entro mamma. Come se niente fosse…entro e si sedette a fianco come se tutto era normale guardando Anna e dicendo “non hai potuto resistere alla tentazione vero?” con la risatina…
Poi si girò verso me con aria piu imbronciata…”nemmeno tu hai potuto resistere??”
Alla fine ero un uomo e se una donna voleva toccarlo che gli dicevo? “no scusa la mamma non vuole”
La sega era lenta e agonizzante ..mi piaceva ma non mi soddisfava più e mi feci più intrapendente…”dai zia, assaggialo”
Mia sorella restò a bocca aperta trattenendo una risata e mia madre che non sapeva se incazzarsi o altro ma mia zia era attratta e incantata…come ipnotizzata dal mio pendolo e con un lento movimento si avvicinava a bocca aperta finche non arrivo a metterlo in bocca. si muoveva con dolcezza e leggerezza mentre lo succhiava, per non perderne un cm, godendolo tutto come un calippo a mare….chiusi gli cchi per godermi il momento e mia sorella inizio a fare il tifo per mia zia…”dai zia…tutto in bocca…fallo schizzare”
Mia madre non era arrabbiata anzi, si gustava il momento leccando le sue labbra, ormai avevo capito che era un gesto inconscio che faceva quando troppo ecciata.
Succhiava da vera maestra, menava il cazzo fuori dalla sua bocca e ogni volta che risaliva leccava la cappella prima di rifiondare quello che poteva dentro al sua bocca…aspirava con tanta avidità che le guancie si ritiravano era un su e giù continuo che non mi lasciava scampo…voleva farmi venire e non ci volle molto per accontentarla. inizia a cambiare in viso..a muovere l addome e iniziai ad avvisare che stavo venendo..
Lei lo tolse dalla bocca. io ero sicuro che inghiottisse invece inizio a spararmi una sega veloce a due mani voleva farmi schizzare fuori. mia sorella ormai era presa e si avvicinava aggrappandosi alle spalle della zia…
mia zia di suo mentre che era li a menarlo cambio in viso, per tutto il pompino non aveva distolto gli occhi dal cazzo e anche mentre lo segava lo guardava come un pescatore che lotta con il pesce aggrappato all amo della sua canna. imprecava che mai avevo sentito farglielo la madonna e via dicendo e non potete capire sentirla cosi bassa, cosi sporca nel suo linguaggio che eccitazione mi aveva dato..
Lucia: zia a me a me..
Mia madre: dai fai vedere che sei bravo..
Iniziai a sborrare….
era qualche giorno che non venivo e gli schizzi lo dimostravano, pieni e pesanti imbrattarono i capelli e il viso della zia, qualche goccia andò pure sulla maglietta sopra il seno e mia sorella golosa ne riusci a prendere pure una schizzata a volo con la lingua e portarlo nella bocca.
Io ero li come un eroe a sborrare sulla mia famiglia quando gli schizzi finirono e mi accasciai sulla poltrona.
La zia felice si congratulo con me mentre tirava sperma dai capelli e dalla maglietta
Mia sorella se ne usci guardandomi insoddisfatta…”ma ora noi come godiamo??”
Zia Anna: prendi qualche giocattolo della mamma che ci penso io se vuoi…
Io allibito dalle sue parole…quindi lei speva….guardai mamma che con assoluta tranquillità, come se si parlava di prendere una bottiglia d acqua in frigo rispose con un secco “no”
Mia sorella si sedetta con la fungia e mia zia con le mani tipo per dire “io ci ho provato”
Esausto ero ancora nudo nella poltrona quando mia zia si sedette nel bracciolo e continuo a toccarlo…voleva forse rianimarlo?? ma mia madre interruppe l idillo…adesso basta esclamò e guardandomi, vai a vestirti..
Presi la mia roba e con il cazzo ancora gocciolante e barzotto mi allontanai dal gruppo delle donne ricevendo un pizzico sul culo da mia zia che appena mi girai leggendo il labiale capii mi disse “non finisce qui!”
doccia e divano finche non mi addormentai e al mio risveglio in salotto ero solo
Mia sorella era nella stanza a studiare e mia madre in bagno…dovevo pisciare, tutto quel vino aveva fatto il suo percorso e bussai nel bagno a mia madre, lei non chiese chi era ma disse solo “entra!”
Era bellissima, dentro la vasca, con tutta la schiuma, stava fumando….non fumava quasi mai ma era li con un libro tra le mani e la sigaretta in bocca…con gli occhiali sulla punta del naso e i capelli raccolti in una coda arrangiata alta..dalla schiuma uscivano solo le ginocchia e i capezzoli…
Dio che visione
non esisteva una donna piu sexy di lei per me
Mi guardò dicendo “dimmi”
Io: niente devo pisciare
Mamma: che eleganza, ho cresciuto un principe
finii e stavo per uscire accarezzando il suo braccio, lei non mi aveva guardato ma era intenda nel suo libro.
Ero davanti l uscio per uscire quando mi disse “mi sono appena masturbata”
Io mi girai incredulo, forse non avevo sentito bene…e dissi “scusa”
Mamma: mi sono ficcata dentro il collo della bottiglia di bagnosciuma per godere, non resistevo, l idea che un altra donna ti faceva godere mi dava una tale rabbia ma nel contempo ero tutta un lago e poi l acqua calda, cercavo di non pensarci ma il tuo cazzo era sempre li e non ce lho fatta piu e mi sono masturbata come una pazza…
Io mi sedetti sul borde della vasca e iniziai a insaponare in maniera dolce e leggera i suoi grandi seni, sfiorando i capezzoli
Lei poso il libro e la sigaretta e mi disse che volevo fare
io scesi un po piu giù con la mia mano tra le sue cosce strette che mi fecero subito strada aprendosi, mi fermai nel suo boschetto e risalii ma la sua mano mi blocco e mi porto sulla sua figa…
Misi un dito dentro e poi due e lei uso la mia mano come un fallo finto. si masturbava con le mie dita dentro, socchiudendo gli occhi, alzando il mento e iniziando a leccarsi le labbra
Dio quando adoravo quel suo modo di manifestare la sua voglia di godere.
La masturbavo o meglio, le si masturbava con la mia mano e con l altra iniziai a non dar tregua ai capezzoli…
Si alzo inpiedi davanti a me, con tutta la schiuma che la ricopriva..in tutta la sua bellezza e sensualità..tutta bagnata e gocciolante in preda alle furie dell eccitazione, ancora avevo le dita dentro di lei.
usci iniziando a limonarmi furiosa e cercando con le mani di liberare il mio cazzo.
figurati se non trovava un palo duro come il ferro.
Si giro aggrappandosi al lavabo e dicendo solo “scopami, dai, scopami”…
Con la mano gia a pecora si porto il mio cazzo tra le labbra strofinandolo sul clitoride. Pulsava come un cazzo. era eccitatissima..la bottiglia del bagnoschiuma non doveva averla soddisfatta..
Puntai un po piu sopra, l occasione fa l uomo ladro ed era ad altro che miravo..con tutto quel sapone non fu difficile. la penetrai nel culo.
Lei con una mano si aggrappo nel mio fianco per frenare il mio entusiasmo dicendo “sei un figlio di buttana, fai piano che ce lhai troppo grosso, mi scassi”
Io di mio con molta delicatezza spingevo piu che potevo, dovevo entrare anche al costo di sfondarla e cosi fu. appena il glande si fece strada arrivai tutto dentro e iniziai la mia danza. stantuffavo senza sosta cercando di fargli male…volevo farla camminare carponi per 2 giorni. dargli un assaggio della mia mascolinità e della mia superiorità rispetto agli altri uomini che prima di me erani entrati.
Lei gridava e si tratteneva, mi diceva che si sentiva strappare tutta ma non voleva che mi fermavo, con la mano ancora nel mio fianco mi dava il ritmo e gli urli trattenuti di dolore iniziavano a farsi ansimi di goduria
Godeva, godeva e mi incitava. Forza brutto bastardo, spaccami, scopami…sei un figlio di buttana, un cavallo fottuto…ti stai inculando tua madre porco degenerato, stai sfondando il culo di tua madre figlio di buttana, dai, ora che è largo colpisci piu forte…entra pure i coglioni se riesci…fottimi alla grande, sto godendo come un animale, sei un porco. hai un cazzo assurdo dai….
tutto quel parlare aveva generato in me una forza spinale che mi costringeva a sbatterla, sbatterla forte e dopo 10/15 minuti, grondante di sudore iniziai a rallentare per sborrare…
Lei mi proibi di farlo nel culo, non voleva, gli veniva lo schifo che poi colava quell intruglio marrconcino per ore e usci il cazzo girandosi e mettendosi in ginocchio..
Voleva che gli sborravo sulle tette…chiuse gli occhi e inizio ad offrirmi le tette dicendo, riempi la mamma, dai brutto bastardo che mi hai spaccato il culo. sei un porco, un figlio di bagascia, come è stato rompere il culo a tua madre? tua madre è una rotta in culo, vero?
Venni in silenzio ma fu una tale goduria che quel gesto sembro infinito.
Colai lava calda sulle tette di mia madre ormai asciutte mentre lei le dimenava sotto il mio uccello..
non capii nulla in quel momento

roccoroccorocco@alice.it

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Autore Pubblicato il: 8 Settembre 2021Categorie: Racconti erotici sull'Incesto0 Commenti

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