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Cinzia è carina, ha 23 anni ed insegna nuoto, proprio come me.
Non l’avevo mai notata prima, ma da quando ci hanno dato gli stessi turni ho avuto l’occasione di conoscerla, ed ogni tanto, finito il turno, anche di andarci a mangiare insieme. È carina, ma più che carina, un tipo, davvero intrigante e spesso mi sorprende. La cosa che mi ha colpito è quando mi parla di sua madre come la sua migliore amica. Forse questo è dato anche dal fatto che sua madre ha 39 anni, ed è ancora davvero una bella ragazza. Si! Si può ancora chiamare ragazza, visto che non essendosi mai sposata, forse non è mai diventata una signora. Poi ha una sorella di 16 anni che è più carina di lei.
Inizia l’estate e così il pomeriggio ne approfitto per andare lì un po’ prima a prendere il sole. Cinzia mi fa compagnia, ed ormai penso che tra noi inizi ad esserci qualcosa di più che amicizia. Mi faccio coraggio e la invito a fare una escursione sui colli con me. Cinzia rifiuta e mi spiega che era dispiaciuta ma aveva promesso a sua madre ed a sua sorella di andare al mare con loro. Speravo mi invitasse e ci rimasi un po’ male, soprattutto mi venne il sospetto che sua madre fosse solo una scusa. Sapevo dove sarebbe andata al mare e stranamente andava in un posto imbucato ma molto bello e frequentato pochissimo, perché scomodo da raggiungere. Così quel giorno, munito di binocolo, mi imbarcai con lo scooter per farmi traghettare a Pellestrina. A manetta percorsi l’unica strada che mi portava a destinazione. Dopo aver passato il paese, la strada si fece deserta. Proseguii, fino a quando non intravidi la macchina di Cinzia parcheggiata all’ombra di alcune piante che quasi la nascondevano. Cercai un posto dove nascondere lo scooter e chiuderlo. Presi dallo zaino il binocolo, me lo misi a tracolla e cercando di non farmi vedere cercai di avvicinarmi a loro. Trovai una bella postazione dietro una duna di sabbia, dove mi appostai ed iniziai a guardare. Cavoli!!! Erano appena arrivate, cribbio, avevo proprio rischiato che mi vedessero. Ero contento perché era lì proprio con sua madre e sua sorella e non con qualcun altro. Le guardai mentre sistemavano gli asciugamani. Sua sorella si mise in costume e si tuffò in mare. Sua madre si sfilò il tubino, si sedette e si mise in topless. Cavoli, era davvero ancora bella. Cinzia aveva il costume intero, si sedette vicino a sua madre e le spalmò la crema sulla schiena. La madre poi si girò ed iniziò a spalmare la crema sulle spalle di Cinzia, che guardandosi attorno titubante lasciò scendere prima le spalline e poi tutto il costume e lo arrotolò in vita, lasciando così il suo bel seno all’aria. Intanto in me l’erezione si faceva grande. Aveva il segno del costume intero, e mi fece impazzire quando iniziò a spalmarsi la crema sul seno. Sua sorella intanto le raggiunse e in piedi, rivolta al sole per asciugarsi meglio, si tolse il pezzo di sopra rimanendo in topless anche lei. Sua sorella era stupenda, sempre in piedi prese il pettine ed iniziò a pettinarsi i lunghi capelli biondi. Io intanto continuai a guardare quello stupendo quadretto di famiglia. Purtroppo il tempo è tiranno e quando si sdraiarono al sole tutte e tre ne approfittai per allontanarmi. Ripresi lo scooter e ritornai a casa a fare le mie commissioni.
Il giorno dopo la rincontrai in piscina, ero arrivato lì almeno un’ora prima del nostro turno. Lei arrivò poco dopo, si sedette vicino a me, prese dal suo zaino un reggiseno di un costume e senza togliersi la maglietta si abbassò il costume intero e si mise il reggiseno. Io cercai di non guardarla troppo e poi quando si sdraiò vicino a me mi chiese dell’escursione. Le dissi, con tono scherzoso da bambino offeso, che a farla da solo non c’era gusto. Lei si avvicinò, mi accarezzò con finta compassione la testa e mi diede un bacio sulle labbra. Rimasi sconvolto, ma ero alle stelle. La riguardai e la baciai di nuovo, con più passione. Ad interromperci fu il rumore del fischietto che segnalava l’inizio del nostro turno. Ci separammo con dispiacere ed andammo a fare la nostra lezione. Eravamo un po’ sconvolti, infatti durante la lezione mi incantavo spesso a guardarla, ed ero felice di incrociare il suo sguardo. Finita la lezione, tornammo ai nostri asciugamani e con un po’ di imbarazzo rimanemmo in silenzio, forse per paura di dire qualcosa di scontato che potesse rovinare tutto. Le chiesi se le andava di uscire con me quella sera. Lei accettò, così la salutai e me ne andai. Arrivò la sera ed emozionato la andai a prendere. Sua sorella alla finestra aspettava il mio arrivo. Non feci in tempo a parcheggiare la macchina che si aprì il cancelletto e la vidi uscire. Non l’avevo mai vista tirata e la cosa mi sorprese, la trovai bellissima. Salì in macchina, mi diede un bacio sulle labbra e partimmo per andare al Banny un locale dove suonano bella musica. Quella sera c’era musica latino-americana. Ordinammo da bere ed iniziammo a parlare del più e del meno ed a scherzare. Poi senza accorgermene ci trovammo a parlare di noi e dei nostri valori e senza essere esplicita, capii che voleva prendere seriamente la nostra storia e io contento della cosa cercai di convincerla delle mie buone intenzioni. Uscimmo da quel locale felici, ed arrivati davanti a casa sua la salutai dopo esserci baciati a lungo. Per alcuni giorni andammo avanti così, poi la piscina per il periodo di ferragosto chiuse i corsi e così ci trovammo a pianificare le nostre ferie. Visto che i soldi mancano sempre, optammo per il campeggio e definimmo tutto. La sera stessa mi telefonò, dicendomi che per le vacanze c’era un problema, io preoccupato pensai già al peggio, ed invece, sua madre le aveva posto come condizione la presenza di sua sorella con la sua amica del cuore. Io che mi ero immaginato con lei sulle spiagge isolate della Sardegna, dovetti ridimensionare la cosa. Dovetti procurarmi anche una tenda in più. Comunque alla fine, dopo essere andato anche a cena da loro perché sua madre voleva conoscermi, riuscimmo a partire. Arrivammo con il traghetto a Cagliari, dove ci fermammo a pranzo da un nostro amico e proseguimmo per la nostra destinazione. Arrivammo al campeggio che ormai era sera e mentre io e Cinzia montavamo le tende le due signorine andarono a fare la spesa. Facemmo due passi per il campeggio e la spiaggia. Era tutto stupendo. Più tardi, mentre io cucinavo, loro andarono a farsi la doccia. Preparai mezzo chilo di pasta al sugo, visto che non avevo voglia di fare altro. Quando tornarono stesero il costume e mentre Cinzia entrò in tenda a cambiarsi, Silvia e Marta vennero a controllare quello che stavo cucinando. Silvia si sedette nel seggiolino da campeggio davanti al fornello ed iniziò a mescolare il sugo e Marta entrò nella tenda per cambiarsi. Mi avvicinai a Silvia per regolare la fiamma del fornello e quando mi rialzai mi accorsi che il suo accappatoio lasciava intravedere il suo bellissimo seno. Mi fermai un po’ a guardarlo e poi le chiesi una mano per scolare la pasta. Ci spostammo, lei teneva lo scolapasta ed io la pentola. Iniziai a scolare e lei per difendersi dal vapore fece un movimento strano, che le allentò la cintura dell’accappatoio, che si aprì. Io feci finta di niente e continuai a scolare la pasta e quando il vapore salì riuscii a vederle il suo bellissimo sesso biondo. Lei se ne accorse, ma con indifferenza versò la pasta nella pentola ormai vuota e dopo aver appoggiato lo scolapasta si richiuse l’accappatoio ed andò a cambiarsi. Mentre versavo il sugo Cinzia e Marta uscirono dalle tende e si sedettero per mangiare. Silvia ci raggiunse poco dopo ed iniziammo a mangiare. Dopo esserci riempiti e dopo aver fatto fuori una bottiglia di vino andai a farmi una doccia calda, mentre loro lavavano i piatti. Al mio rientro avevano già sistemato tutto e raggiunsi Cinzia nella tenda. Stava già dormendo ed era bellissima. Indossava una canottiera a costine e un paio di mutandine bianche candide. Mi tolsi l’accappatoio e dopo essermi messo i boxer mi addormentai vicino a lei. Sinceramente me l’aspettavo diversa la prima notte insieme, ma comunque forse era meglio così. La mattina entrò nella tenda Silvia a svegliare sua sorella. Feci finta di non accorgermene e sentii che le diceva che loro andavano alla spiaggia. Quando Silvia uscii, mi girai ed abbracciai Cinzia. Mi diede il bacio del buongiorno ed uscì a prendere i costumi. Entrò e mi diede le spalle e si mise il costume. Riuscii a intravederle solo il seno oltre al magnifico sedere. Io mi stiracchiai e mi tolsi i boxer e mentre lei si girava verso di me finii di indossare il costume da bagno. Quel due pezzi non le stava molto bene, soprattutto il reggiseno a balconcino che a me non piace. Arrivati alla spiaggia trovammo Marta e Silvia distese con la schiena al sole. Ci sistemammo vicino a loro. Cinzia si sdraiò di schiena, io presi la crema solare e gliela spalmai massaggiandola. Le staccai il reggiseno e glielo sfilai, visto che le stecchette le davano fastidio. In quel momento mi accorsi che Silvia, che stava distesa a pancia in giù, non aveva il pezzo sopra del costume come invece Marta. Quando finii di spalmare la crema a Cinzia, anche Silvia mi chiese lo stesso trattamento. Io guardai Cinzia, che annuì ed accettai. La mia eccitazione stava salendo al massimo, perché mentre massaggiavo il corpo stupendo di sua sorella, Cinzia si girò ed iniziò a spalmarsi la crema sul seno. Finii in fretta perché non stavo capendo più niente e corsi in acqua. Marta si allacciò il reggiseno e mi raggiunse e così anche Cinzia che mi venne incontro in topless e di corsa facendo ondeggiare così il suo bel seno. Solo più tardi ci raggiunse anche Silvia, in rigoroso topless. Giocammo un po’ a pallavolo in acqua, ed il muoversi di quei seni mi rendeva la cosa davvero difficile. Non resistetti e mi avvicinai a Cinzia, la abbracciai ed iniziammo a baciarci, lasciando Marta e Silvia a giocare tra loro. La pressione del suo seno sul mio petto mi fece impazzire, e raggiunta l’acqua un po’ più alta iniziai a percorrerle il corpo con le mie mani sempre più assetate delle sue curve. Ci impiegai un po’, ma alla fine l’acqua gelata riuscì a placare i miei bollenti spiriti e risalimmo per stenderci al sole. Mangiammo in spiaggia un panino e solo verso sera, dopo aver visto il sole spegnersi sul mare, ci avviammo alle docce. Incredibile, ma c’era la coda! Aspettammo un po’ e per far prima Silvia e Marta entrarono insieme nella doccia e poco dopo anche io e Cinzia. Quando fummo dentro aprii l’acqua e ci spogliammo. Era la prima volta che la vedevo completamente nuda, ed il suo sesso curato alla perfezione mi piaceva. Ci insaponammo a vicenda e l’erezione immancabilmente scattò. Cinzia era divertita dal mio pene eretto e si divertiva a insaponarlo. Io ero troppo preso dal piacere e dal suo seno, che smettemmo di insaponarci ed iniziammo a baciarci. Ma i baci non ci bastavano più, lei scese con la mano mi afferrò il pene ed iniziò a masturbarmi, ed io la ricambiai, portai le mie tremanti dita sul suo clitoride ed iniziai a toccarla. Il piacere ci pervase subito, la foga pure. Non so come riuscii a resistere dal penetrarla lì ma quando venni ero la persona più felice del mondo. Ci coccolammo ancora finché ogni bollente spirito terminò. Ci mettemmo l’accappatoio ed andammo alla tenda. Cinzia si fermò per chiedere a sua sorella ed a Marta cosa volevano per cena e poi mi raggiunse nella tenda. Ci cambiammo ed esausti e con nessuna voglia di cucinare ce ne andammo tutti e quattro a mangiare una pizza. Quella sera Marta era sensuale, indossava una camicetta bianca di cotone con sotto nulla. Ma il fatto che la rendeva sensuale era che si vedeva in trasparenza il suo seno con il segno dell’abbronzatura ed il capezzolo prorompente. Anche Cinzia non aveva il reggiseno, ma aveva una maglietta girocollo che la rendeva ugualmente bella. Silvia invece aveva una magliettina aderente con una gonnellina corta, di quelle larghe che metteva in risalto le sue belle gambe. Dopo la pizza andammo a fare due passi per il paese lì vicino, ad assistere allo struscio. La cosa che mi stupì fu che Marta e Silvia non avevano interesse a conoscere ragazzi, tutti quelli che provavano a conoscerle erano immediatamente respinti. Pensai che forse era per la presenza nostra, o perché le piaceva fare quelle che se la tirano e non ci pensai. Dopo un mega-gelato ed aver ascoltato un po’ di musica, al salire del vento rientrammo. Silvia e Marta camminavano davanti a noi e le sentivo ridere tra di loro. Mi accorsi solo con una folata di vento un po’ più forte che Silvia indossava sotto solo un minuscolo perizoma, lasciando così vedere il suo fantastico sedere. Rientrammo al campeggio che erano ormai le due ed in silenzio entrammo nella tenda. Andai al bagno e mentre tornavo vidi uscire in mutandine e camicetta Marta dalla tenda, dove dentro invece c’era Silvia distesa e completamente nuda. Feci finta di niente, ma la nudità di Silvia mi aveva eccitato, e parecchio. L’immagine del suo seno con il suo sesso biondo mi facevano impazzire. Cavoli ero in vacanza con tre ragazze, delle quali due erano quasi completamente disinibite. Entrai in tenda, mi avvicinai a Cinzia, la accarezzai ed iniziai a toglierle la canottiera che usava per dormire, presto anche lei iniziò a percorrere il mio corpo, mi tolse le mutande ed afferrò il mio pene. Quando sentii che era bagnata mi avvicinai col mio pene al suo sesso. La mia voglia di penetrarla era immensa, ma lei mi fermò chiedendo il preservativo. Cazzo, non ne avevo!. Cinzia capì la mia voglia enorme e per placarla scese con la bocca su mio pene e me lo lavorò fino a quando non venni. Non potevo non ricambiare quel suo gesto d’amore e scesi con i miei baci fino al suo sesso, iniziai a giocare con la mia lingua con il suo clitoride, mentre un dito della mia mano lentamente risucchiato dalla vagina la penetrava. La sentii godere molto e continuai fino a quando esausta anche lei venne. Ci addormentammo subito dopo tutti e due nudi ed abbracciati. La mattina seguente Silvia entrò come al solito nella tenda, e nonostante fossimo nudi svegliò Cinzia per sapere cosa avevamo intenzione di fare. Cinzia le disse di aspettare e mentre io feci finta di svegliarmi Silvia uscì. Cinzia mi diede il bacio del buongiorno, chiedendomi qual era il programma della giornata. Decidemmo di prendere l’auto e di andare un po’ all’avventura alla ricerca di qualche paradiso incantato. Guardai bene una foto ingrandita dal satellite del posto dove eravamo noi, e mi accorsi che ad una decina di chilometri doveva esserci una spiaggetta bellissima, anche se forse irraggiungibile per la scogliera che la circondava. Decidemmo di provare. Salimmo in macchina tutti e quattro e ci recammo sul posto. La spiaggia sembrava inaccessibile, la scogliera intorno era alquanto impervia. Decidemmo di proseguire, ma ci fermammo poco dopo vedendo un sentierino quasi invisibile che portava al mare. Parcheggiammo la macchina lì vicino ed iniziammo a percorrerlo. Era davvero impervio e alcuni arbusti spinosi rendevano la cosa difficile, ma senza perderci d’animo dopo venti minuti sotto il sole arrivammo in questa spiaggetta. Eravamo soli, una spiaggetta solo per noi. Ci sistemammo e ci facemmo il bagno per rinfrescarci dalla calura. Cinzia era in topless e Silvia era incredibilmente bella con un perizoma minuscolo che le copriva giusto il suo sesso. Marta invece aveva incredibilmente il costume intero. Io e Cinzia ritornammo subito a stenderci al sole, mentre Silvia e Marta erano ancora in acqua. Quando vidi Silvia rientrare di corsa, guardando il movimento ipnotizzante dei suoi capezzoli, non riuscii a trattenere l’erezione. Così mi distesi prono a prendere il sole con Cinzia che mi spalmava la crema. Quando si distesero, Marta rimase col costume intero. Silvia iniziò a stuzzicarla e provava ad abbassarle il costume, ma Marta resisteva. Mi stavo eccitando ancora di più, soprattutto perché ero ormai riuscito a vedere il seno bianco candido di Marta. Alla fine Silvia vinse e Marta si abbassò il costume arrotolandolo fino alla vita e si spalmò la crema solare con l’aiuto di Silvia. Cazzo, io al mare con tre ragazze in topless. Non lo avrei mai immaginato. Riuscii a placare l’erezione, e mi girai supino. Non ricordo in base a cosa ma arrivarono a parlare di uomini e lo facevano da superdonne, cioè da donne superiori a tutto e quindi anche agli uomini. Praticamente stavano facendo di quei discorsi maschilisti che di solito fanno gli uomini. Cercai di difendere la categoria degli uomini ma erano in tre contro di me. Mi arresi ed andai in acqua. Loro mi raggiunsero subito. Eravamo nell’acqua alta e per fare un dispetto a Cinzia che non aveva preso la mie difese, le tolsi gli slip, e corsi verso il bagnasciuga. Lei senza problemi mi rincorse nuda e quando mi raggiunse non pensò minimamente a riprendersi gli slip, ma bensì a togliere i miei. Cercai di fare resistenza, soprattutto perché mi divertivo a lottare con lei nuda, ma subito dopo arrivarono anche Silvia e Marta che mi immobilizzarono. Non feci più molta resistenza, così Cinzia riuscì a togliermi il costume correndo via, lasciandomi nudo sotto gli occhi di Silvia e Marta. Mi lasciarono e nudo mi misi a rincorrere Cinzia, mentre Silvia e Marta ridevano. Riuscii a raggiungerla e nudi cademmo sul bagnasciuga. Dopo aver lottato ed esserci dati un bacio al gusto di sabbia ci spostammo nell’acqua più alta per pulirci, ed anche Marta e Silvia ci seguirono. Proposi a Cinzia di aiutarmi nella vendetta e ci avvicinammo a Silvia per toglierle il costume. Io la afferrai per le braccia e Cinzia le sfilò il perizoma e lo lanciò distante. Nella lotta ne approfittai per toccare quel seno stupendo e sodo. E subito dopo toccò a Marta, che oppose maggiore resistenza. Rimasi stupito quando per sbaglio passai con la mia mano sul suo seno, per la durezza del suo capezzolo. Ormai eravamo tutti nudi e dopo aver giocato a tirarci sott’acqua risalii. Quel bagno era stato stupendo, tutti nudi in acqua e sentire i loro corpi nelle mie mani era stato davvero eccezionale. Mi guardai intorno e visto che non vedevo il mio costume, mi distesi prono al sole, anche per mascherare la mia erezione. Cinzia e Silvia mi raggiunsero subito e anche loro rimasero nude al sole. Marta cercò per un po’ il suo costume, ma si arrese rimanendo anche lei nuda. Il sesso riccioluto e rosso di Marta era davvero intrigante, così come il suo seno bianco ed il suo capezzolo che a parte gli scherzi avrà misurato un centimetro. Dopo essermi scaldato andai in acqua alla ricerca dei costumi e quando li ritrovai risalii, li mettemmo ad asciugare, ma ormai nessuno di noi pensava più a metterseli. Rimanemmo nudi anche per mangiare. Dopo mangiato eravamo tutti lì al sole, quando senza che ce ne fossimo accorti vidi Silvia che ci stava scattando delle foto. Marta quando se ne accorse iniziò a coprire le sue parti intime e Silvia la stuzzicava, cercando invece di fotografarla nuda. Cinzia rideva, io mi avvicinai e la baciai con foga e solo quando mi staccai mi accorsi di essere in erezione. Con indifferenza mi girai prono e cercai di rilassarmi. Tornammo che erano le quattro, ma eravamo esausti e ci fermammo nel paese a fare spese. Ci dividemmo i compiti e ne approfittai per entrare in farmacia e comprare dei preservativi. Dopo aver comprato anche la frutta arrivai al punto di incontro e le trovai che stavano guardando una bancarella di roba da vestire. Convinsi Cinzia a prendere un minuscolo perizoma, che piacque anche Silvia che se ne prese uno e convinse anche la timida Marta. Rientrammo alla tenda, prendemmo gli accappatoi ed andammo a farci la doccia. Io e Cinzia eravamo di nuovo nudi insieme, ed il suo corpo mi fece impazzire, solo che questa volta mi chiese di resistere e non ci masturbammo. Mangiammo a lungo, ma la mia eccitazione non finiva, visto che poi anche Silvia e Marta erano vestite con delle magliettine corte con niente sotto, che con alcuni movimenti lasciavano scoprire il loro seno. È incredibile, dopo esser stato tutto il giorno con loro nude, il fatto di intravedere il loro seno, mi intrigava. Finimmo che era ormai mezzanotte e mi ritirai nella tenda con Cinzia. Appena entrai mi tirò a se e mi tolse i pantaloncini e le mutande. Lei era completamente nuda. Afferrò il mio pene, iniziò a masturbarmi con la sua bocca. In preda al piacere dopo aver assaggiato il suo corpo riuscii a prendere un preservativo ed a passarglielo. Lei sorrise, lo apri e me lo infilò. Poi si sdraiò sopra di me, prese il mio pene e lo guidò all’interno della sua vagina. Quando sentii il calore del suo anfratto avvolgere il pene il mio piacere si fece enorme e facemmo l’amore senza riserve, a lungo e con foga, senza preoccuparci di soffocare i gemiti di piacere. La mattina presto svegliai Cinzia, dovevamo partire per andare a visitare un altro posto a duecento chilometri a nord. Il campeggio era deserto, tutti stavano ancora dormendo e l’aria fresca del mattino era davvero piacevole. Mentre Cinzia faceva il caffè andai a svegliare Marta e Silvia. Aprii la cerniera della tenda e le trovai tutte e due nude. Non sapevo cosa fare e rimasi li a guardarle. Silvia era bellissima, su di un fianco e Marta supina. Percorsi con lo sguardo i loro corpi e mi decisi di svegliare Silvia. Le mossi una gamba, ma niente, insistetti e finalmente mi badò. Non pensò minimamente a coprirsi e dopo qualche smorfia si girò verso Marta, le accarezzò il corpo fino a svegliarla col bacio del buongiorno. Io intanto mi ero allontanato, lasciando la tenda aperta e le vidi indossare una maglietta lunga ed uscire. Bevemmo il caffè e smontai la mia tenda che era quella più grande e lasciammo lì quella dove dormivano Silvia e Marta, per non perdere la piazzola e per non portarci via tutta l’attrezzatura. La strada non era delle migliori e ci impiegammo un bel po’. Infatti dopo quattro ore arrivammo nel luogo prescelto. Dalla strada panoramica si rimaneva incantati dalle spiagge e dagli isolotti. Arrivammo in un campeggio in riva al mare e dopo aver sbrigato le solite cose montai la tenda, finché loro andavano a farsi il bagno. Feci presto e quando le raggiunsi, le trovai tutte e tre con il mini perizoma che avevano comprato. Erano carine, tutte e tre con lo stesso perizoma, sembravano una squadra o qualcosa del genere. La spiaggia del campeggio era affollata, ma loro tre erano le più belle. La voglia di un posto più tranquillo ci portò a noleggiare una di quelle barchettine stupide che al massimo e con vento a favore faranno 2 all’ora, e andammo lungo costa alla ricerca di spiagge più tranquille. Era un piacere prendere le onde, per far sobbalzare i loro seni e finalmente arrivammo in un isolotto che aveva un insenatura di ghiaia. Ci avvicinammo e scendemmo. Stesi il mio asciugamano, mi misi nudo e così fece Cinzia. Poco dopo anche Silvia e Marta si unirono a noi. Ormai non facevo più caso alle mie erezioni, che a parte qualche sguardo di Marta, non sembravano turbare. Con maschera e pinne girammo intorno all’isolotto, ed al nostro ritorno trovammo un gommone ancorato vicino alla nostra barchetta, ma nessuno nei paraggi. Rimanemmo nudi al sole e quando vidi la boa dei sub capii dove fossero. Quando si avvicinarono per risalire Marta indossò il perizoma, io coprii le mie intimità con un asciugamano, mentre Cinzia stava dormendo prona e Silvia noncurante girava nuda. Solo quando si tolsero la maschera vidi che erano una coppia, una ragazza ed un ragazzo. Lui si tolse le bombole e la muta ed aiutò lei a liberarsi delle bombole. Rimasi incantato quando lei abbassò la cerniera della muta ed aprendola lasciò esplodere i suoi enormi seni all’aria. Ci chiesero quasi sottovoce scusa dell’intromissione ed io sorrisi. Rimisero l’attrezzatura nel gommone e quei rumori svegliarono Cinzia, che per un attimo si trovò smarrita, ma quando vide sua sorella nuda e me sorridente si tranquillizzò e rimase nuda a guardare. Marta intanto aveva preso i panini ed aveva iniziato a farcirli. Cinzia e Silvia andarono a darle una mano. Dopo aver messo via l’attrezzatura molto gentilmente lui mi chiese se potevano fermarsi anche loro sull’isolotto o se davano fastidio. Non ci credevo, era veramente gentile, chiunque altro se ne sarebbe sbattuto e si sarebbe fermato. Dopo averlo guardato in faccia e dopo aver riguardato i seni della sua ragazza decisi di accettare. Si misero il più distante possibile, ma su quella piccola distesa di ghiaia, erano sempre vicini. Lui si mise presto nudo e quando lo vidi non mi feci più riguardo nel coprire le mie intimità e raggiunsi le altre per mangiare. Anche lei dopo poco si mise nuda, cosa che doveva fare normalmente, perché la sua abbronzatura era integrale. Una cosa mi stupì, il suo sesso era completamente depilato. Rimanemmo li in compagnia tutto il pomeriggio e verso la sera rientrammo. Arrivati al campeggio andai ad ordinare da mangiare alla rosticceria per asporto e siccome la roba si andava a ritirare dopo una certa ora, raggiunsi le ragazze alle docce. Cinzia e Marta erano entrate insieme, visto che Silvia aveva perso il turno perché era tornata indietro a prendere il balsamo. La coda era abbastanza lunga e così quando Silvia entrò mi chiamo perché entrassi con lei. Rimasi titubante un attimo con la gente che mi guardava e per non fare figure entrai. Si tolse l’accappatoio e me la trovai nuda davanti a me. Mi spogliai anch’io tra mille dubbi. Entrammo sotto l’acqua ed iniziai a farmi lo shampoo. Lo spazio non era molto e spesso il contatto con il suo corpo mi eccitava. Mentre facevo ancora lo shampoo lei iniziò ad insaponare il mio corpo, senza trascurare niente. Quando arrivò sul mio pene l’erezione fu istantanea e lei con molta sicurezza, me lo pulì per bene. Stavo impazzendo e la abbracciai andando a sciacquarmi i capelli sotto il getto d’acqua. Presi il sapone ed iniziai a percorrerle il suo corpo, i suoi seni, il suo sedere. Ormai non mi chiedevo più cosa cazzo stavo combinando, ormai l’eccitazione mi aveva fatto perdere il controllo. Mi tolse le mani al suo seno e mi passò lo shampoo, ed iniziai a lavarle la testa, mentre lei si inginocchiò, prese il mio pene ed iniziò a leccarlo, fino a lavorarmelo con tutta la bocca. Non capivo più niente e a fatica riuscivo a lavarle i capelli. Non resistetti a lungo e le venni in bocca. La sentii ingoiare il seme senza toglierlo dalla sua bocca. Rallentò e continuò ancora un po’, poi si alzò, si sciacquò i capelli e mi disse che sicuramente non avevo un futuro come parrucchiere. Poi prese il balsamo ed iniziò a massaggiare i suoi capelli. Poi me lo passò e mi disse di metterglielo lì sul sesso. Io ormai succube della sua veemenza, obbedii, iniziai a stenderle il balsamo sul sesso, scendendo con le sue mani fino al clitoride. Lei prese il balsamo, me ne versò un po’ in testa e me la spinse giu. Divaricò le gambe in modo che potessi avvicinarmi meglio, ed iniziai a baciarle le sue seconde labbra. La spinsi sotto il getto d’acqua e con la mia lingua iniziai a giocare con il suo clitoride. Le stava piacendo e lo capivo da come muoveva le sue mani sulla mia testa. Dopo aver percorso con le mani le sue cosce, iniziai a penetrarla con un dito, ma il suo sesso sembrava ampio e così dopo aver provato con due arrivai a tre vedendola finalmente perdere il controllo. Continuai finché non venne, lasciando andare un piccolo gemito di piacere, subito soffocato visto che nelle altre docce c’era gente. Rimanemmo un po’ abbracciati sotto la doccia a rinfrescarci e ci baciammo. Quando uscimmo non sapevo più cosa dire, ed avevo paura per quello che poteva succedere con Cinzia. In fin dei conti le volevo bene e mi sentivo di averla tradita, ma quando arrivai alla tenda, la trovai nuda distesa con Marta in un mitico 69. Mi sentii strano, quasi se così quello che era successo con Silvia fosse giustificato. Non si fermarono, anche perché probabilmente non se ne erano accorte. Silvia mi tirò da parte, si tolse l’accappatoio e nuda si infilò in tenda facendo cenno di seguirmi. Prese Marta, la tirò a se ed io mi sedetti vicino a Cinzia, che sconvolta da tutto si mise a piangere e mi abbracciò. Silvia prese il mio pene e finché Marta riprese a toccare Cinzia riprese a lavorarmelo con la bocca. Ci lasciammo andare presto al piacere e quando la mia erezione fu piena Silvia mi mise un preservativo. Silvia spostò Marta ed io e Cinzia iniziammo a fare l’amore con foga e dolcezza, quasi per sfogarci di quella strana situazione. Silvia e Marta intanto iniziarono a masturbarsi a vicenda di fianco a noi. Ma ero troppo preso da Cinzia per accorgermi che loro erano lì di fianco. Continuai a lungo ed a tratti sia io che Cinzia piangevamo. La sentii raggiungere più orgasmi, e finalmente dopo un grosso sforzo fisico, riuscii a venire. Ci baciammo a lungo e ci addormentammo esausti e stretti. Ci svegliò Marta che era andata a prendere l’ordinazione fatta in rosticceria. Con Cinzia ci guardammo a lungo senza dire una parola e capii che dovevamo parlare. Dopo aver mangiato, in pieno silenzio, dove solo Silvia e Marta erano sorridenti andammo sulla spiaggia ed iniziammo a parlare. Parlammo e ci studiammo a lungo, e decidemmo nonostante il nostro amore che in quelle vacanze ci saremmo lasciati andare alle nostre emozioni e sensazioni, senza però coinvolgere altri oltre a noi quattro. Lei mi confessò che fin dall’adolescenza era molto attratta anche dalle donne, forse perché sua madre era lesbica, ma mi spiegò che però io le piacevo davvero. Io d’altronde le confessai che la bisessualità in una donna mi eccitava. Mi spiegò che anche sua sorella era bisessuale e spesso avevano avuto rapporti con le stesse amiche. Le dissi di quello che era successo con sua sorella e lei sorrise con un cenno di comprensione, mi baciò e rimanemmo a lungo a fissare le stelle, godendoci quel momento di intimità spirituale.
Due anni dopo io e Cinzia siamo una bella famiglia con due bambini stupendi.

Autore Pubblicato il: 12 Giugno 2022Categorie: Racconti Erotici0 Commenti

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