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Mi chiamo Tino, ho 40 anni, non sono particolarmente bello e sono professore di matematica in un liceo della mia città di nascita. Mi piacciono le donne, ma non sono mai stato un maniaco, in particolare non ho mai perso la testa per le ragazzine, ho sempre pensato che le donne mature siano decisamente più interessanti, ed infatti ho sposato una donna di alcuni anni più vecchia di me, che tutt’oggi amo e desidero moltissimo. In oltre 10 anni d’insegnamento molte sono state le classi che si sono avvicendate, centinaia di ragazzine ne hanno fatto parte, belle, brutte, simpatiche o meno, maliziose o caste, ma non mi è mai capitato d’interessarmi ad una di loro. Mai sino all’arrivo di Lara. Lara, figlia di un funzionario statale recentemente trasferito nella nostra città, diciassette anni non ancora compiuti, alta, capelli biondissimi, viso angelico, tettine piene e perfettamente modellate, lunghe gambe da modella e due chiappe giovani e tonde. Lara mi ha stregato. Ma sto precipitando le cose ed invece voglio raccontarvi esattamente ciò che mi è capitato. L’arrivo di questa ragazza ha ovviamente sconvolto l’equilibrio della classe, tutti i ragazzi si sono ritrovati alle prese con una continua tempesta ormonale e ben presto Lara si è ritrovata perennemente circondata e seguita da un nugolo di ragazzini eccitati, tutti presi nel disperato tentativo di far colpo su di lei. Mi ricordo che in quei giorni guardavo la cosa con divertito distacco, cercando di giudicare il possibile impatto sul normale andamento della classe e d’individuare i giusti interventi correttivi. Naturalmente questo esagerato interesse dei ragazzi non poteva che creare un’aperta ostilità delle ragazze, in particolare delle più carine che, prima corteggiate continuamente, si ritrovavano spodestate dalla nuova venuta. Per quanto facessi non riuscivo a modificare la situazione, anche perché Lara non collaborava. Più volte avevo cercato di spiegarle che doveva aiutarmi a mantenere nella classe un clima più amichevole, avevo cercato di suggerirle abbigliamenti meno appariscenti, ma avevo sortito solo l’effetto contrario. Lara si divertiva a stuzzicare i ragazzi ed indossava vestiti sempre più osé, gonne microscopiche o pantaloni aderentissimi, camicette sottilissime indossate senza reggiseno. Dopo mille vani tentativi, in occasione di uno dei tradizionali incontri con i genitori, ebbi modo di parlare con la madre. Era la fotocopia della figlia, naturalmente con almeno 20 anni di più, che per discrezione non indagai mai. Vestiva con classe e raffinatezza, ma anche in modo molto eccitante e dovetti far ricorso a tutto il mio self-control per risultare assolutamente naturale mentre le parlavo. “Signora, mi dispiace dirle che ho dei problemi con sua figlia, anzi, noi tutti abbiamo dei problemi con sua figlia” esordii “Strano” rispose lei “a giudicare dai voti non avrei detto” rispose lei, senza mostrarsi preoccupata “Non si tratta del profitto, il fatto è che Lara ha creato molte turbative col suo arrivo in classe” dissi io un poco imbarazzato “Di che genere?” domandò lei “Mi scusi la franchezza, ma sua figlia è una ragazzina molto bella, ma anche un poco esuberante, e capisce, i ragazzi…” dissi io sempre più imbarazzato “Conosco i ragazzi, capitava anche a me da giovane” sorrise lei senza scomporsi “Appunto, questo non contribuisce a creare il giusto clima in classe, non potrebbe parlare a sua figlia cercando di convincerla a cambiare un poco il suo abbigliamento, diciamo a nascondersi un poco?”. Attesi una sua risposta, lei rimase qualche istante in silenzio, poi mi sorrise “Caro professore, posso provarci, ma conosco mia figlia e credo sarà fatica sprecata”. Io mi sentii sconsolato “Comunque, proprio perché conosco mia figlia, voglio dirle che a mio parere lei si sbaglia se crede che mia figlia stia divertendosi a stuzzicare i compagni” disse e io la guardai perplesso “Mi scusi signora, ma visto come si comporta non credo ci siano equivoci possibili” le risposi un poco irritato “Guardi che io volevo solo dire che mia figlia s’interessa a qualcun altro, non ai suoi compagni” rispose lei tranquilla “Visto che sembra saperla lunga, mi dica chi” continuai io “Oggi ho visto l’intero corpo insegnante e credo di non aver dubbi, mia figlia sta cercando di provocarla professore” mi disse con un sorriso amabile. Accusai il colpo e la sorpresa “Ma io le assicuro, non ho fatto nulla per…” iniziai a dire spaventato dalla rivelazione “Si tranquillizzi professore, conosco mia figlia e le assicuro che non ha bisogno di alcun aiuto per certe cose” e ridacchiò con aria complice. Ero esterrefatto “Cosa posso fare?” domandai “Non so, non so proprio” rispose lei alzandosi, mi salutò e se ne andò, lasciandomi solo e preoccupato. Non so perché, ma non parlai a mia moglie della cosa e il giorno dopo, non convinto, cominciai a studiare Lara di nascosto, cercando di convincermi che la madre si sbagliava. Dopo alcune settimane d’osservazione mi dovetti arrendere all’idea, la madre aveva veramente ragione. Ogni volta che si accorgeva che la stavo guardando Lara cambiava atteggiamento, si faceva più maliziosa, accavallava le gambe, facendo in modo che la gonna si alzasse offrendomi generosi panorami, assumeva pose che evidenziavano il suo seno, giunse persino a fissarmi apertamente con sguardo languido, leccandosi oscenamente le labbra. Respingevo eroicamente ogni provocazione, ma lentamente quella ragazza mi stava stregando. All’epoca ancora non me ne rendevo conto, ma non mancava ormai molto al momento in cui sarei stato costretto ad arrendermi all’evidenza. Un giorno, era una calda giornata di Maggio, Lara venne a scuola con una minigonna ridottissima ed una T-shirt aderente. Ormai avevo rinunciato ad ogni tentativo di farle cambiare atteggiamento, non le dissi nulla e cercai di concentrarmi sulla lezione guardandola il meno possibile per evitare di rimanerne turbato. Durante la lezione però un ragazzo seduto vicino a lei fece una domanda ed io per rispondere fui costretto a guardare nella sua direzione. Stavo rispondendo alla domanda quando lentamente, fissandomi con il suo sguardo ammaliante, Lara dischiuse le cosce e si rilassò leggermente all’indietro e davanti ai miei occhi si presentò lo sconvolgente spettacolo della sua rosea vagina. Potevo vedere perfettamente ogni dettaglio, le rosee labbra, il rigonfiamento del clitoride là dove si congiungevano, la delicata e rada peluria bionda del pube. Ancor oggi mi domando come abbia fatto a continuare a rispondere, controllando i tremiti della mia voce, mentre il cuore prendeva a battermi all’impazzata ed il membro s’irrigidiva rapidamente sino ad un’erezione completa. La guardavo stregato, incapace di distogliere lo sguardo e vi riuscii solo quando lei richiuse le gambe, mentre sul suo volto compariva un sorrisetto soddisfatto e trionfante. Cercai di calmarmi, di far trascorrere il resto della lezione il più rapidamente possibile ma l’erezione non accennava ad allentare, incominciai ad arrabbiarmi con lei. Quando finalmente la lezione finì, i ragazzi si alzarono per andarsene, era l’ultima lezione della giornata. “Lara, per favore, tu non andare via, vorrei parlarti per due minuti” le dissi mentre gli altri fuggivano dall’aula “Tutto il tempo che vuole professore” rispose con una voce pacata e sensuale, poi si voltò a salutare i compagni. Attesi che l’aula fosse deserta e la vidi chiudere la porta “Ho pensato che preferisse maggior riservatezza” disse con un sorrisetto angelico mentre mi si avvicinava con movenze sensuali, ancheggiando sugli altissimi tacchi. Io rimanevo seduto dietro alla cattedra, per nascondere l’erezione che era sempre evidente sotto ai pantaloni. “Lara, oggi hai esagerato” esordii “Non ti permettere mai più di fare una cosa simile” continuai con voce irritata “A cosa allude professore?” “Da mesi tenti deliberatamente di provocarmi, con il tuo abbigliamento, con i tuoi atteggiamenti, ma oggi hai passato ogni limite” continuai “È vero” rispose angelicamente lei “Ma sino ad ora non ero riuscita a smuoverti, ma vedo che la vista della mia micina è riuscita nel miracolo” e mi sorrise maliziosamente. Mi ero aspettato una reazione diversa di fronte alla mia indignazione, ma quel suo modo di fare sfrontato mi lasciò un attimo interdetto “Vorresti vederla ancora?” disse e con la mani sollevò il bordo della gonna sino a far comparire nuovamente il meraviglioso pube. Mi riscossi “Sei pazza, io sono felicemente sposato, non mi sono mai interessato alle ragazzine, non cerco avventure” dissi con l’intenzione di atteggiarmi ad indignato, ma dalla mia gola uscì solo un gemito soffocato “Parli bene, ma scommetto che il tuo cazzo dice cose diverse” disse lei iniziando ad avvicinarsi. La guardai stupefatto, incapace di muovermi o di dire alcunché. Lei mi giunse a fianco e gettò un’occhiata al rigonfiamento dei pantaloni e ridacchiò soddisfatta “Ho vinto la scommessa “Questo non centra, io…” iniziai a dire, ma lei mi pose le dita sulle labbra zittendomi “Adesso falla finita, stai zitto e non ti preoccupare, ci penso io, tra poco potrai di nuovo alzarti e tornare a casa dalla tua mogliettina” disse in modo sicuro. Rapida si infilò sotto la cattedra e s’inginocchiò tra le mie gambe, prendendo ad armeggiare con i pantaloni. La guardai inorridito, ma incapace di reagire. Il cazzo sgusciò prepotente, svettando eccitato. Lei vi pose una mano e lo scappellò “È bellissimo, mi esalta, vedrai che ti farò impazzire” mi disse mentre la sua mano iniziava a masturbarmi e con l’altra liberava le palle dalle mutande. “E questo non è che l’inizio professore, sembro una ragazzina, ma sono una donna, una vera donna sai? Ti farò cose che tua moglie non immagina nemmeno” concluse, poi si abbassò ed accolse nella sua giovane bocca le mie palle congestionate, iniziando a succhiarmele con studiata lentezza. Ero paralizzato, dimentico di tutto, di mia moglie, del mondo intero, l’unica cosa che in quel momento esistesse era la bocca di Lara, meravigliosa ed abilissima, le sue labbra, la sua lingua, che ora mi vellicava abilmente il cazzo in tutta la sua lunghezza, dalle palle al glande congestionato. Leccava ed insalivava interrompendosi solo per baciarmi teneramente ora le palle ora il glande, poi al termine di un’estenuante lentissima leccata che partì dalle palle per giungere a tornire il glande, lei mi sorrise per un attimo e subito dopo spalancò la piccola bocca ingoiandomi la punta del cazzo. Si arrestò un attimo, un solo attimo, in cui la sua lingua frullò frenetica sul mio glande, mentre una mano mi accarezzava sapientemente le palle, poi riprese il suo movimento spingendo il cazzo sempre più profondamente nella sua bocca. Il glande raggiunse la gola, lei si agitò un poco per assestarlo, poi riprese ad affondarselo. La guardavo incredulo, mentre l’asta, avvolta dalle sue morbide labbra scorreva inarrestabile. Non potevo credere ai miei occhi, mentre le sue labbra s’avvicinavano sempre più al mio pube. Sentivo la sua lingua scorrere lungo il cazzo che le affondava in gola, accompagnandolo. Riuscì a toccare con le labbra il mio pube e le palle, si trattenne qualche istante ed invertì il movimento sino a farselo quasi sfuggire dalle labbra, poi il gioco si ripeté più e più volte, con lentezza esaltante, regalandomi sensazioni mai provate. Dopo l’ennesima volta, lei lo impugnò saldamente e lo fece sfuggire dalle labbra. La sua lingua oscenamente protesa, giocava impazzita sul glande, mentre lei mi fissava. “Adesso voglio che tu goda, voglio che tu mi venga in bocca, voglio bere tutta la tua sborra” disse e mi sorrise per un attimo. Piegò il cazzo in avanti e accolse nuovamente il glande in bocca. La lingua riprese il suo diabolico gioco, questa volta aiutata dalla piccola mano che aveva preso a masturbarmi mentre l’altra mi accarezzava le palle. Lei continuava a fissarmi con quel suo sguardo ammaliante. La vista di quel viso angelico, di quella piccola bocca oscenamente dilatata dal mio cazzo, l’abilissimo gioco di mani e di lingua, mi portarono ben presto là dove lei voleva ed il mio sperma sgorgò, caldo inarrestabile e copioso. Iniziai a gemere, mentre lei non si fermava, mugolava e beveva, sempre fissandomi negli occhi. Mi abbandonai esausto mentre lei leccava e succhiava ancora. Si rialzò lasciandomi così “Dammi un paio di giorni per organizzarmi e potremo incontrarci con più tranquillità” mi disse, poi si chinò a baciarmi e mentre la sua lingua penetrava nella mia bocca io sentì per la prima volta il sapore del mio stesso sperma, ma continuai a baciarla appassionatamente. Se ne andò salutandomi con una mano.
Ricordo come se fosse successo pochi minuti fa, era un sabato pomeriggio, stavo correggendo alcune ricerche, mia moglie era fuori a fare la spesa, il telefono suonò ed io risposi ignaro, ma la voce dall’altro capo mi sconvolse. Era Lara, che mi parlava con voce roca d’eccitazione “Ciao Tino, speravo rispondessi tu, sono in una camera di un Motel, sono nuda ed eccitata, non ho saputo resistere e mi sto toccando, sapessi com’è già bagnata la mia micina, voglio che tu venga subito qui, voglio sentire la tua lingua accarezzare il mio piccolo clitoride” disse e si interruppe per un gemito di piacere. Avrei voluto dirle di no, avrei voluto riattaccare immediatamente, ma mentre pensavo queste cose, stavo già rispondendo “Dove sei, arrivo subito”. Lasciai un biglietto per mia moglie con una scusa qualunque. Non m’importava di nulla se non di raggiungere al più presto Lara. Arrivai al Motel e raggiunsi la stanza che lei mi aveva indicato, bussai e la sentii rispondere “Avanti, è aperto”. Entrai e richiusi la porta. La stanza era buia, le lampade ai fianchi del grande letto erano accese e la luce inondava il perfetto corpo di Lara, completamente nuda. Lei gemeva e si agitava, mi avvicinai e vidi che si stava masturbando con un gigantesco fallo di gomma che faceva scorrere nella rosea vagina già madida d’umori. Non riuscii a trattenermi “Dove hai preso quel coso?” domandai con voce strozzata “Gliel’ho prestato io, è il mio” disse una voce alle mie spalle. Sorpreso e spaventato mi voltai di scatto e mi ritrovai davanti la madre di Lara. Per un attimo pensai di scusarmi, di cercare di spiegare, poi improvvisamente mi accorsi che anche lei era completamente nuda e mi stava venendo incontro. Il suo corpo era la fotocopia di quello di Lara, più maturo e pieno, naturalmente, ma con le stesse curve armoniose e la stessa perfezione. Lei mi fu accanto ed iniziò a sfilarmi la giacca, mentre io la fissavo inebetito “Si rilassi professore, le ho detto che conosco molto bene mia figlia, ed il motivo è che lei è identica a me, a noi piacciono le stesse cose, ci piacciono gli stessi uomini” mi sussurrò mentre il suo dolce profumo m’assaliva facendomi perdere quel poco di controllo che mi era rimasto. Da quel momento tutto andò come in un sogno, un sogno che ancor oggi ricordo con incredibile precisione. Cinzia, la madre di Lara, mi spogliò con abili mosse, poi quando fui nudo mi spinse verso il letto e la figlia “Dai Tino, ti ha detto che non vede l’ora che tu le lecchi la passerina” mi disse e mi spinse con la testa tra le cosce di Lara. Lei le dischiuse con un gemito e tolse il fallo di gomma. La mia lingua la toccò esitante mentre io aspiravo il suo profumo con avidità, poi la leccai e succhiai con altrettanta avidità, penetrandola con la mia lingua, succhiandone il clitoride eccitato, assaporando i suoi deliziosi umori, il tutto mentre Cinzia, mi succhiava il cazzo con una maestria inarrivabile. Il gioco non durò molto, solo sino a quando la caldissima Lara non se ne venne, urlando di piacere mentre la mia lingua le tormentava il clitoride. Cinzia si staccò e risalì lungo il mio corpo, strusciando le sue bellissime tette, il suo ventre piatto e delicato sul mio sesso, sul mio torace. Mi baciò selvaggiamente poi mi disse “Sei stato bravissimo, voglio assaggiare anch’io la tua lingua, mentre scopi mia figlia”. Mi fece stendere, Lara mi salì a cavallo affondandosi il cazzo nella giovane vagina. Affondai in lei con grande facilità, era calda e bagnata e subito prese a danzare armoniosamente su di me, controllando perfettamente il ritmo. Cinzia si portò con la vagina sul mio volto, dilatandosi oscenamente le grandi labbra ed io iniziai a leccarla, mentre le mie mani vagavano, ora sulle deliziose tettine di Lara, ora sulle chiappe piene e tornite di Cinzia. Lavorai d’impegno con la mia lingua, seguendo alla lettera le sue istruzioni e la sua voce si fece sempre più roca ed eccitata. Ad un certo punto Cinzia non resistette più e si staccò da me “Fammelo provare te ne prego” disse alla figlia e Lara si spostò, lasciando che la madre mi cavalcasse. Lara si portò tra le mie gambe e prese a leccarmi e succhiarmi i coglioni. Io non fui in grado di resistere all’eccitazione, Cinzia si era chinata su di me e mi offriva le stupende tette ed io succhiavo i capezzoli duri ed eccitati, la sentii godere e la sua vagina si contrasse massaggiando ancor più vigorosamente il mio cazzo che esplose, scaricandole un fiume di sperma nella vagina. Lei si sollevò e tenne dentro di sé solo la punta del mio membro, sentì i miei ed i suoi umori mescolarsi e scendermi lungo l’asta e la lingua di Lara leccare tutto avidamente. Cinzia si chinò e mi baciò “Sei fantastico, meriti un premio” mi sussurrò, poi si staccò da me e raggiunse la figlia ed insieme presero a succhiare e leccare il mio cazzo. Non riuscii nemmeno a rilassarmi un secondo ed in poco tempo le due abilissime puttane fecero affluire nuova forza nella mia verga. Le guardavo estasiato intrecciare le loro lingue sul mio glande, lungo la mia asta. Poi una prendeva a succhiarmelo avidamente, affondandoselo profondamente in gola, sino ad ingoiarlo tutto, mentre l’altra mi succhiava divinamente le palle. Ad un certo punto credetti che volessero farmi godere subito una seconda volta e fui sul punto di godere, quando Lara mi ingoiò completamente mentre Cinzia si portò a giocare perversamente con la sua lingua sul mio ano. Ma le due avevano ben altre intenzioni e condussero il gioco in modo da realizzarle. Ad un certo punto le vidi scambiarsi un’occhiata d’intesa e Lara si staccò, lasciando la madre intenta a leccarmi il cazzo. Si alzò in piedi e si mise a gambe larghe sopra di me dandomi le spalle, poi iniziò lentamente a piegare le ginocchia accosciandosi. Cinzia smise di leccarmi e tenne il mio pene rivolto verso l’alto, Lara si abbassò completamente ed il mio glande le strusciò sulla vagina, ma lei spinse un poco in avanti il pube ed il glande scivolò indietro, andando ad appoggiarsi al suo delizioso sfintere “Brava Lara così, adesso fagli vedere come sei brava a prenderlo nel culo” disse Cinzia con voce roca. Incredulo vidi Lara lasciarsi calare sul mio palo, il suo roseo sfintere dilatarsi ed alla fine accogliere il mio glande avvolgendolo mentre la mia asta rapidamente le scompariva nell’intestino. La sentii gemere, ma si arrestò solo quando fui completamente in lei. Lara incominciò a danzare mentre Cinzia la leccava, alternandosi tra la sua dolce fichetta e le mie dure palle. Ero eccitatissimo e Cinzia se ne accorse “Se vieni prima d’aver inculato anche me, ti stacco le palle con un morso” sibilò, mi sforzai di trattenermi e miracolosamente ci riuscii, malgrado Lara accelerasse il ritmo ormai prossima all’orgasmo. Lara se ne venne, godendo rumorosamente, scaricando dolci umori nella bocca della madre che le leccava il clitoride, poi si staccò da me. Cinzia si mise carponi sul letto sculettando invitante, la raggiunsi e spinsi il mio cazzo nel suo bel culo. Era molto più elastica della figlia e affondai in lei in un sol colpo, la afferrai per i fianchi iniziando a sbatterla selvaggiamente. Lara si stese sotto di noi leccando i nostri sessi. Presi ad inculare Cinzia con colpi profondi e potenti, il mio cazzo le scorreva nel culo sino quasi a sfuggirle per poi tornare a penetrarle profondamente nell’intestino sino a che il mio pube non sbatteva rumorosamente contro le sue natiche. Quando arretravo potevo scorgere l’angelico volto di Lara, stravolto dalla libidine, mentre ci leccava e succhiava e la vista mi eccitava dandomi rinnovato vigore. La foga fece sì che il mio cazzo sfuggisse con un osceno risucchio dal culo di Cinzia, con enorme sorpresa, vidi Lara avventarcisi ed affondarselo in bocca, poi lo lasciò sorridendomi “Inculala Tino” mi disse ed io tornai ad affondare nel culo della madre. “Hai visto quella troia di tua figlia?” le dissi “Mi ha succhiato il cazzo appena uscito dal tuo culo” “Si, è veramente una piccola troia, l’ho addestrata bene” rispose lei con un gemito “Benissimo, tra poco, non appena ti avrò fatto godere, mi sfilerò dal tuo bel culo e verrò a sborrare nella tua calda bocca, che ne dici?”. Più che una domanda era un’affermazione, lei gemette “Tutto quello che vuoi”. Continuai sino a che anche Cinzia non urlò di piacere sotto l’azione combinata del mio cazzo nel culo e della lingua della figlia che le tormentava il clitoride. Rapido mi sfilai come promesso ed andai davanti a lei infilandole il cazzo in bocca. L’afferrai per i capelli biondi e la chiavai selvaggiamente in bocca sino a scaricarle in gola tutto il mio piacere represso. Lara corse a baciarla per poter assaporare ancora una volta il mio sperma. Dopo quel giorno, ho scopato ancora, sia con Lara che con sua madre, ma ben presto quelle due gran troie si sono stancate di me ed ora io vivo nella speranza di rivivere una simile avventura.

Autore Pubblicato il: 18 Giugno 2022Categorie: Racconti Erotici0 Commenti

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