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Era stata mandata da un’amica della madre che aveva detto che era molto brava. Aveva 20 anni ed era ben fatta, pur non essendo una venere. Si vestiva sempre con un grembiule nero molto corto e teneva i capelli raccolti; era stata assunta come cameriera e per le pulizie “leggere”, periodicamente infatti veniva chiamata una impresa di pulizie, anche perché la casa era così grande che una persona sola non poteva pulirla. Alloggiava in una cameretta nella zona di servizio. Luciano, il figlio minore, aveva 17 anni e tanta voglia di portarsela a letto. La osservava spesso quando lavorava e lei si eccitava perché aveva capito le intenzioni del ragazzo che, però, non le aveva ancora fatto alcuna avance. Una volta era nuda in bagno e stava per entrare nella vasca; si era accorta di aver lasciato la porta socchiusa e stava per andare a chiuderla quando vide nello specchiò Luciano che la osservava. Allora entrò nella vasca e, per provocarlo, cominciò a masturbarsi prima con le mani e poi col manico della spazzola da bagno, sottolineando ogni movimento con mugolii e accentuando, alla fine, il grido dell’orgasmo. Lo spettacolo servì nell’intento sperato. Il giorno dopo, infatti, lei stava pulendo il pavimento del bagno in ginocchio, indossando un corto grembiule che, di proposito, le copriva a malapena il culo e permetteva la visione delle sue sottili mutandine. Luciano entrò nella stanza per lavarsi le mani e la vide ancheggiare in ginocchio sul pavimento; lei se ne accorse ed accentuò il movimento per provocarlo.
“Beh, che cosa guardi?” esclamò lei con un sorriso.
“Hai, …hai delle belle mutandine!” esclamò lui con un filo di voce.
“Grazie, sono di seta pura. Perché non controlli?” rispose lei con un sorriso malizioso.
“Va bene. Adesso controllo.” disse lui avvicinandosi. Si inginocchiò dietro di lei e le posò una mano sul culo, incominciando a palparlo.
“Mmm, che massaggio!” disse lei, allargando leggermente le gambe. “Perché non dai un’occhiata anche a quello che c’è sotto?” aggiunse lei eccitata. Luciano allora le abbassò le mutande e cominciò a palparle anche la figa.
“Ahh, sii, così mi piace!” mormorò lei eccitata.
“Sei tutta bagnata!” grugnì lui dopo averla penetrata con un dito. Allora si abbassò i pantaloni, prese in mano il cazzo e si avvicinò a lei per infilarglielo nella figa alla pecorina.
“Aspetta, giochiamo un po’ prima!” disse lei alzandosi da terra. Uscì di corsa dal bagno e tornò subito con un vasetto di crema e unse il cazzo.
“Mettimelo nel culo! Mmm, mi piace sentirlo dentro lì!” biascicò lei eccitata, mettendosi a carponi e allargando le natiche con le mani. Lui avvicinò il cazzo e lentamente lo spinse dentro fino in fondo.
“Mmm, come sei stretta!” biascicò eccitato lui.
“Ohh, come è grosso e duro! Mmm, dai muoviti un po’!” biascicò lei, appoggiando saldamente le mani al muro. Luciano allora cominciò a muoversi lentamente dentro di lei.
“Ohh, sii, così, dai, dai! Adesso inculami, inculami più forte, dai! Ahh!” mormorò lei. Luciano allora le afferrò i fianchi e cominciò a muoversi velocemente. Mentre lui la penetrava lei si masturbava toccandosi freneticamente il clitoride duro ed eretto. Lei era abituata ad essere presa da dietro e in quella maniera raggiungeva presto l’orgasmo; così resistette solo pochi secondi.
“Ahh, sii, dai, dai! Più forte, più forte! Ancora, ancora, non ti fermare! Dai, sto per venire! Ohh, sii, godo, godo, ahh, ahhh!” urlò lei alla fine. L’orgasmo fu così violento che lei rimase priva di sensi per qualche secondo.
“Mmm, fantastico! Sei bravo e hai un cazzo lungo, duro e resistente, proprio come piace a me!” disse lei appena si riprese. “Fantastico, tu non sei venuto! Dai, mettimelo ancora dentro!” aggiunse ancora eccitata, vedendo il cazzo ancora duro. Si sedette sul lavandino e allargo le gambe. Guardava rapita il grosso cazzo e non vedeva l’ora di riceverlo dentro. Il lavandino era all’altezza giusta e lui, stando in piedi, glielo infilò dentro con un violento colpo di reni. Lei mugolò per il piacere e alzò le gambe, allargandole ancora di più per prenderlo dentro fino in fondo.
“Ahh, fantastico! Sii, così, fino in fondo! Scopami, scopami! Dai, dai!” biascicò lei, ancora eccitata per il precedente orgasmo, allacciandosi a lui con le braccia. Luciano cominciò a muoversi velocemente, dando poderosi colpi con il bacino; lei rispondeva abilmente ad ogni affondo con eguali ma opposti contrazioni per aumentare il suo piacere.
“Sii, sii! Così, così! Ancora, di più! Più forte, dai! Ohh, ohh! Ahh, ahh!” mormorava lei, gemendo, mentre lui restava in silenzio, serrando le mascelle. Erano entrambi eccitatissimi e il gioco durò molto poco.
“Ahh, ahh, godo, godo! Sii, sii, di più! Dai non ti fermare! Ahh, ahh, ancora, sii! Ohh! Dai, dai, che vengo un’altra volta! Sii, sii! Ahh, ahh!” gridò lei godendo copiosamente per tre volte. Lui continuò a muoversi con forza dentro di lei ancora qualche secondo, sbattendola con violenza contro il lavandino.
“Ohh, vengo anch’io! Ahh, ahh, sborro, sborro! Ohh!” grugnì Luciano, inondandola. Lei, intontita, rimase seduta a gambe larghe sul lavandino e lui si appoggiò alla parete, ansimando.
“Mmm, sei stato fantastico! Era un po’ che non godevo così! Però ce ne hai messo del tempo per deciderti a scoparmi!” disse lei sorridendo maliziosamente.
“È vero, ma adesso sono intenzionato a recuperare il tempo perduto”. rispose lui.
“Mmm, quando vuoi e dove vuoi!” replicò lei, leccandosi le labbra. E fu così che Luciano trovò una compagna con la quale sfogare quando e dove voleva la sua fervida fantasia sessuale.

Autore Pubblicato il: 1 Giugno 2022Categorie: Racconti Erotici0 Commenti

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