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Giacomo incominciò a trovare sempre più difficile concentrarsi sul lavoro. Non poteva fare a meno di essere continuamente pervaso da un’incredibile eccitazione, e la sua mente vagava fantasticando sulle future mosse di Fatma. E vi erano tutte le ragioni per giustificare un tale stato d’animo, dal momento che lei si dimostrava sempre più efficiente e fantasiosa. Erano passati solo pochi giorni da quando Fatma aveva invitato a cena Rita, che una mattina, la segretaria di Fatma lo chiamò convocandolo. Giacomo si alzò, come al solito prese un fascicolo a caso ed uscì “Dove stai andando?” domandò il suo capo incontrandolo lungo il corridoio “Dal rappresentante Arabo” rispose lui con naturalezza “Mi sembra che tu abbia molto da fare con l’incaricato” disse lui con un tono un poco aspro “Se vuoi non ci vado” rispose tranquillo, il capo reagì ridacchiando “No, per carità, basta una parola di quella per far perdere il posto anche al presidente, vai e soddisfala in qualunque sua richiesta” rispose battendogli una mano sulla spalla “Stai tranquillo, non c’era bisogno che tu me lo dicessi” rispose lui lanciandogli un’occhiata maliziosa che fece nuovamente ridacchiare il capo. Giunse finalmente all’ufficio di Fatma e la segretaria lo fece entrare. Fatma era seduta sul divanetto dell’ufficio, ed al suo fianco era seduta la Palmisano, Giacomo provò una fitta d’eccitazione e le sorrise “Ciao Giacomo” disse Fatma “Lucia, conosci Giacomo?” disse rivolta alla donna “Sì, anche se non bene, come sta Giacomo?” rispose lei “Bene grazie” rispose Giacomo continuando a sorridere “Accomodati” disse Fatma indicandogli la poltroncina, e lui si accomodò. Poi Fatma si rivolse alla Palmisano “Dunque Lucia, mi hai appena detto di aver ricevuto ordini precisi di compiere qualsiasi sforzo per ottemperare alle mie richieste” disse facendo una pausa, Lucia annuì, “Ho fatto chiamare Giacomo, perché per me lui è una persona molto importante” disse e Giacomo vide la sorpresa dipingersi sul volto della donna “Lui per me è veramente molto importante e qualche sera fa mi ha confessato di essere affascinato da te” aggiunse Fatma. La sorpresa di Lucia si tramutò in profondo imbarazzo e la donna guardò smarrita Giacomo, che continuava a sorriderle “È affascinato dai tuoi occhi, ma in particolare dalla tua bocca.” Continuò Fatma, facendo lunghe pause, “Vi ho chiamati qui perché vorrei tanto vederti succhiare il suo bel cazzo e magari aiutarti a dargli tutto il piacere che potremo regalargli.” Disse con estrema naturalezza, quasi si trattasse della cosa più normale del mondo. Lucia si raggelò e voltò lo sguardo esterrefatto verso Fatma “Stai scherzando spero, è disgustoso…” riuscì finalmente a balbettare ma Fatma continuando a sorridergli scosse la testa “No mia cara, io non scherzo mai, tienilo ben presente” disse quasi sussurrando ma con un tono di voce che non lasciava adito a dubbi. Lucia abbandonò lungo i fianchi le braccia prima irrigidite dalla sorpresa e costernata si mise a fissare il pavimento mentre i pensieri le affollavano confusamente la mente. I tre rimasero in silenzio mentre la donna cercava disperatamente di decidere il da farsi. “Suppongo che dalla mia risposta dipenda in qualche modo il mio futuro in quest’azienda” balbettò poi. “Non mi credere così meschina, non è assolutamente un ricatto, se non accetterai, non ti accadrà nulla di male, ma se tu accettassi, diciamo che potrei mettere una buona parola per te, e sai quanto le mie parole contino.” rispose tranquillamente Fatma. Lucia parve rassicurata, le si offrivano due possibilità, non una scelta obbligata, cercò di analizzare freddamente la situazione, e Fatma la vide ad un certo punto risollevarsi ed annuire “Mi state trattando come una puttana” disse rivolgendo lo sguardo prima a Giacomo e poi a Fatma.
“Non lui, io. Tu sei un mio regalo per lui, comunque tranquillizzati, sarai una puttana molto ben pagata” concluse Fatma.
“Giacomo amore mio, vorresti venire qui vicino” disse rivolgendosi a lui e sorridendogli, lui si alzò e le raggiunse rimanendo in piedi davanti a loro “Togligli i pantaloni” disse energica Fatma e Lucia con un sospiro prese a slacciare la cintura di Giacomo, e con poche mosse lo aiutò a sfilarli. “Le mutande” disse ancora Fatma e la donna abbassò e tolse anche quelle ed il cazzo di Giacomo già eretto sobbalzò nell’aria “Fallo impazzire con quella bocca che tanto apprezza” e Lucia avanzò portandosi in punta al divano, allungò una mano impugnando il cazzo di Giacomo. Lo accarezzò un poco, poi vi avvicinò la bocca, le labbra si schiusero e la tumida lingua comparve eccitante e prese a lambirne il glande paonazzo. Con la seconda mano prese ad accarezzargli i coglioni mentre la lingua iniziava a frullare frenetica sui punti più sensibili del maschio per poi scendere lungo l’asta vellicandola ed insalivandola. Giacomo la fissava e quando spostò lo sguardo su Fatma lei si era sollevata la gonna e si accarezzava oscenamente il clitoride osservandoli “Ora ingoialo, fagli sentire quelle tue fantastiche labbra” disse e Lucia obbedì, ed il glande penetrò nella bocca guidato dalle labbra carnose. Giacomo gemette e le posò una mano sulla testa guidandola in un ritmo lento e profondo mentre lei frullava abilmente la lingua solleticandolo mentre lo massaggiava con le labbra. Fatma si alzò e li raggiunse inginocchiandosi “Brava Lucia così, adesso spingilo sempre più in fondo, voglio vederti ingoiarlo tutto” disse con voce roca e pose anche la sua mano sulla nuca della donna spingendola ad affondare sempre più profondamente il cazzo di Giacomo nella calda gola. Colpo dopo colpo lui scomparve completamente in lei sino a che le labbra carnose lambirono lo scroto, Fatma si chinò trattenendo Lucia in quella posizione e la sua lingua prese a vellicare le dure palle del maschio. Lasciò libera Lucia che riprese a pompare con la bocca la dura asta mentre lei si fermava a succhiare amorevolmente le palle. Poi Fatma si alzò e si unì alla donna che abbandonò temporaneamente il cazzo e le due presero a lavorare all’unisono con le tumide e frementi lingue che si intrecciavano sulla cappella di Giacomo. Le loro mani facevano lo stesso con l’asta ed i coglioni e Giacomo si eccitò sempre più.
“Voglio che tu ora lo faccia godere nella tua bocca e beva ogni goccia del suo piacere” sussurrò Fatma appoggiandole nuovamente una mano sulla nuca ed indirizzando il glande verso le morbide labbra. Lucia ingoiò nuovamente il cazzo e prese a spompinarlo con foga, mentre Fatma accarezzava dolcemente i duri coglioni. Ben presto Giacomo fu alle soglie dell’orgasmo e afferrò la testa di Lucia chiavandola letteralmente in bocca sino a che il suo cazzo non si contrasse e scaricò tutto lo sperma nella sua gola, trattenendola mentre la bocca di lei si contorceva ingoiando ogni goccia e la lingua tormentava in continuazione il glande. Fatma la staccò dal cazzo e la baciò furiosamente spingendole la lingua in bocca alla ricerca dello sperma ancora rimastovi. Giacomo si abbandonò sul divano esausto mentre Lucia si affannava a ricomporsi e non appena riacquistato un aspetto presentabile usciva dall’ufficio in gran fretta. Fatma si stese al suo fianco ed i due si baciarono appassionatamente. Alcuni giorni più tardi Giacomo partì nuovamente per lavoro, e Fatma incominciò a preparare le cose per una nuova sorpresa al suo ritorno, sfruttando Rita e Lucia, s’informò accuratamente sulla Ruggeri, la bambolina per Giacomo. Era un obiettivo più difficile degli altri, era sposata con un’importante dirigente, non aveva particolari ambizioni, non aveva mai dato adito a dicerie e sembrava, a detta di tutti, molto innamorata del marito. Fatma impiegò alcuni giorni ad elaborare il suo piano, nel frattempo la avvicinò instaurando un clima affabile tra di loro, poi la chiamò nel suo ufficio preparandosi a giocare le sue carte “Ciao Paola” disse vedendola entrare “Accomodati pure” ed indicò la poltroncina davanti alla sua scrivania” Grazie Fatma, sono venuta appena possibile” disse lei scusandosi per il leggero ritardo. “Non ci sono problemi, ti ho chiamata in qualità di amica” la tranquillizzò Fatma, con un affabile sorriso “Davvero e perché?” domandò la bella biondina, lei la osservò attentamente. Con i lunghi capelli biondi, sottili e morbidissimi, quel corpicino minuto ma perfettamente sagomato, i seni ben delineati era decisamente una bella donna, Giacomo aveva gusto pensò “Volevo informarti in via confidenziale di alcuni recenti sviluppi” iniziò preparando il terreno “che potrebbero riguardarti” calcò attentamente sulla parola potrebbero “Devi sapere che nel mio paese si pensa alla necessità di avere un autorevole punto di riferimento della vostra società in Arabia ed attualmente la scelta sembra indirizzarsi su tuo marito” Fece una pausa e la osservò, Paola sembrò eccitata da quella notizia foriera di promozioni e riconoscimenti per il marito “Vedo che l’idea ti alletta e non poteva essere diversamente, per questo ti ho chiamata da amica” disse con un tono di voce che subito allarmò la giovane donna “Lo dici come se fosse una brutta cosa per la carriera di mio marito, io invece credevo fosse una bella notizia” balbettò sorpresa “Non mi fraintendere, per la carriera di tuo marito è certamente una bella notizia” disse facendo una nuova pausa. Giocando con lei come il gatto con il topo la vide rilassarsi ed affondò nuovamente “Ma è da amica che ti parlo, te l’ho detto prima, vi sono alcune cose che credo tu dovresti conoscere meglio prima, per poter valutare pienamente la situazione” fece una nuova pausa e la biondina pendeva dalle sue labbra senza sapere che cosa aspettarsi. “Tu non sei un’esperta degli usi e costumi del mio paese e voi occidentali avete spesso un’idea confusa del nostro mondo.” Riprese e la osservò concentrarsi sulle sue parole. “Voi pensate che il nostro mondo sia chiuso ed arcaico, privo di ogni possibile tentazione per un marito in Arabia per lavoro e per alcuni è veramente così, ma per un uomo nella posizione di tuo marito le cose sarebbero molto diverse.”
“Anche la presenza della moglie non cambierebbe di molto le cose, ed i nostri uomini di potere si darebbero sicuramente da fare per allietare la permanenza dell’importante personaggio, non so se mi capisci”, Paola scosse la testa confusa “Cercherò di essere chiara, la fedeltà di tuo marito verrebbe messa a dura prova da continue offerte di giovani, belle, calde, sottomesse e totalmente disponibili fanciulle, agognanti solamente di rendergli il più piacevole possibile il soggiorno” Paola la guardava con occhi stupiti ed increduli “E non parlo di puttanelle qualunque, ma delle mogli stesse, le più giovani di importanti personaggi, lusinghe alle quali ben pochi uomini potrebbero resistere” si fermò in silenzio. Paola cercava di raccogliere le idee “Stento a crederci, ma comunque ti ringrazio” disse smarrita poi poco dopo “Sei veramente un’amica, ma io non so cosa fare, ti prego aiutami” disse lei guardandola implorante e confusa. “Non so mia cara, dipende da tuo marito, tu pensi che possa cedere alle lusinghe?” domandò e la vide atterrita “Beh non so, ma sì…” disse abbandonandosi “Sì, in passato ho scoperto una sua relazioncina, credo proprio che potrebbe cedere ed anche facilmente”. Fece una pausa “Oh Fatma, ti prego aiutami non potresti mettere una buona parola perché non ottenga il posto o… ancora meglio perché i tuoi connazionali non sottopongano il mio Alberto a quelle lusinghe?” la guardò implorante e Fatma si fece molto seria “Ti assicuro non è una cosa semplice, soprattutto nel secondo caso, ma forse è possibile…” disse “Te ne prego…” implorò Paola, Fatma la interruppe “Ci devo pensare attentamente, ti richiamerò non appena avrò le idee più chiare, per ora non ti preoccupare troppo” le disse con un tono volutamente distratto e la accompagnò alla porta osservandola e notando con soddisfazione che la tensione non era diminuita. La lasciò cuocere a fuoco lento per tutto il giorno e gran parte del successivo, poi la fece nuovamente chiamare. La bella biondina era di nuovo davanti a lei in silenzio, attendendo le sue parole. “Paola carissima, ci ho pensato a lungo ed attentamente, ti assicuro che la cosa è possibile ma assolutamente non facile. Mio padre è un personaggio molto importante in Arabia, ed io posso forse intercedere con lui, ma correrei un grave rischio” Paola la guardava senza capire “Devi sapere che noi donne in Arabia non contiamo poi molto, dovrei quindi poter dare a lui validi motivi per ascoltarmi ed accogliere le mie richieste, e non vi sono molti motivi che mio padre considererebbe validi” Fece una lunga pausa “Ed allora…non vi sono speranze?” domandò attonita Paola. Fatma con espressione grave scosse la testa “Una sola, una sola possibilità, ma sono indecisa, non sono sicura sia il caso di illustrartela”, Paola riprese vigore “Non ti preoccupare Fatma, dimmi tutto, te ne prego” sussurrò con un filo di voce, Fatma si abbandonò sulla poltrona giocando con la matita “Conosci Giacomo Cancelli?” domandò poi secca e vide Paola scorrere la memoria per associare al nome un viso “Sì, mi pare di sì, ah certo, ora ricordo chi è” fece una pausa “Ma cosa c’entra lui con tutto questo?” “Devi sapere che Paolo durante una sua visita in Arabia ha fatto a mio padre un grosso favore, non entro nei dettagli, ma ti assicuro che mio padre gli è molto riconoscente” Paola annuì continuando a non capire “Devi anche sapere che attualmente io e Paolo siamo amanti e lui mi ha confessato di trovarti carina, anzi decisamente attraente”, la vide irrigidirsi “Perché mi dici queste cose, sono tue faccende personali” disse Paola imbarazzata “Perché questa potrebbe essere l’unica soluzione al tuo problema, Giacomo impazzirebbe per averci entrambe nel suo letto, gioirebbe se noi gli donassimo tutto il piacere delle quali siamo capaci, e mio padre gioirebbe per lui e potrebbe ricompensarti del piacere donato al suo amico, dispensando tuo marito da quel particolare trattamento che ormai ben conosci”. Si arrestò contemplando l’effetto delle sue parole sulla biondina, vide il suo sguardo terrorizzato e confuso, le lacrime gonfiargli gli occhi chiari “Ma questa non è una soluzione, io… non poso fare una cosa simile” gemette Paola e Fatma la incalzò “Purtroppo non conosco altre cose che mio padre potrebbe considerare di suo interesse.” rispose Fatma con voce compassionevole “Capiscimi Paola, io devo portare qualche cosa a mio padre prima di chiedergli di accogliere un mio desiderio” continuò lei con voce sempre carica di comprensione. “Io non posso, non posso proprio” pianse Paola, Fatma si alzò ed andò ad abbracciarla accarezzandole i lunghi capelli “Sapevo che avresti reagito così, non avrei dovuto parlartene, ti avrei risparmiato questa sofferenza” le sussurrò rincuorandola, poi inflisse il colpo finale “Le eventuali tue sofferenze future, almeno non sarebbero state per colpa mia, invece ora piangi per causa mia” disse con voce spezzata dall’apparente commozione. Paola pianse sulla sua spalla ancora qualche secondo poi si riscosse e la fissò “Non dire così Fatma, non è colpa tua, tu sei stata un’amica, non deve essere facile nemmeno per te propormi quello che mi hai proposto, Giacomo è il tuo uomo…” le disse poi continuò “Io non voglio perdere Alberto, lo farò, con il tuo aiuto lo farò” disse con fermezza, per poi abbandonarsi nuovamente al pianto. Quando Fatma seppe dell’imminente ritorno di Giacomo, si diede da fare per organizzare tutto e trovò Paola decisa, parlarono brevemente e concordarono tutto, poi Fatma andò a casa a preparare le ultime cose. Giacomo rientrò stanco e fu felice di trovarla, la baciò, l’abbracciò e avrebbe voluto fare all’amore con lei, ma lei lo rimproverò “Non fare lo stupido, adesso rilassati, riposati un poco, dormi almeno un’oretta, ti voglio in perfetta forma” disse con un lampo malizioso negli occhi e Giacomo acconsentì di buon grado anche perché si sentiva effettivamente stanco. Si ridestò quando la luce soffusa proveniente dalle imposte che Fatma aveva leggermente aperto lo investì, lei lo raggiunse sul letto, era nuda, stupendamente nuda, lui la baciò gustando la sua serica pelle che si strofinava contro la sua, sentendo il piacevole contatto con i suoi marmorei seni, allungando una mano ad accarezzare le sue perfette natiche “Ti sono mancata?” domandò lei liberandosi dal suo bacio “Immensamente e te ne darò subito una prova” rispose lui muovendosi per iniziare attività più concrete, lei si ritrasse e lui la guardò sorpreso “Non correre troppo, aspetta di vedere prima la sorpresa che ti ho preparato” e lui le sorrise deliziato. Fatma si allontanò dirigendosi verso la porta che comunicava con la sua stanza, la aprì, ma non parlò, tutto era stato accuratamente concordato, sulla soglia della stanza comparve Paola, stupendamente nuda. Giacomo le ammirò entrambe Alta e scura Fatma, con il suo corpo statuario, piccola quasi una bambola Paola, una deliziosa bambola con seni ben formati, gambe proporzionate e ben tornite. Fatma la prese e la condusse al letto, nessuno parlò, le due donne salirono sul letto e Fatma lo scoprì, il fallo di Giacomo andava ergendosi per la crescente eccitazione. Fatma accompagnò Paola a chinarsi e le labbra di lei si schiusero, la mano di Fatma guidò il glande verso la tenera bocca e Paola lo accolse iniziando a succhiarlo e leccarlo mentre lui continuava a crescere in lei. Fatma si chinò a sua volta ed il cazzo di Giacomo si ritrovò sotto le attenzioni delle due bocche con Paola che continuava a succhiare e Fatma che giocava con la sua lingua sull’asta ed i coglioni. Ormai lui era eccitato e l’asta si tendeva in tutta la sua potenza, Giacomo gemette sommessamente per le ondate di piacere che quelle bocche gli procuravano. Fatma staccò Paola e la fece stendere, si portò tra le perfette cosce, divaricandole e si chinò a baciare la vagina della biondina, Giacomo vide la donna irrigidirsi si spostò a sua volta e tornò ad affondare il cazzo nella piccola bocca, le prese la mano e se la portò all’asta. La biondina prese a succhiarlo e masturbarlo contemporaneamente. L’abilità di Fatma compiva miracoli, Paola inizialmente rigida e meccanica, andava gradatamente sciogliendosi, Giacomo notò l’eccitazione crescere in lei, malgrado i suoi evidenti tentativi di resistere. Il pompino divenne ancora più piacevole e lei vi mise maggior convinzione e foga. Ora la sua lingua frullava frenetica sul glande e la mano accarezzava esperta l’asta ed i coglioni. Giacomo la sentì gemere e poi vide il piccolo corpo fremere sotto le spinte di un travolgente orgasmo “È pronta Giacomo, scopala” disse Fatma spostandosi, lui si portò tra le cosce della biondina e la penetrò con delicatezza. Si aspettava di trovarla stretta, ma invece era calda ed accogliente, il cazzo prese a scivolare nella vagina madida d’umori mentre Fatma gli accarezzava il corpo e gli baciava il culo ed i coglioni. Giacomo si abbassò a baciare le splendide tettine di Paola, leccò i rosei e duri capezzoli, li succhiò a lungo, li mordicchiò teneramente mentre il suo cazzo la stantuffava velocemente, la sentì godere per la seconda volta, dopo un poco si staccò dalla biondina e si sedette “Vieni Fatma, succhiamelo mentre lei ti lecca” disse e la splendida donna gli si avvicinò carponi e si chinò ad imboccare il suo cazzo con la capace ed esperta bocca. Lentamente il cazzo di Giacomo affondò in lei, vellicato dalla tumida lingua e lubrificato affinché potesse affondare completamente nella sua gola. Mentre Fatma ingoiava sempre più profondamente Giacomo, Paola si era stesa sotto di lei ed aveva iniziato timidamente a leccare il suo scuro sesso, mentre le piccole mani accarezzavano il clitoride di Fatma. Giacomo era completamente affondato in Fatma, che gli accarezzava dolcemente i coglioni per poi prendere a pomparlo delicatamente mentre lo teneva il più possibile affondato in se, rilasciandolo solo per respirare liberamente. Lui si spostò un poco allungando le mani sui grossi seni, accarezzandoli, solleticandone e stropicciandone i duri capezzoli, Fatma mugolò in segno d’approvazione e prese ad ondeggiare il bacino fregando la vagina sul viso della biondina. Giacomo arretrò sfilandosi dalla bocca di Fatma, la attirò a sé e la fece accomodare sul suo ventre. Il cazzo prese a strisciare sulle grandi labbra gustandone il calore umido, poi la penetrò e lei si calò sull’asta affondandosela nel ventre. La baciò appassionatamente, poi si chinò concentrandosi sui seni che le sue mani stavano già palpando. La lingua circondò i grossi capezzoli, li condusse alle labbra che presero a succhiarli avidamente e Fatma gemette mentre lui passava rapidamente dall’uno all’altro, stropicciando con le dita quello rimasto libero. Paola era rimasta inattiva e lui si sporse “Tu succhiami le palle mentre la scopo” le disse sicuro e la biondina si distese tra le sue gambe e iniziò a vellicargli lo scroto con la lingua per poi baciargli le palle ed infine risucchiarle nella piccola bocca. Giacomo si stese gustandosi la splendida visione di Fatma che danzava armoniosa sul suo cazzo accelerando progressivamente il ritmo, accarezzandosi voluttuosamente i seni e le deliziose fitte di piacere provenienti dai coglioni che la piccola bionda gli succhiava. Poi Giacomo si sporse verso il comodino e raggiunse il cassetto prendendo il tubetto di pomata lubrificante, chiamò Paola e glielo diede “Lubrificale il culo” le disse mentre lei lo guardava con aria inorridita “Fai come ti ha detto” rincarò Fatma poi si chinò a baciarlo e staccate le labbra da lui sussurrò “Non preferiresti sfondare il suo culetto?” “No, voglio il culo di una donna, non di una bambola, il culo della mia donna” gli rispose lui guardandola intensamente e poi la baciò ancora più intensamente mentre accelerava il ritmo dell’amplesso. Nel frattempo Paola aveva iniziato a lubrificare il solco delle natiche di Fatma e passava timidamente le dita sul forellino anale. Fatma si voltò “Lubrificami anche dentro, infilaci un dito e lubrificalo bene” comandò e Paola con riluttanza obbedì spingendo in profondità e facendola gemere. Dopo un po’ Fatma si chinò nuovamente su Giacomo “Sono pronta e muoio dalla voglia di sentire il tuo bel cazzo affondarmi nel culo” gli disse sorridendogli. Poi si staccò da lui e fece stendere Paola salendole a cavallo ed offrendo la vagina alla sua bocca, quindi si chinò e poste le mani sulle natiche le divaricò in un osceno invito. Giacomo la raggiunse e strusciò il cazzo nel solco delle natiche lubrificandolo con la crema rimasta. Il glande si appuntò allo sfintere e lui spinse lentamente ma con decisione, godendosi la resistenza che le sode carni opponevano, poi quando lo passò continuò a spingere a piccoli colpi affondando per oltre metà nel culo di Fatma, si spostò a guardare Paola. La biondina fissava con occhi sbarrati il cazzo di Giacomo che affondava nel culo dell’altra donna “Non stare lì impalata, leccamelo e poi lecca anche lei” disse, subito dopo sentì la lingua della biondina vellicargli l’asta insalivandogliela e quando lei si spostò sul clitoride di Fatma, lui riprese a spingere affondando completamente in lei. Si soffermò a lungo contro le sode e seriche natiche, poi si stese a palpare i bei seni di Fatma che pendevano elastici sotto la donna, la baciò sul collo e prese a stantuffare con lentezza. Protrasse l’inculata a lungo, rendendola dolce il più possibile, lavorando esperto su quel meraviglioso corpo che ormai conosceva perfettamente sino a portarla ad urlare il suo piacere tra le cosce di Paola, poi si rialzò e la prese per i fianchi accelerando il ritmo. Le sue palle strusciavano sul bel viso della biondina e lui si eccitò “Leccamele, succhiamele” ringhiò e la biondina si diede da fare. Fatma assecondò i suoi movimenti spingendo ritmicamente indietro il suo meraviglioso culo ed accogliendolo completamente in se e ben presto Giacomo raggiunse l’orgasmo. Rapido si staccò da Fatma ed affondò il glande nella bocca dell’ignara Paola che non poté reagire e si ritrovò la bocca colma del suo sperma che continuava a fluire copioso ad ogni schizzo e costretta ad ingoiare il suo seme. Fatma rapida la raggiunse e le sottrasse il cazzo che eruttava gli ultimi spruzzi di sperma, continuando a succhiare avidamente il cazzo che andava ammosciandosi.

Autore Pubblicato il: 5 Giugno 2022Categorie: Racconti Erotici0 Commenti

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