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La sera stessa in cui Giacomo deflorò il vergine culetto di Lucilla Gordero, Fatma lo raggiunse nel suo letto. Ormai da un po’ di tempo Giacomo amava averla lì vicino a lui, accarezzarla, baciarla, senza necessariamente fare all’amore con lei. Quella era appunto una di quelle sere, ed anche Fatma sembrava essere dello stesso umore “Sono preoccupata Giacomo” gli sussurrò “Perché?” domandò lui “La vita di una concubina è difficile, occorre stuzzicare sempre le fantasie del proprio signore.” disse tranquillamente mentre teneva la testa appoggiata al suo petto e giocava con i peli del torace” Io ho appena finito di realizzare i tuoi sogni, temo che in futuro non potrà essere così bello ed eccitante, ho paura di non poter continuare a fornirti tanto piacere quanto te ne ho dato in questi mesi” continuò. Lui ridacchiò, “Mia cara, effettivamente tu hai soddisfatto i sogni segreti di una vita” disse “Ma mi stai sottovalutando, io sono un tipo assai fantasioso, ed in una situazione tanto eccitante, la mia fantasia sforna in continuazione nuove idee, nuovi desideri” aggiunse accarezzandole i capelli. Lei si voltò sorridendogli sollevata “Davvero Giacomo, allora parlamene, te ne prego” lo pregò, ma lui scosse la testa. “No mia cara, questa volta no, voglio prima pensarci bene e poi questa volta sarà diverso, sarò io ad organizzare una sorpresa per te” rispose e la attirò a se baciandola, “Piuttosto, dimmi sinceramente, esiste qualche cosa che non vorresti fare per me?” domandò dolce e lei senza pensarci scosse fortemente la testa “Non esiste nulla, io per te farò qualunque cosa, tutto pur di compiacerti” gli disse poi prese a strusciarsi su di lui. Giacomo annuì e si abbandonò al piacevole massaggio, immergendosi nelle sue fantasie. Passarono alcune settimane, abbastanza normali per quanto qualche cosa di normale potesse esistere in quella vita così diversa. Giacomo spinse Fatma a corrompere le tre giovani cameriere, ma solo per giochetti rapidi che aprivano la sua giornata o lo preparavano ad amplessi scatenati con Fatma. Poi un giorno disse a Fatma di organizzare una cena per quella sera, vi sarebbero stati altri 3 ospiti. Fatma lo guardò incuriosita e gli chiese chi fossero gli ospiti ma per tutta risposa ebbe solo un bacio “Non ti dico di farti bella perché tu sei sempre perfetta”, poi la lasciò. Si rividero quella sera, lei voleva aiutarlo a prepararsi elegantemente, ma lui disse che si trattava di amici e che non era il caso. Alle 20 si presentò Rita Sinconi “Ciao Fatma, mi hai fatta venire, di che cosa si tratta?” disse la donna tutta eccitata “Mi dispiace Rita, ha organizzato tutto Giacomo, ed io non ne so nulla” rispose Fatma “Tranquille, vi basti sapere che sarà una piacevole serata, se come al solito voi due mi asseconderete” disse lui “Certo Giacomo” disse Fatma, poi rivolgendosi a Rita “Vero Rita?” ed anche l’altra donna annuì. Poco dopo suonarono nuovamente alla porta, erano Carlo e Mauro, due colleghi di Giacomo ed anche suoi amici. “Benvenuti ragazzi” “Credevamo di aver sbagliato, che posto stupendo” disse Mauro stringendo la mano di Giacomo “Non esaurite così presto l’entusiasmo ragazzi, riservatelo per altre meraviglie, voglio presentarvi due splendide signore che forse conoscete di vista” disse Giacomo spostandosi ed indicando Fatma e Rita “Fatma, il nostro rappresentante dell’Arabia, che so voi apprezzate moltissimo e la signora Sinconi, che conoscete meglio” disse “Carlo e Mauro due cari amici” disse concludendo le presentazioni, mentre i due stringevano le mani che Rita e Fatma porgevano. “Andiamo, non perdiamo tempo, ci attende una stupenda cena. Li guidò in sala da pranzo ed iniziarono la cena, chiacchierando amabilmente, le due donne un poco in disparte, leggermente a disagio nei discorsi dei tre vecchi amici. Al termine della cena Giacomo li condusse in salotto e servì i liquori e tutti si misero a sorseggiarli “Ragazzi, come potete vedere la mia vita ultimamente è diventata un sogno ad occhi aperti” e Carlo e Mauro annuirono guardandosi intorno. “Voi siete due carissimi amici, due persone delle quali posso fidarmi, per cui ho deciso di farvi partecipi per una sera, della mia straordinaria fortuna” disse, ed i due lo guardarono divertiti, ma senza capire “Sei veramente un amico Giacomo, la cena è stata stupenda ed anche la compagnia” rispose cortesemente Mauro. Giacomo lo guardò sorridente “Il meglio deve ancora venire, caro Mauro, la serata durerà ancora a lungo e resterete molto piacevolmente sorpresi” disse, poi si voltò verso Rita “Ragazzi, solo io qui so quanti sospiri questa splendida bionda vi ha strappato passando nei corridoi con quella sua andatura tanto eccitante” disse notando la piacevole tensione che il corpo di Rita evidenziava “Rita mia cara, vorresti mostrare a Carlo e Mauro ciò che hanno sempre e solo fantasticato?” I due uomini balzarono sul divano “Giacomo, ma sei impazzito, lo scusi signora Singoni” balbettò Mauro, bloccandosi nel vedere che Rita si era alzata in piedi e subito Fatma, assecondando i desideri di Giacomo si era portata al suo fianco ed aveva iniziato ad aiutarla a spogliarsi. Un silenzio irreale regnava nella stanza, mentre i vestiti di Rita cadevano a terra liberando il giunonico corpo agli sguardi dei tre maschi. “Fatma tesoro, voglio che i miei amici decidano da soli chi di voi due è la più bella” disse e Fatma iniziò a spogliarsi, aiutata da Rita, sino a che le due donne non furono l’una a fianco dell’altra, completamente nude, offrendosi agli sguardi dei tre.
“Ragazzi, vi credevo più intraprendenti, non pensavo che a questo punto sareste stati ancora tutti vestiti” sghignazzò Giacomo divertito per lo stupore di Carlo e Mauro “Rita, vuoi aiutare tu i miei due amici, mentre Fatma aiuta me” disse e la giunonica bionda annuì avvicinandosi a Mauro e Carlo che si alzarono in piedi. L’esperta bionda prese a spogliarli mentre il suo morbido corpo si strusciava contro i loro. Quel contatto sbloccò i due che presero rapidamente a spogliarsi mentre le loro mani vagavano sulle loro curve. “Incredibile, fantastica” continuavano a dire i due increduli amici. Fatma stava masturbando Giacomo che guardava divertito la scena “Raggiungila, io per un poco guarderò” le disse spingendola verso i tre. Fatma senza esitazioni raggiunse la bionda, la spostò verso Carlo, mentre lei rapida si accucciava accogliendo in bocca il cazzo di Mauro ed iniziando a pomparlo con decisione. “Sedetevi e lasciatele fare” disse Giacomo sedendosi su di una poltrona masturbandosi leggermente mentre osservava la scena. La bella bionda e la bruna dalla pelle scura accovacciate tra le cosce di Mauro e Carlo presero a scorrere all’unisono le tumide lingue sui cazzi eccitati, lavorarono con le morbide labbra sui glandi paonazzi, si affondarono i pali di carne profondamente in gola mentre le mani accarezzavano abilmente i duri coglioni. Lui si portò alle spalle di Rita, la leccò tra le cosce, poi trovandola già eccitata la penetrò iniziando a scoparla con foga, sbattendo il pube sonoramente contro le giunoniche natiche, imprimendo con i propri colpi il ritmo del pompino che la bionda donava a Carlo. “Fatma, fai assaggiare la tua micina a Mauro” disse e lei si staccò dal cazzo del maschio ed agile salì sul divano andando ad offrire la vagina alla bocca del maschio. Mauro vi affondò con un gemito, prendendo a baciare e leccare con incredibile foga. Giacomo e Carlo si diedero il cambio e Giacomo affondò completamente il cazzo nella bocca della donna mentre l’amico la sbatteva facendo oscillare elastici i grossi seni nell’aria. Mauro continuava a leccare “Non vuoi scoparla Mauro” disse “Sì cazzo, certo che voglio” disse lui risvegliandosi. Fatma si calò sul cazzo affondandoselo nel ventre ed iniziando a danzarvi mentre sommergeva con i grossi seni il volto di Mauro che prendeva estasiato a succhiarli mentre le mani palpavano le sode natiche. Giacomo si staccò da Rita ed in piedi sul divano andò a porgere il cazzo alla bocca di Fatma che si dischiuse lasciandolo penetrare libero di chiavarla in bocca a suo piacimento. I due eccitatissimi amici non resistettero a lungo e vennero poco dopo inondando i ventri di Rita e Fatma. Rapide le due donne si portarono a leccare e ripulire i cazzi che andavano afflosciandosi, per poi continuare a lavorare di bocca per tornare ad eccitarli.
“Sono fantastiche, vedrete che non ci vorrà molto prima di tornare in forma” disse “Inoltre vi offrirò uno spettacolo che dovrebbe aiutarvi” disse e si portò a leccare e lubrificare con la solita crema il culo di Rita “Non posso crederci” gemette Carlo che vedendo Giacomo intento aveva rapidamente recuperato l’erezione e stantuffava nella bocca di Rita. Giacomo sorrise ed affondò il cazzo nel culo di Rita che gemette soffocata dal cazzo di Carlo che affondava sempre più nella sua gola.
“Mauro, guarda come sobbalzano quelle meravigliose tette” disse affondando i colpi e scuotendo Rita “Stenditi ed infilaci il cazzo, vedrai che spagnola deliziosa” disse e Mauro prontamente lasciato libero da Fatma andò a stendersi sotto Rita, infilandole il cazzo tra le grandi tette. Rita, inculata da Giacomo, con il cazzo di Carlo affondato in gola e quello di Mauro che le strusciava tra i seni, raggiunse rapidamente un orgasmo che la scosse tutta e la fece urlare, soffocata dal cazzo di Carlo. Giacomo chiamò nuovamente Mauro e si fece sostituire. L’eccitatissimo maschio affondò il cazzo nel culo ancora dilatato di Rita, afferrandola per i fianchi e sbattendola con foga sovrumana. Giacomo prese Carlo e lo portò da Fatma. Lo fece stendere e lei gli salì a cavallo, affondandosi il cazzo nel ventre e iniziando a danzarvi armoniosamente facendo sobbalzare i grossi seni. Giacomo le porse il cazzo e si fece leccare e succhiare mentre le palpava le tette, le accarezzava le stupende chiappe dettandole il ritmo dell’amplesso. Poi si chinò a baciarla “Ora mia cara noi tutti onoreremo la tua bellezza” le sussurrò e si portò alle sue spalle. Per un attimo fermò il movimento delle belle natiche, Fatma si voltò e gli sorrise, poi si chinò in avanti per facilitargli il compito e sommerse il viso di Carlo con le stupende tette. Pochi istanti dopo Giacomo stava profondamente affondato nel suo culo e Fatma gemette riempita dai due cazzi che scorrevano separati soltanto da una sottile parete muscolosa. “Cazzo ma è incredibile” sospirò Mauro che inculava Rita “Muoviti, vieni qui e daglielo da succhiare” intimò Giacomo. L’uomo agilmente si staccò dalla giunonica bionda che cadde a terra esausta masturbandosi leggermente. Poco dopo Fatma era completamente riempita, con tre cazzi che le stantuffavano in ogni buco. I tre erano troppo eccitati e prima Mauro e poi Carlo vennero riempendo la bocca e la vagina di Fatma con il loro sperma. Vedendo Fatma ingoiare le ultime boccate dello sperma di Mauro, Giacomo non si trattenne più ed a sua volta si abbandonò urlante sulla schiena di Fatma, scaricandole un copiosissimo orgasmo nell’intestino. Rita distesa sul tappeto gemeva “Anche a me, bastardi, anche a me”. Carlo e Mauro furono lesti a rispondere ai suoi appelli. La bionda li leccò masturbò e spompinò con foga, sino a che i cazzi tornarono a svettare, poi Mauro prese posto sotto la bionda affondando nel caldo ventre, Carlo sfondò con foga l’agognato culo della Sinconi che urlò, invocando Giacomo. Lui stava sdraiato, con Fatma che lo succhiava amorevolmente, quando si fu ripreso, lei iniziò a pomparlo con maggior foga, poi lo spinse da Rita. La bionda spalancò la bocca e lui vi affondò, la prese dolcemente per i capelli trattenendola anche se non ve ne era alcun bisogno ed iniziò a chiavarla in bocca mentre Fatma gli accarezzava dolcemente i coglioni. I tre maschi dopo averla sentita fremere più volte in preda ad orgasmi travolgenti si staccarono e la fecero stendere, masturbandosi davanti al suo volto e sul suo petto e ricoprendola con un nuovo copioso carico di sperma.
Quella notte Giacomo volle che Fatma dormisse con lui, per lunghe ore, rimase sveglio gustando la presenza di quel meraviglioso corpo vicino al suo, poi finalmente si addormentò. L’indomani mattina, Fatma lo svegliò, come al solito portandogli la colazione. “Fatma mia cara, per favore, potresti scrivere oggi stesso a tuo padre?” le domandò mentre immergeva una brioche nel latte caldo, appena macchiato “Certamente, ma perché?” domandò lei guardandolo stupita “Voglio che tu gli comunichi, che ho molto apprezzato i suoi regali, in particolare le sue due perle nere” disse accarezzandole la guancia. Lei gli sorrise con gioia “Ma devi anche dirgli, che proprio perché il mio apprezzamento è stato tanto grande non posso più continuare a gioire della sua generosità. Il suo debito è da considerarsi saldato e spero resteremo per sempre amici fraterni” continuò lui. Sul volto di Fatma si dipinse lo sconforto e la paura “Il tuo giocattolo ti ha stancato vero?” domandò triste. Lui annuì “Non poteva continuare Fatma, per oltre 6 mesi sono stato come un bambino goloso, impaziente di assaggiare la marmellata da tutti i barattoli possibili, ma purtroppo non sono più un bambino, non ha più senso continuare così” disse serio. Fatma gli afferrò la mano e prese a baciarla freneticamente “Mio signore, ti prego non mi scacciare, farò molto di più, tutto quello che desideri, per sempre, ti procurerò nuove ragazze, sarà fantastico!” disse lei confusamente, ma lui la arrestò ponendole le dita sulle labbra. Le lacrime spuntarono negli occhi di Fatma “Ho fallito”, singhiozzò “No Fatma, non hai fallito per nulla, anzi, per questo ti ho chiesto di scrivere a tuo padre a mio nome ringraziandolo per questo e per chiedergli il permesso di riunire per sempre le sue due meravigliose perle nere” lei lo guardò senza capire. Lui si sporse e trasse dal comodino un piccolo pacchetto “Aprilo” le disse. Fatma rimase immobile con il pacchetto tra le mani, poi si mosse lentamente, aprendolo. Dentro la carta stava un piccolo cofanetto in pelle nera, lo aprì e davanti ai suoi occhi comparve un meraviglioso anello. Una montatura semplice ma elegante, incastonava la stupenda perla nera che gli era stata regalata dal padre di Fatma tanti mesi prima. Fatma sollevò gli occhi verso di lui guardandolo, continuando a non capire “Nessun uomo può resisterti Fatma, nemmeno colui che ti ha nelle sue mani, semplice giocattolo pronto a soddisfare ogni desiderio” disse “Ora ti chiedo di soddisfare l’ultimo desiderio del tuo padrone” continuò “Accetta questo dono, il dono di un uomo innamorato alla sua prima moglie” Fatma rimase immobile, ma le lacrime smisero di sgorgare dagli occhi e si stese su Giacomo “Oh Giacomo, certo che accetto, mio padre ne sarà entusiasta, sono convinta che presto avrai molte mogli ed insieme ti renderemo felice per sempre” gli sussurrò dolce “Fatma, svegliati, mi senti” disse lui sollevandola e fissandola negli occhi. “Fatma, io sono un occidentale, io non voglio nessun’altra moglie, il tempo dei giochi è finito, o meglio da oggi i giochi li faremo solo io e te”. Lei si scosse e lo baciò appassionatamente “Con una donna come te, un uomo non ha bisogno di niente altro.

Autore Pubblicato il: 7 Giugno 2022Categorie: Racconti Erotici0 Commenti

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