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È l’orario d’ingresso delle ragazze.
Entrano tutte e l’ultima a farlo è Sabrina.
È vestita con una camicia rossa abbastanza trasparente e scollata chiusa in alto con un laccetto e un paio di jeans.
L’essere l’ultima ad arrivare mi da modo di osservarla per bene e constatare che sta davvero bene, anzi, fa venire voglia di spogliarla.
Arriva in ufficio dicendo che deve chiedermi una cosa, intanto il cazzo mi va in tiro, specie constatando che dalla scollatura si vede bene il reggiseno nero.
Le dico di chiedere tranquillamente e lei dice che l’avvocato dice che per avere delle speranze sull’affidamento delle figlie le serve un lavoro a tempo indeterminato.
Le dico di darmi un minimo di tempo per pensarci e di ripassare la sera stessa prima di uscire dall’ufficio.
Intanto che passa il tempo e svolgo le mie mansioni continuo a pensare però a Sabrina e a quando sarà nelle mie mani.
Arriva la chiusura dell’ufficio e vedo le ragazze che passano a salutare e se ne vanno.
Poco dopo sento bussare alla porta, è Sabrina che mi chiede cos’ho deciso.
Si avvicina così riesco ad ammirarla.
Le dico che per me sarebbe un grosso sforzo il suo contratto a tempo indeterminato.
Lei risponde che deve chiedermi assolutamente questo sforzo e che posso chiederle anche di venire con uno stipendio ridotto ma le serve il contratto.
Giro attorno alla scrivania e le dico che lo stipendio non è un problema slacciandole il nastro che le chiude la parte alta della camicetta.
Mi chiede che intenzioni ho mentre le bacio l’incavo del seno e inizio a sbottonarle la camicetta.
Inizia ad ansimare mentre i bottoni continuano a saltare e le mie labbra e le mie mani continuano a scendere.
La palpo da sopra al reggiseno mentre continuo a baciarla in mezzo alle tette.
Lei inizia ad ansimare e io le dico che può fermarmi in ogni momento.
La abbraccio e le sgancio il reggiseno e lo alzo per poterle prendere in bocca i capezzoli.
Continua ad ansimare e smette solo per chiedermi cosa succede se mi ferma.
Le dico che la manderei a casa subito e resterebbe in vigore l’attuale contratto senza problemi.
Le chiedo di sdraiarsi.
Lei obbedisce mentre tiro fuori l’uccello.
Mi chiede cosa le voglio fare mentre le metto l’uccello tra le tette tenendole strette con le mani.
Vedo i suoi occhi azzurri spalancarsi e mi chiede di fermarmi.
Io le chiedo se è sicura, abbassa gli occhi e dice di no quindi continuo la spagnola iniziata poco prima.
Continuo a tenerle strette le tette e palparle fino a venirle addosso sospirando.
Mi chiede se adesso può firmare con occhi sconsolati.
Le dico che può rialzarsi e di abbassarsi i jeans per firmare.
Come sempre le dico che può evitare tutto evitando di firmare.
Lei si abbassa i jeans e firma, io intanto dalla mia parte di scrivania mi godo la visuale delle sue tette mentre firma.
Mentre firma le passo dietro ancora con il cazzo di fuori.
Le dico che adesso non può fare nulla, le sfilo del tutto il reggiseno e le bacio l’incavo tra spalle e collo.
Le prendo in mano le tette e la infilo da dietro.
Lei sospira e inizia ad ansimare, io la scopo continuando a impastarle le tette e spalmarle addosso la sborra che le ho versato sulle tette prima.
Mi stacco un attimo da lei e le sussurro all’orecchio “ora voltati”, lei esegue e io la faccio sedere sul tavolo.la osservo un attimo e vedo quel ciuffetto di peli biondi che le adorna la figa non del tutto depilata.
Subito dopo riprendo a scoparla toccandole la schiena nuda sotto la camicetta e stringendola per sentirmi le sue tette addosso mentre le labbra vanno tra il suo collo e la sua spalla e la sua testa va all’indietro per il piacere.
Continuo ad andare avanti e indietro finchè non sono vicino a venire, lei esclama “non dentro!” tra un ansimo e l’altro.
Mi sfilo e le vengo copiosamente sulla gamba.
Riprendo fiato e le dico che lei non può dirmi cosa fare, solo chiedere e che adesso può andare.
Si riveste, prende la sua copia del contratto e se ne va.

Autore Pubblicato il: 4 Novembre 2022Categorie: Racconti Erotici0 Commenti

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