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Adesso devo convincere Chiara ad andare a lavorare a migliaia di chilometri da casa.
La invito nel solito ristorante di lusso.
Lei arriva, splendida come sempre nel suo vestito corto bianco che la fascia ed esalta la sua freschezza lasciando intravedere le sue forme e lasciando le scarpe scoperte da appena sopra al ginocchio e finemente truccata.
La faccio mettere a suo agio ed ordiniamo.
Vedo Chiara tesa, mi chiede come mai l’ho invitata da sola senza Elena ma le dico di stare tranquilla mentre mangiamo.
Non regge, chiede di nuovo spiegazioni, chiede se si troverà senza lavoro.
Le dico che il lavoro non le sarà tolto ma mi è stato chiesto di mandarla in Giappone.
Mi chiede quali sono le condizioni, le dico che ovviamente lo stipendio sarà diverso, che non sarà obbligata a restare là e che non ho parlato con Matsumoto di altre questioni personali.
Le chiedo solo, in caso, di placare certe mie curiosità e comunicarmi se in qualche modo volessero danneggiarmi.
Mi dice che ci penserà.
Intanto che finiamo di cenare si parla del più e del meno.
La cena sta finendo.
Mi chiede se possiamo parlare in un luogo più intimo della mia proposta.
Le chiedo se può andar bene la camera che ho sempre in quell’albergo e lei accetta.
Saliamo e chiaramente mi dice ‘Va bene, vado in Giappone, ma stasera ti voglio ai miei ordini, altrimenti il trasferimento salta’.
Sono stupito ‘cosa?’ le chiedo.
Lei tranquilla risponde ‘semplice, stasera farai quello che ti dico altrimenti non andrò in Giappone. E se non ti sentissi sicuro, tranquillo che nulla uscirà da questa stanza’.
Rifletto un attimo e accetto, è troppo importante che l’affare vada a buon fine.
‘ok, farò quel che vuoi’ rispondo.
‘bene, allora inizia a spogliarti’.
Io mi spoglio, mi ferma quando sono in mutande, mi fa stendere e mi sale sopra ancora totalmente vestita.
Mi chiede se la cosa mi piace e ovviamente avere il giovane corpo di Chiara che si struscia su di me mi eccita da morire.
Sto fermo solo per non far saltare un affare troppo importante.
Si volta guardando i miei piedi e mi dice ‘adesso toglimi le mutande e leccamela e vedi di farmi godere’.
Si mette a gattoni sul letto scavalcandomi e offrendomi la sua figa da leccare.
Io la prendo per i fianchi, le abbasso le mutandine che vedo solo adesso siano di pizzo bianco.
Inizio a leccarla e annusare il suo profumo di femmina e di voglia.
Lei inizia ad ansimare mentre la lappo e si bagna sempre di più incitandomi a continuare.
Continuo a leccarla mentre ansima sempre più forte e viene infine scossa da un orgasmo.
Riprende fiato e si rialza.
Averla così vicina mi fa impazzire ma devo stare calmo, la spoglierei e le salterei addosso ma non posso, ha lei il coltello dalla parte del manico adesso…
Sto fermo in attesa anche se sto scoppiando dalla voglia.
Mi chiede di toglierle il vestito.
Io provo ad accelerare i tempi ma mi intima di andar piano.
Si toglie del tutto il vestito e si struscia ancora su di me, si toglie il reggiseno, anch’esso di pizzo bianco e mi dice di prendermi cura delle sue tette, tornando a cavalcioni su di me.
Io le tocco, le impasto, le succhio, le bacio e le lecco, lei riprende ad ansimare e godere, gode e urla ancora reclinando la testa finchè pare abbia un altro orgasmo.
Intanto che le succhio ancora le tette si struscia su di me, mi sfila le mutande e si impala sul mio cazzo già duro come il marmo.
Va su e giù con una lentezza esasperante, mi sta facendo impazzire, la prendo per i glutei e cerco di accelerare.
Lei si tira su dritta e mi dice di stare calmo, riprendendo ad andare su e giù adagio.
Io sto effettivamente impazzendo come del resto Chiara che ansima mentre torno a prenderle in bocca i capezzoli.
Continua a godere e viene ancora.
Mi scopa ancora finch&egrave non sospira e si affloscia su di me.
La bacio ancora.
Si sfila da me e mi si sdraia accanto.
Le chiedo se posso venire.
Dice che ci deve pensare… se riesco a convincerla…
Le prendo in bocca un capezzolo mentre con le mani torno a scoparla e torturarle il clitoride.
Ansima ancora e mi chiede di scoparla.
La scopo piano poi accelero finché non vengo con un grugnito.
Mi sfilo da lei.
Mi riposo e lei torna a farmi eccitare con le tette.
Il mio cazzo torna duro e lei torna su di me.
Riprende a scoparmi, io sto fermo, lei continua a scoparsi e viene ancora.
Lei si alza e si sfila lasciandomi a metà.
Provo ad avvicinarmi e dice: “o firmo il trasferimento o vieni”.
Allora mi allontano e le indico il contratto dicendole che purtroppo devo farlo.
Lei si avvicina al tavolo ancora nuda e firma.
Una volta firmato dice “e non vieni a ricompensarmi per la firma?” mettendosi oscenamente a novanta.
La tengo per i fianchi e la scopo ancora forte finchè non vengo ancora.
Al che la abbraccio e le dico che se vorrà avrà sempre il mio aiuto.
Lei dice che spera di tornare in Italia ogni tanto… e di tenermi libero per quelle volte… La giornata d’ufficio corre come sempre.

Autore Pubblicato il: 12 Luglio 2022Categorie: Racconti Erotici0 Commenti

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