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Non credo che tu sia nella posizione di poter parlami cosí. Vedi di moderare il linguaggio o saró costretto a punirti! E non sono sicuro che la punizione sia di tuo gusto – Sorrido – Ho qualche dubbio ma se vuoi possiamo scoprirlo subito! – Ti dico sussurrando a pochi centimetri dall’orecchio.
Per qualche secondo mi distraggo nuovamente guardando il tuo corpo profumato e nudo, appena lavato e pronto a ricominciare l’avventura: il collo allungato e elegante, i seni che si sollevano ritmicamente seguendo il tuo respiro intenso e profondo, il tuo ventre liscio e profumato, le tue gambe svelte e agili. Le braccia sono legate sotto di te. Devo solo scegliere il miglior modo di cominciare.

-Anzi facciamo una cosa – dico adesso a voce alta con tono deciso – fino a nuovo ordine non hai il diritto di parlare, fammi pensare! –

Mi alzo, affianco al letto e ti aiuto a sollevarti affianco a me, ti prendo per un braccio e – Seguimi – mentre ti spingo leggermente per guidarti verso la cucina, ancora gli occhi sono nascosti dietro il foulard quindi non puoi che seguirmi fidandoti di me.
Cucina, salda da pranzo e salotto sono tutti parte di un open-space che non impedisce i movimenti e la vista. Ti porto fino al tavolo e ti rigiro, ti prendo per i fianchi e sollevandoti il giusto ti ci siedo. Sei senza dubbio il miglior piatto possibile per saziare i miei appetiti ma devo ancora decidere come cucinarti, l’inspirazione non manca, é l’imbarazzo della scelta il mio grande problema!
-Ferma qui, aspetta un attimo –

Vado verso il mobile bar e, senza fretta, preparo nuovamente due biccheri con un dito di buon wisky ognuno e torno verso di te. Ti metto il tuo bicchiere in mano e brindiamo. Butto giú in un sorso sentendomi invaso da una sensazione di energia profonda che scende verso il mio stomaco e una miriade di sapori che scalano i miei sensi fino al punto piú sensibile del cervello.

Finita quella piccola estasi credo che sia il momento di iniziare. Ti prendo per un braccio e ti aiuto a scendere nuovamente dal tavolo, cosí completamente nuda davanti a me. Senti le mie labbra che sfiorano le tue e ci baciamo… é solo un attimo, mi separo da te e ti giro di spalle. Inizio a armeggiare con la morbida stoffa che ti tiene prigioniera e ne mentre ti dico, con sicurezza e fermezza: – adesso ti devo slegare, solo per un attimo, non fare scherzi, ti ho giá detto che ogni tipo di ribellione ha il suo castigo. Ok? –
Rispondi con un gesto affermativo ma lo sbuffo che viene immediatamente dopo mi dice chiaramente che la doma non é ancora finita. Sei ancora ribelle.
Ti slego le mani, ti rigiro e ti lego nuovamente i polsi l’uno all’altro ma stavolta davanti; con cura, con forza, non sono uniti ma ho creato una specie di coppia di manette dalle quali non ti puoi liberare ma ti permettono di muovere le mani in modo indipendente.
E nel mentre ho deciso come cominciare.
Ti tiro nuovamente con me e ci mettiamo a capo della tavola, ti stringo e rabbrividisci al sentire il calore dei nostri corpi che si congiungono nuovamente, i nostri sessi che si sfiorano, i miei baci che scivolano sul collo… le tua mani legate sono lí in basso appena sfiorano la rinnovata rigidezza dell’eccitazione crescente non resistono a prenderla tra le mani. Sono solo pochi secondi intensi che sento con piacere ma mi separo e – No, no, ancora non te lo sei meritato – sussurro – Girati e appoggiati al tavolo! Adesso! –
Stavolta obbedisci, ti giri verso il tavolo e ti pieghi appoggiando il tronco. Nel farlo alzi voluttuosamente le natiche verso l’alto con un gesto di sfida e provocazione.

Sciaf.

Non son riuscito a resistere, il primo sculaccione é piú sonoro che forte ma il suo schiocco congela il tempo per un attimo. Ne sei rimasta sorpresa. Abbassi la testa lentamente fino ad appoggiarla al tavolo. Accarezzo la natica e sento come si riscalda velocemente nel punto il cui inizia adelinearsi la forma di una mano aperta, é molto eccitante, ma il vero colpo di grazia é quando cerco il tuo sesso ripieno di voglie non confessate e lo sento immediatamente ardente e letteralmente grondante di umori. Quasi colano e ne approfitto per inizare subito a accarezzarti. Prima, godendo della tua eccitazione e di quell’umiditá scivolosa, accarezzo dolcemente il fiore che fa da porta al profondo del tuo godimento e, lentamente, seguendo le labbra gonfie arrivo fino alla clitoride che giá mi attendeva chissá da quanto. Le carezze sono leggere, approfitto della lubrificazione e del suo rosso capuccetto per coccolarlo con allegria e buon senso, facendolo scattare da un lato all’altro senza fare molta pressione… In breve tempo l’aroma del tuo intimo desiderio sale fino alle mie narici e, cosí, essendo tu il piatto principale di questa tavola generosamente imbandita decido di farmi immediatamente una scorpacciata. Ti spingo in modo che tu salga definitivamente sulla tavola: – Girati e apri le gambe – Non ammetto repliche, e ti guardo mentre appoggi la schiena al tavolo, vedo i tuoi capezzoli turgidi e duri, tesi dal contatto previo con la superficie fredda, eccitati e quasi accusatori mentre indicano le stelle del cielo a testimonio del tuo piacere.
Lentamente schiudi le gambe e senza pensarci due volte mi butto tra di loro, ho fame. Non ho intenzione di risparmiarmi nessun vizio e il primo sará la gola.
Senza attendere neanche un attimo mi dedico a divorarti e a esplorarti con le labbra e con la lingua; il magico bottoncino mi tenta goloso com’é, ma scendo a esplorare il tuo sesso che non fa altro che gocciolare generoso essenze eccitanti… senti come ti penetro con la lingua, frugo e lecco dentro e fuori, muovi il bacino per seguirmi e guidarmi sentendo come monta il piacere. Prendi la mia testa con le mani legate e cerchi di spingermi verso di te ma…
Ma no, adesso comando io!
Ti sposto le mani e mi ergo nuovamente davantia te vedendo il piccolo laghetto tra le natiche… Ce l’ho duro come una colonna greca, non voglio attendere. Ti prendo per i fianchi e ti tiro verso di me, prendo il mio sesso con la mano e senza chiedere il permesso entro. So giá quanto sei bagnata e sento come scivola nella tua grotta ardente come brace…. chiudo gli occhi mentre penetro profondamente avendoti con le gambe completamente divaricate. Quando sento la parete del fondo mi fermo, mi sento, ne gioisco, me lo godo.
Inizia un ballo un po’ sgraziato ma ritmato, iniza quel ritmo sincopato e cambiante che solo poco fá giá ci ha portato alle porte del Nirvana. Prendo le tue mani e le guido al tuo sesso, voglio vedere come ti tocchi mentre scopiamo e voglio sentire come insieme possiamo farti godere. Ma tu sai essere comunque generosa, con una mano ti accarezzi con forza e voluttá, con l’altra prendi il mio uccello alla base e mi masturbi mentre entro e esco dentro di te…. la sensazione e la visione sono sublimi. Per un attimo penso che se continui cosí sará difficile punirti, ma la speranza é l’ultima a morire.
Il piacere, fortemente fomentato dall’ecitazione della situazione e dell’attesa, non tarda a montare come i cavalloni su una spiaggia che riceve le violente carezze di una tempesta. Mugoli, sospiri, ti contorci e le tue dita diventano sempre piú veloci nel cercare il sommo piacere… Il tuo corpo inizia a tremare tutto, madido di sudore, in preda alle convulsioni dell’orgasmo che monta selvaggio e invade lentamente tutto il tuo corpo, esplode nel cervello e scende immediatamente verso il cuore che galoppa follemente, stringe lo stomaco, ritorce il ventre e inonda il tuo sesso con un fiotto violento orgasmico. É un’estasi anche solo percepirlo dall’esterno, a volte dubito se la mia mente sopravviverebbe a un orgasmo potente come quello che puó sentire una donna.
Appena sento che iniza a scemare esco da te, tu stringi le gambe tenendo strette nel basso ventre le mani che continuano a centellinare le ultime gocce preziose del climax. Giro velocemente attorno al tavolo e ho la tua testa a pochi centimetri. Anche io voglio la mia parte. Senti immediatamente il pungente odore di sesso che porto addosso, mi cerchi, trovi il mio sesso e senza indugi inizi a ingurgitarlo, leccarlo, tirarlo con una forza che ancora non avevo sentito… anche il mio piacere non tarda a esplodere poderoso e generoso tra le tue labbra, mentre continui a vezzeggiarlo per non farmene perdere neanche una goccia. Resto quasi svuotato di energie ma elettrizzato dalle scosse che scorrono lungo la schiena portando il piacere dal cervello al sesso e viceversa ogni volta che sento la tua lingua che mi accarezza o le tue labbra che succhiano voluttuose.
Ansimanti e soddisfatti recuperiamo la respirazione.
Mi appoggio al tavolo, un braccio sotto le gambe e un altro sotto le tue spalle e ti prendo in braccio, appoggi la testa al mio petto e ne senti il calore e il battito del cuore che da tempo suona all’unisono con il tuo. Ti porto di nuovo nella tua stanza, ti appoggio sul letto e mi stendo al tuo fianco. Sciolgo il foulard que ti impedisce la vista e appena lo rimuovo posso godere nuovamente della profonditá dei tuoi occhi. La paura sembra passata, mi guardi con gli occhi socchiusi e con un leggero sorriso intrigante.
– Ti ho detto che non hai nulla da temere, ma devo anche confessarti che abbiamo appena iniziato! –
Fai un cenno di assenso e aggiungo. -ok, hai il permesso di parlare ora –

-Per dire cosa? Non ricordo l’ultima volta che mi sono bagnata cosí tanto! Ti ho sentito come mai mi era capitato. Ne voglio ancora, ti voglio dentro di me fino a crollare!!! –

Il petto mi si gonfia di emozione, la mente mi si intasa di responsabilitá. Bisogna mantenere la tensione, bisogna continuare a distillare piacere con pazienza, fantasia e audacia!

Il gioco é appena iniziato e i nostri eroi hanno ancora molto da scoprire e esplorare.

Se sei arrivata fino a qui e sei riuscita a godere nel leggere come io nello scrivere allora contattami e ne parliamo. Vorrei ricevere commenti, critiche, apportazioni, dubbi o richieste.

Puoi scrivermi a delahaine69@outlook.it

Non sará tempo perso. promesso.

Autore Pubblicato il: 24 Luglio 2022Categorie: Racconti di Dominazione, Racconti Erotici, Sensazioni0 Commenti

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