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Elettra Episodio 3

Il mio intervistatore adesso mi guarda con un sorriso che ha di demoniaco.
Ti insegnerò volentieri un po’di disciplina piccola discola !
Ma … Prima il dovere e poi il piacere … Quindi adesso mi racconterai del tuo matrimonio nei minimi dettagli e poi vedremo cosa si può fare con te!
Non speravo in tutto questo : è un master così bello che mi controllo a malapena, sono eccitata e bagnata.
Non devo perdermi d’animo però così cerco di continuare il mio racconto.
Lui mi scopava ogni volta che ne aveva voglia. Non avevo voce in capitolo, non potevo dire no. Se succedeva mi diceva che ero una cattiva moglie, poi mi legava le mani e mi appendeva per i polsi ad un gancio che aveva fissato sul muro lui stesso, poi mi penetrava con le dita finché non mi bagnavo.
Quando le sue mani uscivano dalla mia fica cariche di umori mi diceva che ero una bugiarda e che avevo voglia eccome!
Spesso capitava che mi lasciasse istruzioni su come farmi trovare quando tornava dal lavoro (Spesso nuda e già pronta a farmi scopare) e se non le eseguivo alla lettera mi puniva. –
Che genere di punizioni ti assegnava ? –
Kevin adesso si sta accarezzando lascivamente il pacco da sopra i pantaloni.
Deglutisco.
Il più delle volte erano sculacciate che subivo stando appoggiata al tavolo della cucina; altre volte invece decideva che meritassi un trattamento più lungo per riuscire a capire bene le mie mancanze e, durante il fine settimana mi obbligava a stare in casa completamente nuda e a farmi scopare ogni volta che ne aveva voglia piegata a novanta e con le mani contro il primo muro che capitava, inoltre, dopo avergli servito i pasti dovevo andare sotto il tavolo e succhiarglielo per bene.
La domenica sera si sedeva sul divano e mi obbligava a stare inginocchiata davanti a lui .
In questo modo decideva se avevo recuperato la mia mancanza o meno.
Se lo avevo fatto, mi premiava concedendomi di toccarmi di fronte a lui fino all’orgasmo, in caso contrario mi puniva ulteriormente schiaffeggiandomi le tette.
Kevin continua il suo messaggio personale mentre mi chiede:
Una cosa però non capisco: perché non avevi mai provato a toccarti quando lui non era in casa?
Beh! Nonostante tutto pensavo che davvero mio marito facesse il mio interesse nel trattarmi in quel modo.
In fin dei conti non avevo termini di paragone e non potevo parlare con nessuno della nostra vita sessuale.
Mi aveva allontanata anche dalle poche amiche che avevo prima di sposarmi e vedevo la realtà filtrata attraverso i suoi occhi.
Per circa un anno gli ubbidii ciecamente e non provai mai a darmi piacere senza il suo permesso.

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Autore Pubblicato il: 11 Luglio 2021Categorie: Interviste Erotiche, Racconti di Dominazione, Racconti Erotici0 Commenti

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