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Racconti di Dominazione

La coppia sottomessa – Presentato alla famiglia

By 16 Aprile 2026No Comments

La conversazione proseguiva come se nulla fosse, ma si percepiva un gioco di sguardi e di ruoli che nessuno nominava apertamente.
Quando arrivarono Lola e il suo fidanzato l’atmosfera cambiò. Lola si rivolse al ciccione con un tono che oscillava tra il sarcasmo e la provocazione, quasi stesse testando i limiti di tutti i presenti.

“Ti sei divertito con Laura? L’abbiamo sentita urlare più volte”

“Certo che sì, una cosa del genere è sempre stata il mio sogno.”

Lola si voltò, guardando Laura aggiunse, “ e tu troietta? ti sei divertita?”

Laura rimase immobile, trattenendo il respiro; la sua risposta sottomessa rivelava più di quanto volesse, “si, padroncina.”

“Molto bene perché ho intenzione di chiedere a mia mamma se lui può diventare il tuo fidanzato.”

La mattinata scivolò via in un silenzio pieno di pensieri non detti sino a quando arrivarono Maria e Zora.
Lola corse subito da loro, raccontando ciò che era accaduto con l’entusiasmo di una figlia che cerca approvazione e Maria l’ascoltò con calma, con quella compostezza che appartiene a chi è abituato ad avere potere.
Si sedette in giardino mentre Laura si posizionò davanti a loro, il ragazzo rimase alle sue spalle, rigido, come se non sapesse bene quale fosse il suo posto.
Maria studiò il ciccione con attenzione. “Ti piace Laura, vero?!”

“Si, molto”

“Lo sai che ci appartiene?”

“Sì, signora. Lola mi ha già messo al corrente di tutto.”

“Vuoi diventare il suo fidanzato?”

Lui con un sorriso: “magari!”

Maria e Zora risero, ma non per deriderlo: era la risata di chi riconosce un meccanismo che si ripete, un copione già visto.
Lola osservava tutto con occhi attenti. In lei convivevano il bisogno di dominare e quello di mettersi in mostra per essere riconosciuta. Ogni suo gesto era un modo per affermare il proprio potere, ma anche per nascondere una fragilità che nessuno doveva intuire. Mentre Laura, al centro di tutto, aveva trovato una sorta di pace nell’accettare il ruolo che gli altri le cucivano addosso.

“Bene”, dissero. “Da adesso sarai il suo fidanzato, te la porterai in giro dove vorrai ma dovrai anche badare al cornuto.”

Il ragazzo, sempre più coinvolto, prese con sé Laura strattonandola nel tentativo di mostrarsi all’altezza delle aspettative. La caduta della spallina mise in vista il seno e la voglia si impossessò di lui, messe le mani al collo iniziò a baciare Laura con passione, per poi scendere a palparle pesantemente il culo, sollevando al minigonna.
Lola osservò la scena da basso e non si lasciò sfuggire le natiche e la vulva oscenamente in vista, si mise tre dita in bocca e in un sol colpo le piantò nella fica di Laura. Girandosi disse, “mamma guarda che troia, tre dita le sono entrate senza alcuna fatica!”

Zora suggeri’, “e allora aggiungine un altro paio!”

Lola non se lo fece ripetere, ne aggiunse un quarto ed un quinto affondando l’intera mano nella vagina. Laura cominciò a mugolare mentre Lola le entrava e usciva a ripetizione senza alcuna resistenza nella voragine zuppa di umori.
All’ultimo strinse il pugno ed entrò facendola urlare in preda ad un intenso orgasmo .
Ma non era ancora finita. Il ciccione la portò in casa e di il a poco si udirono altre grida e schiocchi, con Laura che lo pregava di spingere ed affondare più forte.
Maria e Zora si scambiarono uno sguardo complice e soddisfatto; il lavoro svolto su Laura stava dando succosi frutti.

(Continua)

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