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Racconti di DominazioneTrio

La notte, ci si sporca

By 13 Ottobre 2015Dicembre 16th, 2019No Comments

Era quasi imbarazzante guardarle. Di bello, insieme, avevano poco o nulla. Una troppo alta, l’altra magra e sgraziata, oserei dire brutta.

Vederle limonare nel parcheggio dell’autogrill mi eccitò, evidentemente. Sara e Fiamma facevano le sceme per divertire i camionisti in cerca di riposo il venerdì notte. Si mordevano labbra e capezzoli, si succhiavano le dita reciprocamente, ma non andavano oltre, non le interessava.

Quando Luca salì in macchina disse loro che erano ridicole e che le avrebbe cedute al primo lurido di turno per pochi spicci. Fumò una sigaretta con la testa fuori dal finestrino e iniziò a massaggiarsi il cazzo sopra i jeans stretti. Le due ragazze continuavano, ma l’idea di succhiare il bel cazzo dell’amico le rese più intraprendenti. Luca era adesso in ginocchio, con le gambe spalancate tra i due sedili anteriori, e le cagnette leccavano il cazzo, se lo dividevano sincronizzando le lingue e ripassandosi la saliva. Il burattinaio, le sue marionette, non le sfamò.

Riprese a guidare. Ma non troppo. Era stanco e con il cazzo duro. Si fermarono di nuovo oltre la tangenziale. In un parcheggio popolato da bottiglie di birra e resti di scopate veloci. Li avevo seguiti. In fondo io mi sentivo un po’ Luca, avevo anch’io il cazzo duro e una voglia incredibile di incularmi quelle troie. Aprì le birre che aveva preso all’autogrill. L’auto odorava di cagne e sesso. Finirono la birre parlando senza ascoltarsi, mentre Fiamma si masturbava, dopo aver leccato ripetutamente il collo della bottiglia che più volte aveva strusciata divertita sulla figa fradicia dell’amica. Luca scese dalla macchina, Sara lo seguì, voleva baciarlo, voleva baciargli il cazzo. Fiamma sbronza resto in auto a masturbarsi. Fu un bel pompino, fatto con voglia e lingua. Ed io mi ero già imbrattato le mani di sborra calda, ma non potevo fare a meno di guardarli.

A pecora sul cofano, Sara non era poi così male. Diventava dell’altezza giusta. Luca la scopò, tra gemiti e colpi di cazzo. Sara godeva e Fiamma si sfondava la fica con la bottiglia di birra. Finch&egrave Luca non la chiamò fuori, mentre usciva fuori da Sara. Le diede un bacio, la fece abbassare e le infilò la bocca tra i glutei dell’amica. Fiamma leccava e insalivava il buco stretto dell’amica, con gusto, mentre Luca le faceva sentire un po’ di cazzo nella figa larga e liquida. Ma solo un po’. Quel cazzo duro e venoso era destinato al culo di Sara, che lo accolse con un urlo. Sara ansimava e gemeva dal dolore, Fiamma rideva, la baciava e accarezzava il petto di Luca. Gli piaceva inculare Sara, aveva il culo stretto, che prendeva subito la forma del cazzo. Ogni tanto Infilava la lingua in bocca a Fiamma e le strizzava un capezzolo, forte, o la mordeva tra il collo e la spalla, e intanto inculava forte Sara, ululante sotto i colpi di reni, con il culo in fiamme e la figa fradicia.

Io venni ancora. E anche Luca finalmente venne, sulla faccia di Fiamma, che stringeva dai capelli. Fiamma con la bocca aperta, protestava e si dimenava. Senza risultato. Il volto spigoloso era ormai pieno di sborra calda e appiccicosa. ‘Fottiti’ gli urlò, appiccicaticcia e nervosa. Entro in auto e prese la sciarpa per pulirsi il viso. Sara baciò Luca, si riabbasso lo gonna e sedata si sedette dietro. Luca, diede uno schiaffo sul culo a Fiamma che non smetteva di lamentarsi. Saliti in macchina le disse che si sarebbero fermati ad una fontana, dove avrebbe potuto lavarsi il volto. Suo padre non si sarebbe accorto di niente, anche se fosse stato sveglio ad aspettarla. Anche questa volta io li seguivo, con il cazzo sempre duro. Ero quasi certo che stavano per tornare a casa, del resto era l’alba.

Trovarono una fontanella di quelle basse. Sara dormiva, scosciata, puzzava di figa bagnata. Fiamma scese, si lavò il viso e riprese i sensi. Anche Luca scese, rapido e silenzioso. E fiamma non fece in tempo a dire nulla, aveva già due dita di Luca nel culo e il suo cazzo vicino che le pisciava in viso e l’azzittiva.

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