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Capitolo 5

Passarono alcuni giorni. Come sempre Giulia appena arriva in ricevitoria esegue il suo rituale mattutino. Oggi indossa un jeans e un maglioncino di cotone. Si sfila i vestiti, si toglie l’intimo e si riveste. Poi fa la sua riverenza e porge il suo intimo a Carlo, -Ai tuoi ordini Padrone-
Carlo nota che le mutandine sono umide per cui guarda la ragazza con sguardo interrogativo.
-Mi spiace Padrone, non mi sto toccando come mi hai ordinato… però ho spesso la micina bagnata-
Carlo le sorride, -Va bene, sei una brava schiavetta, oggi puoi toccarti.-
Giulia è contenta, -Grazie Padrone, posso adesso?-
-Va bene, vai.-
Giulia fila subito in bagno, si slaccia i jeans e comincia ad accarezzarsi la micina. Non vedeva l’ora di potersi toccare, infila un dito nella fessura: è già bagnata. Infila un altro dito e accelera il movimento. Vorrebbe durare di più ma è tanto eccitata, ancora qualche colpo e viene sulla sua manina. Si ripulisce e si richiude il jeans, poi torna di là dove Carlo l’attende.
Lui la vede arrivare soddisfatta e l’abbraccia. A Giulia piacciono molto questi gesti d’affetto, -Grazie Padrone, son contenta di essere la tua schiava.-

A metà mattinata Giulia approfitta di un momento in cui non ci sono clienti per andare in bagno.
Carlo però la ferma, -Dove vai ?-
-Devo andare in bagno, Padrone- risponde lei
-Un altro ditalino?- insinua Carlo.
-No Padrone, devo fare la pipì- precisa Giulia.
-Resta qui.- le intima lui.
-Ma mi scappa- controbatte lei.
-Allora fattela addosso.- ordina Carlo.
Giulia è interdetta, sa che deve obbedire al suo Padrone, però l’idea di farsela sotto non l’alletta affatto. È bloccata e alcune lacrime scendono sul suo viso.
-Allora, ti vuoi dare una mossa ?!- la sprona Carlo.
La ragazza ormai in lacrime cerca di rilassarsi, poi finalmente, con tanta vergogna, comincia a urinare. Subito si forma una chiazza sul suo jeans che velocemente scende giù fino alle caviglie. Poi un po’ d’urina va a bagnare il pavimento.
Dopo averla fatta tutta Giulia resta in silenzio. Si sente umiliata come una bambina che se l’è fatta sotto.
-Prendi uno straccio e pulisci il pavimento- le ordina Carlo.
Lei esegue. Poi Carlo, indicando il suo jeans, -Vuoi startene così tutto il giorno?-
-Ma non ho un ricambio!- protesta lei.
-Beh decidi tu: o ti tieni quel jeans bagnato addosso oppure te lo togli e te ne stai nuda sotto-
-Ma…- cerca di controbattere lei.
Carlo la interrompe, -Non ti preoccupare, se ti mantieni attaccata al bancone non può vederti nessuno.-
Giulia ci pensa un po’. Il jeans, inzuppato della sua pipì, si è appiccicato alle gambe e le dà veramente fastidio. Però è spaventata all’idea di dover stare nuda dalla vita in giù.
Passano alcuni minuti, alla fine si arrende. -Va bene Padrone, mi fido di te-
Va in bagno, si toglie i jeans e cerca di ripulirli con un po’ d’acqua. Poi li appende sperando che almeno a sera siano asciutti. Poi tira giù il maglioncino per coprire il più possibile. Si guarda alla specchio constatando che il culetto e la micina sono comunque esposti. Cerca di farsi forza, esce dal bagno, controlla che non ci siano clienti, poi corre verso il bancone.

Passano le ore, Giulia si cura di restare il più possibile incollata al bancone. Comunque l’imbarazzo iniziale va pian piano scemando quando constata che la sua nudità non è visibile ai clienti, come aveva previsto Carlo.
Dal canto suo il ragazzo di tanto in tanto si avvicina a Giulia per darle qualche pizzicotto sul sedere.
Lei appare divertita da questo gioco, allora Carlo fa scivolare una mano sulla sua fighetta che trova bagnata.
-Sei proprio una sgualdrina- sentenzia Carlo.
-Si Padrone, sono la tua sgualdrina- annuisce lei.

Di solito i due non tornavano per pranzo alle rispettive case, preferendo mangiare qualcosa in un bar gastronomia lì vicino. Quest’oggi però Giulia ha ancora il suo jeans bagnato per cui Carlo si offre di andarle a prendere lui qualcosa per pranzare.
-Togliti il maglioncino e le scarpe e aspettami in ginocchio- ordina Carlo.
Giulia si denuda completamente e si inginocchia sul pavimento. Intanto che aspetta pensa a quanto sia strana la sua condizione. In fondo potrebbe benissimo rialzarsi e rivestirsi, ma la sua natura è di essere sottomessa perciò resta lì nuda e prostrata aspettando che ritorni il suo Padrone.
Passa mezz’ora circa e Carlo rientra. Ha portato una bottiglia d’acqua e qualche tramezzino. Ha preso anche un paio di ciotole: in una versa l’acqua, nell’altra ci mette i tramezzini spezzettati. Poi pone le ciotole per terra e guarda Giulia.
-Pari proprio una cagnolina quindi è giusto che mangi come una cagnolina- afferma Carlo.
Giulia si avvicina a quattro zampe e comincia a mangiare i suoi tramezzini nella ciotola. Poi ogni tanto beve nell’altra ciotola.
Carlo la guarda soddisfatto e sente salire l’eccitazione. Si apre la patta e tira fuori il cazzo che sta diventando duro. -Non ti ho preso il dolce ma posso darti un po’ della mia crema. Son sicuro che ti piacerà.-
-Certo Padrone- risponde Giulia che ha già finito di mangiare.
La ragazza si avvicina sempre a quattro zampe e si mette a leccare il cazzo di Carlo.
-Mmm… alla cagnetta piace il mio cazzo…- mugola lui.
Allora Giulia gioca a lappare quel bastone di carne.
Il ragazzo gradisce e, dopo qualche minuto, le dice: -Adesso apri la boccuccia-. Poi ci infila il cazzo.
Giulia comincia ad andare su e giù lungo l’asta ma Carlo con una mano le afferra la nuca per tenerle ferma la testa. Stavolta vuol essere lui a fotterla. Prende a muovere il cazzo dentro e fuori la bocca della ragazza, ogni volta spingendo più a fondo.
Giulia sente la cappella sbattere sul suo palato poi scivolare in gola. Teme di vomitare.
Carlo la sta scopando in bocca come fosse una fica. Intanto , con la mano libera, ha preso a strizzarle le tette. Le fa male ma non può opporsi. Lui la preme contro il suo bacino, ha il cazzo tutto in bocca, si sente soffocare. Poi lui tira fuori il cazzo e lei può riprendere fiato, lacrime scendono sul suo viso.
La pausa dura giusto un momento, Carlo ha già ripreso a muovere il cazzo nella bocca di Giulia. Va avanti ancora un po’, poi le scarica in gola la sua sborra.
-Ingoia tutto- le ordina.
Giulia manda giù tutto poi gli ripulisce il cazzo. Si sente affaticata, comunque sorridendo dice: -Grazie Padrone.-
Intanto Carlo si rimette il cazzo nei pantaloni e va a sedersi sul divanetto che tenevano lì.
-Vieni qui cagnetta- ordina alla ragazza.
Lei si avvicina camminando sempre a quattro zampe. Carlo le accarezza il viso asciugando le sue lacrime. Giulia mugola.
-Lo so che sei una cagnetta in calore- la canzona lui. Poi le carezza le tette, sente i suoi capezzoli duri e li stringe forte. Giulia si contorce. Allora Carlo fa scivolare la sua mano verso la sua fighetta. Lei allarga le cosce per favorire quell’intrusione. Carlo sorride. Nota che alcuni rivoli bagnano le cosce della ragazza. Lui allarga le grandi labbra e infila due dita nel sesso di Giulia. Lei ha un fremito. Poi Carlo comincia a muovere dolcemente le due dita dentro di lei. Giulia si abbandona a quella voluttà. D’un tratto Carlo le stringe il clitoride tra le dita. Lei geme per il dolore. È un attimo poi esplode in un intenso orgasmo bagnando anche il pavimento.
Giulia si è accasciata per terra, Carlo le porge la sua mano madida dei suoi umori. Lei lecca amabilmente.
Passano alcuni minuti in silenzio poi Carlo dice: -Su dai una ripulita e va a rivestirti-
-Si Padrone- risponde Giulia. Poi passa uno straccio sul pavimento e va in bagno. Si dà una sistemata e verifica che il suo jeans è ancora umido. Si rimette maglioncino e scarpe. Sa che finirà la sua giornata semi-nuda ma è contenta così.

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Autore Pubblicato il: 9 Agosto 2022Categorie: Racconti di Dominazione0 Commenti

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