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Capitolo 6

Il giorno successivo ci fu una visita inattesa in ricevitoria. Infatti verso metà mattinata si presenta Luisa. Indossa una camicetta bianca con su un pullover rosa, una gonna marrone lunga fino alle caviglie con sotto un paio di stivaletti neri. A vederla appare molto radiosa, almeno così sembra a Carlo. Sicuramente un’immagine diversa da quella donna così abbattuta che aveva visto l’ultima volta.
-Ciao mamma- esordisce subito Giulia.
-Ciao ragazzi, ero da queste parti ed ho pensato di venirvi a trovare- risponde Luisa.
-Ciao Luisa, è bello vederti- saluta Carlo.
Il ragazzo è piuttosto sorpreso nel vederla; da quando era morto Gianni sua madre non aveva mai messo piede in ricevitoria. Non che gli dispiaccia ma si sta chiedendo se non ci sia un motivo specifico per cui è passata a trovarli.
-Allora, come va ?- chiede Luisa.
-Ah molto bene- risponde prontamente Carlo, -Giulietta ha imparato subito come si lavora qui, è molto diligente-
Giulia sorride ma fra se si domanda se non ci sia una sottile allusione nelle parole del suo Padrone. Comunque un po’ la disturba la visita di sua madre. Se fosse passata ieri, pensa, chissà che situazione imbarazzante si sarebbe venuta a creare. Per lei quella ricevitoria deve essere il luogo dove poter sentirsi libera di giocare la sua sottomissione a Carlo senza interferenze di parenti o amici. I clienti non contano, sono estranei.
-Giulietta vorrei dire due parole a Carlo, puoi lasciarci soli un momento?- chiede Luisa.
-Certo mamma, nessun problema- risponde la figlia allontanandosi un po’ contrariata.
Carlo s’era spesso chiesto cosa sarebbe successo se il suo particolare rapporto con Giulia fosse stato scoperto. Era sempre stato attento affinché nulla trapelasse ma adesso si sta chiedendo se la madre di Giulia non abbia intuito qualcosa. Nell’eventualità non sente di doversi scusare, in fondo è stata la ragazza a sceglierlo come Padrone e ad offrirgli la sua sottomissione.
Rimasti soli Luisa cerca le parole giuste poi esordisce: -Sai Carlo, volevo ringraziarti-
-E di che?- chiede il ragazzo cercando di non esporsi.
-Mia figlia sembra rinata- continua la donna.
-Beh mi fa molto piacere… anche tu mi sembri più su di tono- replica Carlo.
Luisa prende una mano del ragazzo, la bacia e se la porta sul petto. – è molto importante quel che stai facendo per lei-
Carlo è attonito, non sa cosa pensare. Cercando di uscire dall’imbarazzo abbraccia la donna.
Luisa accoglie quell’abbraccio e sussurra: -La piccola Giulietta aveva proprio bisogno di uno come te per ridestarsi-
Carlo stringe più forte a sé la donna, ha l’impressione di sentire i suoi capezzoli premere contro il suo petto. Forse è solo frastornato e si sta sbagliando. Poi, con inconsapevole audacia, fa scivolare una mano lungo la schiena della donna, giù fino a lambirle il sedere. Luisa non fa alcun accenno a spostarsi.
Dopo un po’ si separano. Luisa guarda negli occhi Carlo; uno sguardo che lascia intendere tante cose, infatti la mente del ragazzo è affollata di pensieri e sospetti.
-Ora è meglio che vada, s’è fatto tardi ed io ho alcune cose da sbrigare- dice Luisa.
Carlo la saluta e lei esce. Appena fuori saluta anche sua figlia e si allontana.

La visita di Luisa ha innescato mille pensieri nella testa di Carlo. Durante la giornata il ragazzo ripensa alle parole dette dalla donna, gli sembrano così ambigue. Che abbia capito che sua figlia è diventata la sua schiava? E se avesse spinto la ragazza ad affiancarlo nella gestione della ricevitoria proprio affinché nascesse questo rapporto? In fondo, pensa Carlo, è mai possibile che Luisa non sospettasse niente del rapporto di sottomissione che Giulia aveva verso suo fratello?
Carlo si trova poi a riflettere su certi gesti di Luisa, su una certa sua remissività, almeno così le pare. Finora non ci si era mai soffermato, ma adesso comincia a sospettare che anche lei nasconda un’indole sottomessa. E chissà s’è mai riuscita ad esprimerla con suo marito o con altri ?
Forse i suoi sospetti sono esagerati, forse si sta facendo prendere la mano dalle sue elucubrazioni…
Comunque s’è fatta sera e lui è stanco di rimuginare. Guarda Giulia che sta rassettando il locale prima della chiusura. Già da tempo desiderava possederla, adesso pensa sia giunto il momento.
Va a chiudere la porta, poi rivolgendosi alla ragazza: -Spogliati schiava-
Giulia si denuda in fretta, intanto Carlo va a sedersi sul divanetto. Resta un po’ a guardare la ragazza nuda lì davanti a lui in attesa dei suoi ordini. Poi le dice: -Vieni qui accanto a me-
Giulia si siede accanto al suo Padrone. Si sta chiedendo cosa abbia in mente e già sente salire l’eccitazione.
Carlo l’abbraccia e la coccola un po’, -Sei contenta di essere la mia schiava?-
-Certo Padrone- risponde prontamente Giulia, -mi piace essere la tua schiavetta-
-Voglio scoparti, adesso- afferma Carlo.
La ragazza è emozionata. Aspettava il momento in cui il Padrone avesse deciso di prenderla. E finalmente quel momento è arrivato.
-Padrone, puoi usare la tua schiava come vuoi…- risponde Giulia con gli occhi lucidi.
Carlo le sorride e l’accarezza sulla testa, -Ti senti pronta?-
-Si Padrone, desidero tanto essere presa da te- confessa lei.
-Va bene- replica lui, -Aiutami a spogliarmi-
Carlo si sfila la felpa, intanto Giulia gli toglie scarpe e calzini, poi gli tira via i jeans. Il ragazzo si alza in piedi e guarda la sua schiava in ginocchio ai suoi piedi. Giulia non perde tempo e gli toglie le mutande. È la prima volta che guarda il suo Padrone completamente nudo. Le piace molto e s’accorge di stare arrossendo.
Carlo la fa alzare e l’abbraccia, -Che c’è ?-
-Niente Padrone… sei bellissimo-
Carlo la stringe a se e con una mano le palpa il culo. Giulia si lascia toccare con piacere, intanto comincia a sentir premere l’erezione del Padrone contro il suo pancino.
Il ragazzo la fa stendere sul divanetto a gambe aperte. Poi le dice: -Allarga la fighettina-
Lei, con entrambe le mani, apre le grandi labbra della sua micina. Carlo osserva un momento quella giovane ragazza che gli offre il suo sesso. Ha il cazzo completamente in tiro ma prima vuol portare al massimo dell’eccitazione la sua schiava.
Si inginocchia e comincia a leccarle l’interno delle cosce, poi affonda la lingua nel sesso di Giulia.
Lei si contorce dal piacere poi alcune lacrime scendono sul suo viso.
-Che ti prende?- chiede Carlo alquanto sorpreso.
-Beh… non pensavo me l’avresti leccata…- risponde ingenuamente la ragazza.
-E perché mai?- chiede lui stupito.
-Io sono solo una schiava da usare per il proprio piacere-
-Sei la mia dolce schiavetta e mi piace tutto di te- le dice Carlo, poi riprende a leccare la sua fichetta ormai fradicia.
Dopo un po’ il ragazzo si porta sopra di lei. Struscia un po’ la cappella sul solco della sua fica. Poi le chiede:-Vuoi che entri?-
-Si Padrone, penetra in me- ansima lei.
Carlo le strizza i piccoli seni. -Sei una troietta-
-Si Padrone sono la tua troietta che desidera essere chiavata- dice Giulia sempre più infoiata.
Lui comincia a spingere il cazzo dentro. Poi si ferma ancora un attimo.
Lei geme, -Ancora Padrone, mettilo tutto dentro-
Allora Carlo in un sol colpo affonda tutto il cazzo nella fica di Giulia. Lei lancia un urlo. Lui aspetta un po’ poi prende a muoversi dentro di lei. La sente lamentarsi allora si china su di lei e la bacia.
-Sei ancora abbastanza stretta- le dice all’orecchio, -non sei stata usata molto-
-Grazie Padrone- risponde lei, -son contenta che la mia micina sia di tuo gradimento-
Poi Carlo tira fuori il cazzo e si mette seduto. Afferra una mano di Giulia e la invita ad impalarsi.
Lei si mette a cavallo del ragazzo, con una mano dirige il suo cazzo verso la sua fessura poi si lascia scivolare in basso. Si sente riempire tutta e comincia a muoversi su quel palo di carne. È al massimo del godimento, sente la micina bruciare dal piacere.
Carlo osserva la ragazza che si muove e geme sul suo cazzo. Le dà qualche schiaffo sulle chiappe e lei sembra ritornare in sé. Poi si solleva voltandosi e facendola ricadere sul divano. Estrae il cazzo e se lo mena un po’ fino a schizzare un’abbondante sborrata sulla sua fica e sul suo ventre.
Giulia ansima ancora intanto guarda il suo Padrone. Lui si siede accanto a lei e l’abbraccia.
Restano un po’ in silenzio poi Carlo le dice: -Anch’io sono contento d’essere il tuo Padrone-

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Autore Pubblicato il: 18 Agosto 2022Categorie: Racconti di Dominazione0 Commenti

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