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Capitolo 8

è passato un anno da quando Carlo s’era recato in casa del suo defunto amico Gianni per discutere del futuro di quella ricevitoria in cui erano soci. Nel frattempo Giulia ha preso a lavorare con lui in sostituzione del fratello Gianni, poi gli ha confessato il suo desiderio di essere sottomessa. Ormai la ragazza è diventata la sua schiava ubbidiente, sempre pronta a soddisfare il suo Padrone. È stato un percorso graduale che ha portato Giulia a trovare una maggiore conferma della propria indole sottomessa, che già aveva iniziato a sperimentare con il fratello; e soprattutto ha portato Carlo a sviluppare la sua parte dominante, che finora era stata latente in lui, sorprendendosi egli stesso del desiderio e del piacere che provava nel sottoporre la ragazza a prove spesso degradanti ed umilianti. Un momento critico era stato per esempio quando Carlo aveva imposto alla ragazza di bere la propria urina. Giulia aveva avuto una forte repulsione per tale pratica e solo dopo tante lacrime era riuscita ad accettarla.
-Mettiti in ginocchio- le diceva Carlo. Poi si apriva la patta dei pantaloni e tirava fuori il cazzo. -Apri la bocca schiava- ordinava a Giulia, poi cominciava a pisciare.
Ma la ragazza non ce la faceva a tenere la bocca aperta e allora si lasciava urinare addosso.
-Visto che non hai voluto bere- le diceva allora Carlo, -ora te ne starai così bagnata di piscio-
A Giulia non restava che accucciarsi sotto il bancone per non essere vista, con i vestiti inzuppati di pipì e le lacrime agli occhi.
Poi pian piano la ragazza aveva preso confidenza con il sapore dell’urina del suo Padrone ed aveva iniziato a deglutire. In fondo non era poi così male, aveva pensato, e ne ricavava anche un certo piacere. Infine era diventata così brava da non lasciarsene sfuggire neanche una goccia.
-Devo pisciare- le diceva ogni tanto Carlo.
Allora Giulia si metteva in ginocchio, abbassava la zip dei pantaloni del Padrone e gli tirava fuori il cazzo. Se lo metteva in bocca e guardava su verso di lui. Allora Carlo si lasciava andare e lei beveva tutto senza più problemi.
-Brava schiavetta- le diceva poi Carlo sorridendole. -Vuoi anche un po’ di sborra?-
Giulia annuiva vogliosa.
-Va bene, datti da fare- acconsentiva lui.
Così lei cominciava a leccare quel cazzo che diventava sempre più duro finché non le arrivava in gola la sua sborra. A quel punto Giulia ripuliva il cazzo con la lingua, gli dava un bacetto, lo rimetteva nelle mutande e chiudeva la zip.

Oggi Carlo è di nuovo in quella casa, stavolta c’è solo la sua schiavetta. Se ne stanno nudi nel letto dei suoi genitori, lei gli sta facendo un pompino, lui l’accarezza con dolcezza.
D’un tratto la porta della camera si apre ed entra Luisa, guarda i due per un momento e attacca: -Ah siete qui!-
Giulia si ferma un momento dal leccare il cazzo e guarda verso la donna, poi guarda Carlo che le sorride facendole segno di continuare. Poi rivolto alla donna dice: -Dai troia, spogliati e vieni anche tu-
Luisa rimbrotta: -Potevate almeno aspettarmi…-
-Eh lo sai…- replica Carlo dando una pacca sul culo di Giulia, -sta troietta è sempre vogliosa…-
-Eh… chissà da chi avrà preso?..- chiede lei sorniona.
Giulia sorride e, rivolta a Luisa, -Dai mammina, vieni qui con noi-
La donna, che ha cominciato a spogliarsi, risponde: -Arrivo bambina mia-
Da un paio di mesi anche Luisa è diventata schiava di Carlo. All’inizio Giulia ne era stata gelosa ma poi aveva accettato la situazione. In fondo il Padrone voleva così…
Intanto la donna s’è spogliata tutta; l’imbarazzo che provava all’inizio nel denudarsi davanti a sua figlia ormai è solo un ricordo. Carlo ammira il suo corpo non più giovane ma comunque in forma. Il seno non molto grande è ancora abbastanza su; e anche il culo, tonico come le gambe. La fica ha le grandi labbra piuttosto pronunciate, comunque lui ha voluto che conservasse giusto una striscia di pelo.
Luisa va a sdraiarsi accanto al ragazzo e comincia a carezzarlo e baciarlo.
Lui, indicandole il cazzo, le dice: -Su, leccatelo assieme-
Allora la donna si sposta verso il basso dove Giulia è già intenta a leccare. Si scambiano qualche bacio fra di loro, poi Luisa imbocca il cazzo mentre la figlia si dedica a leccare le palle.
Nel frattempo Carlo accarezza il culo di entrambe poi fa scivolare un dito in ciascuna vagina.
-Di chi sono queste due belle fiche?- chiede il ragazzo.
-Le tue Padrone- rispondono entrambe all’unisono, ridendo poi di gusto.
-Ah che troie!- le apostrofa dando loro una pacca sul culo.
Comunque Carlo non si accontenta solo di un pompino, ha voglia di scopare entrambe le sue schiave incestuose. Quindi fa stendere Luisa supina, le allarga le gambe sollevandole e spinge il cazzo nella sua fica bagnata. La donna ha prima un lamento poi incoraggia il ragazzo: -Si, scopami Padrone-
Carlo aumenta il ritmo, intanto Giulia si va a mettere a cavalcioni sul viso di sua madre offrendole la propria micina.
-Adesso la mangio tutta questa fighettina- dice Luisa mentre affonda la lingua nel sesso di sua figlia.
-Oh si mammina… così mi fai venire…- mugola la ragazza.
Dopo poco Giulia viene nella bocca di sua madre mentre Carlo le strizza i capezzoli turgidi. Poi la ragazza si sposta a leccare i seni della donna, intanto Carlo ne approfitta per affondare due dita nella fica di Giulia che ancora cola i suoi umori; e con quelle dita va poi a massaggiare il buchino del culo della ragazza.
Giulia, che ha capito le intenzioni del Padrone, si volge verso di lui sorridendo maliziosa. Poi scende verso il basso a leccare la fica della mamma mentre Carlo continua a fotterla.
-Oh si… mi fate impazzire- geme Luisa, e dopo poco esplode in un potente orgasmo.
Carlo tira fuori il cazzo e si allontana un momento per riprendere fiato. Allora Giulia si sistema al posto del ragazzo per leccare meglio la fica di sua madre.
-Oh si Giulietta… continua a leccare la fica di mamma-
La ragazza va avanti ancora un po’ poi scivola su ad abbracciare la madre ormai sfinita.
Intanto Giulia sente armeggiare dietro di lei. Infatti Carlo ha preso a strusciare la cappella sul solco della sua micina. Lei, da brava schiavetta, inarca la schiena e allarga le chiappe con le mani.
Lui le dà una pacca sul culo e le dice: -Brava la mia troietta-. Poi poggia la cappella sull’ano della ragazza e comincia a spingere.
Luisa accarezza il seno della figlia per sciogliere un po’ la sua tensione, poi vede una smorfia di dolore disegnarsi sul suo viso e capisce che il cazzo l’è entrato in culo.
-Beh bambina mia- le dice sorridendole, -ormai anche tu riesci a farti inculare abbastanza facilmente-
-Si mamma- risponde lei, -il Padrone m’ha allargato il culetto per bene-
Luisa abbraccia con dolcezza sua figlia. Intanto Carlo spinge sempre più a fondo il cazzo nel culo della ragazza. Lei regge i colpi del suo Padrone finché sente finalmente la sborra inondarle le viscere.
Carlo, dopo essersi scaricato nel culo di Giulia, si porta davanti a lei offrendole il cazzo da ripulire. Nel mentre ordina a sua madre: -Schiava, va a leccare la sborra che esce dal culo di tua figlia-
-Subito Padrone- risponde Luisa che si affretta ad affondare la lingua fra le chiappe della sua Giulietta.
Se ne stanno così in silenzio per diversi minuti, poi Carlo se n’esce: -Sapete, stavo pensando che dovremmo cominciare a pensare ad una data per il nostro matrimonio-
Giulia, ancora intenta a leccare il cazzo del Padrone, guarda verso di lui con occhi lucidi.
Luisa solleva la testa verso il Padrone, -è un’ottima idea-, poi stampa un bacio sul culo della ragazza, -sono molto contenta che mia figlia diventi tua moglie-
Carlo sorride, -ovviamente continuerete entrambe ad essere le mie devote schiave!-

Fine

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Autore Pubblicato il: 1 Settembre 2022Categorie: Racconti di Dominazione0 Commenti

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