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Manola in mongolfiera cap 3: la scommessa ha una vincitrice

By 3 Luglio 2026No Comments

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Erano tutti molto rilassati e le mongolfiere in mano ai veri piloti, tutto andò per il verso giusto, godettero di una vista meravigliosa e, quando arrivarono nei pressi della loro prima destinazione, restarono tutti senza fiato. Le città viste dall’alto sono splendide nei documentari con riprese fatte dai droni ma dal vivo era ben altra cosa. Era così bello che anche scesi a quota in cui la temperatura era più calda, la concentrazione restò sul panorama. Una volta a terra però la testolina di Manola si focalizzò su altro. C’era un piccolo autobus ad attenderli al campo di atterraggio. Manola e Jadé si sedettero nell’ultima fila, come i ragazzi alle gite scolastiche.
M. “sembra che per ora non ci sia un vincitore. Ho visto che te la sei spassata bene. Puoi chiedere agli altri ma anche io mi sono fatta ripassare in tutti i buchi da Xavier come tu hai fatto con Jean Louis”
J. “Ti credo sulla parola, d’altra parte sei ancora un po’ appiccicosa”
Non aveva finito di dirlo che la sua lingua stava risalendo lungo il collo fino all’orecchio che iniziò a mordicchiare. Era molto brava e Manola gradiva il trattamento, nondimeno si girò di colpo e mise la sua bocca a stretto contatto con quella di Jadé ed iniziò a limonarla immediatamente ricambiata.
Le mani ovviamente non restavano ferme ed in breve le dita delle due donne scorrevano sui seni l’una dell’altra.
La cosa non era passata inosservata e tutti sul pulmino, anziché guardare le bellezze della città, avevano lo sguardo concentrato sulle due porche.
Ambra fece di più, non era partita per quella vacanza per fare sesso ovunque ma non voleva essere da meno delle altre due e quindi si tolse maglietta e pantaloncini dandoli al marito, arrivò in fondo al pulmino, prese Manola per i capelli e la indirizzò sulla sua figa.
Am. “Leccami Manola, fammi sentire come lavora la tua lingua”
Jadé senza più la bocca di Manola addosso si rese conto che qualcosa era cambiato e si tuffò a sua volta sulle tette della nuova arrivata. Per spazio e foga delle tre era un casino capire cosa stesse succedendo. La situazione variava continuamente. Fortunatamente i vetri del piccolo bus erano oscurati così, dall’esterno, non si vedeva nulla. Gli uomini a questo punto si avvicinarono ma lo spazio era poco però tutti tirarono fuori i loro cazzi. Manola, in un attimo di lucidità, disse:
M. “rimettete via gli arnesi, a questo giro le signore giocano da sole poi, in albergo, vedremo”.
Seppure un po’ delusi i maschi obbedirono. Quando arrivarono all’hotel le tre donne avevano goduto.
Xavier, una volta scesi tutti dal bus e riuniti nella hall, consegnò le chiavi preparate in precedenza dal concierge.
X. “Ci vediamo qui fra un’ora con quelli che vogliono venire a cenare con noi nel locale tipico. Mi sembra che abbiate tutti confermato la cena, se nessuno ha cambiato idea potete andare nelle vostre camere”.
Tutti si avviarono nella propria camera. Manola appena entrata si mise sul letto e fece cenno al cornuto di avvicinarsi.
Ma. “Tesoro ti sei divertito oggi? Mi devi aiutare, voglio vincere la scommessa con Jadè per cui tu devi impegnarla e distrarla mentre io mi faccio Jean Louis. A cena ti devi sedere vicino a Jadè ed impedirle di scoparsi Xavier, almeno fino a che non avrò finito con Jean Louis.
Al. “Certo tesoro”.
Ma. “Non te ne pentirai, stasera farai indigestione di sborra, mi farò anche i camerieri e colerò da tutte le parti e da tutti i buchi.
Ad Alberto venne il cazzo dritto al pensiero di Manola presa in tutti i buchi e farcita come un tacchino il giorno del ringraziamento.
Si fecero una doccia ed allo scoccare dell’ora scesero. Erano tutti puntuali.
Xavier e Jean Luois indossavano entrambi la divisa dell’agenzia, pantaloni blu e camicia di lino bianca che con l’abbronzatura li faceva sembrare, agli occhi delle signore, ancora più invitanti, almeno per Manola e Jadè era così. Ognuna prese sottobraccio il suo obbiettivo mancante della scommessa e si avviarono a piedi verso il locale dove avevano prenotato.
Ma il fato è cinico e baro, e sia Manola che Jadé lo avrebbero scoperto a breve.
Ambra con il marito avevano messo insieme i pezzi e scoperto della scommessa delle due donne. Ne avevano parlato con tutti gli uomini della compagnia e con i due organizzatori ed il piano per la serata sarebbe stato che Ambra si prendesse entrambi i capi comitiva e si facesse ripassare tutti i buchi in modo da vincere lei la scommessa. Per fare contenti gli altri uomini Ambra e Gabriel dissero che se Ambra fosse riuscita a vincere la scommessa li avrebbero ospitati per una notte in una gang bang in cui lei non si sarebbe risparmiata. Vagheggiò di esperienze di doppie penetrazioni sia in figa che in culo così da infoiarli e convincerli. Avrebbero inoltre avuto carta bianca per sbattersi prima le due contendenti.
Arrivati al locale Manola e Jadè si sedettero vicino al proprio obbiettivo ed iniziarono a far andare le mani. Alberto ed Arthur erano all’altro lato delle due contendenti mentre Ambra sembrava non fare nulla.
Il locale quella sera era riservato solo a loro, potenza dell’organizzazione. Oltre al gruppo erano presenti i due padroni, due camerieri il cuoco ed il vice cuoco.
In totale nel locale c’erano perciò 15 uomini e solo 3 donne.
Finito di cenare e di bere abbondantemente era partita la musica ed i presenti si erano sparsi nel locale ma Manola e Jadè marcavano strette le rispettive prede.
Xavier e Jean Louis ad un certo punto si sganciarono facendosi un gesto di intesa e dicendo che andavano dal padrone a pagare e poi un momento in bagno. Manola e Jadé stavano per fermarli ma venero circondate dagli altri uomini presenti nel locale. Erano in piedi che ballavano e si ritrovarono ognuna con un uomo davanti ed uno dietro che facevano loro sentire la propria erezione ed i maschi si alternavano non permettendo alle due donne di vedere cosa stava succedendo.
Xavier e Jean Louis insieme ad i due padroni del locale e ad Ambra, si richiusero nel privé ed iniziò la sarabanda.
I quattro uomini si spogliarono tirando fuori i cazzi già duri, a Gabriel fu concesso di assistere. Ambra indossava un vestitino a rete che era poco più di un copricostume, sotto le tette erano libere ed il tanga ridottissimo volò via in un attimo. La donna si mise in ginocchio ed i 4 cazzi le si fiondarono vicino alla faccia. Non perse tempo iniziò a ciucciare e segare gli uccelli. Fino a che Il padrone del locale disse che voleva essere il primo a scoparsi Ambra che nel frattempo, relativamente alla scommessa, aveva già “obliterato” la coppia di cazzi degli organizzatori del viaggio in bocca.
Aiutandola a calarsi sul cazzone del padrone rivolgendogli il viso, il suo vestitino di rete era diventato una cintura a metà fra il seno ed il pube. Ambra si stava impegnando moltissimo ed anche sentiva che il piacere stava arrivando. Con il cazzo piantato in figa le due mani e la bocca non dovevano più scegliere quale cazzo abbandonare momentaneamente. Gabriel, suo marito, la incitava con parole e titoli non proprio amorevoli che però la facevano sentire più libera e porca. Suo marito era con lei e voleva che lei fosse, per quella sera una specie di pornostar che concorreva per vincere l’AVN awards di migliore protagonista.
Mentre Ambra stava per godere Xavier si staccò e si mise dietro di lei e dopo aver sputato sul suo buco del culo infilò la cappella nell’ano che si aprì immediatamente. Quindi affondò tutto con un colpo secco proprio mentre Ambra stava avendo il primo orgasmo. La donna perse il controllo e divenne un fuscello mentre gemeva fra le pompate in figa ed in culo. Non capiva più nulla, aveva abbandonato gli altri due cazzi per concentrarsi sul suo piacere.
Durò meno di un minuto e quando finì Ambra guardò verso Gabriel e gli fece un gesto di ringraziamento. Poche parole: “E’ stato il più bell’orgasmo della mia vita”.
Ma erano solo all’inizio. Xavier si sfilò dal culo e con le ginocchia a terra cercò di insinuare la sua mazza fra le grandi labbra di Ambra che, con un minimo di lucidità disse “Piano che mi sventri”.
Ma Xavier non voleva mollare l’osso e, seppure con un po’ più di delicatezza, riuscì ad inserire la cappella. Si assestarono per un minuto. Gli altri due intanto tenevano i cazzi duri. Gabriel invece era impegnato a filmare la moglie per fornire la prova alle altre due zoccole che avevano perso la scommessa.
Il padrone del locale e Xavier raggiunsero un sincronismo tale che i loro cazzi entravano ed uscivano insieme. La figa di Ambra era dilatata quasi come se dovesse partorire. Aveva avuto un figlio anni prima e si sentiva aperta come in quella circostanza. Jean Luois si staccò ed annunciò che era ora del culo. Con fatica trovò posto mentre il padrone del locale e Xavier si erano fermati a metà strada per consentire l’accesso del terzo uomo. Il culo era già stato preparato ed era viscido anche perché Gabriel, nel tentativo di aiutare la moglie, aveva passato un tubetto di gel lubrificante a Jean Louis che ne aveva spalmato abbondantemente.
Il risultato fu ottimale, Jean Louis entrò fino in fondo con pochi colpi. Ovviamente era un virtuosismo e non poteva essere tenuto a lungo, meno di un minuto dopo uscirono tuti e tre.
Ambra era stravolta ma Gabriel teneva il conto.
G. “Tesoro Xavier ti ha preso in ogni buco ed ho qui la documentazione mentre a Jean Louis manca la figa.
Jean Louis guardò verso la donna, si sdraiò ed Ambra fu sopra di lui ma il cazzo dell’uomo ballava dopo che Ambra era stata presa da due uccelli insieme. Le venne in aiuto l’altro padrone del locale, si piazzò dietro ed infilò il suo insieme a quello di Jean Louis ed iniziarono a pomparla con ottimo sincronismo, uno usciva leggermente e l’altro si spingeva dentro. Un’altra ondata di calore prese Ambra che nel frattempo stava spompinando gli altri due, sempre ripresa con il telefonino nei minimi dettagli dal marito. Xavier ed il primo padrone del locale le sborrarono in faccia dicendole quanto fosse vacca e una brava pompinara, sicuramente non inferiore alle altre due troie che dall’altra parte del muro potevano vedere attraverso una vetrata a specchio erano impegnate a dividersi gli uomini, mariti esclusi.
Anche i due in figa non erano lontani dal venire e mentre Ambra godeva le riempirono la pancia di calda sborra. Ambra era stordita, non aveva mai fatto nulla del genere ma, guardando al marito, disse: “ti è piaciuto?”
Gabriel che aveva scoperto che essere cuckold lo gratificava enormemente la ringraziò per la prestazione.
Allora Ambra lo chiamò a sé e lo baciò appassionatamente passandogli abbondante sborra.
“Scopami” disse al marito.
Il cazzo di Gabriel scivolò dentro senza la minima resistenza sia per la sborra che per la caverna che era diventata la figa di sua moglie. Lei gli mise la mano dietro la testa e lo attirò al seno per farsi ripulire anche le tette.
“Lecca cornuto che lo vedo che ti piace”
Fu la goccia che fece traboccare il vaso, Gabriel la inondò anche con la sua sborra.
Mentre Gabriel mandava sulla chat del gruppo alcune foto in cui era manifesto che Ambra aveva preso i cazzi dei due organizzatori in tutti i buchi, lei si stava facendo una doccia. Il vestito era impregnato di sborra ma i due padroni, quando uscì dopo averla asciugata con un telo morbido, le passarono la divisa di una cameriera per poter tornare in albergo.
Uscirono dal privé, gli uomini che avevano già goduto di Manola e Jadè accolsero Ambra con un grande applauso.
Vedendola molto stanca Leo, a nome di tutti disse: “ci siamo già svuotati i coglioni sulle altre due zoccole del gruppo, rimanderei a domani sera i piani la nostra ricompensa. Abbiamo visto che la tua figa è in grado di ospitare due cazzi insieme ma non abbiamo visto ancora il tuo culo doppiamente preso, sarà una primizia che ci gusteremo. Tutti gli altri uomini lanciarono fischi di approvazione a quelle parole.
Tutti si erano svuotati le palle su e dentro Manola e Jadè che solo in quel momento poterono vedere le foto ed il messaggio finale. Ne risero e le fecero i complimenti poi, dissero ai rispettivi mariti che dovevano ripulirle prima di andare a casa perché non potevano uscire per strada così.
Alberto ed Arthur si impegnarono ma le donne erano così piene delle sborrate dei 10 uomini che le avevano prese ovunque, che non riuscirono più di tanto. Anzi ad Arthur che non era abituato a ripulire la moglie zoccola, vennero dei conati di vomito. Jadè guardò Manola e le chiese se poteva usufruire del marito, Manola diede uno sguardo ad Alberto e, ricevuto un gesto di intesa, rispose affermativamente. Mentre Alberto faceva il suo lavoro Manola andò verso la doccia seguita da quasi tutti gli uomini.
Questa volta fu Ernesto a parlare, sapendo bene i gusti di Manola e Alberto
“Manola che ne dici di una bella pioggia dorata?”
Lei aspettò che Alberto avesse finito di ripulire Jadè e poi chiese all’altra donna: “vuoi usufruire anche tu? Io prima però mi voglio svuotare la vescica ed Alberto si godrà il tutto” chiamo suo marito e lo fece denudare
“Sdraiati cornuto” Alberto si mise nudo e supina nella doccia dello spogliatoio che era lunga e con diversi getti. Manola si mise in piedi sopra di lui ed iniziò a pisciare.
Arthur non era pronto anche per questa umiliazione e si rifiutò allora Jadè, buttando un occhio a Manola, entrò nella doccia ed iniziò anche lei a pisciare su Alberto.
Ernesto se la rideva di gusto pregustando il momento in cui tutti insieme gli uomini avrebbero pisciato delle due vacche.
Dopo un minuto circa Manola e Jadè si misero in ginocchio di fianco ad Alberto che restò sdraiato per terra e tutti e 13 gli altri uomini iniziarono a pisciare alcuni con getti più potenti altri con più calma, si alternarono per centrare meglio le due baldracche che stavano a bocca aperta per raccogliere più piscio possibile. Manola una volta che aveva la bocca piena sputava l’urina verso la bocca di Alberto che alla fine era quello più colpito dai getti. La cosa durò un paio di minuti poi uno dei padroni prese il telefono della doccia ed iniziò ad innaffiare i tre che erano ancora mezzi storditi.
“Devo pulire questi cessi” indirizzando il getto prima su Alberto e poi sulle altre due donne.
Infine fu concesso loro di fare una vera doccia calda con il sapone.
I vestiti di Manola e Jadé erano rimasti nella stanza dove avevano scopato, essendoseli tolti subito poterono rimetterseli. Facendo caldo non fu necessario asciugare i capelli ed il gruppo, con in mezzo le donne si avviò verso l’albergo. Restò li solo Xavier a salutare i padroni. Manola poté vedere che i due padroni dicevano qualcosa a Xavier e che gli allungavano alcune banconote. Manola sentì un brivido lungo la spina dorsale, aveva perso la scommessa ma aveva preso tanti cazzi in più ed era stata venduta come una puttana e questo la eccitava da matti. Era esausta ma contenta. Serata meravigliosa pensò. Arrivati in albergo lei Ernesto e Alberto salirono, come gli altri, nelle proprie camere.
Ernesto disse a Manola, ignorando completamente Alberto: “stasera non sono riuscito a scoparti, me lo fai un pompino?”
Poteva Manola esimersi? Lo lavorò con perizia per quasi 30 minuti prima che Ernesto le scaricasse un rivolo di sperma in gola.
“Vado a dormire” disse Ernesto, prese la porta che metteva in comunicazione le due stanze e la chiuse a chiave. Manola allora baciò suo marito che la ringraziò ancora per quanto fosse vacca e lo rendesse cornuto.
Manola, che è di buon cuore, appena lui si fu sdraiato di fianco a lei gli prese l’uccellino in bocca e con quattro succhiate lo fece venire poi deglutì. Non aveva voglia di alzarsi ancora.
I due si caddero in breve in un sonno profondo.

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