Leggi qui tutti i racconti erotici di: Frank

Questo racconto fa riferimento ad un possibile evento futuro, nella notte tra sabato 27 e domenica 28 Agosto, a Torino.
Mia moglie ha 55 anni, io 57 anni ma dimostriamo meno anni.
Lei, alta 1:75, ha un bell’aspetto, un corpo prosperoso, soprattutto il seno, veste in modo classico e sobrio, nessun tatuaggio, nessun piercing.
Anche io sono alto 1:75, di fisico magro e mi considero di bell’aspetto.
Entrambi detestiamo piercing e tatuaggi, che associamo a persone volgari e aggressive, da temere, persone che non frequentiamo.
Da quando è nata nostra figlia, l’attività sessuale è quasi scomparsa ma, da circa un mese a questa parte, con nostra figlia cresciuta, mia moglie ha chiesto di tornare in attività.
Con sorpresa ho constatato che si bagna facilmente. Vorrebbe fare cose sessualmente trasgressive ma prova molta vergogna, come dice lei stessa; forse ha bisogno di essere accompagnata in questa direzione.
Interrogata in proposito, ha ammesso, con molta fatica, che si bagnerebbe anche se a toccarla fossero degli estranei, a patto che non le facessero male; ha ammesso, con grande vergogna e imbarazzo, che prova piacere nell’essere sottomessa, nell’essere sculacciata, ad esempio, ma sostiene di non volere contatti con altri uomini. Quello che non ho avuto il coraggio di confessare a mia moglie è che anche a me piace essere sottomesso e mi piacerebbe vederla presa da altri uomini.

In ogni caso, seppur con i nostri limiti, siamo alla ricerca di situazioni che stimolano l’erotismo e abbiamo quindi concordato di andare in un night club di Torino, il sabato notte tra il 27 e il 28 Agosto, approfittando di una delle rare assenze di nostra figlia.
Cerchiamo sul web un luogo adeguato alla nostra età e al nostro desiderio di passare una serata diversa dal solito.

Mia moglie, come sempre, si veste in modo classico, un pochino più elegante del solito; nel pomeriggio c’è stato un forte temporale, la temperatura è fresca e mia moglie, con il mio assenso, sceglie una gonna nera, larga, sotto il ginocchio, camicetta marrone a poits beige, giacchino nero, collant marroni, scarpette con tacco medio color crema, mutandine e reggiseno bianchi.
https://drive.google.com/file/d/1fJjwhzXT-O4jYx_oRjMlBhxlIfpBgFoX/view?usp=sharing

Non siamo mai stati in un night club e mi è costato un notevole sforzo riuscire a convincerla. Avrei voluto un locale più trasgressivo, un privè, ma non ho neanche provato a proporlo, certo del suo diniego.
Siamo seduti su un divanetto, le luci soffuse, la musica in sottofondo, consumando un cocktail. Mia moglie non vuole bere un cocktail alcolico, sostenendo che deve guidare l’auto al ritorno; tuttavia riesco a persuaderla, facendole notare che è presto, sono circa le 22, ed usciremo tardi dal locale, ovvero ci sarà tutto il tempo per smaltire l’alcool. Questa serata deve essere speciale, le dico, non sappiamo tra quanto tempo avremo nuovamente la possibilità di avere una nottata per noi.
Siamo piuttosto brilli, probabilmente a causa della nostra scarsa abitudine all’alcol, e ci scambiamo baci ed effusioni.
Ad un certo momento dico a mia moglie che devo recarmi ai servizi igienici e la lascio sola, seduta sul divanetto.
Quando rientro, dopo un tempo abbastanza breve, rimango inebetito nel vedere, seduto sul divanetto accanto a mia moglie, un uomo. Nella penombra del locale, mi pare di scorgere una mano di mia moglie trattenuta, con la forza, sulla patta dell’uomo.
Mi dirigo verso il divanetto.
“Allora?! Chi è lei! Come si permette! Lasci stare mia moglie!”
L’uomo si alza, si avvicina; anche mia moglie si alza dal divanetto, barcollante e mi raggiunge, stringendomi la mano. Ha un’espressione scioccata, sicuramente a causa della prepotenza che ha subito ed anche allo stato di ebbrezza.
L’uomo è un ceffo, gli avambracci e il collo pieni di tatuaggi, l’aspetto è quello di un delinquente.
“Non rompetemi i coglioni. Tua moglie vuole cazzi grossi, non cazzetti come quello che hai tu. Hai sentito quanto è grosso il mio cazzo? Ti piaceva, eh?”
Quindi l’uomo se ne va, sparisce dalla nostra vista, lasciandoci storditi e instupiditi da tanta violenza verbale.
Dopo alcuni momenti di esitazione, decidiamo di uscire subito dal locale e di andare a casa; è infatti evidente la pericolosità di quell’uomo.
Valutiamo l’opzione di chiamare la polizia ma la scartiamo quasi subito; sarebbe imbarazzante e inconcludente. In fondo non è successo nulla. Tuttavia dobbiamo andare via, subito, allontanarci dal pericolo.
Paghiamo e usciamo dal locale; silenziosi e tesi percorriamo le strade semideserte della Torino di fine agosto.
Durante il percorso, ci guardiamo indietro spesso, timorosi che l’uomo possa seguirci.
Penso a quanto appena successo. L’uomo costringeva una mano di mia moglie sulla sua patta e le aveva anche alzato la gonna, probabilmente palpando. Lei non aveva reagito come avrebbe potuto, malgrado ci trovassimo in un locale pubblico; aveva resistito ma in modo molto blando.
Mi viene in mente di quando mi aveva spiegato che, da ragazza, era stata palpeggiata sul bus; anche in quel caso non aveva reagito, limitandosi a scendere alla fermata successiva. Non che le piacesse il palpeggiamento, mi aveva spiegato, ma mettersi a gridare non avrebbe risolto nulla e la situazione sarebbe risultata imbarazzante.
Già. L’imbarazzo, per una persona pudica come mia moglie, ed anche per me, a dire il vero, gioca un ruolo fondamentale in queste circostanze.
Ecco perché non ha reagito, perché non ha gridato, concludo; per l’imbarazzo. Ritengo abbia fatto bene ad agire così.
Non manca molto per arrivare alla nostra auto.
Giungiamo all’auto, parcheggiata in una via secondaria.
Saliamo velocemente nel veicolo, una Ford Puma di colore grigio, mia moglie sul lato del conducente e io sul lato del passeggero. Lei è in procinto di avviare il motore quando… “Toc Toc Toc”.
Sobbalziamo, un brivido di terrore ci attraversa. Un uomo sta bussando al finestrino, dal mio lato; sembra proprio lui, è lui! Ci mostra una pistola, forse è giocattolo, ma non possiamo saperlo.
“Aprite stronzi!” comanda.
Obbediamo, sblocchiamo le portiere.
Entra, sedendosi sul sedile posteriore.
“Ti diamo tutto quello che vuoi ma non farci del male”, gli dico subito.
Gli passiamo le borse e lui esamina il contenuto. Ci sono alcune centinaia di euro, i documenti, il bancomat. Fa delle foto, forse ai nostri documenti di identità.
Mia moglie ed io, seduti sui sedili anteriori, silenziosi, stringendoci la mano.
“Hai preso i soldi, a… adesso puoi andartene”, dice mia moglie, con voce tremante.
“Non credo proprio. Se mi denunciate, nel locale magari qualcuno mi conosce, si potrebbe risalire alla mia identità”
“Noi… non denunceremo”, dico io
“No, non lo faremo, lo promettiamo”, aggiunge mia moglie.
“Ma io voglio essere sicuro. Se non obbedite vi ammazzo. Se facciamo dei video dove voi farete tutto quello che dirò allora vi lascerò andare, senza farvi male… anzi, la puttana si divertirà. E se dopo mi denunciate metterò i video in internet e li manderò a tutti i vostri contatti. I video saranno la mia assicurazione sul vostro silenzio. Avete capito tutto, COGLIONI?!!”
“Si… si”, dissi io
“Si…”, sussurrò mia moglie.
Ci mostra nuovamente la pistola, poi la ripone in una fondina agganciata sul lato destro della cintura dei pantaloni, nascosta da una giacca lunga; poi, subito dopo, solleva il lato destro della sua giacca mostrandoci un coltello da caccia, alloggiato nella fondina.
“Ho anche questo, se rompete i coglioni vi taglio la faccia”
Siamo terrorizzati, completamente in sua balia.
“Adesso metti in moto puttana, andiamo al bancomat a prendere dei soldi”. Mia moglie segue le sue indicazioni e arresta il veicolo dopo poche centinaia di metri, davanti ad uno sportello bancomat.
Mia moglie resta in auto con l’uomo, mentre prelievo il denaro, 1000 Euro.
Mi dirigo verso il veicolo e constato che mia moglie non è più al posto di guida; i vetri dei finestrini posteriori sono oscurati, pertanto non vedo nulla.
Con il cuore palpitante, entro senza indugiare in auto.
Sul sedile posteriore, intravedo due corpi avvinghiati; l’uomo sta palpeggiando mia moglie.
“AAhh… nooo… ti prego, lasciami, ti abbiamo dato i soldi…. ahh noo”
“Zitta, puttana. Frocio, sai guidare? Vai al parco Ruffini”.
Scendo dal lato passeggero e velocemente mi situo al posto di guida.
Mentre conduco il veicolo, continuano a risuonare le grida di mia moglie e gli insulti dell’uomo, che lasciano inequivocabilmente intendere cosa sta accadendo.
Al primo semaforo rosso mi volto e vedo le gambe di mia moglie in una posa innaturale, un piede sospeso in aria con una scarpa penzolante, trattenuta soltanto dalla punta del piede, sul punto di cadere, la gonna sollevata fino a scoprire l’inguine, dimenandosi mentre viene evidentemente palpeggiata.
“Ti prego. Non fare male a mia moglie”, imploro.
“Finocchio, se mi rompi ancora i coglioni taglio la faccia a tutti e due”
“AAAhh… noo… ti prego, nooo”
Sento il rumore di un ceffone.
“Puttana, stai ferma, fammi una sega”
“Non farle male, ti prego. Amore, fai quello che ti dice”, imploro.
“Sapete già cosa succede se non obbedite. Continua a guidare finocchio, che a questa puttana ci penso io”
Mia moglie non gridava più, sentivo il suo pianto sommesso, mentre evidentemente stava obbedendo docilmente agli ordini di quell’uomo.
Arriviamo nei pressi del parco Ruffini, non occorre molto tempo. L’uomo dà indicazioni, portandomi in un parcheggio pressoché deserto e poi mi ordina di arrestare il veicolo.
Ci troviamo indubbiamente in un luogo isolato.
Mia moglie continuava a piangere, sommessamente.
“Ti prego, lasciaci, hai già preso i soldi, non diremo nullA AAaa”
“Puttana, chi ti ha detto di parlare! Adesso farete quello che vi dirò!!”
“Ti prego, lasciala… ti prego, faremo quello che vuoi”, lo imploro, mentre lui tira i capelli di mia moglie.
“Finocchio, comincia a fare un video. Cerca di farlo bene, inquadra bene la puttana. Se non mi piace ti inculo a sangue.”
Obbedisco ed inizio a riprendere.
“Abbassati i collant e le mutande… e tu frocio, riprendi bene”
Mia moglie obbedisce, abbassandoli fino ai polpacci; la gonna è completamente sollevata.
Inquadro diligentemente; partendo dai piedi, indossava ancora una delle due scarpe, risalii verso il suo viso, sempre inebetito dallo shock.
L’uomo le sfila collant e mutandine dal piede nudo, mentre l’altra gamba del collant rimane trattenuta dalla scarpa che ancora indossa e che preme sul pavimento dell’auto.
“Apri le gambe e sditalinati, troia. Hai sentito puttana?! Muoviti !!”
Mia moglie obbedisce, allarga le gambe e inizia ad infilare le dita nella folta peluria della sua vagina.
“Allora puttana. Dimmi. Ti piace fare i pompini? Cerca di dare la risposta giusta… altrimenti…”
Intuisco che la tiene per i capelli, minacciando di tirarli violentemente se le risposte alle sue domande non saranno soddisfacenti.
“Si… si… mi piace”
“Ti piace cosa?”
“Mi piace fare i pompini”
“Allora muoviti, TROIA, fammi un pompino”
Afferrò con decisione la testa di mia moglie e la spinse sul suo cazzo, costringendola al rapporto orale.
“Noo… ti prego… per fav…ommm mmp mmp”, l’implorazione patetica di mia moglie si spegne nei versi gutturali della fellazione.
Come mi è stato ordinato riprendo la scena ma, al tempo stesso, imploro.
“Ti prego. Non eiaculare dentro… ti prego. Ti daremo altri soldi… ma non in bocca”
Lui mi ignora, apparentemente.
“Succhia, puttana, succhia e tu continua a riprendere”
Mia moglie succhia il suo pene, non opponendo resistenza.
“mmMp… mmmp”
“A… ascolta. Se… voglio dire…. se non usi un preservativo noi… noi saremo poi costretti ad… andare in ospedale e… e… verrà fuori la questione dello stupro. Invece, se userai precauzioni… se non vieni dentro allora non… non diremo nulla… mai… hai i video, non diremo nulla perché non vogliamo siano pubblicati”
“Quindi se non sborro dentro… mi darete altri soldi, frocio?”
“Si… si, te li daremo”
“E obbedirete a tutti i miei ordini?”
“Si… lo faremo”
“Sentiamo cosa ne pensa la puttana di questo accordo. Allora? Vuoi che ti sborro in bocca, nella fica e nel culo? Chi cazzo ti ha detto di fermarti, troia, continua a segarmi e
“No.. no sono d’accordo… sono d’accordo con mio marito. Se non vieni dentro di me non diremo nulla”
“E mi darete altri altri soldi e farete tutto quello che vi dico”
“Si… si faremo tutto”, diceva mia moglie, con voce sempre tremante, rotta dal pianto.
“Va bene. Allora mentre mi fai la sega devi leccarmi i coglioni, CAPITO ?? … e cerca di imparare meglio a fare le seghe, altrimenti continuiamo con il POMPINO. Voglio sentirti implorare, puttana. Dovete chiamarmi padrone. Avanti, pregami di non sborrarti in bocca”
“Ti prego, non sborrarmi in bocca… ti prego… pa…padrone”
“Lecca i coglioni. Lecca puttana !! Ti piace il mio cazzo eh? Hai visto quanto è grosso?”
Mia moglie masturba l’uomo con entrambe le mani, leccandogli i coglioni; continuo a riprendere.
Ad un certo punto parte lo schizzo di sperma, che si deposita sui capelli di mia moglie e sulla mano dell’uomo che tratteneva la sua nuca.
L’uomo la tira su e con la mano le sparge lo sperma sulla faccia.
“Adesso puttana devi dire esattamente quello che ti dico, quando ti dico di dirlo, altrimenti vi ammazzo, capito?! E tu continua a registrare finocchio. Ho già detto cosa succede se fai un vídeo di merda”
“Amore mio, fai come ti dice”, dico a mia moglie.
“Si… si”, sussurra lei.
“Devi dire <>”.
Inquadro un primo piano del viso di mia moglie.
“Avanti, dillo, adesso!!”
“So.. sono una puttana , mi piacciono i cazzi, mi piace essere scopata davanti a mio marito”, dice mia moglie con voce tremante.
“Si vedono gli schizzi di sperma sulla sua faccia?!”
“Si… si vedono”
“Masturbati puttana, non ti avevo detto di smettere… apri le gambe. Inquadra bene la fica di tua moglie coglione.”
Obbedisco, inquadro il sesso di mia moglie. In un certo momento la mano dell’uomo si sostituisce a quella della mia consorte.
Le dita dell’aggressore la penetrano, diverse dita, due o forse tre, entrano in profondità.
“Aah… ahh.. ahh” geme mia moglie.
“Sei tutta bagnata puttana. Sei una troia. Ti piace essere violentata davanti a tuo marito eh?? Dillo puttana. Senti come è bagnata la tua puttana”
L’uomo avvicina la mano umida, la spalma sulla mia faccia, sghignazzando.
“Adesso finocchio inquadra la faccia di sborra della puttana… che facciamo un’intervista. Tu, voglio sentire i gemiti. Devi implorare il tuo padrone. Se rispondi bene alle domande che sto per farti sapete come finisce”.
Sposto l’inquadratura dalla vagina di mia moglie, penetrata dalle dita dell’uomo, al suo viso. Si distinguono chiaramente tracce di sperma su una guancia.
“Aah Ai… pietà…aahai”
“Allora puttana. Perché la tua fica è bagnata? Ti piace essere stuprata davanti a tuo marito?”
“Si… si… ahai”
“Si cosa? Dillo bene puttana”
“Mi… mi piace… ahahahah essere stuprata davanti … aahi … a mio marito”
“Adesso stai zitta puttana. Avvicina il telefono alla fica. Devi registrare il rumore della fica bagnata”
Improvvisamente l’uomo ritira la mano che penetra mia moglie.
“Dammi il telefono finocchio, vediamo se hai fatto un buon lavoro”.
Consegno il telefono mentre la mia consorte cerca di ricomporsi, sedendosi composta, rannicchiata contro lo sportello e abbassando la gonna.
“Dove cazzo vai tu, guardiamo insieme il lavoro di tuo marito”
Si avvicina a mia moglie, la cinge con un braccio mettendole davanti il telefono.
“Guarda anche tu puttana”
Guardo davanti a me, inebetito, un parcheggio desolato, mentre mia moglie e l’uomo guardano i video. Sento i suoni, le sue implorazioni e i gemiti della registrazione, mescolati al pianto sommesso di questo momento.
Continuo ad essere eccitato dalla situazione; l’eccitazione, certamente mescolata al terrore, si è manifestata appena l’uomo ha messo le mani addosso a mia moglie ma si è accentuata quando è apparso chiaro che mia moglie è bagnata, e che quindi prova piacere, quando ho sentito lo sciaqquettio del sesso di lei penetrato dalle dita dell’uomo.
I miei pensieri ritornarono sulla realtà proprio quando sentii l’uomo riferirsi al sesso bagnato di mia moglie, che non smetteva di piagnucolare.
“Zitta puttana. ZITTA !!! Bene! Si sente lo sciacquettio della fica… bravo finocchio, hai fatto un buon lavoro. Si sente bene”, dice l’uomo, con l’altoparlante del telefono accostato all’orecchio, ridendo sguaiatamente.
“Adesso andiamo a casa vostra”
“Ti prego… hai fatto i video, adesso puoi lasciar…AAAIAI”
L’uomo afferra mia moglie per i capelli e urla.
“ALLORA NON HAI CAPITO UN CAZZO. DOVETE DARMI GLI ALTRI SOLDI, ALTRIMENTI TI SBORRO IN TUTTI I BUCHI. MUOVITI FINOCCHIO. PARTI. E TU RIVESTITI, PUTTANA”
Obbedisco e mi dirigo verso casa. Percepisco i movimenti di mia moglie e intuisco che sta indossando il collant, le mutandine, le scarpe.
L’uomo è impegnato a guardare i video, sghignazzando e dileggiando mia moglie ma non la tocca. Lei è rannicchiata, vicino allo sportello corrispondente al lato guidatore.
In breve tempo arriviamo nel garage sotterraneo della nostra abitazione. Sono circa le 3 del mattino.
Mia moglie e l’uomo escono dall’auto mentre eseguo le manovre per parcheggiare nel box.
Appena esco dall’auto, vedo che l’uomo sta percuotendo mia moglie sulle natiche; lei non reagisce, ha una espressione ebete e rassegnata.
“Sei una culona… una grassa puttanona. Ascoltatemi bene. Non lo ripeto. Adesso andiamo nella vostra casetta di merda. Se gridate, se non fate quello che vi dico vi taglio la faccia. È chiaro?”
Dicendo questo estrae il coltello da caccia, avvicinandolo al nostro viso e ci mostra nuovamente la pistola, sempre presente nella fondina, appesa alla cintura.
“Si.. si”
“Si… è chiaro”
Rispondiamo entrambi con voci tremanti.
Apro la porta di casa.
Come previsto non abbiamo incontrato nessuno nel tragitto. Nel viaggio in ascensore l’uomo ha ripreso a palpeggiare mia moglie, toccandole il seno prosperoso, sollevando la gonna e premendo una mano in mezzo alle gambe.
Nell’ascensore illuminato, per la prima volta, posso vederlo bene; tanti tatuaggi, espressione cattiva, opposto a ciò che noi siamo.
Dentro casa, accendo la luce dell’ingresso… e poi anche le altre. Lui ci sospinge in bagno; si abbassa i pantaloni e piscia, parzialmente anche fuori, dalla tazza del water.
‘Lungo il mio cazzo, non è vero puttana? Ti piace… eh?”
“S… si”, risponde mia moglie.
E’ la prima volta che lo vediamo alla luce; è enorme, anche se non completamente in erezione.

“Devi pisciare, finocchio?”
“S… si”
“Pisciati addosso”
Faccio come dice, del resto non riuscivo più a trattenermi.
Vediamo quello del finocchio. Spogliati”, ordina l’uomo mentre si libera dei pantaloni e delle mutande” e poi, subito dopo, si allaccia la cintura con il coltello e la pistola nelle rispettive custodie, in modo da restare comunque armato.
In ogni caso, anche se non fosse armato, non credo proprio che oseremmo affrontarlo; mia moglie ed io siamo troppo
Obbedisco, mi spoglio completamente, rimanendo in piedi davanti a lui e a mia moglie.
Lui ride. A voce bassa. Mi schernisce, sempre mantenendo la voce bassa e intanto riprende con il cellulare. Per quanto è uno squilibrato maniaco è tuttavia consapevole del fatto che ci troviamo in un condominio, a tarda notte, e qualcuno potrebbe sentire.
“Che cazzo minuscolo!! Che cazzettino”
Improvvisamente lo afferra e lo stringe con la mano libera”
“AAiaiii aia… ti prego”, sussurro implorante, temendo che la sua stretta possa aumentare. Dopo un breve tempo rilascia la presa.
“Ecco perché la fica di tua moglie si bagna subito. Ha bisogno di un grosso cazzo. Stenditi a terra finocchio. Pancia in alto !!”.
Resto interdetto, nudo, coprendo con le mani il mio pene.
“Mi hai sentito, coglione?”
Eseguo il suo ordine, mi distendo in posizione supina, davanti alla porta aperta del bagno.
“Avanti puttana. Piscia in faccia a tuo marito. Altrimenti ti taglio la faccia”.
Mia moglie, tremante, abbassa collant, mutandine; l’uomo guida i suoi movimenti, facendola accovacciare sopra il mio viso.
“Ti prego… non farmi fare ques.. AAiaaia”
“Obbedisci puttana!” sussurra con voce tagliente l’uomo, tirandola per i capelli.
Sento i fiotti caldi di urina di mia moglie bagnarmi il viso e il petto.
“Andiamo di la”.
Ci conduce in camera da letto.
“Adesso spogliati puttana”
Mia moglie obbedisce, lasciando i vestiti sparsi ai piedi del letto.
Link foto:
https://drive.google.com/file/d/1fCuKWkiiQMi7ND6TTMmq7S-XNFcISRb5/view?usp=sharing

Restiamo in piedi, entrambi nudi e imbarazzati, mentre lui continua a riprenderci.
“Sei proprio una culona”
“Ahiai… ahiai…ahiai”
L’uomo sculaccia vigorosamente mia moglie.
“Adesso datemi i soldi che mi avete promesso; questi servizi si pagano ! Fuori i soldi !!”
Mia moglie apre un cassetto della camera da letto e gli consegna alcune centinaia di euro.
“Tutto qua?”
“E’ tutto quello che abbiamo”, rispondo con voce timorosa e tremante.
“Voi pagate per essere menati, vero?”
“S.. si”
“Mettetevi sul letto a pancia in giù, gambe aperte”.
Obbediamo; siamo uno di fianco all’altro, completamente nudi.
L’uomo prende una cintura, probabilmente proprio quella dei miei pantaloni, e inizia a percuotere le natiche di mia moglie e le mie.
“Se gridate vi taglio la faccia”
I nostri gemiti, causati dai colpi, sono sommessi.
“Ahi aiaiai aiaiai”, le frustate proseguono per qualche minuto.
Poi, con calma, lascia il cellulare sullo scrittorio e ci solleva per le orecchie, portandoci dalla posizione prona ad essere accoccolati contro la testiera del letto; entrambi teniamo le gambe chiuse e ci abbracciamo.
“Si bravi, abbracciatevi, come una moglie ed un marito. Adesso succhia il cazzetto di tuo marito. Deve sborrarti in bocca. Finocchio. Voglio sentirti godere”
“Ahha… amore… aah uuuh” emetto gemiti di godimento mentre mi fa un pompino.
L’uomo frusta nuovamente mia moglie, i gemiti tipici del cazzo in bocca si mescolano alle esclamazioni dovute alle percosse alle natiche.
“Culona, culona puttana”
“Ahi aiaiai mmmm… aiaiai… mm pAhi”,
Dopo un certo tempo sborro nella bocca di mia moglie.
“Abbracciatevi adesso, come prima. Adesso dovrete rispondere a delle domande e badate bene alle risposte giuste”, dice, indicando il coltello e la pistola.
“Vi piace farvi sottomettere da sconosciuti?”
“Si.. si, ci piace”, rispondo io.
“S.. si”, aggiunge mia moglie
“Adesso ti penetro, puttana. Visto che vi siete comportati bene metto il preservativo. Dove vuoi essere penetrata, nel culo o nella figa?”
“Nella f… figa”
“Davvero? Devi implorare”
“Ti… ti prego, scopami nella figa”
“Lecca la fica di tua moglie; hai qualche minuto. La voglio bella bagnata, altrimenti vi inculo tutti e due”
Rapidamente accompagno mia moglie in posizione supina, infilo la testa nel suo sesso; lei apre le gambe e la lecco intensamente.
Dopo un certo tempo, non quantificabile data la situazione surreale e onirica, sento una mano afferrarmi l’orecchio e vengo trascinato fuori dal letto.
“Adesso basta, frocio. Voglio che riprendi come fotto tua moglie”
Tremando prendo il suo cellulare e inizio la ripresa.
Nel frattempo mia moglie era restata supina sul letto, nella posizione precedente ma chiudendo le gambe, nascondendo il sesso peloso.
L’uomo va su di lei, la afferra brutalmente per i capelli, costringendola a pecorina, e poi inizia a penetrarla nella fica, per un tempo che sembra lungo, lunghissimo.
Il suo cazzo, almeno 20 cm, la penetra completamente, ad ogni colpo la base del membro sbatte contro il perineo, facendola sobbalzare ritmicamente.
“Vieni vicino. Inquadra il cazzo. Inquadra la faccia da puttana di tua moglie….”, l’uomo non cessava di darmi ordini sulle modalità di ripresa.
Mia moglie geme, a bassa voce; anche se sono formalmente espressione di dolore e di implorazione, hanno la tonalità dei gemiti di godimento.
“ahh… aiutAhhh… AhhaiAAAia”
Come un automa riprendo, obbedendo, con il tempo scandito dai gemiti monotoni e ripetitivi di mia moglie:
“Ahhai… AAHiuTAAAhh… pieAhh.. tàAAhh… AAHHH… AAhaiaah… è gross…AAaaah… Ahhai… AAHiuTAAAhh… pieAhh.. tàAAhh… AAHHH… AAhaiaah… è gross…AAaaah “.
Lui non cessa di insultare lei e me:
“Puttana culona, ti sfondo. Non avevi mai provato un vero cazzo, eh? Guarda come gode la puttana di tua moglie, finocchio”
Improvvisamente l’uomo estrae il cazzo da mia moglie e, in modo rude, la spinge in posizione supina.
“Noo… ti prego. Adesso basta, hai avuto quello che…Ahhai… AAHiuTAAAhh”
“Zitta puttana, prendilo tutto”.
La stava fottendo di nuovo, lui sopra e lei sotto, agitando le gambe all’aria e gemendo di godimento, gemiti monotoni e ripetitivi, come prima.
“Ahhai… AAHiuTAAAhh… pieAhh.. tàAAhh… AAHHH… AAhaiaah… è gross…AAaaah… Ahhai… AAHiuTAAAhh… pieAhh.. tàAAhh… AAHHH… AAhaiaah… è gross…AAaaah “.
Continuo a riprendere, perso nello stato di shock, chiedendomi se è tutto vero oppure mi trovo in un sogno. Agli insulti alterna ordini, comanda di riprendere la penetrazione da lontano ed anche da vicino, di inquadrare il suo viso che geme e poi il suo grande cazzo che entra ed esce, sbattendo sul perineo di mia moglie.
Repentinamente, dopo un tempo indefinito eiacula, si stacca dal corpo di mia moglie, si toglie il preservativo e spalma la sborra che fuoriesce sul seno di mia moglie, ferma nella posizione supina.
“Puttana, ecco la sborra. Ringrazia che non ti ho riempito dentro”
L’uomo si alza, lasciando mia moglie distesa sul letto; dopo alcuni istanti si rannicchia, vicino alla testata.
Mi prende il cellulare e controlla velocemente le riprese.
“Mando questi video ad una persona di fiducia; sappiate che sono uno che conta nella mala. Se vi venisse l’idea di denunciarmi lui li caricherà immediatamente su internet. Dammi il tuo numero di telefono, frocio”
Obbedisco all’ordine.
“Ho mandato i video anche a te frocio; non farti troppe seghe guardandoli. Ci rivedremo”
Quindi, senza aggiungere altro, va via, chiudendo la porta di casa e lasciandoci inebetiti nella nostra camera da letto.
Dopo alcune ore ci riprendiamo, ancora scioccati, ci laviamo e facciamo alcune ore di sonno.
Al risveglio, timidamente cominciamo a discuterne; tutto sembra un sogno.
Siamo concordi sul fatto che non denunceremo lo stupro e neppure la rapina, visto che nella violenza ha sempre usato il preservativo. La situazione, immortalata dai video è troppo imbarazzante, insostenibile, anche considerando la nostra reputazione.
Inoltre, mia moglie non presenta alcun danno fisico; l’uomo è stato rude ma la sua violenza non ha lasciato segni. Dimostrare che si è trattato di uno stupro e non di un gioco erotico potrebbe non essere agevole in sede processuale.
Ho ancora davanti a me vivide le immagini di mia moglie penetrata, i suoi gemiti e le sue implorazioni di godimento mascherato e soprattutto il rumore osceno emesso dalla sua vagina bagnata quando veniva masturbata o scopata; tutto questo mi sembra orrendo ma, al tempo stesso, eccitante.
Nei giorni successivi i nostri rapporti sessuali sono enormemente più intensi e frequenti; anche se nessuno di noi due lo ammette, sia io che mia moglie ci eccitiamo pensando a quanto è successo, anche se al tempo stesso ne proviamo orrore e vergogna.
Ripenso alle sue ultime parole, “ci rivedremo” e sono certo che mia moglie fa altrettanto.

Per eventuali commenti….
momsonstr@gmail.com

7
6
Autore Pubblicato il: 15 Agosto 2022Categorie: Racconti Cuckold, Racconti di Dominazione0 Commenti

Lascia un commento

7
6