Leggi qui tutti i racconti erotici di: Frank

Mia moglie e io siamo nella metà della quinta decade di vita; credo, senza falsa modestia, che entrambi dimostriamo meno anni.
Lei ha un corpo prosperoso, veste in modo classico e sobrio, nessun tatuaggio, nessun piercing.
Dalla gravidanza l’attività sessuale è quasi scomparsa ma, da circa un mese a questa parte, con nostra figlia cresciuta, mia moglie ha manifestato il desiderio di avere l’intimità mai avuta.
Con sorpresa ho constatato che le piace il sesso e si eccita facilmente. Credevo che, essendo in menopausa, il desiderio fosse calato, invece è accaduto l’opposto; vorrebbe sempre fare sesso.
Dopo tanti anni di matrimonio, ho finalmente il coraggio di confessare a mia moglie il mio desiderio più profondo e potente, quello di trovarci in una situazione in cui uomini rudi e prepotenti la posseggono.
Lei, però, non vuole concretizzare.
Ha ammesso, con molta fatica, che, forse, si ecciterebbe anche se a toccarla fossero degli estranei, a patto che non le facessero male; ha ammesso, con grande vergogna e imbarazzo, che prova piacere nell’essere sottomessa, nell’essere sculacciata, ad esempio, ma devo essere io a farlo, soltanto io. E’ disposta a subire qualsiasi cosa, ma deve essere fatta da me e da nessun altro.
Purtroppo, io non sono la persona più adatta per questo ruolo dominante perché non ho un carattere cosiddetto “alfa”; infatti, la mia indole desidererebbe una situazione in cui mia moglie ed io veniamo sottomessi da ceffi, che la posseggono, facendola godere, malgrado le sue barriere morali, facendoci entrambi sprofondare nella vergogna e nell’imbarazzo.

Tra l’altro, da un po di tempo ho una disfunzione erettile che mi impedisce di penetrarla.
Mia moglie si deve quindi “accontentare” dei giocattoli sessuali che abbiamo acquistato, un vibratore, un massaggiatore clitorideo, lubrificante; il lubrificante, in effetti, non servirebbe ma rende la penetrazione con il vibratore più piacevole e mi piace anche lubrificare il suo ano e inserirle un dito.
Ammette che la penetrazione con un pene vero le manca tanto ma accetta questa mancanza, pur provando sempre a stimolare il mio pene, in tutti i modi, con scarso successo.

In ogni caso, seppur con i nostri limiti morali, siamo alla ricerca di situazioni che stimolano l’erotismo e la notte tra il 27 e il 28 Agosto, si è creata l’occasione: nostra figlia ha dormito fuori casa per ben due notti.
Abbiamo quindi deciso di provare, per la prima volta, ad andare in club privè, naturalmente non per uno scambio di coppia o per trovare un altro uomo per mia moglie, bensì alla ricerca di un ambiente piacevole, dove passare la serata con musica e seduti su comodi divanetti.
L’esperienza è stata negativa, fondamentalmente per la volgarità che permea l’ambiente e, comunque, i divanetti non erano così comodi.
Mia moglie era l’unica vestita in modo elegante, femminile ma sobrio; tutte le altre donne indossavano mini-vestiti, tiravano fuori le tette, ostentavano collant e mutande con il buco, abbigliamento e movenze da prostitute da strada.
Eravamo decisamente fuori luogo.
Ciliegina sulla torta, un guardone che ci fissava, posizionandosi a breve distanza appena scambiavamo le minime effusioni, cosa che ha infastidito non poco mia moglie.
Per le ragioni sopra dette mia moglie ed io abbiamo escluso la possibilità di ritornarci.

Sentiamo comunque il desiderio di trovare un luogo, fuori di casa, che ci consenta di “giocare” in tranquillità, fondamentalmente con oggetti sessuali, vista la mia situazione.
Il pomeriggio della domenica 28 Agosto, mentre ci coccoliamo seduti sul divano, non potendo andare oltre con le effusioni, avendo nuovamente nostra figlia in casa, mia moglie suggerisce di utilizzare la nostra auto, parcheggiata in un box condominiale, come ambiente riservato per fare ciò che non possiamo in casa.
L’idea di mia moglie, che accetto con entusiasmo, è quella di entrare nell’auto parcheggiata nel box sotterraneo condominiale, sistemarsi nel sedile posteriore, tirando in avanti i sedili anteriori, bere una bottiglia di spumante in modo da renderci disinibiti e usare i giocattoli sessuali.
Le faccio notare che non potremo chiudere a chiave il box dall’interno; potrà sì essere chiuso, ma non a chiave.
Quindi, aggiungo, se qualche malintenzionato ci notasse, potrebbe aprire la porta del box, richiuderla e farci chissà che cosa. Certo, è estremamente improbabile, ma potrebbe accadere.
Cosa pensi che ti farebbero?, le chiedo, stuzzicandola, senza avere risposta, mentre ci baciamo. Insisto e le chiedo se avrebbe paura a fare questa cosa in macchina, nel box non chiuso a chiave, e lei risponde che sì, avrebbe paura.
Poi ha sentito il mio pene, che di solito resta molle, irrigidirsi un pochino, e mi ha detto che sono il solito, che penso sempre a queste situazioni estreme.
Non posso fare a meno di chiedermi se i giochi sessuali che faremo in auto la convinceranno, un giorno, a voler trasformare il gioco in realtà; ne dubito, ha troppe barriere morali, come dice lei stessa.

Il sabato pomeriggio successivo diciamo a nostra figlia che usciamo per commissioni; lei è ben contenta di restare sola in casa mentre noi andiamo in auto, come programmato.
L’esperienza ci piace, l’eccitazione di essere in un posto diverso e la sottile paura di farlo con la porta del box apribile dall’esterno forse giocano il loro ruolo.
In macchina, sul sedile posteriore, beviamo lo spumante e poi, in uno stato di torpore, usiamo i giocattoli sessuali, fondamentalmente ci masturbiamo a vicenda.
Quando mia moglie sta godendo per l’effetto dello stimolatore clitoreideo ed è anche molto brilla per effetto dello spumante, prendo coraggio le chiedo:
– Cosa succederebbe se dei rapinatori aprissero quella porta… entrassero e poi la richiudessero? Cosa ti farebbero, eh? Dimmelo.
– Ahahah Ma tu mi difenderesti… AAhh.. ahaa , parlava e gemeva al tempo stesso mentre si masturbava.
– Si… ma loro sono armati, sono pericolosi. Non posso fare niente. Cosa ti farebbero se entrassero adesso? Trovandoci messi così?
Mia moglie è semidistesa sul sedile, la schiena appoggiata sulla portiera destra, il vestito vestaglia, un wrap dress bianco e nero di Yves Saint Laurant aperto, reggiseno slacciato, senza mutande, gambe aperte, masturbandosi con lo stimolatore vaginale. Io ho i pantaloni e le mutande abbassati, accovacciato sul pavimento, con la faccia in mezzo alle sue gambe, vicinissimo allo stimolatore ronzante, leccavo la sua fica, mentre mi masturbavo.
– Dici… ahaha…AhhaaHH… dici che mi violenterebbero?
– Sicuramente lo farebbero.
– Ma io non voglio… non voglio farlo con altri… no… non voglio
– Ma ti costringerebbero… non te lo chiederebbero. Ti prenderebbero e basta.
Sempre accovacciato sul pavimento prendo il vibratore, lo accendo, e con tutta la delicatezza di cui sono capace inizio ad introdurlo nella vagina di mia moglie, tutta bagnata.
– Prova a immaginare che questo è il grande cazzo del rapinatore; è soltanto fantasia, amore mio, non dobbiamo porre limiti alla fantasia.
– Ma dici che potrebbe succedere davvero? Ho paura
– No… non succederà, non siamo in campagna, siamo in un condominio. E’ soltanto una fantasia. Lasciala andare, la fantasia, non porre limiti. Richiama la fantasia ancestrale, pensa che questo è il cazzo di un rapinatore che ti sta scopando.
Già, la fantasia sessuale femminile ancestrale. Avevo discusso con mia moglie di questo argomento, qualche mese addietro, quando le ho mostrato che, digitando su Google le parole chiave “fantasie sessuali femminili”, risulta da autorevoli fonti (nulla di neppure vagamente pornografico) che la fantasia più comune tra le donne è quella di essere presa da più sconosciuti, contemporaneamente, in modo rude (ovviamente senza trascendere nella violenza che determina danni fisici).
– E tu? Cosa fai? mi chiede lei.
– Io… io sono stato legato, non posso fare nulla. Abbiamo provato a resistere ma ci hanno sopraffatto… uno ti ha dato due schiaffi, sono armati, hanno detto che ci ammazzano di botte se non facciamo come dicono.
– Perché ti devi eccitare con questo? Noo… Ahhah… nooo ahhah… mi vergogno
– Allora stai pensando a quello… al rapinatore che ti scopa?
– AAaahi… si… ma AAhh… non è giusto…cosa mi fai fare… aahh mi vergogno… AAhh questi cosi insieme… ohhoh noo… non voglio…AAAhh”
I “cosi” a cui si riferiva erano i giocattoli sessuali; per la prima volta abbiamo sperimentato l’azione dello stimolatore vaginale congiunta a quella del vibratore, che avevo riempito di lubrificante e, forse, anche la fantasia ha avuto il suo ruolo su mia moglie. Sta di fatto che non l’ho mai vista provare un orgasmo tanto intenso, neppure quando non avevo problemi di disfunzione erettile.
Inoltre ha accettato la fantasia; non mi sembra vero.
Ho capito che vive la fantasia che le ho suggerito perché geme dicendo:
“AAhh no… no…. non voglio….”

Molti dei sabati pomeriggi successivi li trascorriamo nel medesimo modo.
Mia moglie da tempo dice che il massaggiatore clitorideo è come una droga, produce un orgasmo che si ha bisogno di ripetere ma, credo, è anche la situazione di fantasia del gioco erotico a creare la dipendenza.
Durante il gioco diciamo poche parole, mia moglie continua a vergognarsi e, pur ammettendo implicitamente che immagina di essere presa dal rapinatore, non vuole raccontare i dettagli.
Fino ad arrivare a questo sabato pomeriggio, nel tardo autunno.
Abbiamo bevuto quasi tutto lo spumante e siamo nel pieno del nostro gioco; saranno le 16:00… o giù di li. Di solito iniziamo alle 15.
Come sempre, mia moglie è semidistesa sul sedile, la schiena appoggiata su un cuscino posizionato sulla portiera destra.
Le ho tolto la gonna e le mutande, lasciandola con calze autoreggenti color carne, con le scarpe, nere con tacchetto, una camicetta beige aperta, reggiseno bianco slacciato, giacchettino aperto. A fine ottobre, nel garage sotterraneo non fa freddo, ma neppure caldo.
Mia moglie è a gambe aperte, masturbandosi con lo stimolatore vaginale. Io ho i pantaloni e le mutande abbassati, accovacciato sul pavimento, masturbandomi.
Le ho leccato lungamente la figa e le ho appena inserito il vibratore, il cazzo del rapinatore nella nostra fantasia, quando, improvvisamente, la porta del garage si apre. Mia moglie urla.
Un uomo grida di restare fermi, altrimenti ci ammazza.
Restiamo congelati.
Quello che sembrava improbabile, anzi impossibile, accade.

Adesso sono in camera da letto, saranno le quattro del mattino, mia moglie si è addormentata da non molto, la testa appoggiata sulla mia; saranno le tre o le quattro del mattino.
Quando mia moglie ed io abbiamo aperto la porta di casa, verso le 19, abbiamo fatto finta di niente; nessuno deve sapere nulla, dobbiamo ancora capire quello che è successo, le sue implicazioni, siamo storditi, sotto shock.
Mia moglie va subito in bagno, a farsi una doccia.
Con la più grande naturalezza di cui sono capace, spiego a mia figlia che la mamma non sta bene; si organizza per una serata davanti alla tv, ben contenta di vederci relegati in camera da letto.
Mia moglie ed io, nel letto, con la luce spenta e la porta chiusa ci consoliamo a vicenda. Lei piange, sommessamente. In certi momenti riesce a smettere e parliamo, cerchiamo di capire cosa fare, poi riprende a piangere. Così, per molte ore.
Decidiamo di non fare nulla. Sono in possesso di video, che ci hanno inviato sui cellulari.
Erano in due, robusti, uno particolarmente alto, sembrava lui il capo; indossavano maschere da demoni, ci hanno rapinato, umiliato, stuprato. Erano armati, brandivano delle pistole, forse giocattolo ma non potevamo saperlo.
I nostri ricordi sono confusi ma la cosa importante, adesso, è capire cosa fare.
Loro hanno minacciato di caricare i video sul web, se li denunciamo e poi ci ammazzano; hanno anche detto che si faranno vivi.
Anche se i ricordi sono confusi, siamo consapevoli che quello che ci hanno fatto è estremamente imbarazzante e deve restare segreto. Erano slavi, forse zingari, non possiamo saperlo.
Sento il respiro profondo di mia moglie, finalmente nel mondo di Morfeo, e non riesco a dormire.
Non abbiamo lottato, ci siamo subito arresi, infatti non abbiamo riportato danni fisici.
Frammenti di quanto è successo scorrono nella mente, in modo confuso, disordinato: chiudo gli occhi, cerco di richiamarli alla memoria e di ordinarli cronologicamente.
Ho un soltanto un ricordo davvero vivido: sono seduto sul sedile posteriore, con il vibratore acceso in bocca e vedo la caviglia di mia moglie e la sua scarpa che oscilla ritmicamente…
https://drive.google.com/file/d/192W6VU1FSARYjAwXnCAIm6TFzoDy8J_N/view?usp=sharing

… sento una musica ad alto volume e un sottofondo dei gemiti e parole di mia moglie, come una litania:
– AAhhaii…Aahhai… aahi… è grosso, è grosso…. aahi…noo… mi piace questo cazzone… aahi…noo…mi piace essere violentata davanti a aahi…noo… mio marito… a quel finocchio impotente di mio marito.

Poi trovo il coraggio: allungo la mano, prendo il cellulare e guardo velocemente i video che ci hanno inviato, saltando dei pezzi, ma comunque ricavando il quadro generale.
Ci sono tre video e un messaggio vocale.
Nel primo video si vede l’uomo alto che costringe me a prendere il vibratore in bocca mentre mia moglie è costretta alla fellazione, le sborra in bocca, poi ci costringe a baciarci, condividendo la sborra.
Nel secondo video l’altro uomo scopa mia moglie, mentre io sono sempre obbligato a tenere il vibratore in bocca; successivamente lecco la figa di mia moglie, sporcata dallo sperma del violentatore, mentre lei succhia il vibratore. Poi vengo spinto da parte e l’uomo infila un dito nel culo a mia moglie.
Il terzo video è stato realizzato dall’esterno dell’autovettura. Il primo piano è sul mio culo, l’uomo mi infila un dito nel culo, mentre mi trovo a pancia in giù sul sedile posteriore, le gambe che fuoriescono dall’auto, con la faccia in mezzo alle gambe aperte di mia moglie, che succhia il vibratore.
I video sono sconvolgenti. Sono pervaso da un senso di vergogna, umiliazione, imbarazzo.
Risulta evidente che non abbiamo minimamente tentato di opporci, ci siamo sottomessi completamente alla loro volontà. La decisione che abbiamo preso, di mantenere il segreto su quanto successo è certamente quella corretta.

Adesso è tutto chiaro quello che è successo. Lascio il cellulare, stringo mia moglie forte tra le braccia, chiudo gli occhi e ripercorro mentalmente i ricordi, adesso vividi, grazie ai video che ho appena guardato.
L’uomo alto e robusto si infila nello stretto passaggio tra l’auto e la parete del box, ha una pistola; apre lo sportello e con decisione entra nell’auto, mostrandoci la pistola e urlandoci di stare zitti.
Noi siamo terrorizzati, seduti l’uno vicino all’altro, stringendoci contro la portiera destra, il più lontano possibile dall’uomo. Siamo seminudi, non c’è stato il tempo di rivestirsi, tutto è accaduto molto velocemente; mia moglie mantiene chiusa con una mano la camicetta e il golfino e con l’altra protegge la sua vagina ma è senza gonna e mutandine.
Fortunatamente mi trovo tra l’uomo e mia moglie ci sono io; l’uomo, enorme, mi stringe con la sua grande mano il collo e ordina di consegnare i soldi.
Consegniamo subito i portafogli, contenenti qualche centinaio di euro.
L’altro uomo richiude subito la porta del box e si infila nel sedile anteriore, lato conducente, anche lui brandisce una pistola.
Ci intima di scambiarci di posto e noi obbediamo.
Poi la musica. La radio dell’auto viene messa ad alto volume; se, per caso, qualcuno fosse passato vicino, avrebbe pensato ad un festino. I ragazzi spesso utilizzano il box per questi scopi.
Poi gli insulti, le vessazioni. Hanno subito scoperto i giocattoli sessuali; mi sono assunto la responsabilità della loro presenza.
– E’ colpa mia. Lei non centra nulla. Soffro di disfunzione erettile. Ho detto qualcosa del genere mentre loro sghignazzavano. L’uomo alto mi ordina di prendere il vibratore in bocca, acceso mentre mia moglie viene palpeggiata da entrambi gli uomini.
– Mettitelo in bocca finocchio! Puttana, metti le mani dietro alla nuca…. ehi?! Hai capito puttana? e allarga le gambe!!
Lei obbedisce, geme, implora; continuo a tenere il vibratore in bocca, vedo le mani degli aggressori penetrare nella fica e strapazzare le tette.

– AAAhh… noo… vi prego, nooo
– Non farle male, ti prego”, gli dico.
– Chi ti ha detto di smettere di succhiare, finocchio!! E tu puttana apri queste cazzo di gambe! Non lo ripeto più, ti spacco la faccia”
– Si… si… va bene
Mia moglie, seduta alla mia sinistra, apre finalmente le gambe; la gamba destra la appoggia sulla mia e la gamba sinistra sull’uomo che la penetra con le dita.
– Ahah… è un sogno…. no… no… ahahah… aiutoohh… ahhaah
– Puttana grassona vuoi un cazzo grosso eh? Ehi… questa puttana è bagnata!!! Gode ad essere violentata la troia. E tu guarda finocchio, guarda come gode questa troia. Fammelo diventare duro! Muoviti puttana, fammi una sega, altrimenti vi gonfio di botte.
Lei continua a gemere, implorare ma obbedisce subito. Inizia a fargli una sega e poi lui le afferra la testa e la costringe ad una fellazione, fino a sborrarle in bocca.
Afferra con decisione la testa di mia moglie e la spinge sul suo cazzo, costringendola al rapporto orale.
“Noo… ti prego… per fav…ommm mmp mmp”, l’implorazione patetica di mia moglie si spegne nei versi gutturali della fellazione.
L’uomo alto abbassa la radio, ridono sguaiatamente, evidentemente vogliono che i versi che mia moglie emette nella fellazione vengano registrati; dal video risulta che il rapporto sessuale orale dura dieci minuti, dieci minuti di insulti e ordini e minacce rivolte a mia moglie, che culminano con l’uomo che eiacula nella sua bocca e poi mi ordina di leccare lo sperma dal viso della mia consorte e quindi a baciarla.
– Lecca, succhia, ingoia tutto, puttana. Adesso baciatevi, con la lingua, pulisci tutta la sborra dalla troia.
Obbedisco, le lecco il viso, ripulendolo dallo sperma e poi la bacio appassionatamente.
Tutto è stato ripreso da un video, che guardo velocemente.

Poi gli uomini si scambiano di posizione.
L’uomo seduto sul sedile anteriore adesso è nel sedile posteriore.
Ordina a me di tenere sempre in bocca il vibratore, acceso, e a mia moglie di mettersi distesa, con la testa appoggiata sul mio grembo, in posizione supina, le allarga le gambe e inizia a scoparla brutalmente, forte, forte, per tanto tempo.
Nel video la penetrazione dura oltre 15 minuti, video realizzato da breve distanza dall’uomo alto, adesso sul sedile anteriore, senza riuscire a dare una visione complessiva dei tre corpi ammucchiati. Seppur esitante, ho deciso di guardare questo video con attenzione.
L’inquadratura sul sedile posteriore dell’auto si sposta ciclicamente da destra verso sinistra.
Parte dai polpacci e i piedi di mia moglie, che oscillano ritmicamente, una scarpa penzolante, quella del mio ricordo vivido, l’altro piede senza scarpa.

https://drive.google.com/file/d/192W6VU1FSARYjAwXnCAIm6TFzoDy8J_N/view?usp=sharing

Poi, dopo una decina di secondi l’inquadratura si sposta sul perineo di mia moglie, dove si vede il grande cazzo dell’uomo che entra ed esce.
– Ti piace questo cazzone eh? Dillo puttana che di piace
– AAhhaii…Aahhai… aahi… è grosso, è grosso…. aahi…noo… mi piace questo cazzone… aahi…noo…mi piace essere violentata davanti a aahi…noo… mio marito… a quel finocchio impotente di mio marito.
Dopo alcune decine di secondi l’inquadratura si sposta sul viso di mia moglie, che con espressione ebete continua a ripetere la stessa litania:
– AAhhaii…Aahhai… AAahi… è grosso, è grosso…. aahi…noo… mi piace questo cazzone… aahi…noo…mi piace essere violentata davanti a Aahi…noo… mio marito… a quel finocchio impotente di mio marito.
Analizzo quella parte del video e noto che l’uomo stringe con una mano il collo di mia moglie e, in certi momenti, le sussurra qualcosa nell’orecchio; è evidente che lui le diceva esattamente che cosa dire, sotto minaccia di stringerle il collo. E lei obbediva, senza discutere, ripeteva le frasi che lui le sussurrava, come era giusto che facesse. In qualche occasione, in precedenza, le ho suggerito, in caso di aggressione sessuale, di non opporre resistenza, giacché può solo peggiorare la situazione.
In effetti ne siamo usciti pressoché indenni tuttavia, con i video che hanno realizzato, siamo nelle loro mani.
L’inquadratura del viso di mia moglie, la sua espressione stordita che pronuncia la litania, dura diversi minuti.
Poi si sposta sul mio viso, anch’io con un’espressione ebete, mentre succhio il vibratore.
– Allora finocchio. Ti piace vedere tua moglie stuprata da grossi cazzi? RISPONDI, finocchio!!
– S…Sì, rispondo con voce tremante, estraendo per un momento il vibratore dalla mia bocca.
– Si cosa? Coglione, dillo cosa ti piace.
– Mi piace ve…v… vedere m.. mia moglie stu… stuprata da gro… grossi cazzi.
– Siete due masochisti pervertiti… succhia bene quel cazzo, finocchio. La prossima volta succhi il cazzo vero e poi te lo metto nel culo.
Quindi l’inquadratura riprende dal principio, dai polpacci e i piedi di mia moglie, che oscillano ritmicamente, con la scarpa sempre penzolante, e il ciclo si ripete.

Finalmente, dopo più di un quarto d’ora, l’uomo sborra dentro mia moglie; esce dall’auto.
L’uomo alto, seduto sul sedile anteriore, mi ordina di leccare il sesso di mia moglie, mentre lei deve succhiare il vibratore.
Mi posiziono accovacciato sul pavimento dell’auto, nella posizione che già assumevo nei giochi con mia moglie e inizio a leccare la vagina pelosa di mia moglie e i rivoli di sperma che fuoriescono.
– Finocchio. Fai il bidet alla puttana, lecca la fica. Troia, metti in bocca quel cazzo. Succhia bene, PUTTANA !!! Forza con quella lingua finocchio, lecca, lecca la sborra.
Improvvisamente qualcuno, evidentemente l’altro uomo, mi afferra per un orecchio e mi spinge da parte; resto rannicchiato sul pavimento dell’auto.
Mia moglie chiude le gambe ma è subito costretta a riaprirle dall’urlo feroce dell’uomo.
– Apri le gambe puttana; vediamo il culo.
– Aaahii… aahii… no… NOooo
– Chi cazzo ti ha detto di togliere il cazzo dalla bocca. Continua a succhiare il cazzo puttana, e tieni aperte le gambe.
– Aaia…. Aaiaaiaa… ti prego, bastaAAAi
– Hai il culo stretto puttana. Prepara il culo per la prossima volta, che te lo sfondo. Vediamo il culo del finocchio.
Vengo costretto a pancia in giù, la faccia in mezzo alle gambe di mia moglie e sento un dito dell’uomo penetrarmi il culo.
Imploro e gemo, come aveva fatto prima mia moglie.
– Aaia…. Aaiaaiaa… ti prego, bastaAAAi
– Anche il tuo culo è stretto finocchio. Preparatevi bene, perché la prossima volta vi inculiamo.

Il video si interrompe.
Ricordo le minacce; ci dicono che se denunciamo o raccontiamo a qualcuno quello che è successo i video saranno pubblicati e poi ci ammazzeranno.
Non li vedo più, sento la porta del box richiudersi.
Mia moglie ed io restiamo abbracciati, sul sedile posteriore, in stato confusionale.

Anche adesso sono abbracciato a mia moglie, a casa, nella nostra camera da letto; sta già dormendo da almeno un’ora, o forse più.
Quello che sembrava improbabile, anzi impossibile, è accaduto, è successo davvero.
Mi chiedo se è una coincidenza.
Da quando ho confessato a mia moglie il desiderio di vederla presa da altri uomini, ho aperto un profilo FB, Twitter, qualche portale di chat cuckold dove ho conosciuto virtualmente diversi soggetti dell’ambiente trasgressivo.
Ad alcuni di loro ho raccontato dei sabati pomeriggio di intimità con mia moglie nel box ma, naturalmente, sono stato attento a non rivelare la mia identità, il mio indirizzo o informazioni che permettevano di ricavarlo. Tuttavia… potrei aver commesso un errore; non credo alle coincidenze.

Sono stanco e gli occhi si chiudono, anche io entro nel regno di Morfeo.

momsonstr@gmail.com

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Autore Pubblicato il: 12 Settembre 2022Categorie: Racconti Cuckold, Racconti di Dominazione0 Commenti

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