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Ore 18:00, ufficio del Preside.
Mi sono pulita e rivestita. Siedo in un angolo, con il viso contro il muro.
Ho fatto in tempo a vedere, seduti alla sinistra della scrivania del Preside i 5 ragazzi della Quinta A, ciascuno con il papà accanto.
Sulla destra, invece, il Preside, l’addetto all’informatica di ragio, il Capitano dei carabinieri Mulattieri (Adelmo) e i due carabinieri che hanno proceduto agli arresti.

Alla cattedra, l’avvocato Capoccia (Daniele) che parla per primo.
D.: “I fatti sono chiari, vi sono 4 testimoni e sono documentati anche con un filmato.
Le colpe della ragazza non sussistono: non può certo cambiare il proprio fisico – ricordo a tutti che è l’attuale Miss ragioneria – né superare le proprie debolezze psicologiche senza aiuto.
Penso che sia interesse di tutti non finire sulla stampa: non questo Istituto Tecnico, né le famiglie dei ragazzi.
Con questo, tuttavia, non si può tralasciare la cosa più importante: il bene della ragazza.
Siamo d’accordo su questo?”.

Cenni d’assenso dalla parte del preside e dei carabinieri.
Un genitore chiede la parola.
Genitore 1: “Sono Giornati, amministratore delegato della Società per Azioni che porta il mio nome. Penso di parlare a nome di tutti. Riconosciamo il torto compiuto dai nostri ragazzi e auspichiamo un accordo extra giudiziale che tuteli un po’ tutti. Tutti gli altri genitori presenti sono pilastri dell’economia della nostra Provincia, ci conosciamo e frequentiamo gli uni con gli altri. Uno scandalo che finisse sui mass-media porterebbe a danni gravi per molte famiglie e per l’economia della Provincia.
Solo una domanda: la ragazza non ha genitori? Come mai non sono presenti?”.
D.: “La ragazza non ha il padre, porta il cognome della madre. La madre, a sua volta, è gravemente malata e, proprio a seguito dei fatti di poche ore fa, lo Studio Legale che qui rappresento – e che porta il mio nome – è già tutore della sua persona.
Ciò chiarito, considerato che tutti auspichiamo una soluzione indolore, questo Studio ha formulato una proposta di accordo extra giudiziale che auspichiamo sia condivisa da tutti.
In particolare, la condivisione del protocollo d’intesa dovrà essere sottoscritta non solo dalle parti in causa, ma anche dall’arma dei Carabinieri, benché solo come presa visione.
Altri dubbi preliminari?”.

Genitore 2. “Sono Franchi, Presidente della Haller SPA. Condivido quanto richiesto da Giornati. Chiedo soltanto, nell’ipotesi che qualcuno dei nostri figli intenda stabilire una relazione seria con la ragazza, come ci si dovrà comportare”.
Ascolto quanto dicono. Non capisco tutto, ma colgo il senso. Ringrazio mentalmente Daniele e Adelmo, che mi han fatto stare con il viso contro il muro… altrimenti morirei di vergogna. Daniele risponde.
D.: “La signorina M. è stata visitata poche ore fa dal Primario di Psichiatria della nostra università: il professor Ermini attesta una fragilità psicologia e deficienza nella personalità della vittima. Pertanto, anche la signorina M. è stata affidata a un pre-tutore poche ore fa, nella persona del Preside di questo Istituto Tecnico Commerciale, professor Ercole Galbiati.
Ciò premesso, a mio avviso, la fragilità psicologica della ragazza suggerisce di evitare frequentazioni per un congruo periodo. Ma la decisione spetta al tutore.
Se non vi fossero altre domande, procederei a sintetizzarvi la proposto di accordo”.

Silenzio. Daniele va avanti:
D.: “Bene. Per evitare querele, contro-querele, procedimenti giudiziari e relative spese legali, danni di immagine e di conseguenza economici, questo Studio Legale suggerisce alle famiglie di versare alla signorina M. la somma di Euro 120.000 per i prossimi 15 anni; si tratta di 24.000 euro all’anno per ogni ragazzo, da versare mensilmente pari a 2.000 euro ciascuno.
Tale somma andrà versata a questo studio, che provvederà alla suddivisione nel modo seguente:
– euro 2.500 per spese vive della signorina M.;
– euro 2.500 per accantonamento studi e fondo rischi della signorina M.;
– euro 2.500 all’Istituto Scolastico per spese di istruzione a favore della signorina M., che non può certo riprendere la frequentazione della scuola;
– Euro 2.500 per spese di degenza a favore della madre della signorina M.
Gli importi mi sembrano più che ragionevoli. Se tutti convenite vi chiedo di firmare l’accordo e abbiamo finito”.

I genitori dei ragazzi sgranano gli occhi: non sembra loro vero di cavarsela con così poco. Sento dei passi veloci che si avvicinano alla cattedra dove sta Daniele, firmano, ringraziano a se ne vanno.
Al termine firmano come testimoni anche i due carabinieri che se ne vanno. Adelmo, invece, firma e rimane.
Sceso il silenzio, qualcuno si alza e chiude a chiave la porta.

Parla di nuovo Daniele, ma il tono è cambiato: ora esprime soddisfazione e dolcezza.
D.: “M. via i vestiti, subito. Poi vieni qui, davanti a noi. Svelta. Claudio, nudo anche tu, veloce”.
Immagino che Claudio sia il nome dell’addetto all’informatica di ragioneria. Resto sorpresa da quel che ho sentito.
Claudio è sui 25 anni ma ne dimostra una decina di meno. È basso: 164 cm., snello, biondino che porta i capelli lunghi annodati in una coda e non ha un filo di barba.

Mi spoglio svelta, tengo solo le calze alla parigina nere e i tacchi alti. Trotterello verso la cattedra, vedendo che il Preside sta al centro, mentre Daniele e Adelmo sono ai suoi lati. Sorrido felice, senza riuscire a controllarmi: Daniele mi ha aiutata come mai avrei potuto immaginare, e il mio futuro sarò tranquillo. Ha pensato anche a mamma! Come è bello avere dei padroni! Come sono stata fortunata ad esser scelta per servirli!

Arrivo davanti ai tre e… spalanco gli occhi nel vedere che hanno gli uccelli di fuori.
I membri di Daniele e Adelmo li conosco… il Preside, invece, è nuovo. Ha circa 50 anni, è alto e grosso, ha un pene importante, come quello di Daniele.
In quel momento realizzo che sono tutti d’accordo, sono amici forse da tanto tempo… e anche Claudio fa parte del gioco.
Infatti, è un po’ più indietro, nudo e già in ginocchio: ha indossato un collarino rosa… Ha i fianchi larghi e le spalle strette. È totalmente glabro e, sul petto, i capezzoli sono molto sporgenti, come un piccolo seno. Tra le gambe ha una gabbietta di plastica, con una farfallina rosa, che racchiude e nasconde il pene. Guarda verso il pavimento.

D.: “M., adorazione dei testicoli del tuo Preside”.
Vado totalmente in confusione e mi inginocchio. Capisco di avere un nuovo padrone. Mi accuccio ai suoi piedi, lecco i grandi testicoli un po’ flaccidi. Purtroppo, come spesso mi succede da quando vengo umiliata, mi bagno quasi subito. Lecco e li copro di bacini amorosi.

D.: “M., domani tu e Claudio vi sposate. È tutto pronto: un consigliere comunale nostro amico verrà alla tua villa per gli atti matrimoniali. Vi ordiniamo di diventare amiche e volervi un bene profondo, come sorelle. Lui ti insegnerà a servire meglio gli uomini e tu lo aiuterai ad essere sempre più femminile.
Da ora, il tuo padrone principale è il Preside, Claudio sarà il capo famiglia e riceverà il tuo assegno mensile.”
Continuo a leccare i testicoli del Preside, finalmente mi sorride, mi accarezza la testa. Alzo gli occhi, ricambio timida il sorriso: il suo sesso ora è totalmente gonfio, ha la punta grande come un’albicocca.

D.: “Dopo il matrimonio, il venerdì tra due giorni, partirete per il viaggio di nozze ai Caraibi, con il Preside e un’altra persona: forse io o forse qualcuno che conoscerai domani.
Vivrete insieme nella tua villa, dove occuperete il più a sinistra dei quattro appartamenti del secondo piano: in camere separate resterà una stanza libera, per eventuali ospiti. Appena finito qui, andrete al centro Estetico del centro, è già tutto pagato e dovrete uscirne bellissime e perfette in tutto; mani, piedini e tutto il resto, scrub compreso.
Poi aiuterai Claudio a traslocare le sue cose: dovrete finire prima di andare a dormire. Ci saranno alcune modifiche alla villa, per es. al piano terreno verrà fatto spazio per una piccola sala da ballo. Verrà poi creato un ingresso nascosto sul retro, collegato con i garage della scuola, per proteggere la privacy di eventuali visitatori. Per ogni dubbio, chiedi a Claudio: Claudio è la fidanzata del Preside ed è sua schiava da quasi 10 anni. Ora vieni davanti a me e succhiamelo”.

Con tutte queste novità non ho capito tutto, ma ho capito che… Claudio mi spiegherà quel che non capisco! Ho capito anche che vogliono il mio bene, che non sarò sola, che sarò protetta e sostenuta per tanti anni ancora.
Mentre mi inginocchio davanti al sesso eretto di Daniele, vedo che Claudio ha fatto la stessa cosa davanti al Preside.
Non riesco a trattenermi e sussurro a Daniele un dolcissimo:
M. “Ti amo, mio signore”.

Imbocchiamo quasi nello stesso momento. Succhiamo. Claudio è molto più brava di me: accoglie l’uccellone del Preside con facilità, fino in gola. Riesco anche io con quello di Daniele, ma faccio più fatica: quante cose dovrò migliorare!
Sento il Preside che grugnisce dal piacere come un animale, è agitatissimo, accarezza la testa di Claudio, ma lo tiene bloccato, e spinge con forza.
Io, invece, miagolo per il piacere di averlo in gola, sottovoce come sempre: sento che, pian pianino, mi piace questa cosa di ubbidire, servire, venire sottomessa e umiliata… sono bagnatissima, sono eccitatissima.

Quando Daniele mi accarezza la testa e mi dice un altro “oggi sei stata bravissima… e anche ora lo sei… vedrai che con l’impegno diventerai totalmente sottomessa… ecco il tuo premio!” e mi spruzza tantissimo seme in gola!
Non capisco più niente e mi succede una cosa strana: ho un orgasmino senza toccarmi. Un orgasmo orale! È proprio vero che l’orgasmo femminile è una cosa più mentale che fisica, ma non sapevo nemmeno che si potesse avere!

Ci fanno staccare, ora dobbiamo metterci a 4 zampe sul tappeto: viso a terra in modo da alzare i fianchi.
Il Preside va dietro a Claudio, Adelmo dietro a me e subito controlla che io sia ancora aperta dalla sodomizzazione del pomeriggio:
A.: “Sei stata bravissima, hai visto che riesci già a farti sottomettere senza che ci siamo noi? Hai visto che una ragazza remissiva piace a tantissimi? ora sei sistemata per tanti anni… e anche io ti premierò!”.
Adelmo entra delicatamente nel mio ano, tutto tutto, lentamente fino in fondo… e, non sento dolore, brucia soltanto un po’, ma provo piacere.
Il Preside invece è una bestia: penetra claudio senza preparazione e subito spinge fino in fondo, si muove velocemente. Claudio strilla come una gallina, piange… ma resta immobile, si dona senza riserve al suo uomo.

Giro la testa un momento… si gira anche lui, ha capito che lo sto guardando. Gli sorrido, invece lui ha il volto coperto di lacrime. Ma vedo che ha goduto di quella violenza: gli cola sperma dalla gabbietta che imprigiona il suo pene.
Ora anche Adelmo aumenta la velocità, mi sodomizza con colpi forti… al colmo dell’eccitazione, spinge l’uccello fino in fondo e mi grida:
A.: “Bella! Brava! Hai il culo più bello e accogliente del mondo! ti faremo inculare da tantissimi, diventerai perfetta!”.
Non capisco più niente: godo, ho un violento orgasmo anale, mentre miagolo ininterrottamente, dolcemente, sottovoce, come una gatta in calore che chiama i maschi.

Sono felice: se ieri ero distrutta dalla sfortuna, oggi il sole sorride alla mia nuova vita.

Continua

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Autore Pubblicato il: 21 Ottobre 2022Categorie: Orgia, Racconti di Dominazione0 Commenti

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