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Solo per amore di Sarah

Sarah quel mattino era ferma immobile nella stanza, non riusciva a rendersi conto che suo padre era morto, era ancora molto giovane, aveva meno di sessanta anni.

Lei si sentiva triste, avevano spesso litigato, eppure pensava che avrebbero avuto il tempo di parlarsi e di riconciliarsi in fondo a ventidue anni era ancora una ragazza che ci teneva all’approvazione del suo vecchio, si ricordava perfettamente quando per lei lui era come un super eroe. eppure il suo problema era che lui non aveva preso bene il suo matrimonio, ed era sicura che prima o poi la cosa si sarebbe sistemata, pensando di avere il tempo di riappacificarsi, ma il suo matrimonio era iniziato solo da quattro mesi e quindi si era dedicata alla sistemazione della casa e varie altri problemi purtroppo con suo padre si erano visti solo poche volte e avevano quasi sempre litigato.

adesso che era venuto meno si sentiva male, ed era sola, i suoi due fratelli erano assenti, era sola con il medico, il quale le disse che il cuore aveva ceduto.

andò nello studio di suo padre per poter telefonare, doveva avvisare i fratelli e altri parenti, cercava quindi l’agenda con i numeri di telefono per rintracciare tutti.

aveva preso la chiave che il padre teneva al collo con una catenina, aprì il cassetto della sua scrivania, trovò diverse agende, ma fianco delle agende però c’era uno strano telecomando con soli due pulsanti, sotto di esso c’era una cartellina con scritto in calce NUOVO TESTAMENTO.

Con le mani che le tremavano aprì la cartellina e lesse il testamento. Suo padre le lasciava la casa dove abitava in pratica dove l’aveva emarginata dopo il suo matrimonio, e le dava un vitalizio di 10.000 dollari al mese, tutto il resto andava ai fratelli, oltre 500.000.000 di dollari.

Perché questa esclusione? possibile che fosse così arrabbiato con lei da levarle quasi tutto? prese il testamento e lo mise nella sua borsetta.

si guardò attorno cercando di capire a cosa potesse servire il telecomando, volle provarlo premendo il pulsante che indicava l’apertura puntandolo verso la parete della biblioteca, una parte della biblioteca si aprì, ed era l’accesso per una saletta.

entrò, la curiosità era troppa per resistere, accese la luce, era una sala piuttosto grande come non avrebbe immaginato, dentro dei monitor TV, un archivio con dei dossier, su una scrivania c’era il vecchio testamento, il padre l’aveva cambiato e adesso decise di capire cosa le aveva lasciato prima, nel vecchio lei aveva diritto ad un terzo di tutto i patrimonio nonché diritto ad un posto nella presidenza dell’azienda di famiglia.

Il nuovo testamento non era ancora registrato perciò decise di mettere quello vecchio nella scrivania al suo posto. poi rientrata nella saletta, curiosò e trovò un dossier intestato “Steve”, si chiese se potesse trattarsi di un dossier su suo marito o di un omonimo.

all’interno c’era un album, e anche una cassetta video, doveva sapere di cosa si trattava,perciò si mise tutto in borsa e rimesso ordine nella saletta in modo che tutto appaia come prima del suo passaggio, la richiuse si recò in camera dove la salma di suo padre giaceva e rimise la chiave al suo posto.

rimase accanto al padre pensosa, chiunque vedendola poteva pensare che pregasse, in realtà lei era solo incuriosita, chi era quell’uomo che aveva amato e che era arrivato a odiarla tanto da diseredarla.

Giunta a casa sua Sarah aprì l’album, c’erano delle foto di suo marito, nudo in piedi contro una parete in una stanza che pareva un ambulatorio, c’era una specie di sequenza come in un film, da in piedi nudo a disteso su un lettino una prima operazione di depilazione alle gambe poi alle varie parti del corpo, anche la barba rasatura della testa, e delle parti intime.

poi l’operazione di maquillage, parrucca, vestizione da donna, con tanto di reggicalze e calze a mezza coscia, nelle ultime foto era irriconoscibile sembrava una ragazza. Suo marito era bello, con dei lineamenti regolari, ma perché tutto questo, poi c’erano altre foto con Steve vestito da cameriera, in mezzo a molti uomini, poi nudo con solo calze e reggicalze, sculacciato, e mentre succhiava un uomo, sottoposto a sodomia. in mezzo a quegli uomini che si trastullavano con Steve c’era suo padre e i suoi due fratelli e amici loro, alcuni li conosceva altri no.

Mise la cassetta nel video registratore e l’avviò, era identica alle foto solo che le immagini erano molto più suggestive, con particolari anche più evidenti della vicenda.

Tutto ciò doveva essere accaduto almeno un anno prima, si ricordava di quando suo marito si era allontanato per un periodo di lavoro e al ritorno aveva i capelli che appena ricrescevano.

Suo marito era frocio,e suo padre e altri parenti lo avevano usato e umiliato in quel modo, travestito da ragazza, era folle.

Era molto arrabbiata, adesso voleva vedere tutto il resto, riavviò il filmato, le scene si spostavano in luoghi diversi, e si ripeteva nel tempo, ma Steve aveva sempre lo stesso ruolo.

In una scena lei rimase particolarmente sconvolta, Steve in ginocchio nudo che supplicava suo padre chiamandolo padrone, di incularlo nuovamente, diceva “la prego non mi lasci senza godere mio signore” e girandosi si offriva aprendosi le natiche oscenamente.

c’erano varie scene, su questo stile, con Steve che sempre faceva il ruolo dello schiavo sottomesso anche ad altri uomini, umiliato all’inverosimile.

In una scena addirittura con quattro negri superdotati, e lui supplicava come una troia di essere inculato e gli permettessero di succhiarli, loro ridevano e lo insultavano, poi lo sculacciarono ed infine, lo costrinsero a ringraziarli.

Sarah ebbe il desiderio di buttare tutto, ma poi si trattenne, mise tutto in un posto sicuro dove suo marito non sarebbe andato a mettere le mani.

 

 

Al funerale c’erano tutti i parenti, lei si mise in nero accompagnata dal marito, che non pareva per niente addolorato se non per lei , ma al momento Sarah decise che doveva comportarsi normalmente.

il giorno successivo ci fu l’incontro dal legale di suo padre, per la lettura del testamento, non era utile rinviare in quanto c’erano dei problemi da risolvere riguardo alla situazione della presidenza della ditta di famiglia, il curatore chiese se c’era qualcuno che aveva la seconda chiave del cassetto della scrivania, ce l’aveva il fratello maggiore che appena rientrato l’aveva recuperata e la consegnò al curatore.

venne letto il testamento e qualcuno cominciò a dire che non era possibile, c’era un errore. I fratelli dissero che il padre aveva deciso di cambiare il testamento. L’avvocato fece loro presente che c’era solo quel documento e lui non aveva ricevuto altre copie da registrare, e siccome per legge questo è quello che fa fede, non credo possiate parlare di intenzioni che non si sono concretizzate, le intenzioni forse le ha avute ma può benissimo aver cambiato idea nuovamente.

fece loro firmare i documenti, e così avrebbe provveduto alle registrazioni. Sarah rivolgendosi ai fratelli disse loro che avrebbero dovuto rivedersi, voleva vedere i libri contabili della ditta.

 

Sarah era tornata a casa, stava riguardando quel filmetto, era inutile malgrado tutto il sangue non è acqua, anche lei si eccitava vedendo quelle scene, era arrabbiata, ma come suo padre godeva nel sottomettere qualcuno anche lei provava lo stesso desiderio,si disse che ce l’aveva nel DNA. si masturbò violentemente davanti al video prorompendo in un orgasmo che la scosse dalla testa ai piedi.

Suo marito aveva fatto quelle sconcezze, gliela avrebbe fatta pagare, supplicava di essere punito e inculato, molto bene, lo avrebbe servito.

Steve faceva l’impiegato in una ditta che era una filiale della società del padre di Sarah, ma dopo averla sposata la sua posizione era rimasta la stessa, nessuna promozione e nessun privilegio.

Lei volle aspettare  però a giocare le sue carte, adesso era lei che comandava aveva il 30% della società, ma il 20% era in mano a due soci di minoranza, dovevano diventare suoi alleati, per contrastare i fratelli, così avrebbe avuto 3 voti con il suo contro due.

Sarah decise di fare shopping, lei non era più andata in ditta dall’epoca del matrimonio e aveva bisogno di avere un abbigliamento adeguato, in fondo aveva una licenza universitaria in economia, aveva fatto un anno di praticantato nello studio di suo padre, anche se non era mai stata in ditta, avrebbe saputo come agire, suo padre prima della decisione di sposarsi l’aveva scelta come sua vera delfina alla guida della ditta. si comperò due tailleur, molto eleganti e seri, calze nuove con reggicalze, scarpe, andò dal parrucchiere, passò in armeria e si comperò una pistola semiautomatica, si iscrisse al poligono e cominciò a prendere la sua prima lezione di tiro, non che non avesse mai sparato prima, ma mai con armi semiautomatiche, lo gestiva un ex Marine, e ne era fiero a quanto pareva.

Sarah con fare suadente gli chiese: “mi addestrerà lei al tiro?”, lui vedendo in Sarah una che aveva voglia di qualcosa in più del tiro a segno si rese disponibile se lo desiderava e lei fece la smorfiosa dicendogli che avere il miglior maestro era la cosa migliore. le disse di ritornare dopo l’ora di chiusura le avrebbe dato una lezione personale e se voleva anche tutte le sere. comunque la pistola non gliela consegnava prima di due settimane il tempo di sistemare la pratica di registrazione presso la polizia.

Sarah ritornò alla villa non c’era che la servitù, salì prese il telecomando e cominciò a cercare nella sala segreta tutto quello che poteva tornarle utile. suo padre aveva un archivio molto ordinato prese tutti i fascicoli e li caricò nella sua auto. Poi si cambiò perché era sudata aveva fatto almeno dieci volte le scale e comunque era casa anche sua, si fece una bella doccia mise uno dei tailleur nuovi, e decise di presentarsi in ditta.

Era elegante e si faceva notare per la sua bellezza altera, soprattutto dalla notizia della morte del padre e delle scoperte fatte sul marito pareva mutata totalmente rispetto alla fanciulla dolce e umile di poco prima, entrò nella Hall, erano le tre del pomeriggio ed era la prima volta che metteva piede in ditta.

 

 

 

Alla reception vi era una giovane donna elegante e molto sofisticata, e un paio di commessi, ma lei ignorò tutti non doveva certo farsi annunciare, ricambiò lo sguardo dei due maschietti che si trovavano lì e che la stavano fissando, allora si avvicinò come una pantera e si piantò davanti a loro fissandoli negli occhi prima l’uno e poi l’altro e chiese: “dov’è la direzione generale” risposero all’unisono “al ultimo piano, signorina , ma le serve un passì, lei sorrise e sicura di sé si diresse verso gli ascensori.

La giovane receptionist che guardava tutte le altre donne in cagnesco per abitudine fece un cenno alla guardia giurata che si diresse verso Sarah, e fermatala le disse che senza passi non poteva entrare, e senza appuntamento non può avere accesso alla direzione.

Sarah guardò l’uomo sorridente e tranquilla, era un bel ragazzo palestrato, gli pose una mano sul petto e disse: “allora accompagnami tu fino all’ultimo piano così ci conosciamo meglio tesoro” lui ricambiò il sorriso e rispose: “non si può” lei di rimando: “Oh sì che si può, io sono Sarah Carlton, e adesso tu lavori per me, e mi accompagni su,perché non voglio che quella troia telefoni per avvisare che sto arrivando, è una sorpresa per tutti, quando siamo in ascensore ti faccio vedere i documenti”. L’ascensore era lì un paio di persone uscirono e Sarah entrò la guardia era rimasta un po’ sorpresa se era una Carlton non avrebbe certo potuto impedirle di entrare nell’edificio Carlton, la seguì, se era la padrona era meglio fare come voleva lei, in fondo che se ne faceva del passì, nessuno dei soci lo usa.

Nell’ascensore vedendo che l’agente era preoccupato lei lo tranquillizzò, e gli fece vedere la patente, preso atto dell’identità della giovane donna lui le porse le sue condoglianze, osservandola notò una certa somiglianza con i fratelli, in meglio ovviamente. Sarah gli diede un bacio all’angolo della bocca e lo ringraziò dicendogli che appena arrivati su poteva scendere e dire alla zoccola della reception chi era.

Sarah entrò nell’ufficio amministrazione sua prima tappa, lei sapeva i nomi dei responsabili di ogni ufficio avendoli imparati a memoria,pur non conoscendoli di persona.

Si fermò davanti alla segretaria e chiese del dottor Albert Hogan, era il responsabile della tenuta documenti contabili e finanziamenti.

La segretaria ( ce n’erano tre nell’ufficio) che aveva di fronte si chiese cosa desiderasse, lei ripeté “ Il dott, Hogan”. “Lei ha un appuntamento?”, “No sono Sarah Carlton”.

La segretaria sentendo il nome chiamo’ tramite l’interfono il Dott. Hogan e le altre che avevano udito il nome sollevarono la testa dalla scrivania per vedere la famosa figlia del Presidente, che nessuno avrebbe mai pensato di vedere.

Il Dott. Hogan uscì dal suo ufficio per accogliere la signora Carlton, era un uomo sui cinquanta elegante e sportivo, lui ammirò la giovane donna davanti a se e Sarah gli tese la mano presentandosi. Lui molto cortese la invitò immediatamente ad entrare e le fece le condoglianze per la terribile perdita, poi si mise a raccontare di quanto era bravo suo padre.

Lei lo ringraziò ma tagliò corto, chiedendogli di avere i bilanci della società aggiornati.

Le rispose cortesemente che nessuno lo aveva informato di preparare i bilanci da visionare e le chiese se i suoi fratelli erano a conoscenza di questa sua iniziativa.

Sarah lo fulminò con lo sguardo: “sono una socia al 30% di questa ditta, e la legge mi dà il diritto di verificare la contabilità della mia azienda, non crede dott. Hogan?”

“sì certo, è che se non sono pronti li dovrò preparare e speravo che me ne dava il tempo, per questo mi coglie di sorpresa se fossi stato avvisato li avrebbe trovati pronti”, lei tagliò corto, “senta il sistema è computerizzato, mio padre è morto da pochi giorni e lei non ha immaginato che bisognava fare un aggiornamento della situazione, in caso di controlli?”, lasciò che la sua frase venisse assorbita dall’uomo e poi proseguì “ avete due ore per stampare il bilancio altrimenti verrò con un avvocato che avrà preparato un ingiunzione e vi cito decida lei”.

“si certo provvederemo immediatamente” rispose lo sconcertato dott. Hogan colpito da tanta determinazione, non aveva certo da mettere in discussione affermazioni legali incontestabili.

Sarah uscì e si diresse verso l’ufficio della Presidenza, c’era ancora il nome di suo padre sulla porta, all’interno vi era una donna sui 35-40 anni al massimo,bella elegante e sofisticata, suo padre non avrebbe mai preso una segretaria personale se non fosse di bella presenza e disponibile questo era sicuro come la morte, osservò la segretaria e notò che aveva gli occhi arrossati dal pianto si presentò: “sono Sarah Carlton, voglio vedere l’ufficio di mio padre” la segretaria rimase un po’ sorpresa nel trovarsi davanti questa giovane donna ma cercò di riprendersi si alzò e le fece le condoglianze dicendole che era una terribile perdite e ricominciò a piangere, fu Sarah che dovette consolare la segretaria, riportò alla memoria la scheda che aveva letto della segretaria non ricordava molto non l’aveva letta con attenzione ma il padre se la scopava di sicuro,soprattutto vista la reazione della donna e il dolore sincero che provava per la perdita, in questo non poteva rimproverare il padre essendo vedovo aveva il diritto di prendersi un amante, avrebbe anche potuto risposarsi.

 

 

 

Sarah seguita dalla segretaria entrò nell’ufficio, un bell’ufficio  con una scrivania enorme, un divano e due poltrone per i visitatori, vi erano due porte interne una che dava sul bagno privato e unì’altra che era chiusa a chiave, allora Sarah si rivolse alla segretaria “ perché è chiusa?” l’altra era incerta sulla risposta balbettò: “ma… io  non so…forse… ma…”, Sarah la interruppe e le ordinò “Apra”, “ma io…”, Sarah stava spazientendosi “ apra immediatamente, le ordino di aprirla oppure chiamo la sicurezza e faccio buttare giù la porta”. La donna intimorita e rossa in volto prese la chiave e andò ad aprire,poi cercò di andarsene, dicendo: “io vado di là”. Ma Sarah avendo intuito il motivo della reticenza della donna, la prese per un polso e disse: “ tu vieni con me, chiaro?” la donna umilmente rispose: “si signorina Carlton”.

Entrate , c’era un corridoio con quattro porte, la prima era una cucina, la seconda era una stanza con dei monitor, un’altra stanza era una camera da letto, la quarta era chiusa a chiave.

Sarah rivolta alla segretaria la quale era sempre più imbarazzata e rossa in volto, allora Sarah le prese il mento tra le dita e la fissò negli occhi dicendole:”Maggie tesoro, apri la porta, su da brava io so più di quanto tu creda”, Sarah aveva intuito ma non sapeva nulla di preciso ma non era poi difficile rendersi conto che il padre con la segretaria aveva un rapporto particolare,inoltre la donna era troppo imbarazzata che venisse scoperto il suo segreto. 

Aprì e agli occhi di Sarah si presentò una vera e propria sala di tortura,, panoplie di catene fruste alle pareti, il meglio del sadomaso.

Sarah disse a Maggie di andare a chiudere la porta, poi appena la donna ebbe chiuso la porta dell’ufficio rientrò e chiuse la porta della stanza dietro di sé. Allora Sarah le diede l’ordine “spogliati” Maggie rossa in volto ma da schiava ben addestrata e sicura che la signorina essendo figlia del padrone sapeva tutto si denudò.

Sotto era nuda a parte le calze autoreggenti lasciò cadere il vestito a terra intorno ai suoi piedi e lo scavalcò con grazia. Era depilata intimamente, aveva delle belle labbra carnose, piene si intravedeva appena le piccole labbra più scure e umide. Alle grandi labbra del suo sesso glabro come quello di una bambina portava due anelli d’oro. Sarah le si avvicinò, e le disse: “apri le cosce”, Maggie obbediente aprì le cosce e si mise le braccia dietro la schiena erano per lei dei riflessi automatici, dalle abitudini che le erano state inculcate dal padre di Sarah.

Sarah allora le chiese: “amavi mio padre?” Maggie rispose in sussurro “Oh, sì, lo adoravo”.

Sarah le disse: “allora da oggi adorerai me, sarai la mia schiava come lo eri di lui, ti ho ereditato e ti voglio sempre disponibile,come ti voleva lui” la schiava rispose “si signorina,ma forse altri avrebbero vol…” Sarah la interruppe “No, tu sei mia, nessun altro può pretenderti, e non discutere e adesso prendi quel paddle e vieni qui… piegati su quella panca”. La schiava aveva preso il paddle e si era posta come aveva ordinato la sua nuova padrona.

Sarah le diede cinque colpi con durezza, Maggie sobbalzava ad ogni colpo, verso l’ultimo colpo Maggie stava per perdere l’equilibrio allora Sarah si fermò e le disse “sei pronta?” si era ripresa e la schiava tra i singhiozzi rispose di sì, e l’ultimo colpo le arrivò aveva le natiche di un bel rosso, la sua nuova padrona era stata molto severa per la sua prima punizione.

Appena la punizione ultimata Maggie si andò ad inginocchiare ai piedi della sua nuova padrone e la ringraziò di averla punita per la sua dabbenaggine e che se lo era meritato, sperava di non deludere più la sua padrona.

Sarah le disse: “ con  me avrai sempre il culo rosso, ed è meglio che tu sia sempre molto obbediente altrimenti te ne pentirai e molto”.

“grazie padrona” rispose Maggie con tono sottomesso. “sei già stata addestrata bene dal mio vecchio”. “ Si padrona, il padrone era molto bravo in questo”.

“bene adesso rinfrescati e ritorniamo in ufficio”.

Appena Maggie si fu vestita Sarah volle avere una conferma della sottomissione della donna: “Maggie posso sapere come vedi dal tuo punto di vista questo cambiamento e cosa ne pensi sii sincera”. Maggie rispose:”Io la vedo così, sono stata la schiava di vostro padre, e adesso sono la vostra schiava  e farò sempre il possibile per dimostrarvi la mia devozione, padrona io sono felice di avere una padrona ma soprattutto sono felice che lei sia la figlia del mio adorato padrone, io temevo di essere licenziata ma adesso siete arrivata voi e mi avete dato una speranza per continuare e io mi sottometto a voi anima e corpo”.

Allora dimmi: “ di chi mi posso fidare in azienda?”.

Maggie le spiegò come era la situazione i due soci di minoranza che avevano ricevuto le azioni da suo padre ed erano anche i suoi più fidati collaboratori, poi c’era il signor Hogan e un altro il responsabile della sicurezza.

Con gli altri spiegò che non si  può dire, soprattutto quando il padrone era ammalato cercavano ognuno di fare i suoi comodi rivolgendosi ai suoi fratelli chi all’uno chi all’altro, e mettevano in difficoltà i vari responsabili di settore con ordini e contrordini.

“Bene” disse Sarah “ Maggie facciamo una riunione con tutti quelli fidati”.

Non ci volle molto perché anche spinti dalla curiosità tutti si presentassero nell’ufficio del Presidente.

 

 

 

Trovarono Sarah seduta comodamente sulla poltrona che era stata del padre, lei si alzò per riceverli, e vedendoli riconobbe immediatamente qualcuno che aveva visto nel filmato in cui suo marito giocava alla cameriera un po’ puttana, i due soci di minoranza e il responsabile della sicurezza. Lei diede a tutti la mano e si presentò. Siete certamente curiosi di sapere il perché di questo incontro, ecco perché siete arrivati così in fretta. In verità io ero vicina a mio padre prima che morisse,negli ultimi giorni, mi aveva confidato di essere preoccupato, aveva pensato anche di togliermi parte dell’eredità, ma alla fine ha cambiato idea, all’ultimo voleva lasciarmi molto di più in modo da poter controllare la società, sapeva che i miei fratelli sono due coglioni, però non ha fatto in tempo a modificare il testamento.

Si lo so, che anche voi pensate che visto chi avevo scelto di sposare mi abbiate ritenuto un’oca come erroneamente ha fatto mio padre, ma io volevo un marito che se sputo per terra lui si butti a leccare i miei sputi, ce l’ho, e forse avendo saputo questo mi avreste rivalutata ed oggi non ci troveremmo qui per correre ai ripari all’ultimo secondo.

Sarah aveva saputo toccare le corde giuste e li aveva conquistati, cambiarono idea sull’opinione che si erano fatta di lei non avendola mai conosciuta se non per sentito dire, dimostrava lo stesso carisma del padre, Sarah si accorse di averli conquistati.

“adesso voglio sapere come facciamo a non fare finire questa compagnia nel caos”. Ognuno disse la sua, l’opinione era che dovevano fare fronte comune contro i due fratelli altrimenti la compagnia sarebbe stata smembrata e finivano probabilmente sul lastrico, dovevano essere un fronte compatto.

Allora appena ebbero finito di parlare diede i suoi ordini si rivolse a Burt della sicurezza: “voglio un’indagine sui miei fratelli, sembra che papà sospettasse che uno dei due o tutti e due avessero dei debiti, trova se c’è qualcosa di vero in questo e indagando magari trovi anche dell’altro voglio poterli tenere per le palle quanto prima”.

Congedati i suoi nuovi collaboratori fece mettere il suo nome sulla porta come prima cosa, però senza indicare la carica di presidente perché non c’era stata un’assemblea per deliberare la nomina.

Quando i fratelli l’avevano cercata nell’ufficio del padre non l’avevano trovata perciò la cercarono in giro per gli uffici. Sarah aveva il tempo di parlare con chi le interessava.

Quegli uomini erano stati molto vicini a suo padre al momento in cui lei disse a Maggie cosa voleva pronto per l’indomani Maggie rispose come aveva fatto nel passato con il padre di Sarah davanti ai suoi fedelissimi “ Sì padrona”, e per i soci tutto era ovvio il vecchio aveva rivelato in fin di vita i suoi segreti alla figlia, era un bluff ma nessuno poteva dimostrarlo.

Sarah se ne andò perché doveva andare alla lezione di tiro per questo nessuno la trovò in ufficio per quel giorno i più arrabbiati erano i suoi fratelli.

Arrivata all’ora di chiusura, chiese di andare al bagno, lì si levò le mutandine, e se le mise nella borsetta, la serata avrebbe avuto un lato piacevole.

Controllò che la gonna si potesse togliere facilmente e uscì dal bagno. Wes aveva chiuso il negozio. Scesero nel poligono sotterraneo e Wes la fece posizionare su una piazzola di tiro, aveva portato la pistola che Sarah aveva comperato, e le spiegò come doveva impugnarla, e quali erano le norme si base per la sicurezza nel tiro e cosa non fare.

Lei si mise in posizione e appena pronta all’ordine sparò. Poi controllarono i centri eccetto un paio di tiri sparsi la rosa era abbastanza chiusa per una che usava la pistola per la prima volta. Wes si complimentò con lei dicendole che era stata brava e che con poche lezioni di allenamento sarebbe stata pronta.

Lei si voltò mentre lui le si stava avvicinando per prenderle l’arma, Sarah aveva lasciato che l’arma cadesse sul ripiano della postazione e si slacciò la gonna che le cadde ai piedi.

Erano uno contro l’altra lui si accorse che la gonna era caduta non aveva la totale visuale essendo troppo vicino ma si accorse che era nuda  senza le mutandine.

Wes si disse che aveva una fortuna sfacciata la baciò e lei si abbandonò al bacio, poi sentì le mani forti dell’uomo che le toccavano le natiche impossessandosi del suo corpo palpandolo e aprendole le gambe le insinuò le dita nella sua fessura già colma di succhi.

Era bagnata perché mai lei si era concessa in modo così spudorato ad un uomo ma la cosa la eccitava, lui la sollevò e la fece sedere praticamente sul ripiano della postazione e la infilò rapidamente nella sua accogliente vagina, Sarah che era andata lì proprio con l’idea di farsi scopare dall’uomo era già ben lanciata e non le ci volle molto per avere il suo primo orgasmo.

 Wes la montò per un po’ ma quella guaina che lo avvolgeva era bollente e una donna così bella e sensuale e che gli si dava in quel modo con la voglia di godere era la prima volta che gli accadeva, quando sentì il piacere salirgli non riuscì che a grugnire e si svuotò dentro di lei riempiendola di sborra, e Sarah godette di nuovo.

Rimasero allacciati per un po’ fino a quando il pene di Wes le uscì con un rumore come di una bottiglia che si stappa, Sarah lo baciò e lo ringraziò di averla fatta godere e gli disse: “ tornerò tutti i giorni se ti va”. “ altroché se mi va” rispose Wes con entusiasmo, allora Sarah andò al bagno si diede una ripulita e indossate le mutandine se ne andò.

Arrivata a casa più tardi del solito, si era portata dal negozio di Wes uno sfollagente estensibile che si allungava premendo un bottone sull’impugnatura e la molla scattava delle manette varie paia, e uno scudiscio da cavallerizzo. Tutte cose che non avevano necessità di essere registrate.

Quando lei entrò il marito era in ansia e preoccupato le chiese dove era stata come mai era arrivata così tardi, lei con tono duro rispose: “ sono andata a farmi scopare”.

Steve rimase zitto e le chiese cosa significasse quella risposta e lei ribadì la sua risposta di prima lasciandolo sconcertato aggiungendo “da un vero maschio” e se non gli stava bene era lo stesso.

Steve era completamente stralunato aveva davanti a sé la donna che amava e che lo amava e gli stava dicendo cose che non avrebbe mai immaginato di sentirle dire     

Non riusciva a capire cosa stava accadendo lo voleva provocare o era semplicemente diventata una troia.

All’improvviso lei invece tirò fuori il manganello e lo abbatté sulle spalle di lui vicino al collo Steve vacillò sorpreso, e cadde in ginocchio, subito Sarah gli mise le manette ai polsi dietro la schiena, e poi quelle con la catenella più lunga alle caviglie.

Munitasi di un paio di forbici gli tagliò la tuta da ginnastica che indossava e tutto il resto denudandolo completamente. Lo costrinse a rialzarsi e malgrado la sorpresa Steve cercò di divincolarsi ma era oramai incatenato, Sarah lo costrinse ad avanzare fino al divano lì lo fece inginocchiare, a quel punto gli disse che se si muoveva lo avrebbe massacrato di botte. Steve legato ed impotente non si mosse attendendo il seguito degli eventi.

Appena Sarah tornò mise la cassetta e alla vista della immagini egli trasecolò riconoscendosi, non riusciva a parlare gli si era chiusa la gola lei invece “allora la troia non sono io” prese il frustino e fatto piegare Steve con la fronte al tappeto lo colpì sulle natiche finché non iniziò a urlare, aveva le natiche zebrate di strisce rosse, Sarah pensò che suo marito aveva un bel culo fatto apposta per essere colpito.

Appena si ritenne soddisfatta della sua opera gli infilò il manico del frustino nel culo.

Si sedette sul divano e si tolse la gonna e lo slip che era intriso di umori e di sperma quello che le era colato fuori dalla fica. Gli disse: “leccami troietta” Steve era sconfitto non tanto per le scudisciate ma per i fatto che sua moglie ora non aveva più stima di lui era moralmente a terra e si rendeva conto che l’unica cosa che gli restava da fare era di obbedire leccò la fica della moglie e si rese conto dall’odore che doveva avere scopato con qualcuno, ma non si ribellò.

“Adesso” disse lei dopo che il marito la fece godere con la lingua “ sappi che da oggi sarai la mia troia e farai quello che voglio io in qualsiasi momento” lui cercò di parlarle cominciando con “ amore, io quelle cose le ho fatte perché tuo padre me le ha poste come condizione per il consenso per il matrimonio le ho fatte perché ti amo” .

“Hai fatto male, dovevi dirmelo ma non hai avuto fiducia in me, adesso se mi ami ancora ti sottometterai a me perché devi pagare la mancanza di fiducia”.

“Io ti amo” rispose lui. “ siamo d’accordo, domani licenziati dalla ditta fissa dall’estetista un appuntamento, anzi dammi il numero ci penserò io, dovrai depilarti, servizio completo”, Steve le disse che l’indirizzo era nella sua agenda.

L’indomani mattina Steve andò in ditta a presentare le dimissioni poi tornò a casa ad aspettare gli ordini di sua moglie.

 

 

 

Maggie ricevette la sua padrona in ufficio presentandosi subito con il caffè, Sarah le disse di chiamare l’estetista dalla quale andava abitualmente e di passargliela, certa che si trattava della stessa del video che aveva visionato. Maggie non fece una piega e provvede immediatamente, poi aggiunse di esserci appena andata alla fine della scorsa settimana e quindi era in ordine ben depilata, ma Sarah le aggiunse che non era per lei.

Parlò con l’estetista, il nome Carlton era più che sufficiente per fissare un appuntamento anche improvviso, ordinò lo stesso trattamento che aveva visto nel video e di procurare l’abbigliamento adeguato e che mettesse tutto nel conto.

Telefonò a Steve e gli ordinò di andare dall’estetista  per il pomeriggio che era atteso, e che appena finito rientrasse a casa, di attenderla e nel frattempo occuparsi della cena e delle pulizie.

Quella sera Sarah andò al poligono, dove rifece la sua lezione di tiro con la pistola anzi con le pistole, una che sparava proiettili di piombo e una che sparava raffiche di sborra, dopo essersi fatta sbattere per bene da Wes rientrò a casa.

Steve aveva passato quasi due ore dall’estetista dove era stato depilato completamente, e rivestito con un abbigliamento da donna calze autoreggenti mutandine di pizzo trasparenti una parrucca di capelli biondi, anche la barba era stata fatta con una crema depilatoria rendendogli le guance lisce come quelle di un bambino.

Adesso era a casa in attesa della sua bellissima moglie che lo trattava come uno straccio, ma l’amava così tanto che nessuna tortura o umiliazione lo avrebbero allontanato da lei avrebbe sopportato tutto per il suo amore e sperava che prima o poi si accorgesse che non era stato lui a volere quelle cose ma vi era stato costretto  per non perderla, come adesso accettava tutto quello che lei pretendeva da lui solo per paura di perderla.

Appena entrata Sarah guardò suo marito era veramente una splendida ragazza così conciato l’estetista aveva veramente fatto un ottimo lavoro, sì la sua schiava Stephanie, ecco chi era e l’aveva aspettata obbediente a casa come aveva voluto lei.

Si rivolse al marito spiegandogli che da  quel momento non era più Steve ma la sua schiava Stephanie, e di chiamarla padrona in ogni circostanza. Il povero innamorato si sottomise alle pretese della moglie, e fece un cenno affermativo con la testa incapace di parlare.

Sarah si fece leccare e ripulire la passera dai residui di sperma lasciati da Wes, e questo per mortificare e umiliare la sua schiava nuovamente e farle capire che andava a scopare in giro, fu con il cuore in gola e le lacrime agli occhi che Steve fece quanto gli venne ordinato dalla moglie padrona. Poi la servì come una cameriera provetta e quando ebbe finito di cenare lo fece inginocchiare davanti a lei e lo usò come poggiapiedi mentre guardava la televisione. All’ora di coricarsi mise un legaccio di cuoio al pene del marito in modo che non potesse soddisfarsi  da solo e gli fece trascorre la notte così. Una notte di ansia e angoscia ma non poteva farci nulla, alla fine la stanchezza lo vinse e si addormentò un sonno popolato da incubi che lo portarono più volte a svegliarsi ed ad agitarsi per tutta la notte.

Al mattino quando si dovette alzare si lavò senza però togliersi il laccio di contenzione che la moglie gli aveva imposto, preparò la colazione, ei si presentò a Sarah vestito da cameriera con l’abito che aveva il giorno prima con l’aggiunta di un grembiulino bianco orlato di pizzo.

Sarah svegliandosi lo schermì dicendogli: “ brava Stephanie, sei una perfetta cameriera”.

Sarah fece colazione, poi uscì con la sua nuova cameriera Steve-Stephanie vestita da donna.

Steve in effetti se non parlava poteva tranquillamente passare per una donna, aveva delle belle proporzioni i tacchi alti gli conferivano un’andatura femminile, aveva un culo ben pronunciato, gambe diritte e ben fatte, solo da vicino ci si poteva rendere conto che non lo era e osservando attentamente dettagli come il pomo d’Burto, o la mancanza di seno.

In ufficio Sarah fece sensazione accompagnata da una cameriera che la seguiva a testa bassa, in evidente imbarazzo.

Appena arrivata nel suo ufficio c’erano i suoi fratelli che l’attendevano, lei si fermò dalla segretaria e presentò la sua cameriera : “questa è Stephanie, tienila qui ti dirò quando ne avrò bisogno”.

Allora entrò nel suo ufficio e subito i suoi fratelli cominciarono a protestare con lei per aver occupata la posizione di presidente e l’ufficio del padre inoltre lei non aveva le competenze per occupare quella posizione ecc. ecc.

Sarah disse: “ sono qui perché in quanto socia della ditta ho deciso di prendere conoscenza della situazione  e di studiare i bilanci, ne ho il diritto perché credo sia necessario anche per me avere le idee chiare sulla situazione prima di prendere delle decisioni”.

Uscirono sbattendo la porta, lei chiamò con l’interfono alla segretaria dicendo loro di entrare.

Maggie e Stephanie entrarono, si misero fianco a fianco davanti a Sarah la quale disse loro: “ voi siete le mie schiave, voglio che diventiate amiche e collaboriate nel servirmi per il mio piacere”.

Fu Maggie la più pronta a rispondere: “Si padrona”. Poi anche Stephanie lo ripeté.

Era la prima volta che Maggie sentiva parlare Steve e capì che era un uomo sentendo la voce, fino a quel momento era rimasto in silenzio, le aveva solo sorriso per salutarla.

Sarah fece convocare i suoi collaboratori per prendere gli accordi necessari al fine di stabilire le regole per il futuro.

Quando arrivarono Steve li riconobbe e non poté non arrossire di fronte a quegli uomini che lo avevano umiliato e usato per il loro piacere, e anche loro lo riconobbero dal momento che lo avevano conosciuto proprio in quelle vesti.

Uno di loro gli si avvicinò e lo palpò mettendogli le mani sotto la gonna, facendolo trasalire ma non osò protestare visto che Sarah lo guardava con un sorriso di scherno sulle labbra, allora le lacrime scaturirono dai suoi occhi e scesero sulle sue gote, era un’umiliazione tremenda.

Sarah gelidamente si rivolse a tutti : “ signori adesso gli affari per favore, se volete dopo vi presto Stephanie, sono certa che ha voglia di essere usata da voi”.

Risero compiaciuti, era degna figlia di suo padre.

Rimasta sola lesse un primo rapporto del capo della sicurezza il quale riteneva che i suoi fratelli cercavano di fare in modo di vendere al società per andarsene in Florida, avevano già fatto degli investimenti ma avevano dei debiti con degli allibratori a causa del vizio del gioco.

Sarah chiese al suo capo della sicurezza chi erano gli allibratori e a quanto ammontavano i debiti : “conosciamo gi allibratori sono medio grossi, ma se cedono il credito ad altri più grossi di loro le cose peggioreranno,  2.000.000 di dollari di debiti a causa degli interessi che sono maturati sono un serio problema che rischia di peggiorare”.

Allora Sarah chiese: “ ci sono problemi a contattarli?”. “no” rispose laconico il suo capo della sicurezza.

“Bene, in questo caso prendiamo contatto con loro e troviamo una soluzione  abbiamo dei fondi occulti alle Caiman, diamo loro un acconto e cerchiamo di farci dare il credito,rileviamolo noi”.

Poi fatto questo contattate le mogli dei miei fratelli che sono delle gran troie e fatele venire alla casa di campagna dite che c’è una festa sorpresa per i loro mariti, e vi farete trovare tutti lì.

“ma loro non sanno dov’è la casa di campagna, è una residenza riservata che a parte pochi intimi nessuno ha mai conosciuto”.

“Sì è vero nemmeno io so dov’è sono solo a conoscenza della sua esistenza, ma voglio che siano portate lì, essendo una zona deserta così le possiamo fare sparire per un po’ dalla circolazione,in pratica un rapimento. Capito?”.

“Ma come fare rapire, ci servono degli uomini fidati!”  “ a quelli penso io” disse Sarah e aggiunse “ tu sei un esperto di sicurezza fai solo i preparativi”.

 

“Hogan ci sono delle uscite che non capisco” le ho sottolineate, disse Sarah entrando nell’ufficio del responsabile contabilità.

Il dr. Hogan prese in mano il fascicolo e rispose serenamente “ queste sono uscite di spesa aziendali dei vostri fratelli”.

“Aziendali un corno” rispose lei.

“abbiamo finito per oggi, trovate tutti i riscontri che ci servono, mandate avanti il lavoro come sempre, sappiate che non ci sarà  assemblea che appena avremo tutto il quadro chiaro, voi così avrete il tempo ed il potere di agire, e appena tutto sarà sistemato, allora forse potremo salvare anche molti posti di lavoro compreso il vostro”.

 

 

 

Il socio Bill che era appena arrivato chiese a Sarah: “ mi posso fare un giro con la tua Stefania” Sarah era piccata che invece di parlarle di lavoro venisse con i suoi vizi sessuali, ma fece finta di niente “prendila è tua per le prossime due ore” gli rispose.

Poi guardò Hogan che l’aveva guardata con un sorriso ebete e mentre Bill si allontanava gli disse: “allora Hogan, la fai ancora prostituire la tua mogliettina?”

“ qualche volta quando serve” rispose lui un po’ piccato sul vivo.

Allora Sarah approfittò del momento per chiedergli: “senti, dobbiamo fare un favore a quegli allibratori, tua moglie può partecipare?”, “certo mi basta sapere per quando e le ordino di prepararsi”.

“Per domani” disse Sarah.

Il giorno successivo, le due mogli dei suoi  fratelli furono prelevate da una squadra di ex soldati, mentre si recavano all’appuntamento in ditta, erano questi ex marines erano amici dell’armiere Wes, che oramai era cotto di Sarah.

Vennero condotte nella casa segreta del vecchio Carlton, dove organizzava con i suoi soci le sue orge. Lì sul posto obbediente alle istruzioni di Sarah c’era Maggie e Stephanie, quest’ultima era un po’ distrutta dalle prestazioni che aveva dovuto concedere a Bill, su ordine della sua padrona.

Susan e Julie, si risvegliarono in una cantina, nude ed incatenate erano state addormentate con del cloroformio per il viaggio e quindi avevano un po’ di mal di testa, con fatica si misero a sedere sui materassi che erano per terra e si rammentarono di quegli uomini mascherati che le avevano catturate.

Nel frattempo di sopra arrivarono i creditori dei suoi fratelli ricevuti da Sarah, e dal suo capo della sicurezza, lei li accolse offrendo loro da bere e poi attaccò subito dicendo: “voi fate il mio gioco e io vi do subito metà di quanto vi devono i fratelli Carlton, così diventiamo soci in questo recupero crediti. Ci state ?”

Ci pensarono un po’ bevettero e trattarono ma alla fine accettarono, Maggie era lì vestita da cameriera, e serviva i signori con atteggiamento puttanesco, secondo gli ordini della sua padrona e anche Steve faceva lo stesso.

Sarah fece chiaramente intendere che le cameriere erano a loro disposizione, gli ospiti avrebbero forse gradito ce n’era per tutti i gusti.

Giù in cantina Susan e Julie, in lacrime videro entrare una donna vestita di cuoio nero con una maschera sul volto, urlarono di paura.

La donna disse che i loro mariti avevano dei milioni di debiti, con loro e che non avevano pagato, e non parevano nemmeno intenzionati a pagare, nemmeno sapendo che le loro signore erano in ostaggio.

La donna che loro non riconobbero continuò dicendo che forse loro due avrebbero potuto pagare almeno gli interessi, in fondo due giovani donne carine come loro sapranno di certo soddisfare qualche signore che ha qualche capriccio.

Però certo devono dimostrarsi almeno un po’ collaborative. Entrambe tra le lacrime protestarono dicendo che non si meritavano un simile trattamento erano donne per bene come osavano fargli una cosa del genere, ma si rendevano conto che il rapimento era un reato federale.

Sarah prese una frusta si andò a posizionare dietro di loro e abbatté un colpo a testa sulle natiche delle due infelici. 

Se ne andò e le lasciò sole a meditare sulle loro sorte.

 

Hogan era arrivato con la sua consorte, ed entrato vide uno degli ospiti che si stava inculando Steve,  e l’altro aveva ai suoi piedi Maggie che lo succhiava.

Donna, la moglie di Hogan, aveva trenta anni, era una ex segretaria che era stata schiava del signor Carlton, Hogan se era invaghito e allora il capo gliela aveva ceduta, ma se ne serviva ancora in quanto apparteneva al club. E ogni tanto riprendeva servizio.

Hogan si fece consegnare il vestito dalla moglie, la quale sotto portava solo calze e reggicalze, anelli ai capezzoli ed era perfettamente depilata nelle parti intime.

Sarah rammentava la scheda che suo padre aveva compilato in merito a Donna; bocca perfetta, secondo canale agevole, molto calda, prende la frusta come se facesse l’amore, unico neo accetta con difficoltà i rapporti lesbici, ma se frustata adeguatamente, e trova una padrona veramente capace e autoritaria si sottomette con slancio. Sarah la osservava era carina, non molto alta, 1,60 capelli nerissimi, lisci con la frangetta, labbra rosse e carnose, seni duri non enormi ma perfetti.

Il culo era il suo pezzo forte, era perfetto, una rotondità degna di venere callipigia.

I Due ospiti quando la videro litigarono per chi doveva essere il primo. Lei si avvicinò ancheggiando con un sorriso da porca sulle labbra e disse: “perché non tutti e due insieme?”.

Era una donna favolosa, in otto minuti le fece morire e i due si ritrovarono spompati e non erano nemmeno riusciti a penetrarla.

Sarah felice di vedere che qualcuno come Donna poteva tenere a bada la situazione scese a fare visita alle cognate, le quali friggevano nella loro ansia, e si rivolse a loro con la domanda precedente : “ allora siete disposte a pagare gli interessi oppure preferite gustare il seguito del trattamento?”. Julie rispose astiosa: “Vai a farti inculare troia”. Mentre Susan piangeva senza avere la forza di dire nulla.

Sarah si avvicinò e disse: “tu nemmeno immagini che quanto prima arriverai a supplicare di farti inculare da chiunque, e io ti accontenterò”. Julie era una ragazza coraggiosa e le sputò in faccia, anzi sulla maschera che copriva la faccia di Sarah.

Sarah allora le mise delle mollette metalliche ai capezzoli, e alle labbra della fica su tutta la lunghezza delle grandi labbra. Erano piccole mollette dentate e i dentini si conficcavano bene nella carne. Poi prese una paletta di cuoio, non voleva usare la frusta per colpire meglio la superficie delle natiche e incendiarle la pelle e voleva fare durare il supplizio il più a lungo possibile.

Fece spostare Julie e la immobilizzò con le natiche esposte, sopra una panca legata mani e piedi. Sarah messasi dietro ammirò il bel fondoschiena della cognata sodo come si deve da ore di palestra, e calò il suo primo colpo non troppo forte, Julie sussultò e strinse i denti. I colpi cadevano cadenzati senza eccessiva forza ma molto regolari, dopo cinque minuti del trattamento la pelle era ben arrossata, e Julie apriva e chiudeva le natiche, i muscoli agivano assai convulsi, benché non urlasse era evidente che stava soffrendo.

Adesso ripetè il trattamento con Susan, legandola a fianco di Julie, e cominciò a sculacciarla con calma e senza esagerare, nel frattempo Julie avrebbe avuto il tempo di meditare.

Quando dopo cinque minuti Susan aveva le natiche rosse e i suoi gemiti riempivano la stanza, Sarah le diede un colpo molto più forte essa lanciò un urlo e supplicò di venire risparmiata dicendo: “Signora la prego basta faccio tutto ciò che vuole, mi prostituisca la prego ma non mi batta più la supplico, sarò tanto buona e sottomessa vedrà lo prometto”.

Susan venne slegata e le tolsero le mollette, fece entrare uno degli uomini mascherati e la fece portare via.

Si rivolse a Julie e le disse: “ tu continua a meditare”, e se ne andò lasciandola sola con il dolore a fondo schiena e legata con tutte le mollette al loro posto.

Salì nella stanza dove era stata condotta Susan, la fece lavare e la costrinse a genuflettersi davanti a lei per ripetere il suo giuramento di obbedienza, e Susan giurò che avrebbe fatto la puttana piuttosto che essere punita.

“Questa è la scelta giusta” le disse Sarah, “adesso ti mandiamo il tuo primo cliente,tu non devi fare altro che soddisfarlo” poi rivolta verso la porta disse: “chi è il primo?”.

 

 

 

Quello che si era inculato Steve/Stephanie due ore prima entrò. Sarah decise di restare per godersi lo spettacolo e vedere come si comportava Susan, la quale oramai era rassegnata immobile come una vittima sacrificale in attesa del boia.

Quando vide l’uomo entrare ebbe un sussulto e nel suo sguardo si lesse la paura, ma si riprese prontamente e cercò di comportarsi da puttane come presumeva ci si aspettasse da lei, allora disse: “ Ciao caro, io sono  Susan, cosa ti piace fare?”. Lui sorrise e le rispose: “ girati piegati e apriti le natiche”, Susan eseguì rassegnata a dargli quello che voleva.

L’uomo le toccò la fica da dietro, non era bagnata, allora le stuzzicò un po’ le labbra accarezzandola si inumidì un dito con la saliva e andò a cercarle la clitoride, fino a farla inumidire, perché sotto la stimolazione la povera Susan non poteva rimanere impassibile e avere il controllo del suo corpo. Appena umida lui inzuppò bene il suo dito nella tana della giovane donna e quando lo ritenne sufficiente lubrificato lo infilò nell’ano di Susan la quale mandò un urletto, ma non si sottrasse, alla vergognosa intrusione.

L’uomo continuando a fare andare e a girare il dito nel retto di Susan le chiese: “ sei mai stata inculata tesoro?” lei rispose che non era accaduto molto spesso solo qualche volta, “ ma sarò brava signore, farò del mio meglio”.

“Prendi il lubrificante” le disse l’uomo “ è nel cassetto del comodino”. Susan obbedì all’ordine e gli porse il tubetto dopo riprese la sua posizione prona e offerta lui la lubrificò bene con la crema e quando fu soddisfatto, estratto il pene già ben teso lo appoggiò all’anello e le disse: “apriti piccola” Susan fece del suo meglio per rilassarsi e accogliere il pene dell’uomo il quale prima entrò con la cappella e si fermò Susan aveva avuto un piccolo irrigidimento, appena si rilassò lui le entrò dentro con il resto della sua asta, arrivato in fondo si ritirò di un paio di centimetri per permettere al muscolo di riprendere una posizione meno affondata. Lasciò che Susan si rilassasse e accettasse l’intrusione, e nel frattempo continuava con  una mano a toccarle la micetta per farla eccitare e ci riusciva perché ad un certo punto fu Susan a muoversi per andare incontro al cazzo che le spalancava le viscere. L’uomo era piuttosto abile e la pistonò per parecchio tempo prima di venire e quando sentiva che sarebbe presto arrivato il momento le disse: “preparati quando sto per godere ti esco dal culo e tu ti volterai e lo prenderai in bocca per ingoiare tutto, hai capito?” lei rispose di sì.

Dopo una trentina di secondi tutto si svolse secondo copione, le uscì dal culo e Susan prontamente si girò per accogliere il pene in bocca lo succhiò anche sentendo il gusto delle sue viscere e un paio di secondi dopo l’uomo eruttò tutto il suo seme nella bocca compiacente della giovane donna che inghiottì tutto.

L’uomo se ne andò lasciandola stravolta lei rimase stesa e fu Maggie che entrò e su ordine di Sarah la portò in bagno per aiutarla a lavarsi e per lenirle il bruciore al culo.

Sarah ritornò a trovare Julie la più coriacea. Arrivata le tolse le mollette dalla fica e Julie si lamentò stringendo i denti perché il sangue riattivandosi acutizzava il dolore.

Ma non la fece attendere e le infilò un vibratore nell’ano, il vibratore era stato lubrificato con del grasso mischiato con del peperoncino.

Le mise una cintura alla vita e fece passare una cinghia in un anello del vibratore in modo che non potesse uscire, quel fallo aveva anche un bordo per non sprofondare nel retto.

Poi le si mise davanti e fattala sollevare le legò le braccia alle caviglie in questo modo sentiva il dolore del fallo a causa della posizione e aveva le tette esposte.

Julie non sentiva ancora il bruciore al retto ci voleva un po’, prima che il lubrificante scaldandosi con il calore corporeo facesse entrare in circolo il peperoncino,intanto le sferzò le tetta con una cinghia di cuoio.

Questa volta Julie urlò, aveva dei bei seni a pera, con capezzoli di un rosa chiarissimo, e si vide bene sulla sua candida pelle il segno della cinghiata attraverso le due tette nella parte superiore.

Sarah la osservava curiosa di vedere come avrebbe reagito fra un po’, e infatti quando Julie iniziò a sentire il bruciore al culo, si agitò come se volesse liberarsi del fallo ma era una cosa impossibile.

Cominciò a urlare di aiutarla, era una cosa insopportabile, e sarcastica Sarah le disse: “urla fin che vuoi tanto qui nessuno ti sente”.

Julie si rese conto che poteva sopportare la frusta ma quel bruciore no di certo, iniziò a urlare di liberarla e poi a supplicare di avere pietà. Allora Sarah le disse che per avere un po’ di pietà sapeva bene cosa doveva dire.

Sarah pensava che chiunque se costretto cede si tratta solo di trovare il tasto giusto per ognuno, ed ora era fatta ne era sicura, infatti Julie supplicò e abdicò totalmente chiedendo di essere fatta prostituire purché le togliessero quel bruciore dal culo.

Julie subì due clisteri per essere lavata internamente, poi le misero una pomata adeguata, erano perfettamente attrezzati per ogni circostanza, ed infine la portarono in una stanza.

Dopo essere stata curata e rifocillata, le misero un collare da cane al collo e all’anello vi agganciarono una catena che fungeva da guinzaglio che fu fissato ad un anello nel muro e misero un materasso per terra. Julie chiese: “perché mi trattate così?”…

“ho detto che accettavo di prostituirmi allora perché lasciarmi così?”.

Sarah come se dovesse spiegare le cose ad un bambino le disse: “sei stata molto ribelle, non hai ancora il diritto di essere trattata come una prostituta, e appena saremo certi della tua totale sottomissione verrai trattata meglio, adesso devi accettare di essere la mia schiava e quando avrai imparato a leccare i miei sputi da terra, forse ti promuoverò al rango di prostituta”.

Era stato un discorso duro e Julie sentendolo non poté fare a meno di mettersi a piangere sentendo il peso delle umiliazioni che avrebbe dovuto sopportare, allora benché conscia di degradarsi supplicò la Signora di permetterle di prostituirsi per lei (pensava che era meglio che essere trattata come un animale), ma Sarah era irremovibile, e le disse forse domani se sarò soddisfatta della tua obbedienza, e dimostrerai di essere docile e sottomessa come una brava e devota schiava, allora ti prenderò per pulirmi il culo con la tua lingua dopo che sono stata al cesso, e solo allora forse ti manderò qualche cliente, ma solo quelli che vogliono usarti la bocca o il culo.

Sarah lasciò nel frattempo Julie sola a meditare su come l’avrebbe trattata e questa sarebbe stata una tortura ulteriore, chissà come avrebbe trascorso la giornata e la notte pensando a quello che si pretendeva da lei.

Durante il giorno mandò un paio dei suoi accoliti a sculacciare la bella Julie la quale oramai era rassegnata e siccome Sarah non poteva occuparsene li mandò su anche di notte ma con la proibizione di scoparla solo sculacciarla.

L’indomani al mattino, Julie era distrutta le facevano male le natiche ed il pensiero di dover servire da carta igienica le aveva impedito di dormire e ogni volta che si stava addormentando vinta dalla stanchezza erano venuti a svegliarla per sculacciarla.

Quando vide entrare la donna mascherata di cuoio, la supplicò di permetterle di dimostrarle quanto era docile e sottomessa, avrebbe fatto di tutto per avere un po’ di riposo.

Solo allora Sarah la staccò dalla parete alla quale era assicurata la catena, e la costrinse a seguirla carponi.

La portò nella sua camera, dove lei aveva un bagno privato entrò nella sala da bagno, e siccome Sarah aveva atteso di fare i suoi bisogni, si mise comoda per soddisfare le sue naturali necessità.

Appena terminato si alzò e impose a Julie di ripulirla con la lingua e Julie avvicinò il volto, represse un conato di vomito e poi chiuse gli occhi e si sbrigò a darsi da fare in modo da finire in fretta il terribile compito che le veniva imposto.

Con le lacrime che le colavano sulle guance Julie procedeva a ripulire la sua padrona, con il massimo impegno, stava male ma si sforzava, e quando Sarah si raddrizzò, la ragazza piangeva a dirotto, umiliata totalmente. Sarah gustava la vittoria vedendo sua cognata così altera un tempo ridotta ai suoi piedi a farle da carta igienica, lei che l’aveva disprezzata e criticata quando aveva deciso di sposare Steve, un semplice impiegato. Sarah adesso fu indulgente e le permise di sciacquarsi la bocca, poi controllo le sue natiche le rimise della pomata rinfrescante, e le permise di andare a letto.

Nel frattempo i suoi fratelli  erano a caccia di soldi, ma non potevano toccare quelli della società, tutto era stato loro bloccato inoltre sarebbero stati subito scoperti e accusati di appropriazione indebita, perché non essendo conclusa la pratica ereditaria era necessaria la firma della sorella, su ogni atto di vendita anche dei beni della famiglia.

Dopo che ebbero ricevuto la telefonata degli allibratori che annunciava loro che le loro graziose mogli sarebbero state tenute in ostaggio fino al pagamento dei due milioni di dollari, si erano messi alla disperata ricerca dei soldi, vollero rintracciare i responsabili della società per avere un finanziamento ma senza successo, la loro sorella era irreperibile, si rivolsero anche a un paio di usurai, ma la voce circa la loro solvibilità ridotta era oramai circolata.

Rintracciarono gli usurai e chiesero di disporre del tempo per poter trovare i soldi e visto che il padre era deceduto adesso per sistemare le cose avevano bisogno di almeno tre mesi.

La risposta laconica dei loro creditori fu: “bene, le terremo per tre mesi, e non vi conviene chiamare la polizia”.

Si rivolsero allora al capo della sicurezza della loro ditta l’unico che riuscirono a trovare, e lui disse che forse ufficiosamente potevano trovare qualcuno che desse loro due milioni in contanti subito, ma servivano garanzie reali.

Loro gli dissero che erano disposti a impegnare un 10% della società a testa e a consegnare delle quote in garanzia da subito.

Dopo una settimana consegnarono ad Burt le quote che i due fratelli Carlton avevano in un deposito occulto, e  così le loro graziose mogli poterono rientrare a casa. Le due donne erano molto cambiate, in quella settimana ne avevano viste di cotte e di crude, e non sarebbero mai state più le stesse, il vizio e il perverso modo di godere tra dolore e piacere, piacere e dolore le era penetrato nell’intimo, in fondo avevano scoperto cose che nemmeno immaginavano il loro lato oscuro era emerso e se ne andarono quasi rimpiangendo il loro stato di prigioniere del sesso.

 

Venne convocata un’assemblea straordinaria del consiglio di amministrazione della ditta Carlton, venne decisa la conferma di tutti i consiglieri ma il controllo della società era in mano a Sarah, che fu nominata a Presidente, avendo il controllo del 60% delle quote grazie al piccolo sotterfugio usato per sottrarre delle quote ai fratelli, benché in fondo avevano pagato i loro debiti quindi legittimamente pagate, ma non avrebbero mai ceduto volontariamente le quote alla sorella.

 

 

 

Adesso la situazione per Sarah si presentava bene, aveva in mano il potere e poteva mantenere l’azienda di famiglia, e per lei questa era una vittoria strepitosa.

Julie, la cognata che nei giorni successivi al suo ritorno a casa, non aveva smesso di pensare alla sua aguzzina, e le aveva confessato l’ultimo giorno di voler rimanere con lei, di non liberarla, e solo a quella confessione spontanea Sarah si era fatta riconoscere, come la cognata, le aveva detto: “quando sentirai il bisogno di rivedere la tua padrona vieni in ufficio con il culo nudo sotto la gonna e forse mi occuperò di te”.

Adesso Sarah disponeva della vecchia scuderia del padre, con in più Julie e suo marito Steve, e certo Susan per il momento resisteva alla tentazione ma sarebbe arrivata anche lei a supplicarla di sottometterla, ne era certa.

E inoculato loro il desiderio di godere perversamente il club dei soci del vecchio Carlton avrebbe continuato a divertirsi sotto la presidenza di Sarah.

Sarah era a casa, che attendeva impaziente suo marito, lo aveva mandato a trovare Will Forrest che era stato un suo collega di ufficio. Steve aveva litigato con Will, quando quest’ultimo aveva fatto un commento sul culo di Sarah.

Will era sempre stato uno che trattava le donne come troie e Steve sentendolo dire che Sarah con un culo così poteva solo fare la troia, si arrabbiò, all’epoca dovevano ancora sposarsi, e da quel tempo will e Stewe non erano più stati amici.

Sarah aveva ordinato al marito di andare da Will e di scusarsi con lui, e di invitarlo a cena. Era la cosa più terribile che doveva fare soprattutto immaginando cosa sarebbe accaduto nel seguito della serata ma non poteva far altro che obbedire.

Quando Steve arrivò in ufficio Will lo ricevette nel suo nuovo ufficio ci vice direttore era stato promosso appena Steve si era licenziato. Will baldanzoso e arrogante come sempre lo ricevette e gli disse se aveva voglia di tornare a lavorare sotto di lui adesso che era il capo.

Steve come gli era stato ordinato si scusò con lui per le incomprensioni del passato e gli chiese di venire a cena da lui quella sera.

Will ne restò sorpreso, ma disse che non valeva la pena di farsi il muso in fondo erano stati amici e allora al diavolo i rancori accettava volentieri l’invito.

Steve fece eco dicendo che si era trattato di una sciocchezza e che anche lui sperava che tornassero amici come ai tempi della scuola. Rimasero d’accordo per le otto di sera.

 

Quella sera quando will suonò aveva con se una bottiglia di vino, come dono e appena vide Sarah aprirgli con un abito quasi trasparente rimase di stucco a bocca aperta incapace di dire nulla, pareva una visione. Era un vero schianto altro che le attrici del cinema.

Lei lo invitò ad accomodarsi, e gli fece strada, e Will fissò con desiderio le natiche che si indovinavano sotto il vestito, e Sarah certa di aver fatto colpo ancheggiava per offrire uno spettacolo il più sexy possibile.

Arrivarono in sala, lei gli chiese se desiderava un aperitivo e lo fece accomodare sul divano, Will accettò volentieri e si accomodò in attesa continuando a bearsi della vista di quella splendida donna.

Sarah lo sorprese perché anziché servirlo si accomodò accanto a lui e suono un campanellino che si trovava sul tavolino accanto al divano, rivolgendosi a Will disse: “ chiamo il mio schiavo”, lasciandolo di stucco.

Arrivò Steve, portava un grembiulino bianco e una cravatta a farfalla rossa, e null’altro e Will rimase di stucco. Sarah con tono di comando ordinò a Steve: “portaci due aperitivi” Steve s’inchinò e rispose: “subito padrona”, non senza diventare rosso come un peperone di doversi umiliare in quel modo davanti a Will, allontanandosi aveva dato le spalle e così Will poté notare che Steve aveva le natiche con un impronta di una mano rossa segno inequivocabile di una percossa.

Al suo ritorno Steve si inginocchiò davanti ai due porgendo il vassoio con gli aperitivi, e allora Sarah gli disse: “Non devi dire nulla a Will?”.

Steve trasse un profondo respiro e arrossì ancora di più ma cercando di farsi coraggio disse: “Will, sono stato molto sgarbato nei tuoi confronti, questa sera sono qui per servirti e pregarti di scopare mia moglie, perché credo di essere stato ingiusto nei tuoi riguardi, se ritieni di dovermi infliggere anche una punizione te ne è concesso il diritto dalla mia padrona”.

Will tacque, guardò Sarah, e disse: “ è uno scherzo?” sarah prese un frustino che era a fianco del divano e rispose: “vuoi frustarlo? Oppure non ti interessa il fatto di potermi scopare, hai detto che sono una troia allora vuoi passare da bugiardo o trattarmi da troia adesso che ne hai la possibilità guarda che potresti non avere una seconda opportunità, decidi”.

Will le mise una mano sulla tetta, palpandola rudemente attraverso il vestito poi  le infilò una mano  nella scollatura raggiungendola e carezzandola le trovò il capezzolo che era già duro e lo strizzò tra le dita, Sarah gemette per la brutalità dell’uomo ma non si sottrasse, lui allora reso più baldanzoso disse: “ vuoi essere trattata da troia!” poi aggiunse “e tu cornuto vuoi che sbatta tua moglie?” Steve rispose come si aspettava Sarah “te ne sarò grato”.

Will ordinò a Sarah di spogliarsi, e lei non fece obiezioni si denudò per il suo nuovo amico di sesso, appena fu nuda lui cominciò a palparla senza riguardi dicendole che era una zoccola e che l’avrebbe inculata come una battona da strada. Steve era sempre in ginocchio in attesa di ordini e allora Will sgarbatamente gli ordinò di andare a finire di preparare da mangiare.

Intanto toccava Sarah nelle pari intime facendola gemere un po’ di dolore per la brutalità con la quale le sue dita la penetravano un po’ per il piacere che provava nell’essere trattata così davanti al marito e sapendo che questa era un’umiliazione ulteriore per lui.

Will era oramai infoiato, avere il corpo di Sarah a disposizione era come una specie di sogno che mai si sarebbe pensato di poter realizzare, le aveva infilato le dita a forbice davanti e dietro, quando la sentì ben lubrificata la mise alla pecorina e la penetrò senza alcuna delicatezza strappandole un urletto di dolore, poi dopo qualche colpo uscì dal suo sesso e si presentò all’ingresso posteriore, spinse sulla rondella dell’ano, e penetrò violentemente nel culo praticamente vergine di Sarah la quale urlò di dolore e gli chiese di fermarsi, Will si fermò un attimo, lei lo pregò di uscire ma lui non ne aveva alcuna intenzione. Affondò con il resto della sua asta nel retto della donna la quale si mise a piangere che aveva male, e allora Will disse: “ cazzo se sei stretta ma vedrai ti allargherò per bene”, sarah che avrebbe voluto dargli tutto si ma almeno con un po’ di delicatezza lo supplicò di fermarsi per farla abituare all’intrusione. Si ritirò per permettere all’anello di distendersi e poi stette fermo in attesa che si abituasse a quell’intrusione poi quando la sentì rilassarsi iniziò a muoversi lentamente lungo tutta la lunghezza dell’asta la ritirava fino a lasciare dentro di lei solo la cappella e poi riaffondava fino a sbattere con le palle sulle natiche di Sarah, fino a quando non le eiaculò nello sfintere raggiungendo un piacere come non rammentava gli fosse accaduto da tempo e anche Sarah vedendo Steve in piedi che attendeva all’ingresso del salotto turbato nel vederla sbattuta in quel modo raggiunse l’orgasmo. 

Quando Will uscì dal culo della moglie ad un cenno di costei, Steve si precipitò a leccarle il culo, l’amava e anche se lo umiliava non poteva trattenersi dal provare un brivido nel toccarla passò la lingua intormo all’anello scuro dell’ano con delicatezza lenendole in parte il dolore e quando lei gli disse di ripulirla raccolse lo sperma di Will che le colava fuori pulendola per bene.

Will disse a Sarah: “ hei troia vieni a pulirmi il cazzo” Steve che non soffriva all’idea di vedere sua moglie umiliarsi si rivolse a Will: “ signore la pulisco io” Will rispose che voleva fosse la troia di sua moglie a ripulirgli il cazzo.

Sarah si girò e prese in bocca il pene di Will iniziando a leccarlo con delicatezza lungo tutta l’astga e poi  imboccandolo sentiva il sapore del suo retto ma considerando che ogni umiliazione ricadeva sul marito che ne soffriva terribilmente si diede da fare con impegno.

Lui la insultava dicendole che era solo una cagna, una troia succhia cazzi, e che se fosse lui suo marito l’avrebbe mandata a battere il marciapiede per era solo una lurida puttana, e più l’insultava più lei leccava di buona lena, oramai Will era di nuovo eccitato.

Sarah sollevò la testa dal suo compito e gli rispose: hai ragione caro sono solo una troia e tu puoi venire a incularmi tutte le volte che vuoi” e sapeva che dicendo questo avrebbe mortificato Steve.

Poi Sarah disse che era ora di andare a tavola, Will pretese che Sarah restasse nuda, poi finita la cena decise sempre lui di restare anche per la notte e che avrebbe dormito con lei e disse: “il cornuto mettili nella stanza degli ospiti io e te ce la spasseremo un po’ in intimità”.

Quando furono a letto, prima la volle sculacciare, poi la scopò a lungo finchè stanchi non si addormentarono .

Al mattino Will le disse che dal momento che era lei che dirigeva la baracca perché non lo faceva trasferire alla sede centrale, “una piccola promozione per averti rotto il culo, credo di meritarmela” disse con tono arrogante.

Sarah gli rispose che la prossima settimana sarebbe stato trasferito alla sede centrale, “ma sappi che come segretaria avrai Stephanie se ti sta bene”, Will accettò e tutto questo discorso fu fatto davanti a Steve/Stephanie.

Durante il seguito della giornata Sarah aveva costretto Steve a vestire i panni di Stephanie, lo consegnò al capo della sicurezza, il quale aveva un debole per sottomettere uomini travestiti.

Il capo della sicurezza era un ex ufficiale di polizia, aveva fatto il militare prima nei servizi speciali e poi era passato all’addestramento, anche in polizia aveva fatto l’istruttore nell’accademia nell’ultimo periodo del suo servizio, e questo incarico non operativo era dovuto al fatto che era stato sorpreso in servizio con delle prostitute. Per lui le femmine o i maschi non faceva molta differenza l’importante è che fossero sottomessi.

Burt era un uomo duro, e anche severo con se stesso, aveva una capacità di ottenere informazioni anche dai sassi.

Interrogò Steve facendosi raccontare tutta la sua storia soprattutto cosa era accaduto nell’ultima giornata notando che Steve era particolarmente abbattuto, e allora Streve si sfogò spiegandogli cosa era accaduto con Will e di cosa gli aveva promesso Sarah, in merito al fatto di trasferirlo lì e di dargli lui come segretaria schiava.

Burt gli disse che per quello era una cosa che si poteva risolvere, lui aveva la precedenza e lo avrebbe chiarito a Sarah, a meno che Stephanie non preferisse Will questo sarcasmo aveva fatto sobbalzare Steve.

Allora Steve spiegò i suoi rapporti con Will di quando avevano litigato per Sarah visto che lui l’aveva insultata e del fatto che adesso Sarah era arrabbiata con lui da quando si era sottomesso alle esigenze del padre di lei per ottenere di sposarla, lui voleva solo dimostrare quanto l’amava,  adesso Sarah invece lo voleva umiliare in modo così cattivo.   

Burt rise e gli disse che la vita è spesso ingiusta, c’è chi domina e chi è dominato,ma in fondo bisogna guardare al lato positivo delle cose: “ quante cose ha una persona come te che è sottomessa, ma vive in una bella casa e può trarre piacere da quello che fa anziché piangersi addosso, non ti è stato tolta la possibilità di provare piacere puoi trarre tutto il piacere che vuoi da questi giochi, vedrai che appena saprai accettare pienamente il tuo ruolo e non opporrai resistenza a te stesso troverai una dimensione che prima nemmeno immaginavi di toccare” Steve si mise a piangere perché nelle parole di Burt egli vedeva solo che le catene che lo avvolgevano si stringevano sempre di più e la sua reazione forse dovuta alla violenza morale subita ultimamente agli atteggiamenti ai quali era obbligato lo fecero reagire come una donna,piangendo e cercando rifugio nelle braccia di Burt.

Dopo aver consolato Steve Burt telefonò a Sarah e le chiese di potersi tenere Steve per un po’, desiderava portarselo a casa, Sarah accettò la richiesta di Burt, sarebbe servito a suo marito ad abituarsi a venire prestato.

Quella sera a casa di Sarah Will arrivò presto ed era più arrogante del solito sicuro di avere in pugno la situazione, si sentiva in terra di conquista, e chiese a Sarah dove era Steve, Sarah gli spiegò che lo aveva prestato ad un suo collaboratore.

Will si dimostrò contrariato sperava di trovarlo lì e di divertirsi ad umiliarlo soprattutto l’idea di scoparla davanti al marito lo eccitava, Sarah invece pensava che sarebbe stato altrettanto piacevole farlo da soli.

Ebbero una discussione in merito ai diritti di Will nei confronti di Steve, e che lei  poteva di certo decidere come agire con Steve in quanto suo ma su di lui lei non avrebbe mai avuto un simile potere, e in fondo lui si aspettava una serata fuori dall’ordinario ed era molto deluso da come stava andando.

Nel frattempo aveva iniziato a spogliarla e a palparla dappertutto,  Sarah voleva replicare ma suonarono all’ingresso, allora lui le disse andiamo ad aprire piccola e la costrinse a seguirlo così mezza nuda, lei cercò di divincolarsi ma non glielo permise era molto più forte.

 

 

 

Alla porta c’erano tre suoi amici che Will aveva invitato, li fece entrare e disse loro : “questa è la troia, purtroppo il cornuto non c’è, avrei voluto che assistesse allo spettacolo, comunque le faremo delle foto così poi se le potrà gustare con calma” i tre avevano  stretto Sarah tra di loro che adesso non si sentiva per nulla tranquilla stretta in mezzo a quegli estranei e cominciò a supplicare Will di non permettere che le facessero del male, sentiva le mani frugarla da tutte le parti, e non riusciva che a lamentarsi le forze in prativa l’avevano abbandonata le gambe erano molli, al ventre aveva un senso di vuoto che la faceva stare in ansia, tutto in lei si ribellava l’avrebbero presa contro la sua volontà e non poteva fare nulla per ribellarsi, fece un ultimo tentativo per sottrarsi ma loro la bloccarono e uno di loro la teneva per le braccia un altro per la vita e la costrinsero a piegarsi il terzo la sculacciò con forza per farle capire che non le conveniva opporre alcuna resistenza.

Sarah si rassegnò a subire i tre uomini amici di Will, e si lasciò spostare girare come una bambola senza volontà.

Aveva le natiche che le bruciavano terribilmente, e quando la costrinsero a servire loro da bere si sottomise senza nemmeno accennare a discutere, servì gli aperitivi come una brava cameriera e poi servì loro la cena con loro che si divertivano a palparle le natiche al passaggio, con il rischio che facesse cadere qualcosa allora la minacciavano di terribili punizioni se fosse accaduto che rovesciasse qualsiasi cosa. Erano arrivati alla fine della prima portata che uno di loro decise di farsela e se la fece mettere cavalcioni si aprì i pantaloni e la costrinse a prendere il suo fallo e a guidarlo lei stessa dentro di se.

Tra una portata e l’altra ognuno pretese una prestazione il primo l’aveva scopata seduta su di lui nella passera, il secondo ed il terzo avevano voluto essere succhiati e Will l’aveva sodomizzata.

Quando fu servito il dessert dovette andare sotto il tavolo e succhiarli uno alla volta e darsi da fare appena finito il secondo la fecero andare a prendere da bere dei liquori e poi proseguì con la fellatione degli ultimi due.

Appena si furono ripresi la costrinsero in ginocchio al centro del salotto mentre Will con una telecamera filmava la scena Sarah dovette pregarli di rimanere a passare la notte con lei e di prenderla ancora in tutti i suoi buchi desiderosi di essere visitati da dei bei e dotati ragazzi come loro. 

Dicendo anche che lei era solo una vacca rotta in culo e che pur di prenderlo nel culo si sarebbe seduta da sola su ognuno di loro, questo fu il colmo dell’umiliazione per lei quando dovette sedersi su ognuno di quei falli infilandoseli da sola nel retto.

Se ne andarono solo a notte fonda lei oramai distrutta si era lasciata andare sul divano incapace di alzarsi. Will rimase con lei e la portò a letto di peso, e la lasciò dormire.

Al mattino Will le disse che quella sera sarebbe tornato e che voleva trovarla pronta per uscire, elegante e sexy, l’avrebbe portata ad una festa, peccato che non c’era il marito per vederla in ghingheri per altri che non fosse lui.

Sarah in ufficio non riusciva a connettere, era troppo stanca e inebetita da quello che aveva vissuto.

Venne da lei Burt, e le disse che Stephanie sarebbe stata al suo servizio come sua segretaria, e che anche per il futuro avrebbe desiderato continuare così, aveva saputo da Steve che voleva darlo ad un altro ma lui si riteneva come associato anziano avere il diritto di precedenza.

Sarah con il discorso di Burt iniziò a riprendersi iniziò a pensare che forse aveva esagerato, aveva voluto punire Steve ma Will le aveva preso la mano, quell’invasione della sera prima adesso la vedeva come una violenza gratuita, e un allargarsi troppo di Will. Burt era sempre lì attendendo pazientemente che lei gli desse una risposta. Allora Sarah gli disse che era d’accordo ma che prima aveva un problema da risolvere aveva fatto una promessa a Will e poteva infrangerla tranquillamente ma prima doveva recuperare delle foto che lui le aveva fato la sera prima.

Quella sera stessa spiegò a Burt doveva uscire con lui, doveva portarla in un posto ad una festa, e considerato la sorpresa precedente immaginava di doversi attendere qualcosa di poco piacevole, spiegò a Burt che nella sua brama di vendicarsi di Steve stava cadendo in un baratro che poteva distruggerla e doveva trovare una soluzione, prima che fosse troppo tardi.

Burt le diede un ciondolo da mettere al collo e le disse di non separarsene mai, in questo modo lui l’avrebbe rintracciata, all’interno c’era un piccolo emettitore lei doveva solo attivarlo premendo sulla faccia del ciondolo.

Quando alla sera Will arrivò non fu soddisfatto di come si era vestita lafece cambiare dicendole che era una puttana e come tale doveva vestirsi, la costrinse a mettere delle calze a rete, una minigonna cortissima a pieghe che solo inchinandosi leggermente faceva intravedere l’attaccatura delle natiche, una camicetta trasparente legata sotto il seno senza null’altro in modo che i capezzoli fossero ben visibili puntati contro il tessuto, ed un trucco molto pesante, e le disse: “ adesso sei proprio giusta una troia che va a farsi sbattere questo è il tuo giusto abbigliamento”.

Si diressero con l’auto di Will verso una zona degradata della città, entrarono in un bar frequentato da gente della malavita, protettori, spacciatori e quanto si trova di notte in certe zone, prostitute e lei in mezzo a loro così vestita passava di certo per una delle tante troie che si attardavano nei locali malfamati.

Will si avvicinò a salutò un tipo e lasciò lei in disparte davanti al banco del bar mentre lui se ne andava sul retro con quel tizio.

Sara adesso lì da sola aveva veramente paura ma cercò di stare in disparte e si fece il più invisibile possibile.

Will ritornò dopo pochi minuti e la condusse con sé nel retro del locale, lì in una stanzetta vi erano tre uomini vestiti come dei papponi e due donne certo delle prostitute e molto volgari anche dall’aspetto e dagli atteggiamenti.

L’uomo seduto di fronte era un nero pieno di anelli e di collane d’oro e braccialetti, piuttosto normale di corporatura. Disse a Will che voleva vederla nuda, e lui le ordinò di spogliarsi.

Sarah aveva le dita che le tremavano quando iniziò a slacciare il nodo della camicetta, Will alle sue spalle gliela tolse denudandole totalmente il seno. Sarah accompagnando il movimento della camicetta e temendo che quella serata sarebbe finita male decise di approfittare del regalo di Burt e premette sul ciondolo sperando che succeda qualcosa.

Will intanto l’aiutò a togliersi la gonna lasciandola con le calze ed il reggicalze, mutandine non ne aveva e quindi era con tutte le sue grazie in mostra.

Will la fece girare su se stessa, e Sarah si sentì come un animale messo in mostra la mercato, e appena dette le spalle all’uomo Will come un imbonitore ne decantò le fattezze soprattutto del suo fondoschiena, “guarda che culo di classe non è fantastico?” disse al nero “sai questa è una gran troia che gode come una vacca se è un po’ maltrattata sempre calda e disponibile, la troia più troia che ci sia” aggiunse.

L’uomo se la fece portare davanti a se aveva per questo allontanato la sedia in mode che ci fosse lo spazio per fare avvicinare la donna, Sarah si mise di fronte a lui tenendo la testa bassa rossa di vergogna per essere stata messa in mostra come un animale, la fece girare accarezzandola e quando gli fu di spalle le due donne la presero ognuna per un braccio costringendola a piegarsi con il busto sul tavolino, l’uomo le toccò le natiche ne saggiò l’elasticità le diede una pacca ben calibrata per vedere come reagiva, Sarah emise un flebile lamento, poi le ordinò di aprirsi le natiche da sola. Sarah esitò ma una manata la convinse che era inutile opporre resistenza si sottomise allargandosi le natiche e mettendo bene in mostra il cerchietto dell’ano, questa sua esibizione in realtà malgrado i suoi sforzi la stava eccitando e non riusciva a controllare le contrazione dell’ano e sentiva che si stava bagnando con sua somma vergogna l’uomo si sarebbe accorto di questo umiliandola sempre di più.

L’uomo disse: “ Sì degnerò questa troia del mio cazzo nel culo”.

Sarah immobile lo sentì alzarsi e questi la fece mettere in ginocchio davanti a se, si aprì in pantaloni e allora Sarah vide un cazzo asinino non in erezione, tentò di alzarsi ma la bloccarono, l’uomo le disse che era meglio per lei di darsi da fare a insalivarlo bene così lo lubrificava.

Fecero venire un’altra donna una donna molto bella sui trentacinque anni portava al collo un collare da cane, e inginocchiò davanti al nero chiedendogli cosa le comandava e si rivolse a lui chiamandolo padrone.

Il nero disse che mentre quella puttana lo succhiava lei avrebbe leccato per bene il culo di quella donna, la donna sottomessa si andò a piazzare sotto a Sarah e iniziò a lambirla tra le chiappe.

 

 

 

Il nero disse a Will che quella sua schiava bianca era stata una gran signora moglie di un vice presidente di Banca, lo aveva lasciato dopo aver conosciuto il suo cazzo.

Adesso viveva solo come sua schiava e anche schiava delle sue puttane, ogni tanto le sue puttane la usavano per alcuni clienti particolari, sai una signora dell’alta borghesia una signora bianca che si sottomette così a noi poveri negri è un piacere che non puoi immaginare.

Se lo vuoi ti potrei addestrare per bene anche la tua troia, guarda come è ben addestrata la mia cagna e come le lecca bene il culo alla tua troia, l’ho domata alla perfezione, all’inizio faceva la ritrosa a dover sottomettersi ad altre donne, e pensa che non lo voleva nemmeno nel culo, nella fica sì ma nel culo no.

Ma con la frusta si ottiene molto poi se avessi visto la prima volta che le feci leccare una delle mie ragazze, adesso lecca loro il culo dopo che sono andate al cesso per ripulirglielo.

Questo si chiama domare una cagna bianca che pensa di essere superiore alle mie puttane.

Intanto Sarah spaventata di dover sopportare l’intrusione di quel cazzo così grosso si dava da fare a leccarlo e succhiarlo depositando il più saliva possibile lungo lì’asta e sulla cappella e s offriva alla lingua della donna aprendosi il più possibile in modo da essere lubrificata se doveva accadere e le avrebbe fatto male doveva cercare di mettere dalla sue parte il maggior numero di chances per non trovarsi lacerata e siccome la fuga era impensabile doveva lubrificarlo meglio che poteva.

Ad un certo momento Knock, si ritrasse le passò dietro e diede un calcio alla sua schiava per spostarla quella lanciò un grido ma si ritrasse senza discutere strisciando a terra Knock mise una mano sulla nuca di Sarah per farla abbassare con il busto e facendole sollevare le natiche, e lei sentì quando lui appoggiò il glande al suo cerchietto, si ritirò, l’uomo le infilò le dita nell’ano girandole a vite prima solo due e poi passò a tre aprendole il retto e renderlo il più aperto possibile e le disse offriti non irrigidirti, e allora le passò il glande sulla fica raccogliendo gli umori che la inondavano, poi si piazzò e ritirate le dita spinse con il glande contro il cerchietto dell’ano, Sarah appena sentì che forzava si irrgidì dalla paura ma l’uomo la minacciò dicendole che se non si rilassava l’avrebbe comunque aperta ma usando un divaricatore, Sarah si rilassò il più possibile e attese l’inevitabile seguito degli eventi. Quel porco di Will l’avrebbe pagata cara.

Il nero adesso le era entrato con tutta la cappella e Sarah pensava di essere squartata, si mise a piangere e a supplicare di essere risparmiata, quando lui avanzò un altro po, lei urlò di paura e di dolore, Knock si fermò, non voleva rovinarsi il piacere di andare fino in fondo e ci avrebbe messo il tempo necessario, doveva allargarla e farle gustare la carne nera come diceva lui. Ogni volta che si inculava una donna bianca godeva in modo pazzesco i suoi retaggio tribali venivano a galla e come molti dei suoi questa era una rivincita nei confronti di una razza che aveva sempre maltrattato la sua opprimendola.

Appena sentì che l’anello dell’ano di Sarah si era abituato un po’ al suo inquilino spinse ancora e affondò per altri cinque centimetri. Si fermò di nuovo per permetterle di gustare lentamente la progressione dentro di lei, attese qualche tempo prima di proseguire, Sarah si sentiva senza fiato le pareva di avere una barra incandescente che le rovistava le viscere, le pareva di essere spaccata e temeva di essere stata rovinata, e i suoi lamenti benché deboli erano un segno evidente di come soffriva e pativa quella penetrazione.

Adesso non stava godendo e tutta la sua eccitazione precedente era oramai scomparsa.

Knock le passò una mano sotto al ventre e si accorse che l’eccitazione che aveva riscontrato precedentemente nella donna era scomparsa, allora la masturbò andando a toccarle la clitoride fino a quando non la sentì reagire nuovamente sotto quel tocco ed eccitarsi bagnandosi era rimasto immobile con meno della metà del suo pene nel retto della donna,, lei adesso si sentiva piena ma i lpiacere che le procurava le diede la possibilità di rilassarsi un altro po’ i muscoli dello sfintere adattandosi all’intruso.   

 

 

 fiatarono. Ordinò a Claire di tenerle al guinzaglio e di seguire gli uomini  “ ce ne andiamo” ordinò.

Uscirono si a lei che Claire nude senza nemmeno pensare a rivestirsi erano proprio uno strano corteo quello che uscì dal locale due uomini rimasero sulla porta a tenere a bada gli astanti e gli altri salirono sui veicoli allontanandosi poi dopo un discreto vantaggio seguiti anche da questi ultimi.

Sarah si sedette vicino a Steve lo baciò su una guancia e gli disse: “ grazie amore, adesso rientriamo a casa” lui guardò sua moglie che pareva nei suoi confronti quella di un tempo e le disse: “ si cara, ma non è meglio se ti metti qualcosa addosso?”.

Sarah scrollò le spalle e guardandolo diritto negli occhi gli disse: “ non è molto importante oramai che io mi vesta o meno non credi?” poi però aggiunse “ se tu voi ordinarmi di vestirmi io obbedirò, ho molto da farmi perdonare da te dovresti battermi e portarmi in giro nuda con un cartello con scritto troia per ciò che ti ho fatto senza aver mai capito che mi amavi veramente, solo vedendoti in questo contesto, potrai mai perdonarmi?”

Lei si rivolse ancora a Steve chiedendogli: “ amore forse è meglio che andiamo alla casa di campagna” lui si disse d’accordo, e diede ordini all’autista in quel senso.

chiamò con il telefono Burt per avvertirlo della loro nuova destinazione.

Appena arrivati, misero le ragazze a dormire nelle celle sotterranee. Invece Claire fu alloggiata in una stanza del piano di sopra, poi Sarah e Steve si ritirarono nella stanza padronale, e dopo molto tempo nello stesso letto come marito e moglie. Parlarono per buona parte del resto della notte, adesso Sarah vedeva tutta la loro vicenda sotto una luce diversa, l’amore di suo marito malgrado le umiliazioni subite era molto forte ed era inequivocabile.

Lei si rese conto ascoltando adesso la versione di suo marito i sacrifici che aveva affrontata e il suo giudizio nei suoi riguardi era stato veramente ingiusto, aveva preferito seguire la sua rabbia anziché rendersi conto della verità, suo padre aveva giocato con i loro sentimenti e le aveva istillato l’idea che Steve la sposava solo per i suoi soldi e per questo era pronto a tutto. Ma da adesso non sarebbe più stato così.

Da questo momento lui sarebbe stato accolto anche nel consiglio di amministrazione e non sarebbe stato il suo schiavo ma anzi il suo padrone.

 

 

 

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