chiodi di garofano,
rose e mandorli in fiore,
cannella
di mele che cuociono.
La tua bocca soave è delizia
di pesca matura
e fragole di bosco
le labbra piene dell’ambra odorosa
di carnose ciliege.
Baciare la tua setosa pelle
è assaporare il loto
e scordare tutto
nel fragrante respiro di erba
appena falciata.
L’incanto del tuo ombelico
è prezioso ricettacolo
di esotiche spezie,
rubini di melagrana
per i miei baci.
Le tue labbra di femmina
hanno la morbidezza zuccherina
della prugna,
la freschezza rugiadosa della menta
al mattino,
il corrotto profumo di rose
che si sprigiona da certe poesie.
Quali altri aromi vi indugino
lo sa solamente la lingua golosa
-proibito è il parlarne-
che lenta assapora
quella rosea segreta carne
di donna in amore.
Versi liberamente ispirati a questo antico frammento d’Oriente :
Il suo alito è aroma di miele ai chiodi di garofano,
La sua bocca deliziosa come un mango maturo,
Baciare la sua pelle è assaggiare il loto,
L’incavo del suo ombelico è un ricettacolo di spezie.
Quali altri piaceri vi si adagino, lo sa la lingua,
Ma non può dirlo.
Srngarakarika, Kumaradadatta, XII sec.d.C.
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