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Silvana, la mia amica esiste e vive le mie avventure insieme a me facendole sempre un resoconto di quelle giornate. A lei piace che racconti le mie avventure erotiche così come lei mi racconta in diretta al telefono che cosa pensa e fa in quei momenti.
Silvana mi dice sempre che sono una bella donna, fine e ricercata che ama vestire elegantemente con indumenti griffati che combino con cura per evitare di essere una vetrina di un negozio.
Nella realtà sono alta rispetto alla media, ho i capelli castano chiaro così come i mei occhi.
Non sono mai stata feticista ma da quando faccio sesso clandestino e mi faccio scopare da chi mi piace, ho una vera passione per le scarpe che le mie ampie possibilità mi consentono, inoltre Luca, il mio amante estivo ora diventato stabile, mi ha portato a calzare sandali con tacco alto o altissimo e da allora uso sempre tacchi importanti nonostante sia già alta di natura.
Le mie risorse economiche derivano dalla mia attività di avvocato che svolgo quando il lavoro mi intriga e sento che c’è una sfida da fare. Non lo faccio per soldi perché mio marito guadagna molto bene ma avere dei soldi guadagnati da me è sempre una soddisfazione.
La mia vita si svolge in una città lontana dal mare.
Della mia vita sessuale e delle mie voglie, mio marito non sa nulla, né il marito di Silvana è a conoscenza di nulla, né nessuna di noi due vuole che il proprio partner lo sappia.
La loro frenetica vita dedita alla cosiddetta economia bancaria ha consentito ad entrambe una vita libera a cui non rinuncerò anche se lui non mi concederà il divorzio.
Ho difficoltà a descrivere di ciò che ho fatto ultimamente. Stavolta non ho sentito Silvana e non so minimamente se e come affrontare l’argomento con lei se la dovessi incontrare essendo lei con me la coprotagonista.
Per me è sembrato semplicemente pazzesco. Ho fatto sesso con lei in un luogo pubblico davanti a sconosciuti che ci guardavano allibiti.
Silvana mi ha baciato e io non solo non l’avevo respinta, ma le ho riservato un lungo e appassionato lingua-in-bocca. Era stato tutto davvero pazzesco e sconvolgente.
Non volevo ammetterlo ma ogni volta che ci penso mi eccito.
Ho delle sensazioni che sono un misto incredibile di imbarazzo e di desiderio perverso come se dentro di me si svolgesse uno scontro tra la parte adulta e razionale, e la parte selvaggia ed impulsiva che è stata per tanto tempo repressa.
Dopo averlo fatto, distesa sul mio letto, in solitudine, mi sono trovata a pensare “Basta! Adesso con mio marito tutto è finito e non siamo riusciti a tornare come prima, cioè ai tempi del piacere di accoppiarci. Se lui ci sta, bene, ma so che se gli dico che Luca è il mio amante mi aspetto una sfuriata pazzesca e non voglio, non devo far scoppiare un altro casino dopo tutto quello che ha combinato lui quando me ne sono andata di casa. Quello che ha combinato lui con le sue amanti è la verità, così come la mia ma, chi mi ha spinto a diventare una MILF è stato il suo comportamento.
Io anche oggi non riesco ad evitare di pensare a quante me ne ha combinate ed anche al fatto che le sue bugie, le sue omissioni ed i tradimenti non ritengo siano paragonabili a ciò che ho fatto io, anche perché suppongo di aver superato le sue amanti messe insieme.
Per ciò che riguarda Silvana anche lei è nella mia stessa situazione o forse meglio, a seconda dei punti di vista. Lei diceva “Come potrei guardare in faccia mie figlie?”
Mi ha confidato che una sera quando è tornata a casa, Elena, sua figlia maggiore 18enne all’ultimo anno di liceo, era ancora sveglia per preparare un test in una materia.
Lei è entrata in casa e si è fermata sulla soglia con un’espressione incredula ripensando a quello che era successo con un suo amante.
“Ciao mamma! …Ma … Cavolo! …. Sei bella sconvolta stasera! Ma non andavi al cinema con la tua amica?? Non posso neanche immaginare che schifezza siete andate a vedere!”
“Effettivamente cara” e si è fermata per prendere fiato “non puoi proprio immaginare!”
In quel preciso istante lei avrebbe voluto morire. Infatti non voleva che la figlia le rinfacciasse ciò che le aveva detto negli anni dell’educazione con delle ramanzine sul vestirsi, sul non conciarsi in modo che la gente pensasse che fosse una mignotta, sul non parlare sboccato, sul sedersi composta, sul tenere a freno gli ormoni del suo fidanzato.
Silvana al cinema c’era andata davvero ma mai avrebbe sospettato ciò che ha fatto in quel cinema.
A ripensarci a mente fredda le viene da dire “Mamma mia che vergogna!
Tutto è cominciato con un messaggio di Silvana “Hai voglia di un aperitivo insieme? Mi sa che dobbiamo parlare”
Non sapevo cosa rispondere, Silvana aveva indubbiamente ragione: dovevamo parlare da donne adulte.
Fin da quando facevano le cene aziendali vestite con abiti firmati ed accessori di gran lusso, Silvana le era piaciuta molto fin dal primo giorno che l’aveva conosciuta indipendentemente dal suo aspetto e da ciò che indossava.
Non erano certo quelle le occasioni in cui l’aveva invitata ad esporsi e fare sesso davanti a tutti.
L’aver scoperto di essere insoddisfatte dei nostri mariti è stato fortuito e spesso ci pensavamo reciprocamente e ci scrivevamo così come è accaduto pochi istanti fa.
Sono contenta che mi abbia scritto ed ho ritenuto che un aperitivo bevuto insieme fosse una buona idea.
“Ci vediamo nel medesimo bar dove ci siamo viste dell’ultima volta alle 19.00?” mi ha scritto in un messaggio.
Sono arrivata quando mancavano pochi minuti alle 19, un po’ in anticipo come mi capita quasi sempre poiché sono maniaca della puntualità.
Per presentarmi alla mia amica Silvana, mi sono vestita ricercatamente indossando camicetta di seta chiara con una piccola fantasia arabescata, un poncho in cachemire color tortora, bigiotteria sobria, un pantalone nero non troppo attillato, ai piedi l’immancabile decolté con 10 cm di tacco che la fa svettare tra la folla. Mi sono truccata leggermente per non dare l’impressione di sembrare una cacciatrice di uomini quindi ho optato per poco trucco agli occhi e un rossetto pallido. Insomma, nulla è lasciato al caso.
A dire il vero sono uscita di casa pensando di conoscere e sedurre qualche bel maschietto.
Per andare all’appuntamento aspetto qualche minuto e poi scendo dall’automobile.
Con mia grande sorpresa, quando arrivo, Silvana è già lì: strano! Normalmente lei fa sempre un bel quarto d’ora di ritardo. Per come la conosco anche lei, come me, non sta più nella pelle dalla voglia di parlare.
“Ciao Silvana!” esclama accogliendomi con un gran sorriso.
“Ciao Lidia, come stai?“ e mi fermo a guardarla un momento in silenzio fissandola dritta negli occhi per decidere come affrontare la discussione e scelgo di essere sincera e dirle la pura verità di ciò che mi passa per la mente.
“Non so da dove iniziare, sono molto confusa. Non riesco a non pensare a quello che è successo. Una parte di me se ne vergogna da morire perché è contro a tutto quello in cui ho creduto fino ad oggi, un’altra parte di me è eccitata come non mi era mai successo prima al solo pensiero di quello che abbiamo fatto al cinema l’altro giorno. Il problema è che non so quale delle due parti abbia ragione. E tu? Hai dei pensieri?”
“Anch’io ci ho pensato su ed ho sperato la prima settimana che nessuno ci abbia riconosciutoci. Se ci hanno visto abbiamo fatto una figura di merda. Poi ho capito che non dovevo essere ipocrita e dovevo guardare in faccia la realtà. A ripensarci mi sono eccitata da morire e ho fatto forse la migliore scopata della mia vita con quel giovane che vedo ogni tanto che è un fantastico stallone” ha detto Silvana guardando negli occhi l’amica ed ha proseguito dopo un attimo “Questa è la verità, che mi piaccia ammetterlo o no …. e sai una cosa? Non è vero che mi dispiace per mio marito, per i miei figli, per la mia morale e quant’altro. No. Ho capito che l’unica cosa che mi interessava era che nessuno lo venisse a sapere e basta. Non sopporterei l’idea che la cosa diventasse pubblica. Questa la chiamo paura delle conseguenze e non pentimento” ed infine “Vuoi la verità? Ebbene sì, fare la lesbica con te mi è piaciuto un casino e ho goduto come non mi succedeva da secoli. Guarda che se mi tocchi ora sono bagnata!”
“Certo che tu la fai semplice! Non devi affrontare il sesso di Luca dopo quello senza-limiti che abbiamo fatto al cinema”
“Perché dici così? Tu hai meno problemi di me” replica Silvana ma Lidia controbatte subito “Non dire cazzate! Mi hai sempre detto che tuo marito è impotente e quindi quali conseguenze temi? Non mi dire che avresti rinunciato a farti un bel maschio all’uscita dal cinema?!”
“Hai ragione. Ora mi devi dire perché ti sei lasciata andare“
“Erano giorni che avevo bisogno di parlarne con qualcuno e non mi è rimasto che confidarlo se non a te, a chi?” e sono diventata tutta rossa e mi sono venute le lacrime agli occhi.
Il parlare con Silvana è stato come un argine che si rompeva. È stato quello il momento in cui non ce l’ho fatta più e mi sono scaricata di tutto ciò che avevo in corpo parlando per quasi un’ora di quello che era successo con mio marito, dei suoi tradimenti, della mia rabbia, del nostro riavvicinamento, del perdonare, del non-dimenticare, dell’invidia che provavo per il mondo che lui aveva esplorato senza di me.
Al termine lei ha iniziato a dire Silvana “Sono contenta che tu mi abbia raccontato cose così personali. La mia vita non è certo più semplice della tua. Ricordati che ero ragazza quando mi sono innamorata perdutamente di mio marito che ha 15 anni più di me. Nei primi tempi tutto era perfetto perché lui era bello, ricco, affascinante, divertente, sportivo e rappresentava il tipo d’uomo che avevo in mente. Facevamo sesso a ripetizione e lui sapeva farlo con l’esperienza di un uomo maturo. Non ero mai stata così bene in vita mia e mai più sarò felice come lo sono stata in quei momenti. Non molti anni dopo abbiamo deciso di non usare più precauzioni e sono arrivati i figli a seguito di venute colossali da parte sua. Adesso sono io ad avere 50 anni e sono come era lui: ancora bella, benestante, disincantata, sessualmente esperta. Lui ne ha 65 e…”
“E?…”
A bassissima voce “Non lo amo ma mi fa comodo e penso che se lui non mi liquida, sarò la donna della sua vita. Però ho bisogno di sesso e non voglio ferirlo con la notizia che ho un amante che prima o poi diventerà ingombrante. Di conseguenza mi va bene avere anche una amante discreta e bella come te oppure anche un TS di lusso che mi monti.
L’altra sera abbiamo fatto insieme quello di cui ho bisogno e che avevo cercato nei giorni precedenti. Desideravo sfrenatamente sesso senza tabù, che mi facesse realizzare le fantasie che sono rimaste irrealizzate nella mia mente per tanto tempo. Volevo provare con te le cose che sogno quando mi masturbo. Che tu ci creda o no, mi masturbo molto, sai! I miei momenti di eros sono quando sono sola in casa, tranquilla e rilassata.
Godo meravigliosamente vivendo un mondo di fantasie erotiche che mai avrei pensato che potessero diventare reali. Ma dopo l’altra sera … perché no?“ ed a quel punto di quel monologo che ho ascoltato attentamente, c’è stato un attimo di silenzio e poi Silvana mi ha guardato dritta negli occhi e mi ha chiesto sussurrando “Tu ti masturbi?”
“Che razza di domande sono? Ma ti sembra il posto dove chiedermelo?” ho obiettato con un tono di voce simile al suo.
Ma lei non si è fermata ed a voce appena udibile dalle mie orecchie vicine alla sua bocca “Senti, tesoro mio! Stiamo parlando senza remore delle cose più personali, direi molto intime. Parlare del sesso tra di noi non deve essere un tabù. Sei d’accordo? D’altra parte tu sai molto di me ed io tantissimo di te” puntualizza Silvana.
Mi ha messo in condizioni di doverle dire “Si, mi masturbo frequentemente. A casa da mio marito ormai non vado più e Luca viaggia in continuazione. Quando sono da sola a casa nel letto king size resto sveglia anche due ore a masturbarmi. È il modo in cui riesco a venire più volte, con orgasmi lunghi, intensi, bellissimi. Mi piace da morire masturbarmi. È un momento lussurioso tutto mio”
“Hai fantasie?” mi chiede lei.
“Si, molte e varie” ho confessato con sincerità.
“Ricordi quando siamo andate a casa di quell’ingegnere? Beh! Mi sono sembrate persone di un certo tipo, non so se mi capisci: non erano né volgari né dei matti da legare e poi sia lui che lei non hanno certo il physique du rôle per avere la pretesa di fare gli amanti fissi. Non credi? Sai che ho ancora il loro biglietto con il numero di telefono ed indirizzo?”
“Lo sapevo che sei una proprio matta! Ma che cazzo dici!?!?”
“Dico che sei un’ipocrita. Credi che mi sia dimenticata della tua vista mentre ti sei facevi infilare un cazzo nella figa e uno nel culo da parte del loro amico. Pensi che non ti abbia visto dimenarti e venire come una matta? Ti ho visto letteralmente squassata dagli orgasmi” e con tono che mi obbligava a rispondere “È vero o no?”
“Si è vero” ho risposto con lo sguardo basso seguendo con gli occhi le mie dita delle mani con gli anelli che brillavano, mani che si muovevano nervose sulle ginocchia.
“Non ci credo che non ti sei masturbata ripensando a noi due al cinema. Io l’ho fatto sai? E non mi vergogno a dirtelo. Quella stessa notte ero sola a letto e dopo essermi distesa nuda, cosa che faccio raramente, ho aperto le gambe e chiuso gli occhi. Mi pareva quasi di sentire il sapore di due cazzi che mi venivano in bocca. La sola idea di due maschi che mi scopavano sulle poltroncine mi fa bagnare. Dimmi la verità, sei bagnata, adesso?”
Non c’era nulla da fare: Silvana metteva continuamente a nudo ciò che io non volevo ammettere neanche a me stessa.
“Sì, anch’io mi sgrilletto e sditalino freneticamente quando ripenso a delle doppie penetrazioni così come me le hai raccontate al cinema. La stessa cosa che fai tu lo la faccio dopo aver visto film porno con doppie penetrazioni. Sapessi che bello vedere cazzi neri grossi e lunghi entrare nella figa e nel culo di quelle belle ragazze! Comunque al cinema anche a me sembrava di sentire due cazzi dentro di me” ed ho proseguito “Se vuoi sapere se sono bagnata, ti dirò che sono fradicia. Qui, adesso, seduta a questo tavolino con te. Sono così bagnata che se mi sfioro il clitoride, vengo”
“Perché non proviamo a rifare ciò che abbiamo fatto al cinema almeno per una volta per vedere cosa potrebbe accadere? Io e te. Sarà uno dei nostri ‘inconfessabili’ segreti. Dai! Cerchiamo di realizzare le nostre fantasie! Lo facciamo in modo discreto, senza che nessuno, dico NES-SU-NO lo verrà a sapere. Lo sai bene che, e te lo ripeto, non voglio problemi con mio marito e non voglio che tu ne abbia con il tuo e neanche con quel bel maschio che hai che di nome fa Luca!”
“Non lo so… ci devo pensare” ho risposto pensierosa.
“No, Lidia, se ci pensi mi dirai di no e non se ne fa niente. Ci ho pensato io per tutte e due. Ho rimosso i sensi di colpa. Prendiamoci per mano e proviamo” e così dicendo ha intrecciato le dita della sua mano con la mia.
In quel momento ho avuto un fremito in tutto il corpo perché mi ha ricordato quell’incontro con quella coppia ed anche la prima volta che sono stata messa a sandwich. Le sue lusinghe mi hanno fatto capire che se fosse stato possibile sarei tornata a farmi scopare da quegli uomini.
La realtà è che il quel momento lo volevo anch’io e Silvana aveva deciso per tutte e due.
Tra di noi non c’è stata altro da dire e senza una parola usciamo dal bar ed andiamo verso le nostre auto. Poiché la mia è più facile da raggiungere rispetto a quella di Silvana, le offro un passaggio fino al parcheggio in cui ha lasciato la sua.
Quando arrivo, mi fermo giusto dietro la Mini blu di Silvana.
“Beh, allora ciao!”
“A presto Lidia” mi dice Silvana sporgendosi per un bacio sulla guancia. Poi si ferma a pochi centimetri dal mio viso guardandomi negli occhi. Mi bacia di nuovo ma questa volta sulla bocca. Resto pietrificata così come lo ero stata la prima volta molto tempo prima, ma dopo un secondo ricambio il tocco della sua lingua incrociandola con la sua.
Infatti in un attimo il nostro bacio si trasforma in un frenetico groviglio di bocche e di lingue. Sento la sua mano sfiorarmi le tette poggiandosi delicatamente sulla seta della camicetta. I miei capezzoli sono dritti e duri come due gomme di matita.
Per la sorpresa faccio un piccolo salto sul sedile e mi basta un secondo per sentire il calore risalire tutto il mio corpo.
Silvana non mi lascia, mi bacia e mi tortura un capezzolo. Intanto ha sbottonato la mia camicetta ed ha preso tra le dita il capezzolo sinistro, lo sfiora girandoci intorno, lo tocca con le unghie, lo strizza forte tra il pollice e l’indice, lo artiglia con le unghie di quelle dita.
Mi sistemo meglio sul sedile dell’auto e mi sento allagata.
Silvana mi prende una mano e mi lecca la punta delle dita.
Io con l’altra mano mi tocco la figa poggiandola sul piccolo triangolo di tessuto del perizoma nero ricamato che indosso.
Silvana ha ingoiato le mie dita fino in fondo alla sua bocca. La sua saliva calda mi fa impazzire e quando lei fa scendere la mia mano tra le sue gambe mi viene naturale accarezzarle la figa. Ho così modo di sentire che è così bagnata che ha letteralmente inzuppato il perizoma che sposto e le metto due dita nella figa.
Silvana ha la figa sorprendentemente stretta e la sento avvolgermi le dita in un caldo umore.
“Mmmmmmm” le esce dalle labbra e si lascia scivolare un po’ sul sedile per aprire meglio le gambe e far sì che la possa scopare a fondo con le dita.
Continuo a baciarla e lei continua a strizzarmi i capezzoli. Non mi rendo nemmeno conto di essere in auto, in un parcheggio semibuio e fortunatamente deserto.
Guardandola sotto la gonna nella quasi oscurità vedo che non ha perizoma e né mutandine ma solo le calze con il reggicalze. È bellissima.
Le faccio aprire le gambe in modo osceno facendole sollevare le gambe per aria, l’aiuto a poggiare i piedi con le scarpe sul cruscotto, e mi viene voglia di scoparla con un dildo.
È da molti anni che non vedevo qualcuno scopare in auto e trovo gli ostacoli che tutti i ragazzi trovano, cioè leva del cambio e volante nonché l’ingombrante mobile tra un sedile e l’altro per i tanti accessori utili alla guida ma non al sesso.
Silvana ha la figa completamente depilata e le faccio scorrere dentro sia l’indice che il medio mentre con il pollice le titillo il clitoride. Lei si appoggia alla portiera e si gira verso di me per agevolare la penetrazione. Con le mani si prende entrambe le tette e inizia a strizzarle.
Quella posizione e la vista della sua magnifica figa adatta ad uno stallone di razza fa venire voglia da morire anche a me ma in quel momento la vista di quella figa mi incanta e mi sento ipnotizzata.
In quegli istanti mi sono ricordata dei tempi dell’università quando abitavo con la mia amica di infanzia Livia la quale, mentre mi facevo un ditalino, mi ha fatto venire voglia di toccarla ma poi non ho mai avuto il coraggio di farlo.
Come conseguenza da me voluta, Silvana inizia a mugolare piuttosto rumorosamente respirando a bocca aperta ed incitandomi a continuare.
“Toccati da sola” le dico e faccio rapidamente una contorsione e mi levo la gonna.
Silvana mi guarda con un sorriso malizioso “Dai! Fammi vedere la tua figa!”
Me lo aspettavo e sono felice di mostrala. Mi tolgo il perizoma ed apro le gambe, per quanto possibile, di fronte a lei e subito inizio ad accarezzarmi il clitoride e di tanto in tanto mi infilo uno o due dita nella figa. Lei è riuscita, chissà come, ad aprire ancor di più le gambe.
Io allungo una gamba e le infilo le dita di un piede in bocca, lei socchiude gli occhi, afferra con la mano libera il piede e inizia a leccarne le dita mettendo fuori tutta la lingua per darmi uno spettacolo osceno della sua momentanea perversione.
Per me è una novità assoluta e quel trattamento è una vera meraviglia.
I piedi sono sempre stati per me una zona ultra-erogena anche se non ho mai avuto il coraggio di confessare a mio marito il mio feticismo. Ho sempre sognato che qualcuno/a me li leccasse anche almeno una volta per provare delle sensazioni diverse e sentire quanto potessero essere intense e piacevoli.
Silvana mi guarda di nuovo e, con un rapido movimento, si leva una scarpa porgendomi il suo piede.
Non avevo mai pensato ad una simile situazione; pensavo sempre a me ma mai ad un’altra persona che mi offrisse il suo piede.
Rapidamente penso di essere stata catapultata in uno dei miei sogni erotici nei momenti in cui mi masturbo.
Come se l’avessi sempre fatto le prendo il piede, rompo la calza molto velata ed inizio a leccarlo e succhiarle le dita mentre con la mano libera mi sgrilletto sempre più velocemente.
“Così Lidia! Sììhh, brava! dai leccamelo!” mi fa lei da parte mia “Sì, parlami! Mi eccita sentirti, parlami!” e tra la leccata un dito e l’altra “Sento la tua lingua calda sul mio piede. Mi fai godere”
“L’avevi mai fatto, troietta mia?” mi chiede la mia amica.
“Non l’avevo mai fatto e mi piace da morire” le dico e proseguo “Guarda! Adesso ti metto tre dita nella figa!” e socchiudo gli occhi, la guardo e faccio scomparire tre dita nella fessura tra le sue gambe.
”Uhh, che bello! Adoro sentirmi riempire, sentire che la figa si allarga ogni volta al passaggio di un grosso uccello oppure, in mancanza, sentire tante dita dentro. Lo sai che mi piacciono i cazzi grossi! E a te?”
A causa dell’eccitazione e delle ondate di piacere non riesco quasi a parlare, mi sembrava di soffocar per carenza di ossigeno.
“Che vuoi che ti dica? Fino a tre anni fa non avevo mai preso un cazzo veramente grosso. Mio marito non ce l’ha molto lungo e neanche molto grosso però ammetto che Luca è decisamente grande in ogni senso ed anche tuo figlio non scherza!”
“Il mio aveva un cazzo superlativo, se ci ripenso. Oddio che voglia di cazzo!” e così dicendo prende il mio piede, rompe la calza con i denti e si infila le dita nude in bocca.
“Ahhhhhhh!!” quando sento la lingua di Silvana.
Mentre infilo le dita nella mia figa, Silvana prende il mio piede e se lo porta verso il pube. Dopo un attimo sento il mio alluce sfiorarle l’entrata della vagina e in un attimo si sporge in avanti e fa entrare alcune dita del mio piede nella sua figa.
“Ahhhhh!!” diciamo pressoché simultaneamente.
Silvana sente la sua figa allargarsi per effetto delle mie dita ed io non ho neanche mai immaginato quale piacere potesse darmi il sentire gli umori di una vagina tra le dita.
Credo che mi siano bastati pochi secondi per venire urlando di piacere.
Mentre urlo, anche Silvana a sua volta viene stringendomi il piede con gli spasmi della sua figa e ad ogni spasmo ne corrispondeva uno nella mia.
La voglia di venire è tornata rapidamente ed anche arrivato un altro intensissimo orgasmo che non è stato meno forte di quello provato al cinema.
Stavolta siamo esauste e ci abbandoniamo sui sedili dell’auto poiché in pochi istanti sentiamo il tipico appagamento del corpo e della mente che segue l’orgasmo.
Quando mi riprendo un po’ e non sono ancora lucida al cento per cento, guardo Silvana.
Lei fa la stessa cosa e guarda i miei occhi per dirmi “Hai ancora dubbi sul fatto di voler provare il sesso perverso?”
“No, nessun dubbio! Questo per me è sesso purissimo” e ci scambiamo ancora un bacio appassionato senza vergogna, né stupore, né imbarazzo ma con la consapevolezza, se mai ce ne fosse bisogno, di essere fatte l’una per l’altra, pronte a scoprire lati del sesso che fino a poco tempo prima erano solamente nella nostra mente come fantasia o sogni da realizzare con ipotetici amanti.

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Autore Pubblicato il: 31 Ottobre 2021Categorie: Racconti 69, Racconti Erotici Lesbo, Tradimento0 Commenti

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