Leggi qui tutti i racconti erotici di: whitefeather

Sono sempre stato un guardone: da ragazzino spiavo mamma e papà, sdraiato, nel buio del corridoio, fuori dalla porta della loro camera da letto, e adesso che ho quasi 50 anni e faccio sesso con mia moglie, di poco più giovane, le mie fantasie sono di tipo “cuck”; infatti mi piace, prima di scoparla, farla godere con dei sextoys di cospicue dimensioni, per poi, quando è il mio normalissimo cazzo ad essere dentro di lei, rimproverarla perchè ha la figa sfasciata al che , per aiutarmi ad eccitarmi, lei confessa di essersi fatta chiavare da un paio di maschi cazzutissimi, che gliel’hanno allargata e sfondata oltre che riempita con la loro sborra:

Un’altra cosa che amo fare con Franca è fotografarla in pose decisamente sconce: Franca non è una strafiga, ma dopo averla fatta truccare come una puttana da strada e vestita solo con calze e reggicalze, reggiseno leopardato e stivali alla coscia con tacchi vertiginosi diventa decisamente notevole: purtroppo non è che lei gradisca molto questo genere di divertimento e infatti mi concede questo diversivo solo una o due volte all’anno.

Con il lockdown del 2020 non era stato possibile andare a fare un viaggio e nemmeno una vacanza di una settimana al mare e quindi per sfuggire al caldo estivo di Milano ci siamo dovuti rifugiare nella vecchia casa di famiglia sulle colline sopra Varese.

Un pò la noia, un pò la ricerca di stimoli sempre più forti, dopo averla convinta a “mettersi giù” come ho descritto poco fa, ho cercato di convincerla a fare le foto non in casa, come al solito, ma nel bel mezzo di un bosco a poche centinaia di metri da casa: avevo caricato in macchina una di quelle sedie da giardino da quattro soldi, in plastica bianca e volevo che lei ci si sedesse sopra come fosse una di quelle ragazze che aspettano i camionisti lungo le strade che portano alle zone industriali o ai centri commerciali intorno alle città.

Non fu una facile convincerla: per diversi giorni la tormentai con le mie richieste, pressandola con richieste, ma finalmente, una sera mi disse: “Allora, ci tieni proprio a farmi le foto nel bosco? “ ovviamente le rispondo di sì, al che mi disse che mi avrebbe accontentato, “ma non stasera, domani”: contento per la sua decisione non mi feci certo domande sul perché volesse rimandare la cosa al giorno successivo.

Finalmente, dopo cena, Franca salì sul fuoristrada, con cui percorremmo poche centinaia di metri di strada asfaltata per poi infilarci in una sterrata e una volta lontano dalla strada principale, all’altezza di un piccolo slargo piazzai la sedia e ce la feci sedere sopra: scattai diverse foto, in cui mettevo in evidenza la sua fica depilata, poi mi venne l’idea di girare un breve video in cui mi sarei avvicinato con la macchina, illuminandola con i fari, poi mi sarei accostato e, come il tipico cliente avrei tirato giù il finestrino: lei si sarebbe dovuta alzare dalla sedia, e mettendo ben in mostra le tettone avrebbe dovuto rispondere alla classica domanda. “Ehi, quanto vuoi?” Anche questa mia trovata non piacque a Franca, ma oramai era in mezzo al bosco, alle dieci di sera: se voleva chiudere la serata in bellezza le conveniva accontentarmi, così poi ce ne saremmo tornati a casa. Per fare questo video dovevo però fare tornare indietro la macchina di qualche decina di metri: pensavo di farlo a marcia indietro, ma mi resi conto subito che al buio rischiavo di sbattere contro un albero, per cui feci manovra, tornai all’inizio della strada e poi mi ri-infilai nella sterrata: mi prese un colpo quando vidi che dei fari stavano arrivando dall’altra parte della sterrata, proprio verso il punto in cui avevo lasciato mia moglie: sperai che Franca facesse in tempo a nascondersi dietro un cespuglio, e in effetti lei ci provò, ma i tacchi alti le impedirono di allontanarsi alla svelta, inoltre la seggiola di plastica bianca rimase sulla piazzola, attirando l’attenzione dei guidatori di tre quad che si fermarono illuminando la zona: mentre avanzavo con l’auto i tre erano scesi e quando arrivai alla loro altezza mi guardarono con una certa curiosità: uno mi chiese: “Ehi, sei venuto per la puttana?” Io non sapevo cosa dire, feci una faccia da scemo e spiegai che ero sulla sterrata, come del resto loro, per collaudare una non meglio precisata modifica che avevo appena fatto al fuoristrada: i tre a quel punto mi ignorarono, ma uno salì sul quad e girò, nel bosco, dietro alla piazzola, finendo per illuminare mia moglie, che “svestita” come una troia, stava cercando di nascondersi dietro ad un grosso albero:”Ehi ragazzi, l’avevo detto che quella era la sedia di una troia, guardate qua!” Gli altri due salirono sui mezzi e lo raggiunsero: mia moglie non sapeva cosa fare, vedendo che anch’io ero tornato cercò di venire verso la mia macchina, ma con i tacchi alti sul terreno molle rischiava di cadere lunga distesa: uno dei tre la prese per un braccio:;”Ehi, dove vai, bella porcona? Rischi di farti male così!” Franca gli gridò “lasciami stare!” ma il ragazzo era convinto che quella fosse una puttana e quindi le ribattè:” Dai, non fare tante storie, quanto vuoi per farci divertire?” Mia moglie cercò di dire “non sono quella che credete, quello è mio marito!” I tre capirono che io dovevo essere il protettore della puttana, ancorché marito, per cui vennero da me e mi chiesero quanto volevo per fargliela scopare: io cercai di spiegare che era tutto un equivoco, che eravamo lì per un gioco, ma la mia spiegazione ottenne come unico risultato di far loro capire che non c’era nemmeno bisogno di pagare per scopare!

“Allora se siete davvero marito e moglie e volevate giocare giocherete insieme a noi!” Così dicendo i tre quasi sollevarono di peso Franca e la fecero mettere a cavalcioni della sella di uno dei quad, il cui guidatore si piazzò alle sue spalle, bloccandola a bordo, per poi partire di scatto. Ovviamente io saltai sulla mia Jeep inseguendoli, ma ad un certo punto la strada si stringeva tra due rocce e mi dovetti fermare: per un pò riuscii a seguire le luci dei tre mezzi ma ad un certo punto le luci sparirono: proseguii al buio per quella che mi parve un eternità e finalmente arrivai ad una specie di casupola, che aveva una finestra leggermente illuminata: mi avvicinai e attraverso una persiana malandata vidi che all’interno di una stanza illuminata da una lanterna a petrolio i tre, si erano in parte spogliati pur continuando a tenere in testa i caschi, mentre Franca era sdraiata su un materasso , a gambe larghe e uno dei tre se la stava scopando con colpi fortissimi: “Godi, troia, tuo marito voleva farti giocare alla puttana nel bosco, e adesso il gioco è diventato vero: quando avremo finito con te tornerai a casa con la fica talmente larga che il cazzetto del tuo pappone non lo sentirai più!” Dopo pochi secondi il tizio aggiunse: “Ah, sììì, ti sborro nella fica, troia!” appena ebbe finito e si fu rialzato uno degli altri due prese il suo posto, mentre il terzo avvicinò il cazzo alla faccia di Franca, dicendole: “Forza, pompinara, fammi venire in bocca, che mentre lui ti pompa la sua sborra nella fica io te la do da bere!” Forse avrei dovuto entrare nella stanza, ma che probabilità avrei avuto di fermarli, solo contro tre? Avevo anche provato a chiamare la polizia, ma eravamo sul versante della montagna che guarda verso la Svizzera, che come si sa non facendo parte dell’Unione Europea non ha accordi di reciprocità per le telecomunicazioni cellulari: e per poter usare le loro reti bisogna avere credito, cosa che io non avevo, inoltre, siamo onesti: cosa avrei dovuto dire? Che io e mia moglie “giocavamo” a cliente e puttana quando i tre erano arrivati? Come se non bastasse, vedere Franca alle prese con tre cazzi me l’aveva fatto diventare duro come non mi succedeva da anni: rimasi quindi ad osservare mentre i tre per almeno due ore si sollazzarono con mia moglie: ad un certo punto uno dei tre uscì e tirò fuori da sotto la sella del quad un barattolo, per poi rientrare subito: “Raga, ho il grasso, facciamole il culo a ‘sta vacca!” “Sì, dai, così le facciamo prendere un cazzo in ogni buco!” Fu così che mia moglie, che non aveva mai gradito particolarmente quando glielo mettevo di dietro, si trovò anche a fare un numero da professionista del porno. : la potevo sentire mentre si lamentava, debolmente, ripetendo “no ,dai, adesso basta…”..Fortunatamente uno dei tre si rese conto che era passato un bel pò di tempo da quando l’avevano “prelevata” e decisero che sarebbe stato meglio tornare a casa: la fecero nuovamente salire sul quad più grosso e la riportarono dove l’avevano trovata: io impiegai un pò più di loro ad arrivare con l’auto e quando finalmente fui sul posto trovai Franca incazzatissima: mi parve un buon segno, piuttosto che trovarla in lacrime: “Dove cazzo eri finito, ti sei perso nel bosco come Cappuccetto rosso? Dai, portami a casa che ho freddo!” la feci salire, misi il riscaldamento al massimo e ritornammo a casa: pensavo che per prima cosa avrebbe voluto farsi una lunga doccia, e invece mi sorprese, dicendomi: “Piaciuto lo spettacolo? Adesso vieni a sentirla, “sfasciata e piena di sborra” come piace a te!”

Rimasi sbalordito mentre Franca mi aiutava a spogliarmi e mi spiegava che avendo capito quello che avevo in mente nel fotografarla in atteggiamenti troieschi nel buio del bosco, aveva pensato di darmi una lezione: i tre con i quad erano amici di una sua amica che manda avanti un agriturismo vicino a casa nostra e che, sentite le lamentele di Franca per le mie pretese fotografiche, le aveva suggerito di mettere in scena il “sequestro”, allo scopo di farmi capire quanto fossero pericolose certe mie trovate: in realtà avrebbe dovuto essere una pura finzione, con mia moglie semplicemente portata all’agriturismo, ma poi Franca stessa aveva modificato il piano: “oramai mi ero sputtanata, mi avevano visto peggio che nuda in mezzo al bosco di notte e sapevo benissimo che ai tre ragazzi non sarebbe dispiaciuto darmi una ripassata: non avevo mai pensato di partecipare ad una “gang bang”, ne avevo solo sentito parlare ma devo dire che non mi sono pentita….non fosse altro che i tre, a differenza del mio maritino, vero caro? non facevano fatica ad avercelo bello duro…e a durare pure un bel po’: d’altra parte TU mi hai abituata a prendermi due o tre giocattoli prima di riuscire a fare il tuo dovere…io ho solo migliorato il quadro!”

per scambio di opinioni scrivere a: whitefeatherthewriter@gmail.com

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