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4. Un momento di riflessione

Entrato nell’abitacolo della mia vettura, appoggiata la telecamera, verificai brevemente il video che avevo girato. Ero sconvolto. Le immagini erano inequivocabili, erano quelle di un rapporto sessuale tra due amanti riconoscibili perfettamente per fattezze e voce.

Era prova perfetta per una separazione con addebito di mia moglie e, poi, un divorzio senza alimenti, che avrebbe posto fine ad una relazione familiare che si era liquefatta come ghiaccio al sole. Ma era la fine della mia famiglia.

Dopo quello che avevo visto, sentivo di non avere alcuna speranza di recuperare il rapporto con mia moglie e, nella mia mente confusa, mi sentivo umiliato e sconcertato di fronte all’enormità della scoperta che avevo fatto.

L’intimità totale provata indicava che lei aveva trovato in Andrea l’uomo della sua vita, nell’ultimo scorcio utile della sua esistenza e si era buttata nella relazione con tutta se stessa. La mia persona era ormai uscita dalla sua vita, se era così presa dalla sua relazione con quell’uomo che la soddisfaceva fisicamente e mentalmente come non potevo più fare (e forse non ero mai riuscito in precedenza).

Qualunque azione avessi posto in essere, dal rimanere inerte e subire la prosecuzione del tradimento fino all’opposto della denuncia del tradimento per punirla della violazione del patto di fedeltà, la relazione era ormai conclusa, perché non c’era più intesa tra noi, alla quale aggrapparsi.

In quei momenti, mi venne da pensare persino all’alternativa di dimenticare tutto, tornare al villino al mare ed attendere il suo ritorno: mettere in campo una silenziosa accondiscendenza da parte mia (ricacciando in gola il mio orgoglio di maschio e marito), per ottenere per cosa ?

Al massimo, una limitata sopportazione da parte sua nei miei confronti, allietata dalla prosecuzione della relazione extra matrimoniale. Per salvare le apparenze, per amore delle figlie che avrebbero fiutato il cambiamento di atmosfera tra i genitori.

Aggiungo, dopo le scene di sesso che mi rimbalzavano davanti agli occhi, non mi sentivo più neanche capace di risalire su, irrompere nell’appartamento e guardarla negli occhi: mi creava disagio persino l’idea di rivederla,. gridando la mia rabbia: mi creava disagio persino l’idea di rivederla. Sporca e contaminata, non più la donna che avevo messo al centro della mia esistenza.

Avevo tutte le prove che mi occorrevano, dal punto di vista legale, per chiudere il rapporto con lei ed ora, forse per proteggermi dalla profondissima delusione provata, sentivo il bisogno di metterla fuori dalla mia vita, senza urtare la suscettibilità dei figli e senza che sia mia moglie ed io ci dovessimo vergognare al loro cospetto.

Ma chiudere la nostra storia, per lasciarla pulita almeno nel ricordo, serviva a soddisfare l’orgoglio ferito ed il terribile colpo psicologico subito.

E poi, in tutta sincerità, se soffrivo da matti era perché ancora l’amavo (ovvero ero legato alla persona che avevo conosciuto e sposato) e sentivo che non avrei avuto la forza di trattare con lei. Perché per trattare come si deve una chiusura del rapporto coniugale dopo un quarto di secolo, seppellire l’idea di una famiglia, dovevo essere freddo e determinato.

Dovevo detestarla, odiarla e poi provare indifferenza per lei, quanto bastava per colpirla a mia volta.

Decisi di prendere tempo e di organizzarmi, passai al mio studio (chiuso per ferie) scaricai i video della telecamera e la chat che avevo copiato da Whatsapp, mettendola su memoria locale (nel mio PC) e nel cloud.

Poi, chiamai mia moglie sul cellulare. Ci mise un po’ a rispondere.
Aveva una voce non naturale, ancora non si era ripresa (con quello che aveva fatto con Andrea, pensai, con malizia), e le chiesi conferma che nostra figlia fosse partita.

Una volta avutane conferma, le dissi che, poiché un mio cliente mi aveva chiesto di raggiungerlo in Toscana per un incontro di lavoro, sarei partito direttamente dal mare per raggiungerlo e che lei era libera anche di tornare alla casa al mare con maggior comodo, qualora avesse avuto da fare in città.

Accolse le mie parole senza alcun commento o contestazione, mi disse che sì, a quel punto, si sarebbe fermata in città per la notte ed all’indomani sarebbe tornata al mare, per aspettarmi quando avessi finito il mio incontro di lavoro.

Era una risposta da moglie fedele e disponibile mentre sapevo che poteva essere elettrizzata da una insperata occasione di trascorrere una notte di sesso con il suo amante.

Guadagnai così una giornata di tempo, che mi sarebbe servita per organizzare una strategia ed avere con lei una discussione che, nella mia testa in ebollizione, sarebbe stata limitata alla definizione delle condizioni economiche della separazione che fossero a mio favore, escludendo ogni ipotesi di ricostruzione del nucleo familiare.

Sentii al telefono un amico avvocato, al quale, senza troppe spiegazioni, chiesi di darmi il nominativo di un buon investigatore privato che fosse disponibile in città per un incarico da svolgere in poche ore, con onorario raddoppiato, per raccogliere le prove fotografiche e video di un tradimento che si stava consumando in quelle ore. Riuscii ad avere il nominativo dell’investigatore che contattai immediatamente, concordando un servizio di rilevamento presso la nostra casa di città, dove mia moglie si stava incontrando con il suo amante.

L’investigatore capì tutto al volo, non fece domande inutili: mi disse che nel giro di un’ora avrebbe predisposto l’appostamento e mi avrebbe riferito all’indomani. Mi chiese se potevo dargli le chiavi di casa, per poter far mettere video telecamere e microfoni, se gli amanti fossero usciti. Accettai di buon grado.

Trascorsi il resto della giornata, mettendo ordine nei materiali che avevo raccolto, ai quali intendevo aggiungere il rapporto dell’investigatore ed eventuali nuovi video. Dormii in un albergo vicino il mio studio e l’indomani fissai un appuntamento nel primo pomeriggio con l’agenzia di investigazione per avere il loro rapporto preliminare.

Il giorno dopo, quando li incontrai, presso la loro sede, dimostrarono di aver agito in modo professionale ed accurato.

Ebbi un rapporto con l’ identificazione del famoso AndreaC, che risultò essere un dirigente di una casa editrice nazionale, da poco divorziato dalla moglie. Il rapporto indicava che lui era uscito dalla mia casa con mia moglie, erano andati ad un ristorante e consumato la cena insieme per poi fare ritorno, sempre insieme, al nostro appartamento dove avevano trascorso la notte avendo diversi rapporti sessuali.

Approfittando dell’assenza da casa di mia moglie e dell’amante, grazie alle chiavi che avevo fornito, avevano piazzato delle microtelecamere e microfoni in vari ambienti del nostro appartamento. I filmati che erano stati girati costituivano prova chiarissima della relazione extraconiugale e, con qualche imbarazzo, mi parlarono di rapporti sessuali molto intimi (anche contro natura) che erano intercorsi tra mia moglie ed Andrea nella casa di quella che era stata la mia famiglia.

Pensai amaramente che, vista l’intesa sessuale tra Maura ed Andrea, mia moglie gli avesse facilmente donato quella verginità posteriore che mi aveva sempre negato. Uno sfregio in più da vendicare, da aggiungere al conto che stavo preparando.

Raccolsi il rapporto preliminare che su mia richiesta avevano preparato, corredato da ampio materiale fotografico che ritraevano i due amanti in varie pose nella nostra casa, mentre mi sarebbe stato consegnato nel giro di una settimana il residuo materiale video ed una relazione più dettagliata.

Pagai un generoso acconto del compenso da loro richiesto e, tornato al mio studio, chiamai mia moglie per avvisarla che quella sera di sabato sarei rientrato al nostro villino del mare. Proponevo di incontrarci ad un ristorante appena fuori la località di mare dove avevamo il villino e stare a cena fuori insieme perché avevo un incontro di affari al quale avrei avuto piacere che partecipasse.

Provò a chiedermi di quali affari si dovesse discutere con lei presente e mi limitai a dirle, un po’ misteriosamente, che mi era stato proposto di occuparmi della gestione di una società immobiliare, operante nel settore dell’acquisto e ristrutturazione di immobili, che avrebbe comportato parecchio lavoro fuori sede.

Rimase un po’ sorpresa per la mia richiesta di un suo convincimento sociale, ma – essendo capitato altre volte in passato – non fece obiezioni e confermò che ci saremmo incontrati al ristorante quella sera per poi fare ritorno nel nostro villino al mare con le rispettive macchine.

Avevo concordato con l’agenzia di investigazioni che, poco dopo che mia moglie fosse uscita da casa, sarebbero tornati ed avrebbero tolto cimici e videocamere dal nostro appartamento. Non avevo bisogno di ulteriori conferme.

Mi recai al ristorante con un certo anticipo e l’aspettai.

(continua)

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Autore Pubblicato il: 27 Novembre 2022Categorie: Racconti Erotici, Tradimento1 Commento

Commenti per questo racconto

  1. levis_48 28 Novembre 2022 at 23:51

    Salve ho letto i primi due capitoli e un racconto molto arrapante spero che continui , e spero che dopo gli e la fatto pagare, perche una cosa quando e consensiente e un altro e il tradimento. Gio

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