Leggi qui tutti i racconti erotici di: mari209

Era una tiepida sera di primavera, erano da poco passate le 8 di sera ed io avevo già cenato, era tutto il giorno che mi sentivo eccitata e la voglia aumentava dentro di me, volevo divertirmi un po’ con i miei giocattoli anali, però era troppo presto, la serata era troppo bella ed invitante per rimanere chiusa in casa. Decisi di uscire per fare un giro in centro, avrei giocato dopo al mio rientro. Il mio istinto mi diceva di uscire, mi feci una doccia, mi infilai il mio plug anale preferito, quello in acciaio con il diamante rosso, cosi che ad ogni passo avrebbe continuato a stimolarmi, indossai un perizoma di pizzo nero, pantaloni e camicia e uscii.
Girovagando per il centro passai in piazzetta in piazzetta gustandomi la piacevole temperatura serale.
Svoltai un angolo e la vidi, alta, magra, bellissima. Indossava un paio di scarpe con il tacco altissimo, le sue lunghe gambe erano coperte da calze a rete bianche ed indossava un tubino anch’esso bianco, corto ed attillato che esaltava la forma del suo culetto, piccolo, sodo, tondo.
Il vestito aderente seguiva la line di due piccoli seni anche loro perfetti. I capelli neri, lisci come seta arrivavano fino alle spalle ed una corta frangetta metteva ancora di più in risalto il suo bel viso con un trucco leggero e le ciglia lunghissime. Una Dea.
Non so dove trovai il coraggio, mi avvicinai e le dissi “posso farti un complimento? Sei bellissima!”
“grazie, sei molto gentile” mi rispose. ” Ma cosa fa una ragazza come te in giro da sola?”
” Sono di passaggio e non mi andava di trascorrere questa bellissima serata chiusa da sola in albergo, così ho deciso di uscire e di perdermi per un po’ nelle vie di questa città”
” Ma sai che anch’io ho avuto lo stesso pensiero, non mi andava di stare a casa da solo. Ti va se beviamo qualche cosa assieme?” “Con grande gioia” rispose lei.
Il mio sesto senso ancora una volta mi parlava, mi diceva che questa bellissima creatura non poteva essere solo una meravigliosa Dea, ma che forse era qualche cosa di più!
Ci sedemmo al tavolino di un bar, dopo pochi minuti chiacchieravamo come due vecchi amici.
Dopo un po’ le chiesi che lavoro facesse e lei mi rispose che curava gli interessi di alcune fotomodelle, delle fotomodelle un po’ speciali!
Il mio sesto senso ancora una volta mi disse che ero sulla strada giusta!
Dopo alcuni secondi di silenzio mi disse “devo dirti una cosa, non so se ti piacerà! Sono anch’io una donna un po’ speciale, sono una trans” Bingo! Il mio istinto aveva visto giusto, una trans bellissima, sensuale, che sprizzava eros da ogni poro.
Io non mi scomposi, era quello che cercavo, era quello che volevo.
Come risposta alla sua confessione le dissi se voleva venire a casa mia.
Quindici minuti dopo eravamo in casa, erano le 21.30, avevamo tutta la notte davanti a noi!
Le dissi “accomodati pure, torno subito.” Rientrai in soggiorno tenendo in mano il flacone del gel lubrificante e quasi mi cadde vedendola seduta sul mio divano.
Si era levato lo stretto tubino bianco. Era rimasta con le calze autoreggenti bianche a rete e le scarpe tacco 12 che esaltavano ancora di più la lunghezza delle sue gambe affusolate, indossava un perizoma bianco con dei splendidi ricami e pizzi sul davanti che nascondevano leggermente il rigonfiamento dovuto al suo pene. Il reggiseno era a balconcino, bianco con gli stessi pizzi del perizoma e copriva solo la parte inferiore del suo piccolo sodo seno lasciando scoperti i capezzoli.
Mi inginocchia davanti a lei, cominciai con l’accarezzarle i seni, la pelle era vellutata, dopo un po cominciai ad usare la bocca, leccai e succhiai i suoi capezzoli, subito si indurirono e ingrossarono, percepivo la sua eccitazione, iniziai a mordicchiarli con delicatezza e divennero ancora più ritti e turgidi. I suoi mugolii di piacere mi spinsero a continuare, scesi più giù, lentamente , sempre più giù fin che arrivai alle mutandine di pizzo bianco, il suo pene eccitato faceva capolino dal bordo, le abbassai sotto i suoi testicoli scoprendo il suo membro in tutta la sua interezza.
Non era grandissimo, un po’ come il mio, di medie dimensioni.
Non so chi di noi fosse più eccitata, lo presi in bocca lentamente, facendo scorrere le mie labbra lungo la sua asta ormai dura e ritta, mi piaceva il suo sapore, cominciai a leccare, succhiare, a far girare la mia lingua intorno al suo glande che ormai aveva la pelle tesa al massimo.
Veronica, questo è il suo nome, mugolava di piacere ed io godevo di questo membro teso e duro nella mia bocca, non avrei mai voluto sentirlo smettere di pulsare fra le mie labbra.
Dopo alcuni minuti Veronica mi disse “aspetta” si alzò, si girò e mi mostrò il suo meraviglioso culetto. Il filo del suo perizoma spariva fra le natiche tonde, tornite e sode. Lo scostai, le abbassai le mutandine e mi tuffai con tutto il mio viso fra quel ben di Dio!
La mia lingua correva dal suo sfintere alle sue palle, le prendevo in bocca, le mordicchiavo. La pelle era liscia come di velluto, completamente depilata, come d’altronde lo sono anch’io, ero eccitato ed inebriato dal suo profumo.
Mi disse ” Basta! ora tocca a me, siediti”
Mi sbottonò e mi tolse lentamente la camicia, la mia eccitazione aumentava di secondo in secondo.
Fece a me quello che io avevo fatto a lei, cominciò a baciarmi e leccarmi i capezzoli li sentii diventare duri e turgidi nella sua sapiente bocca. Quando furono abbasta tesi cominciò a mordicchiarli sempre più forte, io non capivo più nulla, non distinguevo più il piacere dal leggero dolore che i suoi delicati morsi mi procuravano, mugolavo come una cagna in calore, ed ea quello che volevo, essere una cagna in calore.
Tutto d’un tratto smise, “alzati in piedi” mi disse. Si inginocchiò davanti a me, la sua verga era sempre ritta e tesa, avevo voglia di sentirla di nuovo nella mia bocca.
Come aveva fatto con la camicia pian piano mi tolse i pantaloni, il mio membro ormai in erezione usciva dal mio perizoma di pizzo nero, Veronica sorrise compiaciuto e lo abbassò.
Cominciò a far correre la sua lingua sulla mia asta, leccava le palle, le prendeva in bocca e delicatamente le mordicchiava, poi lo prese in bocca con delicata maestria, le sue labbra succhiavano, la sua lingua leccava ed il mio pene si tendeva sempre di più. Sublime creatura.
La cagna in calore che ormai ero diventata mugolava di piacere, fremiti, sussulti percorrevano il mio corpo, ma mi trattenevo, non era ancora il momento di eiaculare anche se l’eccitazione e la voglia di farlo era fortissima!
Veronica capì che non sarei resistito ancora per molto, allora si fermò.
Mi disse di mettermi sul divano, senza farmelo dire due volte ero sul divano, a quattro zampe, proprio nella posizione di una cagna in calore, il mio culo rivolto verso l’alto, verso di lei.
Appena vide il mio plug che riempiva il mio sfintere fece una esclamazione di gioia e cominciò a giocarci. Lo muoveva avanti ed indietro, su e giù. Lo estraeva fino alla parte più grossa per poi rispingerlo all’interno del mio ano che ormai ardeva di desiderio.
Dopo alcuni minuti lo estrasse, cosparse le sue dita di gel lubrificante e cominciò a giocare con il mio buchino, prima un dito, leggermente, poi tutto fino in fondo, poi con due dita, poi con tre, la mia eccitazione cresceva sempre di più, il piacere cresceva sempre di più.
Mi stava preparando, allargava il mio ano, lo preparava ad accogliere la sua asta che era sempre ritta e dura. Ancora un po’ di gel ed ecco, sentii il suo membro appoggiarsi, lo sentii spingere leggermente, senza fretta, stava entrando, il membro turgido e duro della mia Dea sta entrando in me, la sensazione è di sballo totale, mugolo, mugolo quale cagna che sono.
La sua verga entra ed esce con un ritmo costante, la sento scorrere dentro di me, sento il suo bacino che ad ogni pompata si appoggia e spinge sulle mie natiche, rimarrei tutta la notte con il suo cazzo nel mio culo.
Entra ed esce, esce ed entra, ed ogni volta solletica la mia prostata, comincio a perdere il controllo, mugolo ed urlo “sempre più forte, più forte, spingi, fammi godere, inondami di sborra!”
Fin che succede l’inevitabile, il mio cazzo comincia ad eiaculare, fiotti di di calda bianca sborra esondano dal dal mio cazzo.
“Vengo, vengo.” Godo nello stesso momento con il culo, con il cazzo, con la testa. E’ fortissimo, mai una figa per quanto abile e sensuale è mai riuscita a farmi godere così, un cazzo in culo che ti fa eiaculare non ha paragoni.
Veronica continua imperterrita, per nulla fermata dal mio godimento, continuo a sentire il suo cazzo che entra ed esce, anche lei è al massimo dell’eccitazione, il suo ritmo aumenta, il suo respiro si fa sempre più affannato. Dai Dea vieni, riempi il mio culo con il tua caldo nettare. Ecco, colpi decisi ed il suo cazzo esplode inondando il mio culo, mi riempie di sborra, “dai continua, non ti fermare, riempimi!” Sento i fiotti di calda sborra che mi riempiono. Mi sento sempre più cagna.
I suoi fiotti mi arrivano dentro, sono caldi, mi inebriano. Il suo cazzo duro continua a spingere, mi sembra di impazzire ad ogni colpo, “dai non ti fermare continua, continua ancora, lo sento, fammi godere!” Poi pian piano Veronica rallenta il ritmo, si ferma, si appoggia sfinita alla mia schiena, sento il suo piccolo seno premermi sulla pelle, il suo cazzo è ancora dentro di me, pian piano sta perdendo vigore: Veronica si stacca ed esce da me, io rimango ancora a carponi, culo in aria. Dal mio pene escono ancora gocce di sperma, dal mio culo escono gocce di sperma, dal cazzo di Veronica escono gocce di sperma, il mio divano, per fortuna in pelle, è inondato di sperma. Siamo appagate, sfinite.
La mia Dea mi dice di alzarmi, si stende sul divano, si stende con la schiena che si bagna tutta con la nostra sborra. Mi dice “vieni qua, voglio prendertelo in bocca, voglio leccare le tue ultime gocce.” Mi giro le offro il mio cazzo, ormai molle ma ancora gocciolante, ma mi giro in modo da essere sopra di lei, in modo da poter prendere anch’io il suo membro in bocca.
Iniziamo così in dolce delicato 69. Lecchiamo, succhiamo, mordicchiamo, ormai abbiamo ripulito ben bene i nostri membri, ma continuiamo, non so per quanto, non vorremmo mai smettere.
Ed ecco che i nostri cazzi cominciano a riprendere vigore, sento che il membro di Veronica comincia a tendersi, ingrossarsi, pulsare, la mia bocca comincia a riempirsi.
Lo stesso accade al mio membro, lo sento crescere, ingrossarsi, la pelle della cappella sempre più tesa e la bocca di Veronica che non si ferma un secondo, percorre con la lingua la mia asta, scende fin sullo scroto e mi prende in bocca le palle facendomi sussultare di piacere, poi torna su e lo riprende in bocca e lo ingoia tutto fino alla base.
Io sono in estasi, la mia bocca non si ferma un istante , mi piace sentire il suo cazzo dentro, sempre più duro. Continuiamo così non so per quanto, abbiamo perso la cognizione del tempo fin che sento il membro di Veronica tendersi di più, pulsare di più, l’eccitazione è al massimo.
Godiamo quasi all’unisono, io riempio la bocca di Veronica e lei riempie la mia, non ci fermiamo, spruzzi di bianco caldo dolce nettare entrano nelle nostre gole, ingoiamo tutto, non una goccia deve andare sprecata, non un secondo di pausa deve rovinare questo orgasmo che ci scuote, che ci trasporta in un’ estasi meravigliosa. Siamo spossate, sfinite.
Guardiamo l’orologio segna l’una e mezza, abbiamo iniziato a far l’amore alle nove e mezza, quattro ore de sesso sfrenato, dolce e talmente intenso che non ci siamo rese conto del passare del tempo.
Ci scambiamo un unico dolce bacio, le nostre bocche sanno ancora di sperma, gocce del prezioso nettare ricoprono le nostre labbra, alla fine del bacio non c’è più traccia è tutto dentro di noi, fa parte di noi!
Veronica mi chiede se può fare la doccia, entriamo assieme sotto il caldo getto, le insapono la schiena, le accarezzo le sue splendide e vellutate natiche.
Ci vestiamo e l’accompagno in albergo.
Sono trascorsi alcuni mesi da quel meraviglioso, indimenticabile incontro. Le sere di questa calda estate passeggio per le vie del centro, sperando, una volta girato l’angolo di una via di ritrovare ancora la mia Dea!

Autore Pubblicato il: 27 Settembre 2022Categorie: Racconti Erotici, Racconti Trans0 Commenti

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