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Mia moglie Sandra ed io viviamo in una bella villa appena fuori città, siamo sposati da 25 anni ed abbiamo un figlio, Umberto, che studia negli Stati Uniti e che ci viene a trovare solo in occasione delle feste.
La nostra casa è molto grande, soprattutto per due persone che tra l’altro sono spesso fuori, così per svolgere tutti i compiti e le faccende necessarie possiamo da anni contare sulla collaborazione di alcune fidatissime persone: Paolo, che si occupa del giardino e delle piante, Gina, cuoca eccezionale, e fino a poco tempo fa Marisa, cameriera, l’unica che alloggiava da noi e che 6 mesi fa si è sposata lasciandoci per seguire suo marito.
Per sostituire Marisa mi rivolsi a Don Guglielmo un mio vecchio amico e sacerdote molto impegnato nel sociale, uno di quelli sempre in prima fila; appena chiamai Guglielmo, egli mi disse che mi avrebbe trovato in breve tempo una persona idonea al compito che dovevamo affidarle. Io non gli diedi molte limitazioni nella ricerca, l’importante era che questa persona fosse seria e con voglia di lavorare, gli dissi che le avremmo dato uno stipendio decoroso più il vitto e l’alloggio.
Dopo pochi giorni Don Guglielmo mi richiamò dicendomi di aver trovato la persona giusta e mi invitò da lui per parlarne e per farmela conoscere.
L’indomani mattina, prima di recarmi a lavoro, passai dal mio amico prete. Egli mi accolse come sempre con grande affetto in ricordo della nostra amicizia, quindi iniziammo a parlare di Nina, questo era il nome della ragazza; Guglielmo mi disse che era una giovane croata, 26 anni, che aveva portato via dal marciapiede, sul quale era finita sin dall’arrivo nel nostro paese 5 anni addietro, aggiunse che era sicuramente una persona fidata e che gli avrei fatto un gran piacere a prenderla da me. Terminata la presentazione Guglielmo chiamò Nina per farmela conoscere, sentii la sua voce da fuori la porta che rispondeva di essere in arrivo, quindi la vidi: era davvero una bella ragazza, alta circa 1,75, capelli lunghi raccolti in una coda con una ciocca ribelle sulla fronte, occhi scuri molto grandi e un po’ tristi ed un fisico longilineo con un seno di piccola taglia (ad occhio direi una seconda). Nina si avvicinò a noi, ci salutò e rivolgendosi a me disse di non aver mai lavorato come cameriera ma che aveva tanta voglia e di imparare in fretta. Io stavo per dirle che l’avrei presa volentieri in casa, ma Guglielmo mi bloccò e mandò Nina a fargli una piccola commissione; non capivo perché l’avesse mandata via in quel momento, pensavo avesse capito che volevo assumerla, comunque il mistero durò poco infatti appena la ragazza uscì dalla porta Guglielmo mi disse:
– vedi caro Giancarlo c’è una cosa su Nina che devi sapere prima di decidere se assumerla o meno: Nina in realtà è quello che viene definito un transessuale, è praticamente una donna con genitali maschili.
Io rimasi a bocca aperta e prima che potessi dire qualcosa egli aggiunse:
– non te l’ho detto prima perché volevo che tu prima di decidere la incontrassi e vedessi che nessuno può accorgersi che Nina non è una donna al 100%, almeno fisicamente perché nel cuore e nel cervello lei è donna.
Io ero veramente sorpreso da ciò che Guglielmo mi aveva confessato, pensai però che effettivamente io non avevo notato nulla di strano in Nina, per me era donna ed anche bella, così dissi al mio amico che l’avrei assunta, lui ne fu felice e mi ringraziò più volte.
Poco dopo tornò Nina che alla notizia rispose con un timido sorriso accompagnato da un grazie, quindi andò a prendere le sue cose e salimmo in macchina per andare a casa.
Durante il viaggio dissi a Nina che Don Guglielmo mi aveva raccontato la sua storia e che per evitare ogni problema era meglio non rivelare a nessuno la sua sessualità, lei acconsentì ringraziandomi ancora per il lavoro.
Era davvero una ragazza timida Nina, di poche parole, a mia moglie, anche lei all’oscuro di tutto, piacque molto per la sua educazione e per la sua voglia di lavorare che mise subito il luce nei primi giorni da noi; io ogni tanto mi trovavo a fissarla, la trovavo davvero una bella ragazza, dai modi molto delicati e gentili, aveva sempre questa espressione triste ma ogni tanto incrociando con lei lo sguardo regalava un dolce sorriso di ringraziamento.
Un mese dopo il suo arrivo Nina era già ben integrata nella nostra famiglia ed ormai ero sicuro che nessuno avesse notato nulla di strano in lei.
In quei giorni mia moglie era partita e sarebbe rimasta fuori alcuni giorni per stare un po’ dalla madre, così io ero solo in casa e preferivo attardarmi a lavoro piuttosto che rientrare e passare la serata davanti alla TV.
Una sera rientrai veramente tardi, dopo la mezzanotte, e mentre ero in cucina per prendere un bicchiere d’acqua entrò Nina. Indossava una camicia da notte, i seni erano evidentemente liberi da sostegni, le gambe nude, i piedi scalzi ed i capelli sciolti. Era assonnata, probabilmente si era svegliata perché aveva sete, mi vide e mi salutò, io ero seduto su una sedia a bere il mio bicchiere d’acqua. Ora Nina era in piedi davanti al lavandino, aveva riempito il suo bicchiere e stava bevendo, allora io mi alzai dirigendomi verso di lei, non so cosa mi passò per la testa in quel momento, ma mi sentivo attratto da lei, così mi avvicinai a lei e le misi le mani sulle spalle lasciate nude dalla camicia da notte, quindi le scansai i lunghi capelli da un lato e le sussurrai nell’orecchio libero
‘ sei proprio bella Nina, sai?.
Lei non disse nulla, quindi le baciai il collo e con la mano mi diressi sul suo seno, piccolo ma sodo con due capezzoli appuntiti. La strinsi a me cingendole il ventre da sopra la camicia da notte per farle sentire la mia eccitazione, quindi spinto dalla curiosità infilai una mano sotto la camicia portandola sulla sua intimità, misi una mano nei sui slip e sentii il suo piccolo pene che cominciava a destarsi.
La mia eccitazione cresceva sempre più quindi feci piegare Nina in avanti e liberai il mio sesso ormai eretto, le feci scendere gli slip, quindi mi inumidii un dito di saliva e lo portai al buchetto di Nina; fece fatica ad entrare il mio dito, ma pian piano il culetto di Nina si dilatava, allora le tolsi il dito per infilarvi il mo membro fremente, lo appoggia piano piano per poi entrare in lei decisamente.
Ora ero dentro Nina, mi strinsi ancora di più a lei, le baciavo il collo mentre con una mano le palpavo il seno e con l’altra le tenevo il piccolo cazzo ormai eretto masturbandoglielo.
Iniziai a muovermi in lei, aumentando sempre più l’intensità, lei assecondava il mio movimento ed emetteva dei gemiti che sembravano piccole urla strozzate; sentii che stavo per venire e rallentai il ritmo dei colpi facendoli diventare però più intensi, finchè l’ultimo colpo liberò in Nina tutto il mio seme caldo. Rimasi per pochi secondi appoggiato col mento sulla sua spalla, finchè sentii venire anche lei nella mia mano. Mi tolsi da lei e così Nina si girò verso di me, mi prese la mano sporca del suo seme e me la pulì con un pezzo di carta, ne strappò un altro pezzo e si chinò sul mio sesso soddisfatto e stanco pulendolo per bene.
Stava per allontanarsi Nina quando le presi la mano e l’avvicinai a me e la baciai dolcemente sulla bocca.
Da quel giorno Nina è la mia passione segreta, ogni volta che posso facciamo l’amore, una volta le ho detto che l’amo, ma lei non ha risposto nulla.

p.s: commenti e suggerimenti sono bene accetti

Autore Pubblicato il: 20 Gennaio 2005Categorie: Racconti Trans0 Commenti

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