Ingoiai senza protestare tutto lo sperma che mia suocera mi aveva versato in bocca, sotto il suo sguardo severo. Rimasi in silenzio, in attesa di capire cosa mi sarebbe successo. Ormai io e Laura accettavamo passivamente gli eventi, sopportando tutto senza fiatare. Guardai il fidanzato di mia moglie. Il mio sguardo finì istintivamente fra le sue cosce, dove ora riposava il suo enorme membro, dopo che si era svuotato nella bocca di mia suocera. Anche così quel cazzo così grosso dava un’impressione di potenza e virilità, devo riconoscere che era davvero bellissimo. Lui si era accorto dei miei sguardi, e se la rideva.
Si misero a discutere di mia moglie. La madre dava apertamente della troia alla figlia, come se non fosse stata lei, ad accompagnarla mano nella mano nella camera del padre, che attendeva di scoparsela. C’era astio nelle parole di mia suocera, una volontà di rivalsa nei confronti della figlia, accumulata nel tempo. Ora finalmente capivo la ragione di quel comportamento così ostile nei confronti di mia moglie: Maria aveva dovuto accettare il rapporto incestuoso del marito con la figlia, cominciato chissà quanti anni fa. Sicuramente da prima che io e Laura ci fidanzassimo… ma quello che era accaduto davvero in quella famiglia non lo seppi mai del tutto.
In quel momento mia suocera voleva semplicemente dare alla figlia una lezione, e punirla, esponendola a tutti come la troia che era diventata, umiliandola. Lo disse al ciccione, descrivendogli Laura come una puttana che adescava persino il padre, e si concedeva a tutti. Lo convinse, dicendogli che le sue Padrone l’avrebbero sicuramente punita, vedendola comportarsi in quel modo, ma che lì, in quel momento, quel compito era il loro, Laura non poteva passarla liscia e si meritava una lezione.
Così quando mia moglie uscì dalla camera di mio suocero, completamente nuda, la madre la prese per i capelli e lui per un braccio, e la portarono via. Provai a seguirli, ma si erano chiusi la porta a chiave dietro di loro. Così non ebbi modo di guardare, ma sentii chiaramente gli schiocchi sul corpo di mia moglie, tutti i colpi che le infierivano, gli schiaffi in faccia, sul seno, sulle gambe, sul culo… ed il risultato lo vidi più tardi, sul suo bel viso ed il suo corpo tutto coperto da segni e striature rosse e violastre, quando Laura uscì dalla camera al termine della punizione. Intanto dietro quella porta sentivo il ciccione dire a mia suocera di chiudere bene la mano a pugno, che sarebbe entrata, di spingere forte, che l’avrebbe sfondata. Sentii chiari e ripetuti i lamenti di mia moglie, le sue suppliche di fermarsi, di smettere, e gli schiaffi con cui la zittivano. E poi sentiti le grida ed i lamenti trasformarsi pian piano in gemiti di piacere, mia moglie che alla fine stava godendo anche di quel trattamento. Saranno stati gli ormoni, tutte quelle pillole che prendeva, la sua indole masochista che emergeva e a cui non riusciva più a resistere, ma Laura indubbiamente si eccitava e godeva, in quel ruolo, di puttana, di vacca sottomessa, vittima degli abusi dei suoi sadici aguzzini.
E mi eccitavo anch’io, a sentirla gemere. Abbassai i pantaloni, presi vergognosamente a masturbarmi freneticamente, ed in un attimo mi sborrai di nuovo in mano, portando poi le dita alla bocca, leccando via il mio stesso seme. Ero anch’io un pervertito, al pari di quella vacca di mia moglie, che alla fine si mise a supplicare la madre di spingere più forte, di sfondarla col pugno nella sua figa, di farla venire.
Mi ricomposi, andai a sedermi sul divano, e anche per l’ora ormai tarda alla fine mi assopii.
Ricordo solo di averli visti uscire da quella stanza, uno dopo l’altro, per ultima Laura, con i seni e le natiche rosse come il fuoco.
Poi presi sonno, un sonno agitato dai sogni, dai ricordi e dalle emozioni delle giornate vissute in quella casa, dalla visione di mia moglie, in braccio al padre, che si fa toccare, e loro due assieme a letto, lei che scende e si impala sul cazzo ritto del padre, e lo prende tutto nel culo.
Sognai il fidanzato di mia moglie, che usciva dalla camera in cui aveva appena scopato mia moglie e veniva di fronte al divano dove mi ero assopito. Mi parlava, o meglio, mi insultava, dandomi del cornuto, della checca, della merda. Io non sapevo come ribattere, a quel ragazzo così più giovane di me, ma anche più grosso, più forte, e con un cazzo così grande, maestoso, che in quel momento penzolava fra le sue cosce, e da cui io non riuscivo a staccare lo sguardo. Lui lo prese in mano, lo scappello’ due, tre volte, come accennando una sega, e mi ordinò di aprire la bocca. Lo feci immediatamente, di riflesso, ormai lui mi dominava, ubbidivo all’istante ad ogni suo ordine. Mi spinse quel suo enorme membro in bocca, e se lo fece leccare, tutto, la cappella, l’asta, i grossi coglioni pieni di sperma. Se lo fece ciucciare per bene, e poi prese lui il controllo, scopandomi selvaggiamente, senza remore, facendo sbattere il suo cazzo in gola velocizzando sempre più il movimento. Ogni tanto lo sfilava per farmi respirare ma poi ne approfittava per sputarmi in bocca ed immediatamente rischiaffarlo dentro, costringendomi ad ingoiare la sua saliva, riprendendo a trapanarmi la bocca grugnendo come un maiale. M venne sopra di peso schiacciandomi completamente il suo cazzo in gola.
Finalmente iniziò a godere, violenti schizzi interminabili che mi riempirono completamente. Sfilò il cazzo, mi fece aprire la bocca, colma del suo sperma, mi sputò un’ultima volta addosso, la sua saliva mi arrivò anche in faccia, mi disse di richiudere ed ingoiare tutto. Pensavo fosse finita ma quel ragazzo che già mi umiliava ogni istante della giornata trattando mia moglie come una vacca non era ancora soddisfatto, non contento mi rimise il cazzo in bocca per farselo ripulire alla perfezione, finché finalmente se ne tornò in camera.
Avevo sognato? Non saprei dirlo… delle ultime quarantotto ore in quella casa ho ricordi molto confusi, mi è difficile descriverli, le immagini nella mia mente si sovrappongono, non sapevo più cosa stavo guardando, cosa stavo sognando, cosa stavo solo immaginando. Ero stordito… Sono convinto che mia suocera avesse cominciato a drogarci, forse qualche pillola sciolta nel vino, o nel caffè?
Vidi mio suocero scopare mia moglie senza più inibizioni. La montava ovunque gli venisse voglia, in camera, sul lettone, in cucina, piegandola sul bancone, aprendole le gambe e prendendola da dietro, in figa, nel culo. Mia moglie si lasciava fare, anzi, lo incitava ogni volta a prenderla più forte, lo ringraziava, lo chiamava papi, lo copriva di baci, gli diceva che le era mancato molto, in giardino era spesso ai suoi piedi, a ciucciargli il cazzo. Che figlia devota…
E ciononostante veniva spesso punita sadicamente. In giardino, sotto a quell’albero.. il padre la metteva di traverso sulle ginocchia e prendeva a sculacciarla, come se fosse ancora una ragazzina viziosa da educare, da correggere. Mia moglie accettava quelle sculacciate con una tale naturalezza che mi chiedevo quante volte quel trattamento si era ripetuto, quando ancora viveva assieme ai genitori, da ragazza. Altre immagini rimaste impresse sono sicuramente frutto della mia immaginazione, come quella del ciccione che si scopava mia suocera selvaggiamente, prendendola a pecorina, sul pavimento della cucina. O mia moglie nuda in giardino, con suo padre ed il fidanzato, loro seduti sulle panche di vimini, col cazzo fuori, lei in ginocchio che succhia a turno prima un cazzo e poi l’altro, finché i due le sborrano in faccia, ricoprendole il viso ed il corpo di sperma, ordinandole di non pulirsi, il loro seme che si secca al sole sulla sua pelle. E poi Laura di nuovo in giardino, in piedi, tutta nuda, le braccia sollevate legate al ramo di un albero, il culo completamente rosso, cento striature provocate dai colpi del cinturone con cui il padre le aveva inferto un’altra lezione. E un’immagine intima, incongruente con tutto il resto che stava avvenendo, io e mia moglie ammanettati ad una gamba del tavolo, nudi, in ginocchio, che ci baciamo e ci accarezziamo, cercando sollievo l’un l’altra.
E poi più nulla, un blackout totale, fino al momento in cui mi risvegliai, ritrovandomi seduto nello scompartimento del treno che ci riportava a casa, io solo con mia moglie, che dormiva d’un sonno agitato.
Eravamo di nuovo a casa, ma oramai le mie ferie erano finite. Cercai di ottenere un permesso per restare ancora al fianco di mia moglie il più possibile ma l’azienda me lo rifiutò. Avevano appena riaperto dopo la chiusura estiva, c’era troppo lavoro da sbrigare.
Però non era finita l’estate. Al nostro rientro avevamo presto ritrovato Lola, che ogni mattina passava a prendere mia moglie, la preparava e la portava a prostituirsi al mare, dove mia moglie ormai aveva una discreta clientela, si appartava con gli uomini che adescava nel boschetto dietro la spiaggia e si faceva scopare. Rientrava solo a sera tardi, distrutta, ma soddisfatta. Andò avanti così fino ai primi di settembre, quando un giorno Laura si sentì male, vomitava, con forti crampi allo stomaco.
Quando andò a farsi visitare dalla ginecologa vennero confermati i nostri dubbi: mia moglie era rimasta incinta. La ginecologa visitandola intuì subito quanto fosse sessualmente attiva mia moglie. Quando seppe degli ormoni che Laura stava assumendo ordinò subito di terminare la terapia, e raccomandò di interrompere anche ogni altro tipo di rapporto sessuale, per non mettere quella gravidanza a rischio, ci disse.
Quando fummo fuori dalla clinica ci guardammo in viso. E le lacrime iniziarono a sgorgare, di sollievo, di gioia, mille emozioni contrastanti. Abbracciai mia moglie, lei mi guardò di nuovo e mi disse solo,
“È finita.”
La strinsi a me di nuovo. Non potevo crederci. Mia moglie incinta, un figlio in arrivo, e la fine di quell’esperienza estrema, che ci aveva travolto, portandoci a vivere un’esperienza folle,
irripetibile.
Appena tornati a casa chiamammo le Padrone di mia moglie. Quella sera a casa arrivarono Marta, e poi la zingara con la figlia. Gli parlammo, gli comunicammo a nostra scelta. Il contratto era nullo, mia moglie era incinta e non sarebbe più stata al loro servizio, non era più la loro schiava. Fortunatamente lo accettarono senza farci storie, il loro commiato fu civile, in fondo.
Al lavoro chiesi il trasferimento ad una sede distaccata, la mia domanda venne accettata e mi spostai dopo appena un mese. Ci trasferimmo in una nuova città, dove nessuno ci conosceva, dove avremmo potuto iniziare una nuova vita, crescere una vera famiglia.
Che dire ancora? Di quella avventura ci sono rimasti mille ricordi indelebili, emozioni, ma che ora fanno solo parte del nostro passato… del nostro presente invece fa parte nostra figlia, naturalmente, ora una bellissima giovane donna, che assomiglia tanto a mia moglie, e anche al nonno…
Sono passati diversi anni, da allora. Ma una notte, che il sonno non veniva e cercavo il modo per distrarmi, bazzicando in rete, mi imbattei in un racconto erotico, mi misi a leggere e tutto a un tratto ecco, ero di nuovo lì, dove tutto era iniziato, a quella festa al parco, mia moglie che veniva toccata dai miei colleghi di lavoro, io che mi eccitavo, ancora ignaro delle conseguenze di quel primo passo, di tutto ciò che sarebbe successo in seguito.
L’autore di quel racconto che aveva fatto riaffiorare i miei ricordi aveva lasciato il suo indirizzo email in fondo al testo, e mi venne istintivo contattarlo.
Gli feci i complimenti per la storia, lui rispose subito, intuendo forse qualcosa, facendomi le domande giuste… gli confidai come il suo racconto avesse fatto riaffiorare il mio passato, la nostra esperienza di coppia sottomessa. Abbiamo cominciato a scriverci, io e Marco, che si firma dueamanti qua su Milù, entrando in confidenza. E poi quando ne ho parlato a mia moglie anche lei ha voluto scrivergli, in privato, senza che io sapessi di cosa discutessero. Io in quel momento ero ancora titubante, ma mia moglie ha insistito perché cominciassi a rivelare come tutto era iniziato, e poi non ho più saputo o voluto fermarmi, descrivendogli tutto, incoraggiato da Laura. E abbiamo acconsentito che la nostra storia diventasse un racconto da pubblicare, a patto che Marco riportasse i fatti così come erano accaduti, senza modifiche, senza tralasciare nulla.
Lui sa scrivere bene, ci sembra abbia fatto un bel lavoro…. Così ora oltre al ricordo abbiamo anche questo racconto, che parla di noi, di come eravamo, e che magari sarà d’ispirazione ad altre coppie che vorranno osare, provare simili emozioni.
E con questo è davvero tutto.
FINE
(Commenti e critiche sono sempre appeezzati, dueamanti@tutamail.com)



Hai ragione, ma la storia è stata presentata così perché è stato soprattutto lui a confidarmi le loro esperienze, con…
È così, alla fine si capisce quanto hanno influito i rapporti incestuosi della famiglia in come è diventata Laura, la…
E mano male che la signora la volta precedente diceva che era il marito che aveva voluto… Che famiglia…
Beh a me non dispiacerebbe invece il racconto da parte di Laura. Ormai da parte di lui è diventato ripetitivo.…
Ti ringrazio per il bel commento. In realtà la storia è basata sulla lunga confidenza di una coppia di sottomessi,…