Il giorno dopo saremmo partiti al mattino e l’ultima sera Simona indossò un vestito di garza rosso lungo con spacchi ovunque e trasparenze che lasciavano poco all’immaginazione ai piedi calzava dei sandaletti con plateau da 8cm ed un tacco a spillo da 20cm e mi superava abbondantemente in altezza. Sembrava un puttanone da viale di periferia. Sotto, ovviamente, nessuna biancheria.
Finito di cenare stavo per salutare ed andare in una delle altre sale quando Roberto mi fermò.
“L’ultima sera è speciale anche per i cornuti, stasera potrai vedere cosa fa la tua dolce mogliettina” e strizzò l’occhio a Marco.
Mi fecero entrare nella stanza riservata da lì si aprivano due ulteriori porte. La prima sulla destra mi fu indicata ed entrai, trovai dei divanetti e delle poltroncine ed una enorme vetrata a specchio. Non capivo.
Divenne tutto chiaro quando improvvisamente si accese la luce nella stanza di fianco. La vetrata era di quelle che consentono di vedere cosa succede dall’altra parte senza essere visti. Simona insieme ad Arisa ed altre 4 ragazze tutte con meno di 30 anni, erano in mezzo ad una trentina di maschi, c’era musica soffusa. Fra i maschi la maggior parte era composta di giovani fra i quali diversi dai fisici scolpiti da sport e palestra ma non mancavano nemmeno 50nni ed alcuni anche più vecchi, tutti già visti nel villaggio. Le ragazze ballavano a rotazione con i vecchietti, strofinandosi addosso a loro che approfittavano per allungare le mani per palpeggiarle.
Al termine del pezzo venivano portate al tavolo ed al pezzo successivo venivano invitate da un altro dei signori e la scena si ripeteva. Quando, dopo poco più di un’ora tutti i 50nni avevano ballato con tutte le ragazze, queste iniziarono a sfilare una alla volta su un palco alla cui base c’erano delle poltroncine su cui si erano accomodati gli uomini.
Iniziò la prima a sfilare, fece uno strip del poco che indossava poi si fermò in mezzo al palco e Roberto col microfono invitò gli uomini a fare le proprie offerte. In pratica la ragazza veniva comprata per la notte.
Gli uomini, evidentemente tutti benestanti, offrivano cifre considerevoli che salivano grazie ai rilanci.
Una ad una le 6 ragazze, fra cui Arisa e Simona, furono aggiudicate ed ognuna andò a sedersi sulle ginocchia di chi se la era aggiudicata come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Poi le coppie si diressero verso delle porte ed entrarono nelle stanze seguite ognuna da almeno un paio dei ragazzi giovani e palestrati.
Non potevo vedere cosa stava succedendo a Simona ma la cosa era facilmente intuibile quando improvvisamente, la parete di vetro tornò ad essere uno specchio e calò un telo mentre contemporaneamente si abbassavano le luci. Nella stanza non ero solo, c’era anche Danilo ed un paio degli altri compagni delle ragazze che avevano sfilato.
Un proiettore iniziò a trasmettere mentre dagli altoparlanti si sentiva quello che le persone dicevano nella stanza.
La ragazza era di spalle e non era Simona ma nemmeno Arisa, era inginocchiata e stava spompinando l’uomo maturo mentre i due ragazzi, anche essi nudi e con dei cazzi di notevoli dimensioni, stavano lì ad aspettare gli ordini dell’uomo pagante.
“Leccatele figa e culo che la voglio sfondare per bene”. Disse l’uomo, i due ragazzi si impegnarono e la ragazza sottoposta a quel trattamento, mentre spompinava l’uomo, iniziò a mugolare. A quel punto l’uomo rivolto ai due ragazzi: “calatela sopra di me” e, grazie all’aiuto dei due giovani iniziò a scoparla mentre la sculacciava e le succhiava e mordeva i capezzoli provocandole anche un po’ di male.
Per farla breve il vecchio la scopò in tutti i buchi e, quando ebbe finito forze e sborra, la passò ai ragazzi che la riempirono a loro volta, anche insieme sia in figa che in culo.
Poi improvvisamente si spense il proiettore per qualche minuto poi si riaccese su un primo piano di Simona.
Era impegnata a “domare” i cazzi dei tre ragazzi che erano entrati in stanza con lei e con l’uomo.
Aveva i capelli impiastricciati si seme così come colava lungo la coscia destra un rivolo biancastro.
“Fate godere ancora questa vacca, delle ragazze di quest’anno è la migliore, mi è costata parecchio ma ne vale sempre la pena” furono le parole dell’uomo che riconobbi come uno di quelli che giravano per il resort. Me lo ricordavo perché nonostante la pingue pancia il suo cazzo spuntava anche da moscio.
Dentro di me pensai che mi dispiaceva non avere visto Simona montata da quell’uomo.
Intanto i ragazzi si stavano dando da fare e la prendevano in ogni modo, Simona aveva orgasmi a ripetizione. Anche lei fu penetrata da due cazzi in figa in contemporanea mentre spompinava un terzo.
Sul più bello entrarono nella stanza anche Roberto e Marco ed iniziarono a mettesi a portata di bocca di Simona che nel frattempo aveva fatto godere il ragazzo che stava spompinando e colava sborra da bocca e naso. Roberto porgendole un fazzoletto le disse “ripulisciti zoccola che non voglio tutta quella sborra sul mio cazzo”. Simona prese con le dita lo sperma che le colava e se lo mise in bocca inghiottendolo finendo poi di ripulirsi con il fazzoletto, quindi rispose: “va bene così padrone?”
Per tutta risposta sia Roberto che Marco iniziarono a schiaffeggiarla con i loro cazzi duri mentre lei cominciava ad avere un orgasmo per i due cazzi che la stavano trapanando alternandosi insieme nella figa o spostandosi nel culo.
Una delle telecamere nascoste fece un primo piano mentre uno dei cazzi usciva dal culo di mia moglie evidenziando un buco dilatato che restava aperto anche dopo l’uscita del bastone dal buco.
Poi Marco e Roberto iniziarono a scoparla a turno in bocca, una decina di colpi per ciascuno poi si davano il cambio. I loro grossi cazzi penetravano in un modo che mai avrei pensato possibile. Simona era diventata una vera professionista dell’ingoio, i cazzi le arrivavano fino in gola. Ad un certo punto vidi che si bloccò e pensai che stesse per soffocare, Roberto che la stava scopando fu lesto ad estrarre l’uccello proprio mentre lei rantolando riceveva sulla schiena una sborrata da uno dei due ragazzi. A quel punto Simona era un fuscello in preda dell’ultimo ragazzo rimasto e dei tre uomini maturi. Era calata sul cazzo del giovane ed a fatica il pagante infilò anche lui la cappella nella passera di Simona, poi fu il turno di Roberto che riuscì a mettere la sua di cappella ma nel culo di mia moglie provocandole un urlo di dolore ed un “piano che mi apri tutta”. Le arrivò un colpo di cazzo in viso da Marco. “Sei venuta ed hai accettato di fare tutto, taci troia” proprio mentre Roberto aveva affondato il suo cazzo fino a metà fusto.
Simona rimase senza fiato poi chinando la testa disse flebilmente “si padrone”. Infine anche Marco infilò il suo cazzo dentro di lei, nella sua bocca.
Simona era piena di cazzi, sembrava una bambola di pezza nelle loro mani.
La ribaltarono riempiendole ogni buco in ogni posizione possibile.
Ero preoccupato ed eccitato al tempo stesso, mi scappò l’occhio di fianco e vidi che tutti nella stanza si stavano masturbando e quando si accorsero che li stavo guardando riempirono di complimenti la mia signora. È la più vacca di questo periodo, raramente ne ho viste così porche ed obbedienti” disse uno a cui rispose un altro, quindi rivolgendosi a me:” verrei volentieri a casa tua con un gruppo di marocchini, sono sicuro che riuscirebbe a metterli tutti KO” e giù una salva di grosse risate da tutti. Le loro mogli erano meno porche? Non lo so, quella che avevo vista prima che il proiettore passasse su Simona non era certo inferiore o forse sì ma non potevo saperlo perché non la avevo vista fino in fondo.
Ero venuto anche io e la tensione sessuale era un po’ calato. Riassumendo fermandoci lì Simona era diventata una puttana per vecchi libidinosi che non si contentavano di scoparla ma la umiliavano e sfondavano. Tornati a casa cosa sarebbe successo? Abituata a scopare in questo modo si sarebbe accontentata di me? Ero molto combattuto, da un lato questo pensiero mi preoccupava, dall’altro saperlo così troia mi eccitava e vederla farlo con tanti uomini non mi disturbava anzi mi piaceva proprio, avrei voluto essere lì per vederla dal vivo. Ma non era finita. Quando tutti si furono svuotati le palle (ed erano le tre passate, più tardi del solito) l’uomo che aveva pagato e quindi comandava le danze disse: “Guardate sta mignotta quanta sborra ha addosso, bisogna ripulirla. Tu stronzetta mettiti in ginocchio e voi aiutatemi a darle una bella sciacquata quindi iniziò a pisciarle addosso. Il getto dell’uomo, di Roberto e di Marco essendo maturi, non era molto forte ma quello dei ragazzi era impetuoso. “Se apri la bocca ti do mezzo milione in più”
Simona era stravolta e non capiva, allora Roberto le si avvicinò, le tappò il naso e le spalancò per respirare e l’ultimo dei ragazzi, con una mira invidiabile, le centrò la cavità orale, Simona allora capì e fece cenno a Roberto di allontanarsi, si mise in favore di telecamera e dei getti aprendo più possibile la sua bocca che venne riempita abbondantemente di piscio.
Quando tutti ebbero finito, Roberto prese una canna e guardando Simona le disse: “fai schifo così piena di sborra e piscio, prima di rimandarti dal tuo maritino ti diamo una bella lavata”.
Aprì il getto alla massima potenza, l’acqua era fredda e vidi Simona rabbrividire mentre Roberto le girava intorno e la colpiva in ogni punto. La ripulì a fondo ghignando mentre Simona si teneva le braccia intorno al corpo tutta infreddolita e stravolta dalla stanchezza. Poi le porse un telo perché si asciugasse. Quindi la prese sotto braccio per sostenerla e la luce si spense. Si aprì la nostra porta, tutti quelli che erano nella stanza si complimentavano di nuovo con me per quanto fossi cornuto e vacca mai moglie e che avrebbero voluto che anche le loro fossero a quel livello. Mi proposero anche di vederci una volta tornati a casa per organizzare un’orgia in cui mettere al centro le nostre signore facendole scopare da qualche decina di ragazzi di colore e nord africani. Non risposi a quelle proposte ma l’uccello diede segni di vita al pensiero di Simona usata da un numero così elevato di uomini magari superdotati.
Quando tornai nella stanza da pranzo arrivò anche Simona e Roberto me la affidò “portala a letto che ha bisogno di riposare che domani vi aspetta un lungo viaggio!”.
Simona traballante e completamente nuda, ancora gocciolante acqua, si appoggiò a me. Non disse una parola, la portai in stanza e la misi nella doccia sotto un bel getto di acqua calda. Entrai con lei perché era così esausta che e si chiudevano gli occhi e la lavai con dolcezza mentre il mio cazzo avrebbe voluto penetrarla. La doccia calda bollente la fece un po’ riprendere, uscimmo, la asciugai e si mise bella pulita nel letto. Fortunatamente faceva abbastanza caldo ma non troppo da impedire di dormire e così crollò, erano le 5 del mattino. Mi infilai nel letto e quando la testa si posò sul cuscino stavo già dormendo pure io.
Il mattino arrivò troppo presto, ci alzammo alle 11, le valige erano già pronte e scendemmo.
Alla reception c’era Roberto che si comportò da gentiluomo offrendoci di fare colazione anche se l’orario era passato. Prendemmo solo un cappuccio con una brioche, lui ci diede anche un cestino da pic nic con dentro molte leccornie ed una borsa frigorifera con due bottiglie ghiacciate di champagne. “Queste sono un omaggio di Michele, quel signore che si è aggiudicato Simona l’ultima sera. E’ rimasto così soddisfatto che avrebbe piacere di rivederla dopo che sarete tornati a casa. Abita in Brianza, credo vi inviterà nella sua villa.
Non aveva finito di parlare che Michele si palesò, prese la mano di Simona, le fece complimenti e disse, porgendoci un biglietto da visita: “se deciderete di accettare la mia offerta a Simona riserverò un trattamento come quello di ieri. Vi manderò il mio autista a prendervi e voglio che anche il tuo cornuto partecipi e veda dal vivo quanto sei porca. Dite voi la cifra, voglio anche il cornuto come schiavo, voglio vederlo leccarti via la sborra di dosso ora che so con certezza che è tuo marito”.
Restammo basiti da cotanta sfrontatezza ma, ad essere sinceri, in quel resort non c’era da stupirsi di nulla se si era un po’ lucidi. Misi il biglietto nel portafogli e ringrazia Michele e Roberto che nel frattempo aveva fatto portare i bagagli in auto.
“Buon viaggio” ci disse mentre abbracciava Simona dandole un’ultima tastata al sedere da sotto il leggero vestito messo per parire.
A me disse: “hai una moglie che vale una fortuna, ritieniti fortunato, sei un cornuto nato puoi ogdere della situazione e raccoglierne anche i frutti vivendo nell’agio senza fare nulla”.
In pratica mi invitava a fare il pappone di mia moglie. Non risposi, ed in un tardivo sussulto di orgoglio, presi Simona per mano e la portai all’auto. Salimmo e partimmo, Simona reclinò lo schienale e chiuse gli occhi, la stanchezza di quei giorni si stava facendo sentire.




quando pubblichi i prossimi capitoli?
Affascinante. Mi piace la musica e il flashback come meccanismo narrativo.
Ciao, mi permetto di darti il “giudizio”, solo perché l'hai chiesto. Parto da quello che funziona: hai una buona capacità…
questo è il mio primo racconto sul tema erotismo, mi piacerebbe avere qualche giudizio, così capisco se posso continuare o…
Grazie! Si diciamo che volendo dare un senso temporale ai miei racconti, in alcuni casi possono esserci più situazioni in…