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Spalato 8

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L’ultima sera, dopo cena, lui disse che quella notte avrebbe dovuta essere diversa da quelle passate assieme e ,senza chiedere il parere di nessuno, disse che quella notte lui avrebbe dormito con mia moglie ed io con la sua

Nessuno si oppose, tanto meno Laura , anche se eravamo consapevoli di essere chiamati a superare una prova difficile ,visto che, come ho scritto in altra parte di questo racconto, da quando eravamo sposati non avevamo mai fatto sesso l’uno in assenza dell’altro.

Appena chiusi nelle stanze, io mi precipitai sulla mia compagna di letto e feci in modo che raggiungesse il prima possibile il suo orgasmo ,primo ed unico, per precipitarmi fuori dalla porta dell’altra camera ed appoggiare l’orecchio alla porta chiusa.

All’interno non si preoccupavano di tenere la voce bassa, per cui non mi fù difficile accorgermi di quando lui la schiaffeggiava, la insultava, la torturava , le ordinava cosa voleva da lei, e lei schernirsi, lamentarsi, chiedere di smettere di farle male, ma anche rantolare di piacere quando era preda dell’orgasmo.

Scoparono per un tempo lunghissimo e,quando si fermarono per prendere fiato prima di ricominciare, lui le chiese se avesse mai goduto tanto come aveva goduto in quel mese.

Lei , naturalmente, gli rispose di nò.

Allora lui le chiese se fosse pronta a ritornare alla vita di prima oppure se avesse voluto rivederlo anche quando sarebbero ritornati alla normalità della vita d’ogni giorno

Lei rimase in silenzio.

Allora lui continuò dicendole che doveva pensarci bene perchè era chiaro che, d’ora in avanti, dopo quel mese trascorso assieme in cui aveva potuto sperimentare il piacere estremo della sottomissione, lei non avrebbe più potuto fare a meno di avere un padrone cui obbedire, un padrone che sapesse umiliarla e punirla, un padrone da soddisfare in ogni sua perversione , perchè, ormai, aveva provato il piacere estremo che una come lei provava nell’essere una schiava obbediente e servizievole

Tremavo di rabbia nel sentire quei discorsi, ma , allo stesso tempo avevo il cazzo duro

Fù lei a chiedergli ,, cosa sarebbe stato del nostro matrimonio se lei avesse deciso di sottomettersi ai suoi voleri

.Lui le rispose che non sarebbe cambiato nulla , perchè era chiaro , e lui l’aveva capito sin dal primo giorno, che, nel mio inconscio, io ero simile a lui , ossia disposto ad aiutarlo nella sua opera di sottomissione per il grande piacere che provavo nel vederla umiliata, violentata e sottomessa,come aveva potuto constatare anche lei durante quel mese passato assieme, in cui lo avevo aiutato a renderla schiava obbediente del suo padrone.

Lui si alzò la prese per i capelli le alzò la testa e le mise il cazzo in bocca ordinandole di succhiarlo per bene, come piaceva a lui e disse , ad alta voce, che non capiva perchè s’era perso a fare quegli inutili discorsi tanto era chiaro , come s’era visto su quel motoscafo,che lei, ormai ,era pronta per fare la puttana e che non avrebbe più potuto fare a meno di lui

Scoparono ancora a lungo sino a quando non vidi la luce spegnersi.

La nostra vacanza era terminata, con quali risultati era difficile a dirlo, ma , sicuramente, il futuro non avrebbe mai potuto essere uguale al nostro passato.

scritto da : aristarco718@gmail.com

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