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“Si amore ingoialo tutto” sussurrai all’orecchio di Valeria mentre mi stava spompinando. Avevamo entrambi 22 anni, studenti fuori sede, ospiti in collegi dove non era consentito l’accesso alle stanze agli ospiti. Da oltre un anno stavamo insieme ma per fare sesso era molto difficile. Qualche volta ci prestavano l’auto o nei weekend in cui ci fermavamo un amico ci lasciava le chiavi dell’appartamento in cui stava. Gli ormoni però giravano a mille, avremmo scopato almeno tre volte al giorno ed invece, nelle settimane in cui nessuno ci dava ospitalità ci dovevamo arrangiare. Erano tre settimane che non avevamo avuto accesso a case o auto e così ci eravamo arrangiati, in camporella in bicicletta non è il massimo anche perché la città di cui eravamo ospiti era al nord, clima freddo e nebbioso d’inverno umido e pieno di zanzare d’estate. Restavano le mezze stagioni che sfruttavamo al massimo. Era il mio compleanno e Valeria aveva deciso di soddisfare un mio desiderio, un pompino in un cinema porno.
“Lo sai che non mi piace, potrebbe vederci qualcuno che ci conosce”, in effetti tante altre coppie di ragazzi erano nelle stesse nostre condizioni ma avevo smontato l’argomento dicendole che eravamo in una città che non era la nostra e che se qualcuno ci avesse visto significava che anche lui e/o lei erano li ed avrebbero avuto ben poco interesse a sputtanarci. Oltre al resto se anche i nostri amici lo avessero saputo nessuno si sarebbe scandalizzato e quelli di loro che non avevano posto dove andare probabilmente lo avevano già fatto.
“Massimo non mi chiedere però di vestirmi da troia, lo so che ti piacerebbe ma ti farò un pompino, non mi farò scopare ed appena sarai venuto ce ne andremo. Entreremo a spettacolo iniziato e ce ne andremo sempre col buio, queste sono le mie condizioni”.
“Va bene” e ci mancherebbe. Erano i primo anni ’80 e ogni città aveva almeno un cinema porno, la città universitaria che ci ospitava ne aveva uno in centro, ci eravamo stati un paio di volte all’inaugurazione dell’anno accademico quando l’ingresso era libero e si andava con mantelli, feluche e fischietti a fare cagnara, il film era una scusa anche se devo ammettere che sotto il mantello Valeria ed io ci eravamo un po’ strofinati approfittando del marasma e del casino presenti in sala.
Me lo stava succhiando un po’ contratta, probabilmente temeva che qualcuno che la conosceva la vedeva, la testa ovviamente era sotto il livello delle poltroncine per cui, stando seduti (ci eravamo messi in ultima fila negli ultimi due posti a sinistra guardando lo schermo) nessuno poteva vederci dal suo posto. Ero ancora lontano dal venire ma mi accorsi di un certo movimento. Un paio di figure si erano alzate dai loro posti ed erano venuti dietro di noi immagino per vedere il pompino che Valeria mi stava facendo. La cosa non mi dava fastidio ma ero sicuro che se Valeria se ne fosse accorta avrebbe piantato li tutto e saremmo usciti subito oltre al fatto che probabilmente avremmo litigato e non avremmo scopato per un bel po’.
Mi accorsi che i due erano “anziani” rispetto a noi sulla sessantina, avevano il cazzo in mano e stavano masturbandosi a distanza di sicurezza cercando di scorgere durante le scene con più luce, la bocca di Valeria.
Erano quasi 10 minuti che Valeria si stava dando da fare ma la sua tensione si ripercuoteva sulla bravura nel succhiarlo. Immaginavo di metterci non più di 5 minuti per scaricarle la sborrata in gola ed invece ero ancora abbastanza lontano dal venire. Quando però mi accorsi dei due sullo schermo l’attrice principale era impegnata in una doppia con figa e culo ben pieni ed un buon ritmo dei due cazzi che la riempivano, l’eccitazione cominciò a crescere. Mi ero segato diverse volte con giornaletti pensando ad una situazione così e quando avevamo avuto occasione di stare comodi ne avevamo guardati insieme e Valeria, pur non manifestando entusiasmo, non aveva nemmeno fatto scenate dicendomi di mettere via quelle schifezze. Una volta anzi in cui in alcune foto una bella ragazza era presa da due cazzi appoggiata di spalle su un cazzo nero di dimensioni molto abbondanti e presa davanti da uno bianco facendo intravvedere un volto che pareva gradire parecchio il trattamento con un cazzo asinino, si era lasciata andare ad una domanda apparentemente di curiosità circa come fosse prendere un cazzo nero. Io non ero il primo con cui faceva sesso, sebbene ci fossimo messi insieme il rimo anno di università quando di anni ne avevamo 19, nella sua città aveva avuto 5 ragazzi di cui con 3 aveva scopato anche se, almeno a quello ce mi aveva detto, a nessuno aveva dato il culo.
Ma torniamo a noi, probabilmente anche il fatto che ci stessero guardando aumentò l’eccitazione ed in breve sentii il flusso caldo della sborrata salire, presi la testa di Valeria e la guidai nel su e giù mentre vedevo che uno dei due “anziani” aveva un cazzo di dimensioni più che generose, passava i 25 centimetri ed era largo come una lattina. Era un omone di più di un metro e novanta e la mano destra che si stava segando avrebbe coperto senza problemi la parte superiore di un pallone da basket.
Venni con 5 spruzzi abbondanti, la sborrata fu così copiosa che Valeria non riuscì ad inghiottirla tutta ma si era preparata con un fazzoletto di carta in grembo. Mentre tirava su la testa dopo che ero venuto io mi stavo riallacciando i pantaloni e non ci feci caso subito.
Valeria si era accorta dei due anziani che si stavano segando ed era rimasta come ipnotizzata dalle dimensioni dell’uccello dell’omone che nel frattempo si era avvicinato. Valeria era seduta nel primo sedile della fila e l’uomo, probabilmente incoraggiato dal fatto che Valeria era ipnoticamente concentrata sul suo affare, da dietro la fila si portò verso l’esterno con l’uccello a pochi centimetri da Valeria. IO avevo finito di allacciarmi i pantaloni ed ero pronto per andare ma mi accorsi che Valeria, anziché scappare via per la situazione che si stava creando, aveva messo la mano destra sul cazzo dell’uomo ed aveva cominciato a segarlo. Probabilmente l’uomo non si aspettava tale reazione, la lasciò fare e nel giro di pochi secondi venne nella mano di Valeria. Intanto anche l’altro guardone che invece aveva un uccello di dimensioni normali ed era un po’ più giovane, eccitato dalla situazione che si era creata, venne. Era restato defilato dietro ma si era comunque un po’ avvicinato per vedere meglio la performance di Valeria ed il suo primo schizzo la colpì su una guancia mentre anche l’altro uomo stava venendo. Valeria non fece una piega, quando l’uomo più vecchio ebbe finito si ripulì mani e guancia con un nuovo fazzoletto quindi si alzò per andarsene. Uscimmo e l’uomo più anziano ci seguì.
“Non temete, non ho cattive intenzioni, volevo solo ringraziarvi, sono vedovo e vado a sfogarmi nei cinema ma i film mi annoiano per cui quando c’è una bella coppia come voi non resisto e mi sego. La signorina è anche stata così gentile che vorrei sdebitarmi, posso offrirvi qualcosa da bere?”
Erano le 22,30 i nostri collegi avevano orario di rientro per mezzanotte, guardai Valeria negli occhi e lei, stupendomi ancora una volta quella sera, disse “Perché no?”.
Facemmo amicizia con quel signore, Gaspare, 65 anni e poteva essere tranquillamente nostro nonno, ad onore del vero Valeria aveva proprio un nonno della stessa età all’epoca.
Chiacchierammo amabilmente senza vergogna, l’uomo ci mise a nostro agio, fece diversi complimenti a Valeria ed approfittando di quanto era successo nella sala andò sull’argomento sesso. Quando seppe che non avevamo un posto dove andare a scopare ci offrì di andare da lui.
“Sono vedovo, i miei figli sono in un’altra città, ho una casa grande e vuota, potrete venire a divertirvi da me quando volete, vi lascio il mio numero di telefono. Io non ho pretese e vi lascerò da soli e sarò presente solo se me lo direte voi. Valeria sembra molto calda e disinibita ed un spettacolo live naturale è molto meglio di quello in un cinema fatto da attrici che lo fanno solo per lavoro.
Si era fatto tardi, l’uomo ci lasciò con un biglietto con il suo nome cognome e numero di telefono, ci salutò e ci alzammo per andare alle nostre residenze.
Accompagnai Valeria fin sotto il portone e naturalmente parlammo della proposta. L’offerta era allettante, avremmo avuto una casa dove andare per scopare, io non ero molto convinto, il fatto che Valeria lo avesse segato al temo stesso mi aveva un po’ eccitato ed al tempo stesso infastidito, in pratica mi aveva fatto un paio di corna sotto i miei occhi. Vero che la situazione era particolare ma immaginavo che con la dotazione di uccello dell’uomo se Valeria lo aveva segato in un cinema porno, sarebbe finita che se gli avessimo consentito di assistere ai nostri amplessi prima o poi si sarebbe fatta scopare e la cosa non mi entusiasmava.
Arrivammo al portone di Valeria era tardi ed anche io dovevo rientrare la baciai sovrapensiero sulla guancia dove era arrivato lo schizzo del secondo uomo e per quanto si fosse ripulita col fazzoletto sentii un sapore che non avevo mai provato, capii cosa era ed invece di essere schifato la cosa mi fece tornare il cazzo duro.
Arrivai appena in tempo in collegio poco prima della chiusura del portone, andai in camera mia e mi segai ripensando a tutta la serata. Riflettei a fondo per essere pronto a parlare con Valeria e capire se accettare la proposta. Mi misi nella situazione peggiore, Gaspare che si trombava Valeria sotto i miei occhi, il cazzo mi tornò di nuovo duro e mi feci una altra sega venendo per la terza volta nel giro di 3 ore. Evidentemente la mia gelosia per Valeria era superata dalla libidine del sesso, ci dormii sopra non avevo ancora preso una posizione, più che una decisione, quella la avremmo presa insieme nei giorni successivi.

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Autore Pubblicato il: 17 Luglio 2022Categorie: Racconti Cuckold, Racconti Erotici, Sensazioni0 Commenti

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