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Elena e sua sorella Sofia (cap 3)

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Dopo un po’ Io e mia sorella parlammo molto in spiaggia e mi disse se dopo sarei andata ad accompagnarla a fare shopping e ovviamente le dissi di si. Verso tanto pomeriggio ci rivestimmo e Marco ci lascio in centro dove c’erano i negozi.

Il primo negozio che visitammo fu quello di intimo di una sua amica perché volevo prendere dei nuovi costumi. Quando fummo dentro mia sorella disse alla sua amica che mi aveva prestato il suo costume bianco con le farfalle perché avevo dimenticato a casa il mia. L’amica da buona venditrice disse che aveva la nuova linea sia versione costume che intimo sempre modello trasparente. E mi disse di provarli senza impegno. Ero timorosa quando mia sorella mi disse di provali che tanto qui non eravamo in spiaggia. Allora andai nello spogliato e iniziai a provare l’intimo che era veramente trasparente. Si vedeva proprio tutto. Mi chiesero di farmi vedere per vedere come stavo e non potevo non uscire dalla cabina prova. Quando fui fuori vidi che c’era anche mio cognato Marco presente e mi dissero che stavo proprio bene, che sembravo una modella. Ne provai diversi tutti molto sensuali. Devo dire che mi piaceva fare le prove e alla fine l’amica di mia sorella mi disse di lasciare pure aperta la tenda del camerino prova che per loro non era un problema. Provai anche i costumi e presi dei modelli simili a quello bianco con le farfalle oltre che ai modello d’intimo di diversi colori. Mentre ero alla cassa, Marco notò che stavo osservando un costume molto sexy perché era essenziale (era un tanga a filo che copriva veramente poco e una fascia reggiseno molto stretta che copriva giusto il reggiseno. La commessa disse che era arrivato da pochi giorni e la clientela target era chi poteva permettere di portarlo sia come fisico e sia come testa (nel senso di farsi tanti problemi nel portarlo perché copriva poco). Marco senza indugio disse alla commessa che lo prendevamo e che era un suo regalo. E che poi l’avremmo provato a casa per vedere se andava bene. La commessa aggiunse che avrei fatto tante conquiste in spiaggia e mi consigliò di tenere sempre la patata liscia perché era un costume che la metteva in mostra.

Tornammo a casa e mia sorella mi disse che d’ora in avanti per me era meglio mettere l’intimo comprato dalla sua amica perché mi stavano proprio bene e che l’intimo che avevo prima era troppo da suora. Cenammo e a fine cena Marco prese un pacchetto e me lo diede dicendo che era un regalo suo e di mia sorella. Oltre al costume mi avevano fatto un altro regalo in comune. Lo aprì subito e notai che la carta era quella del negozio di intimo e appena scartato trovai una vestaglietta corta da notte semi trasparente della stessa linea dell’intimo che avevo preso. Mia sorella mi disse di provarla subito perché se la misura non fosse stata giusta saremmo andati a cambiarla il giorno dopo. La presi e andai verso la camera per provarla quando mia sorella mi disse che potevo anche cambiarmi li in soggiorno che ormai conoscevano bene il mio corpo. Rimasi in reggiseno e mutandine e stavo per mettermi sopra la vestaglietta quando mi dissero che la vestaglietta va messo con sotto niente. Allora mi misi sopra la vestaglietta e mi tolsi l’intimo che avevo sotto. Devo dire che stavo proprio bene. Aveva le spalline e sentivo che copriva giusto giusto glutei. Mi sentivo molto femminile. Mia sorella mi disse di girarmi per vedere come mi stava dietro. Mi disse che non era per niente male ma che pensava che fosse stata 5 cm più corta era meglio. Allora prese degli spilli da balia da mettere sui fianchi per accorciarle e per vedere come poteva stare più corta. In effetti così così copriva metà dei glutei e la patata poteva prendere più aria visto il periodo caldo. Franco suggerì di prendere delle foto da mandare ad un sarto fidato che conosceva bene per capire se avrebbe potuto accorciarla con poco sforzo. Mi fece qualche foto sia davanti, dietro e sui fianchi e dopo qualche minuto dall’invio delle foto il sarto disse che non era un problema e suggeriva anche due spacchi in mezzo sia dietro che davanti così da non avere fastidio di sfregamento alle parti intime perché il tessuto della vestaglia era in sintetico e con il sudore si rischia questo. Mia sorella disse che era una idea fantastica che dopo le giornate al mare era bello tenersi una vestaglietta così in case e che se avessi voluto ci avrebbe pensato lei a portarla nel pomeriggio così da essere pronta stasera. Andai a dormire molto contenta perché stavo scoprendo una nuova parte di me molto femminile.

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