Leggi qui tutti i racconti erotici di: Juliana_49

Mi trasferi a casa di Giancarlo le bambine erano entusiaste avevano una cameretta per ciascuna, 

Io per non annoiarmi e non stare sempre a casa iniziai a correre anche per mettermi in forma,

La sera rientrava mio. Futuro marito, le giornate scorrevano piatte la notte poco sesso e non appagante.

Giancarlo ogni sabbato sera organizzava cene a casa Con colleghi.

Una sera mentre facevamo amore mi disse che oggi era al bagno, senti il suo capo ufficio che stava parlando di me con un dirigente. 

Diceva che ero una bella signora e da come mi vestivo alle cene ero una che cercava chi la montasse per bene.

Il dirigente gli rispose ma quando mai una fregna del generi lo favrebbe mai preso inconsiderazione

il capo ufficio gli disse scommetti che io quella me la scopo in meno di un mese,

il dirigente gli disse ma l hai vista e una che si mantiene in forma, figurati se va con uno come te che pessi 110 kg sei mezzo calvo e in più hai 60 anni portati male e scoppio’😂 ha ridere, uscirono dal bagno.

Io ha ragione lui non lo scoperei mai e un viscido lo vedi alle cene mi guarda la scollatura il culo le cosce senza un briciolo di pudore.

Amore come mai sei così duro sei un porco, sei malato ti eccita che un fiore come me viene sbattuta da quel orco.

La cosa rimase così.

I sabato mio marito fece la cena come sempre aveva invitato il capo ufficio e il dirigente con la moglie,

come sempre si parlava di produttività, baget, azioni, carriera,

io avevo un vestito scollato sino alla schiena con 2 spacchi sino alle cosce  non potevo tenere reggiseno e il vestito mi era un po’ largo perché avevo perso peso

il capo ufficio alle cene si siedeva sempre  affianco a me

mio marito a capo tavola

e la coppia difronte,

il capo uff durante la cena non perdeva occasione di sbirciare le cosce e il seno, visto che essendo un po’ largo si potevano notare i segni. 

durante la cena una discussione fece un movimento involontario e  mi mise una mano sul ginocchio,

io feci finta di nulla il porco oso di più era sulle cosce e senti le auto reagenti

io  per uscire dalla situazione dì inbarazza mi alzai con la scusa di fare il caffè,

così smorsai la situazione.sul tardi I ospiti se ne andarono coi soliti saluti  e il porco nel salutarmi mi tasto il sedere.

Dissi a Giancarlo che non mi piaceva, che lo classificano  come un maiale che era pericoloso con lui,

nella vita avevo inparato a conoscere le persone.

Passarono 4 giorni e una sera Giancarlo ritorno dal lavoro dicendomi che doveva trasferirsi in una nuova sede che distava 80 km

Come sempre giancarlo aveva organizzato la solita cena del sabato e oltre al ex capo ufficio aveva invitato il suo nuovo capo ufficio con 2 nuovi colleghi con le rispettive mogli, quella sera  mi trovai i mezzo ai 2 capi uffici era primavera inoltrata e la cena si svolse al terrazzo,

il vecchio capo ufficio gli chiese come si trovava nella nuova sede, e mi aveva appoggiata la mano sul ginocchio,

mio marito gli rispose bene ma erano i orari che lo tenevano fuori di casa dalle 6 del mattino alle 20.

il vecchio capo ufficio gli disse caro Giancarlo in azienda bisogna fare dei sacrifici, mentre disse questo arrivo con la mano tra le cosce io le serrati e continuo

lei signora Giuliana che ne pensa, io e che le bambine gli manca Giancarlo che lo vedono poco, mentre prima le accompagnava a scuola e la sera gli leggeva le favole,

capisco ma nella nostra azienda e normale rinunciare qualcosa per ottenere  la posizione, io per esempio tra un messe passo dirigente e per arrivare dove sono ho rinunciato ha farmi una famiglia apposta ed è stato il mio sacrificio a volte questo mi fa  sentire solo non avere nessuno che ti aspetta,

almeno giancarlo ha lei che illumina le serate buie.

E lei mio collega che cosa pensa del disaggio di Giancarlo,

io lo comprendo e per me dovrebbe spostare la famiglia così evita una parte del disaggio, mi senti un’altra mano sul ginocchio,

vero signora,

in quel momento le loro mani si scontrarono. I altri 2 colleghi vedendo l’ora tarda se ne andarono lì accompagnati alla porta e ci salutammo coi convenevoli classici bella serata cena graziosa,

tornai in sala mio marito stava fuori a fumare col nuovo capo ufficio,

il capo vecchio mi chiese dov’era il bagno siccome è al piano superiore gli dissi l accompagno venga mi segua sali la scala a chioccia mettendo in risalto il mio lato b,

ecco e qui gli feci cenno, lui

posso parlarle un secondo, io certo mi dica,

io tra un mese sarò direttore della sede potrei rivedere la situazione di Giancarlo

, io sarebbe magnifico le bambine ne sarebbero felici,

mi mise una mano intorno alla vita io sorrisi, lei e una donna intelligente e determinata e sa bene come risolvere la situazione,

e la sua mano scese al mio sedere

entro in bagno

e io dissi scendo lui aspetta scendiamo insieme devo solo pisciare

senti il rumore,

mi chiese dov’erano i asciugamani mi girai stava col cazzo in mano e mi disse dipenderà tutto da lei,

il nuovo capo ufficio non è contento di Giancarlo sta pensando di fargli finire il lavoro che svolge

e la nuova distinzione è Palermo,

veda lei io aspetterò con ansia la sua decisione,

si rimise il cazzo dentro e su scendiamo

(avevo l inmmaggine del cazzo impressa in mente da moschino era già grosso)

lui è rimasta turbata gli do tempo due sett per pensarci,

Mi tasto il seno e mi diete una pacca sul culo su scendiamo non vorrei che pensassero male e rise ahahah.

I ospiti si congedarono è io raccontai tutto a giancarlo, lui confermo quello che mi aveva detto tranne che la decisione di Palermo la presa il vecchio capo ufficio,

perché dove ero era sempre una succursale. Allora vuoi che mi conceda a quel maiale amore,

lui si amore fallo per me, come vuoi tu ma ti ripeto e pericoloso per me e per te. Andiamo a dormire amore

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