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Il telefono cominciò a vibrare, un altro scherzo di Sara? Meglio rispondere subito, era Maria, la sua voce lacrimosa mi sorprese al telefono, le volevo bene, istantaneamente la preoccupazione fece sparire in me ogni traccia del desiderio, ero nuovamente lucido, tra le lacrime mi chiese di raggiungerla, “cosa le era successo?” “cosa la turbava?” Accelerai il passo.

Salii le scale in un lampo e bussai alla porta del secondo piano, Maria aprì la porta, mi sembrava più piccola del solito, era senza tacchi, aveva il viso stravolto dalle lacrime, i corti capelli appiccicati alla fronte, per quanto fossimo amici nemmeno da me si era mai fatta vedere così, così ferita, così a nudo, mi aspettavo che mi crollasse tra le braccia, non lo fece, tra di noi c’era sempre stata una certa distanza fisica, una sorta di rispetto per l’altrui spazio privato, per quanto fossimo vicini la distanza che ci manteneva amici non era mai stata violata, era in nostro spazio sacro, ci sedemmo sui lati opposti del divano.

“Che succede Mary?”

(faccio schifo!)

“come ti viene in mente questa cosa?”

(sono anni che non sto con un uomo, e se per tanto tempo sono stata sola è perché faccio schifo)

“Mary ti sei fidanzata da poco, il passato è passato, come fai a dire che fai schifo, a Marco piaci altrimenti non starebbe con te, e se a lui piaci, di certo non fai schifo, quantomeno non fai schifo a lui, e questo è più che sufficiente”

(è anche questo il problema)

“come scusa?”

(io e Marco non abbiamo mai fatto sesso, perché sono un cesso inscopabile… quantomeno io mi sento così)

“non lo sei, sei bella ”

(se va beh!)

“ sei bella ed hai delle belle tette” le dissi indicandole il seno, indossava una maglietta rosa senza spallini, una di quelle che stanno su solo grazie all’elastico, nonostante il seno abbondante la maglietta stava calando, indossava quella ed un paio di pantaloncini per il resto, era nuda, spalle scoperte, le corte gambe nude, liscissime, sensuali, percorrendole con lo sguardo si arrivava al suo inguine malamente coperto dai corti pantaloncini, i suoi piedi, nudi, tutto era apparecchiato.

( in effetti ho delle belle tette) disse sorridendo e facendo sobbalzare il seno con le mani, il mio cazzo esplose nuovamente dentro i boxer di seta, il respiro tornò nuovamente affannoso, ipnotizzato da un paio di tette danzanti, le immaginavo sobbalzare sotto i colpi del mio bacino, l’erotizzazione di Mary mi sorprese, mai avrei pensato…

(Sì ma chi mi scoperebbe?)

“io ti scoperei” dissi tutto d’un fiato, mai eravamo arrivati a tanto, mai, il tempo si era fermato, le fissavo il viso, respiravo profondamente, lei sembrava seria, aprì leggermente la bocca e vidi splendere il suo piercing sulla lingua, la immaginai con il mio cazzo in bocca, mentalmente pregavo e speravo.

(E ALLORA SCOPAMI!)

scivolammo sul divano, le lingue si incontrarono, con il braccio dietro la schiena la strinsi forte, il suo seno schiacciato sul mio petto si gonfiò, sembrava pronto a sbocciare a schizzare fuori dalla maglietta, mollai la presa, con un gesto violento liberò le sue belle tette, le ammirai per un lungo attimo, erano grandi e sode, l’istante dopo le avevo in bocca, succhiavo e mordevo il suo seno, lei gemeva, la sua mano schizzò tra le mie gambe, via la cintura, giù i pantaloni, ed anche lei si fermò ad ammirare la mia verga eretta che gonfiava i boxer, ci alzammo in piedi, lei era piccolina, meno di 1,50 , il mio cazzo era una freccia che puntava dritta alla sua bocca, mi sfilò i boxer ed il mio cazzo frustò l’aria , il suo guardo era soddisfatto ed ingolosito, le piaceva quello che vedeva, con un unico movimento lo prese in mano ed in bocca, fece passare la base del pene tra il mignolo e l’anulare con il resto della mano afferrò l’asta, con quella presa e con in movimento leggero della mano riusciva a stimolarmi la base del pene i testicoli e la verga, il glande era massaggiato dall’interno umido e morbido della sua bocca, era perfetta, la leggera suzione faceva combaciare le pareti della sua gola al mio membro, ribaltai gli occhi dal piacere, stavo per esploderle in bocca, una lacrima di sperma usci dalla mia sommità, lei si allontanò con uno schiocco, e sorridente disse,

(no no bello mio, prima lo voglio dentro)

i pantaloncini volano sul pavimento, lei si sdraia con il busto sul tavolo regalandomi la visione di una splendida pecorina, con due dita le scosto le mutandine e le pianto la verga dentro, entro perfettamente con un unico lungo movimento e lei inarca il bacino per permettermi una penetrazione più profonda, il mio cazzo è in paradiso, la afferro per i fianchi e comincio a spingere morbidamente, lei accompagna le mie spinte con le sue, geme, sto per sborrare, si gira per guardarmi e sorridendo sussurra (vienimi dentro), la afferro per i corti capelli e le tiro indietro la testa, la fisso attraverso lo specchio e comincio a darle dei profondi colpi secchi, lei apprezza, vedo i suoi seni scuotersi sotto i le mie spinte, ci guardo attraverso la superficie riflettente e vedo un bestione di 2 metri che fotte una puttanella vogliosa, “che meravigliose scopate che ci siamo persi”, (pensa a godere), le colpisco il culo, che vibra sotto i miei colpi, lei apprezza, vuole essere solamente montata, vuole solo sapere di poter far impazzire un uomo, ( riempimi), sono al culmine, sto per sborrare, {ti stacco le palle} il cervello mi rimanda l’immagine di Sara con un paio di enormi forbici da sarta, questo blocca la mia venuta, per un attimo perdo il ritmo, stringo i denti, la martello con ancora più violenza, sento lo sperma arrivarmi sulla punta, sono pronto a riempirla, {goditi l’ultima sborrata della tua vita} di nuovo Sara, che cazzo mi ha fatto? come fa ad essere nella mia testa? Scaccio via la sua immagine e spingo di più, mi concentro sul volto stravolto di Maria, sulle tette che le ballano, sul suo sudore, la sto sfondando, mi concentro sul mio orgasmo,non la sento più, se gode? Se urla? Se chiede di smettere? Non la sento, digrigno i denti come un animale, gli umori della sua fichetta sono evaporati ed impregnano l’aria, il suo profumo mi inebria, sono un toro che vede rosso, lo sperma comincia ad uscire, lentamente, senza contrazioni, rende nuovamente morbida la penetrazione, porta sollievo alla mia cappella sfinita, mentre la martello lo sperma comincia a colare fuori, comincio a sentirlo scorrere sui testicoli doloranti, lungo le cosce, lo immagino gocciolare per terra, immagino questa cagna sfondata dai miei colpi leccarlo, questa immagine mi regala la prima contrazione orgasmica {di addio alle tue palline} finalmente godo, finalmente sborro, le do gli ultimi colpi profondi, voglio che la sua fichetta aspiri tutto il mio sperma,{godi ora perché ti punirò} ho il respiro affannoso ed il volto contratto, mi sento come se avessi ucciso a mani nude un uomo, lei si accascia sul tavolo, indietreggio e mi siedo sul divano, guardo lo spettacolo delle sue labbra arrossate e doloranti, non parla più, si massaggia con una mano, mentre respiro affannosamente allungo la mano sul tavolo da fumo e prendo una birra aperta da chissà quanto tempo, riaccendo una mezza sigaretta spenta nel posacenere, quanto aveva bevuto e fumato in questi giorni? lei è ancora a novanta e mi regala la vista spettacolare della sua fica aperta, allarga le labbra e vedo la sua passera piena di sperma , mentre bevo mi viene la voglia di infilarle dentro il collo gelido della bottiglia, {ne valeva la pena?} mi sussurra un’inesistente Sara all’orecchio{ Perché sappi che per questa cosa ti farò male, molto male} cazzo…sono nei guai.

continua

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Autore Pubblicato il: 9 Maggio 2022Categorie: Erotici Racconti, Racconti di Dominazione0 Commenti

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