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La libertà del peccato – parte 2

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Ci siamo sbarazzati in fretta di tutto ciò che c’era sulla scrivania, rovesciandolo a terra. Se qualcuno dovesse entrare in questo momento penserebbe all’incursione sgradita di un labro. Tomi, incartamenti e documenti vari giacciono a terra insieme a parte dei nostri vestiti tra il tappeto persiano dai toni marroni ed il parquet. Siedo a gambe incrociate su uno dei lati corti della scrivania mentre il Creatore si è sistemato al mio opposto con un po’ di fatica. Tra di noi la scacchiera ancora con tutte le pedine al suo posto.

*Conosci le regole del gioco?* mi domanda ed io annuisco senza riuscire a levarmi dalle labbra quel sorrisetto isterico.

*Molto bene. Quindi possiamo iniziare, ma prima… dobbiamo mettere qualcosa in palio. Altrimenti non c’è gusto* ride ed io con lui.

– Cosa avresti in mente? – lucido le labbra dopo aver parlato con un tono basso e sensuale che non riconosco.

*Sei una bambina cattiva eh?* ride divertito ed io faccio spallucce lusingata da quello che alle mie orecchie pare un complimento.

*Chi mangia la pedina, sceglierà una penitenza da far fare all’altro. Ci stai?* assottiglia lo sguardo fissandomi ed io annuisco accettando.

– Ci sto. Inizio io, ho i bianchi… – vesto la faccia più innocente di cui dispongo e poi afferro un pedone ed avanzo lateralmente. Tocca a lui, che fa altrettanto ma sul lato opposto della scacchiera.

– Non vale giocare in difesa… – afferro un altro pedone ed avanzo. Lui fa altrettanto e senza rendermene conto mangia il mio. Sono sorpresa ed al tempo stesso eccitata. Alzo lo sguardo su di lui che sorridendo.

*Mossa sciocca, dettata dalla fretta. Togli il reggiseno, solo il reggiseno* io sollevo le sopracciglia, poi porto le mani a slacciare i ganci sulla schiena. Sfilo le spalline e con una manovra degna di un contorsionista lo estraggo dal top. I miei seni sodi, taglia terza abbondante accarezzano il top bianco. La stoffa è così lisa da lasciar intravedere un paio di areole scure ed i capezzoli turgidi. Lascio cadere il pezzo di stoffa sul pavimento quindi muovo un altro pedone. Tocca a lui ma forse distratto dai seni che si intravedono dalla camicia aperta, compie una mossa sciocca che mi porta a divorare il suo pedone.

– A quanto pare tocca a me – sorrido sorniona e lui fa altrettanto.

*Sono tutto orecchi* io mi alzo in piedi sulla scrivania e scartata con attenzione la scrivania mi fermo di fronte a lui. Il mio pube è a meno di venti centimetri dal suo naso.

– Chiudi gli occhi e tira fuori la lingua – lui è titubante ma poi esegue ed io, faccio la cosa più pervertita che abbia mai fatto in tutta la mia vita. Avanzo con il bacino scostando di lato gli slip bianchi. Gli afferro la nuca con decisione e gli stampo la lingua proprio al centro del mio sesso bagnato. Mi muovo strusciando il bacino come una cagna in calore cercando il punto esatto per godere meglio e poi contro voglia mi stacco lasciandogli le labbra colanti dei miei umori. Poi mi abbasso e prendo a baciarlo. Lecco, succhio e bacio. Mi rialzo tornando al mio posto e lui riapre gli occhi. E’ visibilmente eccitato anche se allo stesso tempo infastidito.

*Fallo ancora e te ne pentirai* minaccia senza sorridere ed io mi zittisco. Tocca a lui che mangia un mio pedone. Ora tocca a me fare la penitenza.

*Vieni qui* mi ordina ed io scatto subito giù dalla scrivania raggiungendolo.

*Inginocchiati* nel frattempo anche lui si è rimesso in piedi e quando lo vedo che si abbassa pantaloni e slip capisco cosa vuole.

*Apri la bocca* si afferra il membro eretto di discrete dimensioni con la destra e nell’istante successivo a quello in cui le mie labbra si sono schiuse me lo infila in bocca con una tale violenza da provocarmi un conato di vomito. Con un riflesso incondizionato cerco di liberarmi ma lui mi afferra la nuca spingendola ancora di più contro il proprio bacino. Si sta vendicando per quanto gli ho fatto poco prima. Mi rassegno e succhio. Succhio come non mai, ritrovandomi a sudare ed a godere ogni volta che la pelle calda che mi scivola in bocca ha un sussulto. Il suo sapore salato mi invade la bocca. Quello è il segnale che a breve mi riempirà con il suo seme. Cosa però che non avviene. Strattonandomi i capelli mi allontana sibilando.

*Non ancora* quindi si risiede sulla scrivania facendomi cenno di tornare a posto. Mi rialzo dolorante, eccitata ma anche mortificata e torno a sedermi. Muovo un pezzo a caso, lui un altro e poi tocca ancora a me. Ho la possibilità di divorare uno di suoi, ma se lo faccio poi si incazzerà? Lo faccio. E’ tempo della mia penitenza ma questa volta cambio strategia. Mi sfilo la camicia e poi il top restando con i seni turgidi all’aria. Gli lascio del tempo per guardarmi e poi riprendo la camicia rindossandola mantenendola slacciate. Lui sorride ed io faccio altrettanto.

*Brava, hai capito come funziona il gioco* tocca a lui e questa volta la penitenza tocca a me. Mi fa cenno di raggiungerlo. Salto giù dalla scrivania e quando sono da lui ecco che le sue mani si allungano sui miei seni. Li afferra, li strizza, grugnisce poi mi strattona per farmi avvicinare e se li infila in bocca. Li succhia avidamente mordendo il capezzolo fin quasi a farmi male poi li lascia all’improvviso.

*Voltati* io senza fiato per l’eccitazione non me lo faccio ripetere due volte.

*Chinati in avanti* mi appoggio con le braccia sulla sedia divaricando le gambe ed inarcando la schiena. Sento le sue dita accarezzarmi il sesso attraverso le mutandine. Poi afferra qualcosa dalla scrivania, scosta la stoffa delle mutandine e me lo appoggia tra le labbra. Una volta ben bagnato risale il solco delle natiche posizionandosi sopra all’ano. Non avrà intenzione di ficcarcelo dentro?

*Inspira* i miei polmoni si gonfiano e lui inizia a spingere. E’ un gesto lento ma deciso che fa avanzare quel cilindro attraverso lo sfintere. Quando sembra soddisfatto sistema al suo posto le mutandine facendomi rialzare e voltare. Mi sento violata ma anche tremendamente eccitata da quell’oggetto che si fa strada dentro di me. E’ la torre, quella che lui ha appena mangiato. Un pezzo di legno cilindrico del diametro di un paio di centimetri che si fa strada nel mio culo.

*Resta qua, tocca a te* sconvolta ed eccitata mai come prima sposto una pedina a caso e lui sorride. Quindi si alza, mi leva la camicia e mi bacia chiudendo la destra attorno alla mia gola. Le dita della mano libera strattonano la stoffa delle mutandine fino a strapparla via. Io sussulto ma al tempo stesso gemo. Appoggiandomi a lui. Mi fa indietreggiare facendomi sbattere il fondo della schiena sulla scrivania e sdraiandomi in malo modo. Apro le gambe più che posso per accoglierlo rovesciando la testa oltre al bordo apposto. Lui si avventa sui miei seni proprio come prima succhiandoli e strizzandoli avidamente. Il sangue mi inizia a salire alla testa quando senza preoccuparsi di farmi del male mi infila il suo cazzo duro dentro. Inizia a sbattermi con forza, quasi violenza sussurrandomi parole volgari ed appellandomi come mai nessuno aveva fatto.

*Ti riempirò così tante volte da farti venire il vomito… quanto stai godendo a fare la puttanella, eh? La puttanella che si fa scopare da un vecchio…* spinge ancora più forte facendomi ansimare. Lascio il bordo della scrivania a cui ero aggrappata per iniziare a toccarmi. Strizzo un seno mentre con le dita dell’altra scendo a massaggiarmi il sesso mentre la torre nel mio culo cerca di sfuggire e lui continua a scoparmi con violenza. D’un tratto con un grugnito rallenta sparandomi dentro tutto il suo seme caldo. Inspira ed espira velocemente fissandomi mentre esce da me sedendosi sulla sedia posta dietro alla scrivania. Mi afferra per una caviglia strattonandomi giù dal piano. Mi rimetto in piedi prima di salirgli cavalcioni. Il suo cazzo è ancora rigido ed eccitato ed io ci salgo sopra euforica. Lo prendo fino in fondo aggrappandomi allo schienale della sedia mentre lo cavalco. E’ una sensazione così magnifica che mi fa estraniare da ciò che mi circonda. Tanto da non sentire la porta che si apre ed i passi che avanzano nella stanza. Mi rendo conto che non siamo soli quando il Creatore si rivolge a qualcuno al di là della scrivania. Rallento la cavalcata cercando di stringermi a lui per non mostrare il mio volto con il cuore che mi galoppa in gola. Mi fermo riuscendo a distinguere parte della conversazione.

*Ce n’è qualcuna giovane ed in grado di procreare?* l’alto uomo barbotta un “si” imbarazzato facendo sorridere il Creatore in quel modo infimo.

*Da quanto non ti fai una donna?* l’altro tentenna poi con tono incerto risponde

~ Sono due mesi che esco con Bill e Turner in missione. A volte non facciamo a tempo tornare con qualche gruppo di sopravvissuti che è ora di ripartire ~ si aggiusta la voce.

*Dove sono Bill e Turner in questo momento?*

~ Mi stanno aspettando fuori signore ~

*Falli entrare* un brivido freddo mi corre lungo la schiena mentre l’uomo si allontana. Lui mi afferra le spalle e mi fa indietreggiare. Accarezza le guance accaldate fissandomi negli occhi.

*Ci divertiremo* il tono è rassicurante ma quella luce nello sguardo mi spaventa.

*Siediti sulla scrivania rivolta verso la porta e mettili a loro agio* mi sfilo il suo cazzo in rapida discesa rimettendomi in piedi, poi mi volto verso la porta, faccio il giro della scrivania e mi siedo sul suo piano accavallando le gambe. Sistemate le mani in grembo guardo i tre uomini vestiti con abiti militari che rientrano. Mi fissano straniti ma anche eccitati. Uno è alto quasi due metri, calvo, con due spalle larghe. E’ evidente che sia un appassionato di culturismo. Il secondo invece è un tipo biondo, smilzo dallo sguardo furbo. Il terzo moro dalla pelle leggermente abbronzata è ben proporzionato. E’ l’uomo che parlava con il Creatore, lo riconosco quando torna a rivolgergli parola.

~ Signore, ordini? ~

*Per le prossime ore siete sollevati dai vostri incarichi. Resterete qui per una missione molto speciale, non è vero Heaven?* fa il giro della scrivania fissandomi e facendomi cenni con le mani di “metterli a loro agio”. Io schiarisco la voce e poi scavallo le gambe, allargandole sempre di più. Poso le mani sul piano della scrivania e spingo avanti il bacino mostrando il sesso grondante di seme ed umori. Lo smilzo ed il palestrato si guardano e sorridono compiaciuti iniziando a spogliarsi. Il moro invece pare indeciso sul da farsi, guarda me e poi il Creatore, come se aspettasse un suo cenno. Lui scuote la nuca.

*Riempila a dovere ragazzo*.

Trascorrono solo un paio di secondi e le mani di sei completi sconosciuti iniziano a toccarmi, strizzarmi e strattonarmi. Mi ritrovo a terra con le ginocchia a bocca aperta con il cazzo di uno in bocca e gli altri due in mano. Mi schiaffeggiano il viso, mi chiamano puttanella, mi tirano i capelli e tentano di soffocarmi chiudendomi il naso ed io… io godo. Gemo e faccio versi che mai nella vita mi sarei sognata di fare.

-Ancora… ne voglio ancora – grugnisco quando uno mi viene in faccia mentre un altro si posiziona dietro di me conficcandomi il suo cazzo dentro.

Mi scopa senza ritegno, schiaffeggiandomi le natiche tanto da farmi gridare di dolore mentre mi tira i capelli all’indietro venendomi ripetutamente dentro. Non gli è bastato però e torna a mettermi il cazzo in faccia lasciando il posto ad un altro che scoperto ciò che ho nel culo lo leva facendolo cadere sul pavimento puntandomi la cappella bagnata si semi sul buco. Spinge forte facendomi urlare quando arriva in fondo sbattendo le sue palle umide contro il mio clitoride. Si aggrappa ai miei fianchi e prende a cavalcarmi senza preoccuparsi che la mancanza di lubrificazione mi sta mandando il culo in fiamme. Spinge, spinge e ancora spinge facendomi sorgere diverse lacrime mentre godo di piacere con lui. Finalmente mi riempie e questo agevola quelle successive spinte prima che esca da me, lasciandomi alle attenzioni del terzo.

♦ Quanto ti piace essere la nostra puttanella? Mmmh? ♦ ride baciandomi avidamente prima di ritrovarsi a sputare a terra parte del seme che mi copriva le labbra

-Tanto, mi piace tanto – miagolo continuando a masturbare con le mani i cazzi degli altri due

♦ Dillo ♦

-Mi piace essere la vostra puttanella-

♦e? cosa vuoi?♦

-voglio che mi riempiate, che mi sfondiate il culo… voglio due cazzi, anzi tutti e tre i vostri cazzi dentro di me mentre il Creatore mi guarda- cerco con lo sguardo l’anziano che seduto su di una poltrona di velluto osserva la scena compiaciuto gustandosi un sigaro.

♦non chiedevamo di meglio!♦sibila lo smilzo distribuendo i ruoli.

♦Tu prendila da sotto, sei il più grosso, noi penseremo al dietro♦ ridacchia, sputa a terra e poi mi fa piegare in avanti. Il palestrato si sdraia sulla schiena facendomi salire a cavalcioni iniziando a scoparmi la figa. Gli altri due invece mi aprono le natiche con le mani puntando i loro cazzi sul mio ano. Ogni volta che retrocedo loro avanzano dando il cambio al cazzo che mi scopa davanti. Uno esce, due entrano. Due entrano ed uno esce ed io gemo forte.

-Siiii… aaaaah siiiii… ancora ancora….- nella foga prendo a muovermi pure io andando incontro a quei cazzi euforica e dolorante prendendoli tutti e tre contemporaneamente prima che il palestrato possa venirmi dentro. Qui subentra il Creatore che alzatosi in piedi avanza verso di noi istruendo i due dietro di me.

*Venitele dentro. Deve essere bella piena se vogliamo avere qualche possibilità* escono da me facendomi sdraiare sulla schiena. Il primo è lo smilzo che strizzandomi i seni e mordendomi il collo dopo poco mi viene dentro lasciandomi stordita. L’ultimo è il moro che dopo avermi afferrato i polpacci mi spinge le gambe indietro fino a che le ginocchia quasi non toccano le punte delle spalle. Quindi infila il suo cazzo dentro di me e prende a scoparmi, lo fa con meno foga rispetto al biondo ed all’altro, dandomi il tempo di gustare quella invasione e di far crescere il piacere. Arrivato quasi al limite lascia le mie gambe che ricadono sul pavimento larghe più che mai. Con il pollice mi stuzzica il clitoride continuando a spingere scatenando anche il mio primo fottuto e guadagnato orgasmo. Lui viene un attimo dopo ricadendo distrutto su di me. Mi bacia il collo, poi un seno ed infine le labbra sussurrando

~ Tra poco non ricorderai nulla di ciò che è accaduto, ma per quanto possa valere, sei stata la scopata migliore della mia vita ~ nel rialzarsi lo vedo raccogliere la torre che mi allargava il culo e mettersela in tasca.

Dei momenti successivi non c’è molto da dire. Solo un gran trambusto generato da uomini che rumorosamente escono dalla stanza e da un vecchio che mi fissa chiedendomi se va tutto bene. Sono sdraiata sul divanetto con una coperta di lana addosso. Ricordo di essere entrata, di aver bevuto e di aver rifiutato una partita a scacchi ma poi… cerco di tirarmi su anche se lamento dolore a tutti i muscoli del corpo. La testa pare volermi esplodere da un momento all’altro.

*Sei svenuta. Mi sono fatto aiutare da alcune guardie per raccoglierti dal pavimento. Dovresti riposare di più e lavorare di meno* mi allunga un bicchiere d’acqua su cui mi fiondo. Butto giù alcuni generosi sorsi e poi sospiro

-Si forse, dovrei…- ma non sono convinta. La segretaria ultra centenaria entra nello studio.

*Ruth, puoi riaccompagnare Heaven nella sua stanza? Grazie. Ci vediamo presto mia cara e se avessi bisogno di qualunque cosa la mia porta è aperta* si alza aiutandomi a fare lo stesso. Mi guardo i vestiti che porto addosso non riconoscendoli. Eppure avevo quelli quando sono venuta qui. Poi camminando come dopo una sessione intensa di spinning esco accompagnata da Ruth tra mille domande e nessuna certezza.

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