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I racconti di Giò – 1. La prima notte in hotel

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Manca circa un mese al mio diciassettesimo compleanno e questa sera ho appuntamento con Riccardo. L’ho incontrato la prima volta una sera di fine estate in un pub del mio paese quasi due anni fa, lui era con dei suoi amici ed io con i miei. Mi ha subito notata ma a me non piaceva per nulla, ad essere sinceri mi stava pure antipatico, inoltre è molto più grande di me. Così all’inizio ho deciso di evitarlo.

Però, nelle settimane successive, l’ho incontrato spesso al pub quasi come se venisse apposta per vedere me.

Poi ha preso l’iniziativa ed ha rotto il ghiaccio.

Una sera quando sono uscita a fumare una sigaretta mi ha raggiunta e si è messo a scherzare con me. Ho pensato che non era poi così male e, dopo un po’ di insistenze da parte sua, ho deciso di dargli il mio numero di cellulare.

Da allora ha iniziato a scrivermi quasi tutti i giorni ed io per la prima volta in vita mia mi sono sentita importante per qualcuno.

Lentamente mi ha fatto perdere la testa con complimenti, attenzioni e parole dolci. Ci sapeva fare ed io ci sono caduta con tutte e due le scarpe.

Ma un giorno ho scoperto che era sposato e sono letteralmente entrata in crisi.

Volevo chiudere ma ormai mi stavo innamorando di lui che intanto mi diceva di non provare più nulla per la moglie, che ci stava assieme solo per il figlio piccolo e che amava solo me.

Così ho deciso di andare avanti.

Una sera ci siamo visti e, nella sua auto, ci siamo baciati per la prima volta. Poi ha iniziato a palpeggiarmi ma per me era troppo presto e l’ho fermato.

Per alcuni giorni sono riuscita a sottrarmi a queste sue attenzioni, volevo aspettare ancora un po’, ma allo stesso tempo mi piaceva troppo baciarlo ed essere baciata in quel modo, così, nelle settimane seguenti, è successo ancora diverse volte. In breve tempo siamo passati dai semplici baci, alle carezze più intime e poi al petting spinto.

Fino a quando una sera si è aperto la patta e ha tirato fuori l’uccello.

A parte toccarglielo da sopra i pantaloni non lo avevo ancora mai visto, anzi, quella era la prima volta in assoluto che vedevo un pene dal vivo a meno che non contiamo quello di mio papà visto per sbaglio in bagno da piccola o quello degli altri bambini ai tempi delle elementari quando innocentemente giocavamo “al dottore”.

Appena l’ho visto sono rimasta letteralmente di sasso, era davvero grosso e lungo, non credevo fosse fatto in quel modo. Mi spaventava ma allo stesso tempo mi eccitava da pazzi. Così, un po’ titubante, l’ho preso in mano.

La sensazione che inizialmente mi ha dato è stata molto strana ma allo stesso tempo estremamente eccitante. Lo sentivo pulsare tra le dita, quando lo stringevo si induriva contrastando la mia stretta.

Riccardo fremeva al mio tocco e ho capito subito che gli piaceva, così ho iniziato a muovere la mano su e giù dandogli ancora più piacere.

Dopo poco lui mi ha preso la testa tra le mani e con decisione mi ha spinta giù, io istintivamente ho dischiuso le labbra e l’ho preso in bocca ancora prima di rendermi conto di quello che stavo facendo.

Così ho fatto il mio primo pompino.

Nonostante fossi decisamente inesperta Riccardo pareva gradire molto il mio trattamento. Mi incitava a succhiarlo, mi diceva che ero brava, che lo facevo impazzire. Iniziavo a prenderci gusto ma poi, dopo alcuni minuti che lo stavo succhiando, mi è venuto direttamente in bocca.

Quella parte non mi è piaciuta assolutamente, il gusto era terribilmente amaro, ma per non sembrare una bambina ho deciso di non dirglielo e, al contrario, quando mi ha chiesto se mi era piaciuto gli ho risposto di sì.

Mi sentivo grande, desiderata ed i suoi complimenti mi lusingavano molto. A quel primo pompino in auto ne sono seguiti diversi altri e sono diventata sempre più brava anche se continuava a non piacermi per niente che mi venisse in bocca.

Poi, un anno fa, dopo alcuni mesi che ci frequentavamo, ho perso la verginità. Una pessima esperienza.

Da piccola immaginavo che succedesse con romanticismo, passione e dolcezza. Nulla di tutto questo. Lo abbiamo fatto sul sedile posteriore della sua auto, con pochi o nulli preliminari e per giunta mi ha fatto un male terribile. Il mio primo pensiero è stato che il sesso faceva davvero schifo e che non avrei mai più voluto farlo.

Poi però le cose sono migliorate. Il sesso ha iniziato a piacermi sempre di più ed ora scoperei anche tutti i giorni se potessi.

Solo che lo facciamo quasi sempre nella sua auto, qualche volta è successo nel suo ufficio o a casa dei suoi quando loro non c’erano ma sempre di fretta perché poi doveva tornare a casa dalla moglie.

Così sono rimasta piacevolmente sorpresa quando, qualche giorno fa, mi ha chiesto se potevo dormire fuori perché voleva passare la notte con me.

Gli ho subito risposto di sì, poi mi sono organizzata dicendo ai miei che dormivo a casa di un’amica con la quale mi sono raccomandata che mi reggesse il gioco.

Riccardo mi ha detto di indossare qualcosa di elegante e sexy così in settimana sono andata a comprare un vestitino nuovo che ho nascosto nello zaino che userò stasera.

Non che mi manchino i vestitini o l’abbigliamento sexy, ma quelli che indosso normalmente sono di taglio più sportivo e quando ballo sul cubo in discoteca metto cose estremamente succinte che lasciano poco spazio all’immaginazione.

Per questa serata volevo qualcosa di speciale.

Quello che ho scelto è un bel vestitino nero, corto ed aderente, che si allaccia al collo. Potrei metterlo anche senza reggiseno, le mie tette sono sode e sembrano due sculture di marmo, ma ho intenzione di indossare un completino avorio che mi sta d’incanto.

Finisco di farmi la doccia e rapidamente asciugo la mia chioma castana che mi arriva fin in mezzo alle scapole.

Esco dal bagno e vado in camera a prepararmi. Indosso il completino avorio che ho già scelto, un paio di jeans blu ed una t-shirt bianca. Nello zaino assieme al vestito infilo anche un paio di calze nere autoreggenti col bordo in pizzo, dei sandali neri con tacco alto ed una borsetta abbinata.

Decido di truccarmi in modo abbastanza neutro e sono pronta per uscire.

Saluto i miei che mi fanno le solite raccomandazioni del caso ed esco.

Rapidamente mi dirigo a piedi verso casa della mia amica, ma questo è solo uno stratagemma perché il programma è che Riccardo mi aspetti lungo la strada.

Infatti è così, lo vedo che nella sua auto parcheggiata lungo la strada.

Salgo, ci salutiamo con un bacio e lui parte.

«Ti avevo chiesto un vestitino sexy o sbaglio?» Mi dice lui facendomi subito innervosire.

«Ce l’ho nello zaino.» Gli rispondo prontamente.

«Ottimo, cosa aspetti allora a cambiarti?»

«In auto?»

«Sì, così quando arriviamo sei già pronta.»

«Va bene…»

Slaccio la cintura, mi infilo tra i sedili e passo dietro. Mi sfilo i jeans e la t-shirt mentre Riccardo mi guarda nello specchietto posteriore.

Apro lo zaino e mi infilo il vestitino che mi cade decisamente a pennello. Poi tolgo le scarpe da ginnastica ed i calzini, infilo le calze autoreggenti e sistemo il vestito che a stento copre il bordo di pizzo.

Tenendo i sandali in mano mi infilo nuovamente tra i sedili anteriori, riprendo posto a lato passeggero ed indosso anche i sandali.

«Allora, che te ne pare?» Gli chiedo.

«Sei perfetta!» Risponde lui e aggiunge: «Bella e sexy!»

«Ne sono proprio contenta! Dove mi porti questa sera?»

«Ti va bene se andiamo al mare? C’è un ristorante di pesce molto carino e si mangia bene…»

«Sì va benissimo.» Gli rispondo io mentendo. Il pesce mi piace, è vero, ma sono una frana nel pulirlo e detesto le spine.

Durante il tragitto parliamo un po’ della settimana, ci fumiamo qualche sigaretta e ci facciamo una canna. Riccardo fuma spesso spinelli e sta portando anche me su questa strada. So che delle volte tira anche di cocaina ma per il momento non me lo ha ancora proposto e dentro di me penso che è meglio così.

In circa un’ora arriviamo a destinazione, parcheggia l’auto in un largo piazzale a ridosso del ristorante che, come aveva detto lui, è davvero molto carino.

Scendiamo dall’auto e andiamo verso l’entrata. Riccardo non è particolarmente elegante questa sera, indossa jeans neri, t-shirt girocollo bianca e scarpe sportive, ma posso dire che sta molto bene lo stesso.

Il ristorante dentro conferma le impressioni che avevo avuto da fuori. Un posto molto fine con luci soffuse, probabilmente il ritrovo ideale per le coppie innamorate.

Un uomo alto in camicia bianca ci viene incontro e ci chiede se siamo in due. Riccardo conferma e lui ci fa strada fino ad un tavolo un po’ appartato, sposta la sedia e mi fa accomodare. Io non sono abituata a queste galanterie e ne rimango piacevolmente sorpresa cosa che Riccardo nota accennando un sorriso compiaciuto, evidentemente questa sera vuole proprio fare colpo.

Il cameriere ci porge i menù poi accende la candela al centro del tavolo e si allontana.

«Ordino io per te, conosco i tuoi gusti.»

«Va bene.» Anche se sono ancora un po’ titubante mi piace che si prenda cura di me in questo modo.

Dopo poco il cameriere viene a prendere le nostre ordinazioni, si complimenta per il vino scelto da Riccardo e si allontana per tornare con un carrellino sul quale vi è un secchiello d’acciaio con dentro una bottiglia. La prende, la apre e ne versa un po’ nel bicchiere di Riccardo che lo assaggia. Gli fa un cenno di assenso con la testa, quindi il cameriere ne versa prima un mezzo bicchiere a me, poi a Riccardo e si allontana lasciandoci soli.

«Alla nostra prima notte assieme!»

«Alla prima nostra notte…» Rispondo io e brindiamo.

Il vino è davvero buono e mi auguro che anche il resto sia all’altezza.

Arriva il primo piatto e come previsto mi trovo in difficoltà, Riccardo mi guarda e mi dice: «Giò aspetta… lascia stare…»

Io, perplessa mi fermo e aspetto. Appena finisce di pulire il suo pesce mi passa il piatto e prende il mio. Per tutta la cena che consiste in diverse portate di pesce al forno e alla griglia si occupa sempre lui di curarlo per me.

Non sono decisamente abituata a queste attenzioni nei miei confronti ma devo dire che mi piacciono davvero tanto. Mi fanno sentire speciale e penso che potrei anche abituarmici.

Finiamo di cenare, ordiniamo il caffè e poi usciamo a fare una passeggiata sul lungo mare.

Adoro l’odore di salsedine portata dalla brezza marina, mi piace da pazzi leccarmi le labbra e sentire quel leggero sapore di sale che le ricopre.

La passeggiata è stata davvero romantica, Riccardo mi ha tenuta per mano tutto il tempo e in diverse occasioni si è fermato di colpo per baciarmi con passione.

Dopo circa un’ora, forse più, abbiamo deciso di cercare un hotel dove passare la notte e siamo tornati verso il ristorante perché proprio lì a fianco ce n’era uno, così siamo anche vicini all’auto.

Entriamo nella hall e andiamo verso il bancone della reception dove un uomo di mezza età ci squadra con un’espressione che non mi piace molto. Il posto è un po’ strano, le luci sono molto basse e nonostante sia pulito e ben arredato mi dà l’idea di un posto più per coppie clandestine che per famiglie.

«Avete una camera libera per questa notte?» Chiede Riccardo.

«Sì.»

«Ce la può dare?»

«Mi servono i vostri documenti.»

“Che tipo strano… non ci verrei mai qua da sola…” Penso tra me cercando di non fissarlo troppo e porgendo il mio documento a Riccardo.

Registra i nostri dati poi ci dà le chiavi e dice: «Camera 108, primo piano. Buonanotte.»

Saliamo le scale e troviamo la camera, Riccardo apre la porta, appena entro la chiude e mi bacia con passione iniziando subito a sfilarmi il vestito. In un attimo mi ritrovo con indosso solo il completino, le calze e i sandali. Gli sfilo rapidamente la maglietta così che lui resta a petto nudo.

Mi bacia ancora e mi slaccia il reggiseno che vola da qualche parte nella camera. Si abbassa lungo il mio collo ed inizia a baciarmi, leccarmi e succhiarmi le tette mentre con la mano mi accarezza la fica da sopra il perizoma.

Lecca, succhia e mordicchia passando da un capezzolo all’altro più volte, con le mani afferra l’elastico e mi sfila il perizoma.

«Togliti i sandali e vai a sederti sul letto a gambe aperte…» Mi dice.

Io eseguo. Tolgo i sandali, salgo sul letto e spalanco le cosce mentre Riccardo rapidamente si spoglia restando completamente nudo. Sale in piedi sul letto posizionandosi tra le mie cosce aperte e mi poggia sulle labbra il cazzo già discretamente duro.

Lo prendo immediatamente in bocca ed inizio a succhiarlo subito con foga facendolo ansimare forte. Riccardo non aspetta ancora molto, mi prende la testa tra le mani e lo spinge sempre più a fondo.

«Brava… succhialo così… prendilo di più in bocca…» Mi incita ed io eseguo ogni suo ordine.

Sentirlo ansimare sempre più forte mi fa letteralmente impazzire e mi ci dedico con tutta la passione di cui sono capace gustando e leccando ogni venuzza che sento pulsare di piacere.

Poi si ferma, esce dalla mia bocca e mi fa stendere sul letto mentre lui scende tra le mie cosce. La sua lingua inizia a torturarmi il clitoride gonfio.

Ad ogni colpo mi attraversano intense scariche di piacere che non riesco a controllare. Mi apre per bene senza mai smettere di leccare poi lo sento entrare con due dita fino in fondo ed inizia a scoparmi subito forte.

Non riesco più a stare ferma, mi dimeno nel letto ansimando sempre più sonoramente, le mie mani artigliano le lenzuola e muovo il bacino mentre sento montare nel mio ventre un’enorme voglia di cazzo.

Riccardo sembra leggermi come un libro aperto, smette di leccarmela, si sposta ed in un attimo me lo sbatte dentro fino alle palle.

Gemo davvero forte appena mi sento piena del suo grosso cazzo duro che inizia subito a pomparmi con forza. Devo letteralmente impormi di non urlare per il piacere che i suoi violenti colpi mi procurano e mi portano rapidamente sulla soglia di un fortissimo orgasmo.

Ma proprio mentre sto per oltrepassare il limite di non ritorno lui rallenta fino a fermarsi ed esce da me. Mi afferra per i fianchi e mi fa girare mettendomi a pecorina con il culo alto e la schiena inarcata. Mi apre le chiappe con le mani e me lo sbatte nuovamente dentro la fica di colpo.

Riprende subito a pomparmi con forza, io strattono le lenzuola con le mani cercando con tutta me stessa di non gridare per il piacere che mi procura e che mi riporta velocemente sulla soglia dell’orgasmo negato pochi attimi prima.

Ma quando sto per godere si ferma di nuovo.

La fica mi pulsa impazzita desiderosa di essere pompata con forza invece lui esce. Attende qualche attimo in cui sento l’orgasmo allontanarsi nuovamente, poi rientra e mi sbatte ancora forte.

Mi sottopone a questa tortura diverse volte. Mi pompa forte, sto per godere e si ferma. Aspetta che mi riprenda e mi pompa ancora con violenza. Sto impazzendo di voglia, ho bisogno di godere e la mia fica spande umori come non mi era mai capitato prima.

Esce negandomi per l’ennesima volta l’orgasmo e mi fa stendere sul letto a pancia sotto. Lo sento salire su di me e in un attimo entra con forza schiacciandomi contro le lenzuola ormai sfatte.

Riprende a pomparmi con violenza, ad ogni colpo il mio bacino affonda nel materasso e sento il letto cigolare sotto la violenza dei suoi colpi. L’orgasmo monta nuovamente dentro di me, ansimo forte e con le mani strattono le lenzuola cercando di soffocare le grida che vorrei tanto liberare nella stanza.

Rapidamente raggiungo il limite ma finalmente questa volta Riccardo non si ferma, continua invece a pomparmi con violenza animalesca. Sento la cappella scorrere veloce dentro di me mentre le pareti della fica la stringono forte pulsando impazzite.

Poi vengo.

Un orgasmo violento mi sconquassa le viscere ed io sono costretta a mordere le lenzuola per non urlare.

Ancora pochi colpi violenti e Riccardo gemendo sonoramente mi riempie della sua sborra calda che sento invadermi completamente il ventre. Da tempo ormai prendo la pillola e lui sa che può godere direttamente dentro di me.

Lo sento riprendere fiato, esce e crolla al mio fianco.

Mi giro, il suo sperma mi cola fuori dalle piccole labbra imbrattando le lenzuola, mi stendo vicino a lui che è letteralmente sfinito, sudato e fatica a riprende fiato.

“Io sono attiva ed ho una ancora una gran voglia, tu non ce la fai più… stai diventando vecchio…” Penso tra me con un sorrisetto beffardo cercando di rilassarmi e non pensare al secondo round che avrei già voglia di fare.

«Allora, ti è piaciuta la cena?» Mi chiede dopo alcuni minuti.

«Sì, molto!»

«E come abbiamo scopato?»

«Sì, anche quello mi è piaciuto moltissimo!»

Distesi nel letto chiacchieriamo di scemenze per almeno un’ora e mezza. Io vorrei ben altro ed inizio a rompermi davvero ma non voglio rovinare la serata con qualche commento o battuta che possa farlo innervosire, così porto pazienza.

Per fortuna ad un certo punto mi dice: «Andiamo a fare la doccia assieme?»

«Sì! Certo!» Rispondo immediatamente. Questa è una cosa che non ho mai fatto e la sola idea mi eccita da impazzire.

Mi sfilo le calze ed andiamo in bagno completamente nudi. Apre l’acqua della doccia, aspetta che sia calda e mi fa entrare assieme a lui.

Sento l’acqua scorrere sul mio corpo e dopo poco Riccardo inizia a baciarmi con passione mentre con le mani mi strizza forte le tette.

Gioca un po’ con la mia lingua poi si sposta sul collo e lentamente scende verso i capezzoli che lecca, succhia e mordicchia facendomi fremere sempre più forte.

Una mano si stacca dalle mie tette e scende tra le cosce dove mi tortura il clitoride con le dita. Scariche di piacere mi tolgono quasi il fiato. Sento le sue mani, la sua bocca, l’acqua calda che scorre sui nostri corpi ed io sono sempre più eccitata e vogliosa.

Poi di colpo entra con due dita dentro di me ed inizia immediatamente a scoparmi con forza togliendomi il fiato.

La mia voglia di cazzo ora è incontenibile. Con una mano cerco il suo uccello pulsante, lo trovo e lo afferro saldamente iniziando a segarlo subito con forza. Come lui scopa forte me con le dita, io sego forte lui con la mano.

Lo sento ansimare sonoramente e appena si ferma colgo l’occasione per mettermi in ginocchio davanti alla sua cappella pulsante che lecco subito con passione. Disegno dei piccoli cerchi con la lingua, poi mi sposto di lato e con le labbra percorro tutta l’asta più volte, dalla base alla punta. Salgo nuovamente, lo prendo in bocca di colpo stringendolo forte mentre scendo e succhiando quando risalgo.

Riccardo mi afferra la testa con entrambe le mani e muovendo il bacino me lo spinge sempre più a fondo nella gola.

Per diversi minuti mi pompa forte, lo sento scorrere veloce sulla lingua, poi esce, mi fa alzare e mi sbatte contro il muro della doccia. Mi afferra e solleva una coscia, quasi non ho il tempo di rendermene conto che me lo sbatte dentro con forza iniziando subito a scoparmi violentemente.

Entra ed esce sempre più forte, ad ogni colpo anche i miei gemiti sono sempre più forti e rimbalzano tra le pareti della doccia. Rapidamente galoppo verso un altro forte orgasmo che non posso trattenere a lungo.

Pochi altri colpi e vengo sonoramente spandendo i miei abbondanti umori sul suo uccello. Anche lui raggiunge rapidamente l’orgasmo e rantolando schizza la sua sborra calda dentro di me.

Rallenta fino a fermarsi, esce e mi bacia.

Lasciamo scorrere ancora qualche minuto l’acqua calda su di noi e poi usciamo dalla doccia. Ci asciughiamo rapidamente ed andiamo a letto completamente nudi.

«Ti è piaciuto scopare in doccia?» Mi chiede infine Riccardo.

«Sì, moltissimo! È stato davvero molto eccitante!»

«E ti è piaciuta tutta la serata?»

«Sì, mi è piaciuta molto!»

«Hai visto cosa ho fatto per te?»

«Si ho visto…» Rispondo io ma dentro di me penso: “Da quando mi frequenti non hai mai fatto nulla per me, questa è la prima volta che fai qualcosa…”

Istintivamente mi stacco da lui che neppure se ne accorge e continua a parlare anche se io, ormai, non lo bado quasi per nulla. Ormai è notte fonda e dopo poco ci addormentiamo.

Mi sembra di aver appena chiuso gli occhi quando Riccardo mi sveglia dicendomi che sono le 7:00 ed è ora di alzarsi per tornare a casa. In pochi minuti ci vestiamo e scendiamo a fare colazione.

Io ordino un cappuccino, lui cappuccino e brioche.

«Andiamo a sederci?» Gli chiedo.

«Dai, stiamo in piedi che appena finito partiamo.»

“Cazzo… nemmeno colazione per bene possiamo fare?” Penso tra me infastidita dalla fretta che ha di tornare a casa.

Il fastidio poi si trasforma in un misto di rabbia e delusione quando ci servono e lui in due bocconi divora la brioche dicendomi poi di fare presto che è tardi.

Una volta partiti mi infilo tra i sedili e vado a cambiarmi sul sedile posteriore. Indosso nuovamente jeans, t-shirt e scarpe da ginnastica, ripongo il resto nello zaino e torno davanti.

Durante il tragitto fumiamo qualche sigaretta ma per il resto del tempo non scambiamo quasi neanche una parola ed io sono sempre più convinta che sia preoccupato di poter essere scoperto dalla moglie.

“Fottiti! Io sono contenta di aver passato la notte fuori casa, il resto sono solo cazzi tuoi!”

Arriviamo a destinazione, prendo lo zaino e scendo dall’auto, lo saluto ma non mi dà nemmeno un bacio e riparte. Mi accendo una sigaretta e, zaino in spalla, mi incammino verso casa.

“Sei proprio uno stronzo! Sei riuscito a rovinare una serata che era stata davvero molto bella! Fanculo te e il tuo voler tenere il culo su due sedie! Prima o poi ti scarico e ti mando a cagare!”

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