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Stella e il suo professore universitario

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Stella era una ragazza aperta e solare, che non faticava ad avere un dialogo con la gente, a prescindere dall’età e dal ruolo rivestito. Proprio per questo non aveva avuto difficoltà ad instaurare un buon rapporto con TC, un suo professore universitario, anch’egli una persona abbastanza espansiva ed amichevole. 

Stella inoltre era una ragazza che andava spesso alla ricerca di nuove sensazioni ed emozioni, avendo dalla sua la fortuna di essere una bella ragazza, e senza grandi difficoltà aveva vissuto più volte avventure poco “ordinarie”. Quando si intestardiva con una nuova persona, faceva di tutto per realizzare i suoi scopi, e fino ad allora l’aveva sempre avuta vinta.    

Erano un po’ di settimane che tra i due si era instaurata una complicità che andava ben oltre il semplice rapporto docente-alunno, tant’è che le loro chiacchierate e i loro incontri diventavano sempre più frequenti. A Stella era parso di cogliere dei segnali da parte di TC. Lui le sembrava quasi come attratto da lei, ma in un primo momento non ne era troppo convinta e non voleva correre dei rischi essendo lui un suo professore. Inoltre, Stella non sapeva molto sulla vita di TC, ma dalla fede che portava al dito sembrava essere sposato, e nonostante anche lei fosse evidentemente attratta da lui, decise di non dare troppo ascolto a quei pensieri.

Qualche giorno dopo tuttavia, Stella andò nell’ufficio di TC per dei chiarimenti in merito alla lezione del giorno, e come spesso accadeva tra loro, il discorso si protrasse e si ritrovarono a parlare del più e del meno. Stella decise allora di sondare il terreno perché avvertiva dei segnali sempre più forti da parte di TC, e deviò abilmente il discorso verso degli argomenti un po’ più piccanti, ai quali lui sembrava reagire con disinvoltura e a tratti complicità. Più volte lei si avvicinava a lui con la scusa di leggere meglio qualcosa o di guardare sul suo pc, e ogni volta notava con estremo piacere che il suo sguardo si posava sulle sue curve, i suoi fianchi e la sua scollatura, seppure non molto generosa, quasi cercando di sbirciarci dentro.

Tornata a casa, quella sera Stella si autoconvinse di non essersi immaginata tutto e decise che farsi il professore sarebbe diventata la sua nuova sfida. Stesasi a letto, iniziò a toccarsi mentre le sue fantasie erotiche guidavano le sue dita, immaginando lui mentre la possedeva sulla scrivania del suo ufficio, tappandole la bocca per non farsi sentire dai colleghi, e questa immagine non tardò a farla venire.

Il giorno seguente si presentò da lui di sera, onde evitare che altra gente potesse irrompere in ufficio in momenti inopportuni. Lei aveva deciso di vestirsi provocante: indossava una gonna abbastanza corta, ma non troppo da sembrare volgare; non era ancora estate, quindi aveva optato per delle autoreggenti; la maglietta era abbastanza attillata e soprattutto presentava una scollatura sufficientemente generosa che di lato a tratti lasciava intravedere una parte di reggiseno; il pezzo forte tuttavia era un completino intimo nero di pizzo purtroppo non visibile esternamente ma che sperava TC avrebbe apprezzato più tardi.

Quando lui la vide entrare restò per qualche secondo in silenzio fissandola. Quando si smosse, la fece accomodare vicino a lui ed iniziarono a parlare del più e del meno. Tuttavia, questa sera era diverso: i loro sguardi si incrociavano spesso, lui sembrava attratto dai suoi occhi, e Stella faceva di tutto per sfiorarlo “inavvertitamente”. Prima la mano, poi il braccio, poi la gamba. Lei aveva percepito che lui non avrebbe mai fatto la prima mossa, per questo decise di farsi avanti e gli chiese di mostrarle un’e-mail al pc.

Mentre lui era intento a digitare sulla tastiera, lei si posò sulle sue gambe così che il suo sguardo fosse costretto dentro la sua scollatura. E come lei aveva previsto, TC non tardò a sbirciare. “Allora quest’e-mail?” disse lei con un sorriso malizioso, mentre lui realizzava di essere stato colto in flagrante. Nonostante il suo evidente imbarazzo, lei gli disse: “Beh, se è interessato a guardare altro, posso aiutarla”.

Con uno sguardo complice, si girò completamente verso di lui, sempre sulle sue gambe, e senza aspettare risposta, iniziò a sfilarsi sensualmente la maglietta. Gli occhi di TC caddero increduli sull’intimo in pizzo di Stella, soffermandosi sui suoi seni. Nel frattempo, lei iniziò ad avvertire un movimento provenire dal basso e posando la sua piccola mano sul suo membro disse con fare malizioso: “Mmm, sembra che a qualcuno qui sotto piaccia il mio completino”. Lei iniziò a muovere delicatamente la sua mano, e il cazzo di TC iniziò a diventare sempre più duro.

Nel frattempo, lui si scrollò ogni timore di dosso e posò entrambe le mani sui seni di Stella, disegnandone i contorni e scendendo lentamente verso il basso. Ammirava la perfezione del suo esile corpo e delle sue forme. Era magra, ma ben equilibrata ed era soda come soltanto una giovane ventenne poteva essere.

Mentre sentiva la sua eccitazione aumentare, grazie anche all’aiuto della mano di Stella, la quale continuava ad accarezzare imperterrita il suo membro, risalì verso il suo petto ed infilò le sue dita dentro le coppe del reggiseno. Non faticò a trovare subito i suoi capezzoli, ormai ben induriti, e, afferrandoli tra pollice ed indice, iniziò ad esercitare una pressione sempre più forte e a tirarli un po’ verso di sé, movimento che sembrò accendere un forte desiderio nello sguardo di Stella, che lo invitava a continuare. Lui allora le slacciò il reggiseno e, reggendola ancora sopra di sé, si diresse nuovamente verso i suoi capezzoli, questa volta aiutandosi con la lingua. Iniziò a succhiarli e con lo sguardo osservò Stella che nel frattempo iniziava a contrarsi di piacere e aveva socchiuso gli occhi. Lei gli chiese di prendere i suoi capezzoli tra le dita e di tirarli verso di sé, mentre con le sue mani guidava le dita di TC che sembravano star smuovendo completamente Stella, la quale adesso mormorava di piacere. Ma sentiva di volere di più.

Perciò, iniziò a sbottonare la camicia di TC e ad accarezzargli petto e schiena, a volte salendo verso il collo. Non distoglieva mai gli occhi dal suo sguardo; era brava a catturare l’attenzione degli uomini coi suoi occhi. Gli sfilò la camicia ed iniziò a baciarlo. Partì dalla bocca. Era brava a baciare, e pian piano si diresse lungo il petto con le labbra. Arrivò presto in basso.

Scese allora dalle sue gambe, ma lui la afferrò e iniziò a sfilarle la gonna. TC era sempre più eccitato nel vederla soltanto in autoreggenti e mutandine di pizzo, ma prima che potesse fare altro, lei si inginocchiò e, guardandolo maliziosamente, iniziò a slacciargli i pantaloni. Voleva liberare il suo povero cazzo, ormai sempre più duro e compresso, e gli sfilò pantaloni e mutande. Senza mai distogliere quello sguardo spinto dai suoi occhi, prese il suo cazzo in mano e iniziò a leccarlo sulla punta mentre con l’altra mano lo segava. Il respiro di TC si fece sempre più affannoso. Prima di prenderlo tutto in bocca, lei scese più in basso con la lingua. Voleva ricambiare il piacere che le aveva fatto provare prima giocherellando coi suoi capezzoli. Iniziò a leccare alla base del suo membro, assicurandosi di non tralasciare nessun punto, muovendosi a tratti verso il glande, del quale nel frattempo si occupavano le sue mani, a tratti ancora più in basso, verso le sue palle. TC aveva socchiuso gli occhi, godeva di ogni sensazione che la lingua di Stella gli regalava e fremeva in attesa che lei prendesse tutto il suo cazzo in bocca. Stella non tardò a farlo.

Iniziò a succhiarlo per diversi minuti, alternando spesso bocca e mani, mentre lui sempre più vicino a venire, la prendeva per i capelli e le spingeva il cazzo sempre più in profondità. I suoi sospiri ormai erano sempre più affannosi. Ma TC non voleva venire subito, e nemmeno Stella voleva che finisse tutto così presto.

Lui allora la sollevò e la girò. La spinse contro l’armadietto e iniziò a baciarla lungo la schiena, mentre con le mani le sfilò lentamente le mutandine. Le lasciò scivolare a terra, ma non le tolse le autoreggenti. Gli piaceva vedere le sue natiche libere e notò con piacere che erano ben sode e dritte. Scese con più avidità di prima verso il basso con la bocca e iniziò a morderle, mentre con le mani le stringeva e le allargava. Iniziò a leccarla dentro e con la lingua a scendere sempre più giù. Stella era tutta bagnata e ormai la sua eccitazione era incontenibile. Si stese supina sulla scrivania e aprì le gambe verso il suo professore: voleva sentire la sua lingua tutta dentro la sua fica. Lui l’accontentò ben presto. La afferrò per le cosce ed iniziò a penetrarla con lingua e dita. Stella iniziò a gemere, e gli chiese sospirando di muovere le dita più velocemente, finché non venne, contraendosi tutta, ma ancora non totalmente soddisfatta.

TC allora la prese in braccio e la fece sedere su di lui. Lei si assicurò che il suo cazzo fosse tutto dentro. Il suo volto non lasciava dubbi, mostrando tutto il suo godimento nel sentirlo dentro. Stella iniziò a muoversi, all’inizio lentamente per sistemarsi meglio nella posizione, poi sempre più velocemente. I loro corpi scivolavano l’uno sopra l’altro, sempre più accaldati, facilitando il movimento. Stavano godendo entrambi. TC iniziò a leccare il collo di Stella, adorava il suo profumo, mentre le mani passavano nuovamente in rassegna i suoi capezzoli. Lei era davvero in estasi.

Dopo diversi intensi minuti in quella posizione, TC si alzò col suo cazzo ancora dentro, e tenendo Stella in braccio, la spinse di schiena contro il muro. Lei riuscì ad afferrare la parte superiore della libreria con le braccia per aiutarlo nella presa. Stava ancora godendo tantissimo. Nel frattempo, lui le aveva anche ripreso i capezzoli in bocca, succhiandoli e mordendoli. Stella non riusciva più a trattenersi e sentiva di star per scoppiare in un gemito di piacere. Lui la stese sulla scrivania e la posizionò a missionario alzandole le gambe per farle avvertire più in profondità gli ultimi colpi di piacere; ansimando in maniera sempre più forte, Stella esplose in un orgasmo, che riecheggiò a lungo nell’ufficio.

Anche TC era prossimo a venire, ma non voleva farlo dentro. Sfilò il suo cazzo ormai durissimo e l’avvicinò alla bocca di Stella, che nel frattempo era scesa dalla scrivania. In ginocchio, lei lo prese tutto in bocca e iniziò a succhiarlo con uno sguardo ancora più spinto di prima. TC si godeva la scena del corpo nudo di Stella mentre con le mani le reggeva la testa, spingendole il cazzo dentro, con movimenti ormai più lenti ma profondi. Si liberò presto, inondandole la bocca e assicurandosi che lei ingoiasse tutto fino all’ultima goccia.

Fecero passare due minuti per riprendersi, dopo di che Stella si girò e gli disse “Allora, me la mostra quest’e-mail?”. Ed iniziarono a ridere.

 

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